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Contenitori-distributori di carburante liquido ad uso privato, indicazioni applicative nella circolare VVF

Contenitori-distributori di carburante liquido ad uso privato, indicazioni applicative nella circolare VVF

Pubblicata dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco la Circolare n. 1-2018 prot. n. 11468 del 29 agosto 2018 "DM 22 novembre 2017 e DM 10 maggio 2018 relativi a Disposizioni in materia di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di contenitori-distributori, ad uso privato, per l'erogazione di carburante liquido di categoria C". Indicazioni applicative".

Il documento ricostruisce la normativa di riferimento ed in particolare si sofferma su alcuni punti del dm 22 novembre 2017, modificato dal dm 10 maggio 2018, che abroga e sostituisce le norme del precedente decreto e si applica a tutti i contenitori-distributori ad uso privato, indipendentemente dal tipo di attività nella quale sono installati.

La nota chiarisce i casi in cui i distributori esistenti sono esentati dall’obbligo di adeguamento alla regola tecnica (art. 4 comma 1 del dm 22 novembre 2017), ossia se sono:

  • in possesso di atti abilitativi riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio
  • in possesso del certificato di prevenzione incendi in corso di validità (o presentata SCIA)
  • pianificati, o sono in corso, lavori di installazione di contenitori distributori sulla base di un progetto approvato dal competente Comando

In riferimento al termine “contenitore-distributore” impiegato nella regola tecnica (dm 22 novembre 2017), viene confermato che è l’equivalente dei termini “contenitore-distributore rimovibile” e “contenitore-distributore mobile” presenti nel dm 19 marzo 1990.

Le disposizioni del decreto non si applicano quindi agli impianti fissi di distribuzione carburanti per autotrazione e ai serbatoi fissi connessi ad esempio a gruppi elettrogeni o ad impianti di riscaldamento.

Viene, inoltre, precisato che con l’entrata in vigore del decreto 22 novembre 2017:

  • decadono le approvazioni di tipo rilasciate per serbatoi in plastica privi del requisito di reazione al fuoco di classe A 1, ai fini delle nuove immissioni sul mercato
  • non decadono le approvazioni di tipo rilasciate in riferimento del dm 19 marzo 1990 e del dm 12 marzo 2003, a condizione che l’eventuale adeguamento alle nuove misure previste non comporti modifiche strutturali o impiantistiche del contenitore-distributore approvato

In riferimento al punto 4.1 dell’allegato al dm viene chiarito che il bacino di contenimento non viene considerato elemento strutturale del contenitore distributore; pertanto, l’eventuale modifica del solo bacino non necessita di un aggiornamento della approvazione di tipo rilasciata ai sensi del dm 31 luglio 1934. Lo stesso vale per il box prefabbricato contenitore-distributore (non è da considerare elemento strutturale).

Il punto 4.10 si riferisce agli imprenditori agricoli che utilizzano contenitori distributori di prodotti petroliferi di capienza non superiore a 6 metri cubi, anche se muniti di erogatore: sono esentati dalla presentazione SCIA (dall’applicazione del dpr 151/2011); occorre, tuttavia, che osservino quanto indicato dal dm 22 novembre 2017.

AdA

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Dispositivi medici. Pubblicate due norme UNI

Dispositivi medici. Pubblicate due norme UNI

Recepite dalla Commissione Tecnologie biomediche e diagnostiche dell’UNI le norme:

  • UNI EN ISO 11607-1:2017 “Imballaggi per dispositivi medici sterilizzati terminalmente - Parte 1: Requisiti per materiali, sistemi di barriera sterili e sistemi di imballaggio”
  • UNI EN ISO 11607-2:2017 “Imballaggi per dispositivi medici sterilizzati terminalmente - Parte 2: Requisiti di convalida per il formato, la tenuta e i processi di assemblaggio”


Il processo di progettazione e sviluppo di un sistema di imballaggio per dispositivi medici sterilizzati terminalmente è un'attività complessa e di importanza critica. I componenti del dispositivo e il sistema di imballaggio dovrebbero essere combinati per creare un prodotto dalle prestazioni efficienti, sicure ed efficaci nelle mani dell'utilizzatore.
La UNI EN ISO 11607-1 specifica i requisiti e i metodi di prova per i materiali, sistemi di barriera preformati sterili, sistemi di barriera sterili e sistemi di imballaggio che sono destinati a mantenere la sterilità dei dispositivi medici sterilizzati terminalmente fino al momento del loro utilizzo.
L'obiettivo di un sistema di imballaggio per dispositivi medici sterilizzati terminalmente è quello di consentire la sterilizzazione, fornire protezione fisica, mantenere la sterilità fino al sito di impiego e consentire la presentazione asettica. La natura specifica del dispositivo medico, il(i) metodo(i) di sterilizzazione previsto(i), l'utilizzo previsto, la data di scadenza, il trasporto e la conservazione influenzano tutti la progettazione del sistema di imballaggio e la scelta dei materiali.
All’intero della norma viene citata come riferimento normativo la ISO 5636-5 Paper and board - Determination of air permeance and air resistance (medium range) - Part 5: Gurley method.
La UNI EN ISO 11607-2 specifica i requisiti per la messa a punto e la convalida dei processi di imballaggio dei dispositivi medici che sono sterilizzati terminalmente. Tali processi includono il formato, la tenuta e l'assemblaggio dei sistemi di barriera sterili preformati, dei sistemi di barriera sterili e dei sistemi di imballaggio.
Una delle caratteristiche di maggiore criticità di un sistema di barriera sterile e sistema di imballaggio per dispositivi medici sterili è l'assicurazione del mantenimento della sterilità. Inoltre, lo sviluppo e la convalida dei processi di imballaggio sono cruciali per garantire di ottenere l'integrità del sistema di barriera sterile e di mantenerla fino all'apertura da parte degli utilizzatori dei dispositivi medici sterili.
In questa norma viene citata come riferimento normativo la ISO 11607-1 Packaging for terminally sterilized medical devices - Part 1: Requirements for materials, sterile barrier systems and packaging systems.

mb

Fonte UNI

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Cosmetici. Analisi microbiologica

Cosmetici. Analisi microbiologica

Pubblicata in italiano a cura della commissione “Tecnologie biomediche e diagnostiche” dell’UNI la norma UNI EN ISO 21148 - “Cosmetici - Microbiologia - Istruzioni generali per l'analisi microbiologica

La norma fornisce le istruzioni generali per l'esecuzione delle analisi microbiologiche dei prodotti cosmetici, allo scopo di garantire la loro qualità e sicurezza, in conformità a un'adeguata analisi del rischio (per esempio la bassa attività idrica, i valori estremi di pH, i prodotti idroalcolici). Da ricordare che a causa della grande varietà di prodotti e potenziali utilizzi che rientrano nella norma, queste istruzioni potrebbero non essere idonee in ogni dettaglio per determinati prodotti come ad esempio quelli non mescolabili in acqua. Inoltre, quando si eseguono le analisi microbiologiche è di particolare importanza che:

  • siano isolati o enumerati solo i microrganismi presenti nei campioni;
  • i microrganismi non contaminino l'ambiente.

L’utilizzo della norma contribuisce a garantire che le tecniche generali utilizzate per condurre le analisi microbiologiche dei cosmetici siano le stesse in laboratori diversi al fine di ottenere risultati omogenei proteggendo la salute del personale di laboratorio per prevenire il rischio di infezione.

In tal senso non è trascurabile la preparazione del personale dedicato ai controlli. Infatti, tutti gli operatori che lavorano in un laboratorio di microbiologia devono aver ricevuto una formazione adeguata a garantire di condurre correttamente le operazioni di cui sono incaricati.

Mb

Fonte: UNI

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La nuova UNI EN ISO 19011:2018. Linee guida per gli audit di sistemi di gestione

La nuova UNI EN ISO 19011:2018. Linee guida per gli audit di sistemi di gestione

Pubblicata la nuova norma UNI EN ISO 19011:2018 “Linee guida per audit di sistemi di gestione” che sostituisce, dal 10 luglio 2018, la precedente versione del 2012.

La norma, basata sulla cosiddetta HLS (High Level Structure), fornisce una guida sull’audit di sistemi di gestione, compresi i principi dell’attività di audit, la gestione dei programmi di audit e la conduzione degli audit di sistemi di gestione, così come una guida per la valutazione delle competenze delle persone coinvolte nel processo di audit. Tali attività comprendono la persona(e) che gestisce il programma di audit, gli auditor ed i gruppi di audit.

La norma è applicabile a qualsiasi organizzazione che abbia l’esigenza di pianificare e condurre audit interni o esterni di sistemi di gestione o di gestire un programma di audit. È possibile l’applicazione della norma ad altri tipi di audit, a condizione che sia prestata particolare attenzione alle specifiche necessarie competenze.

È predisposta per essere flessibile tanto che il suo utilizzo può variare in funzione delle dimensioni e del livello di maturità del sistema di gestione di un’organizzazione. Inoltre, il documento adotta l’approccio dell’audit combinato, ovvero, quando due o più sistemi di gestione di diverse discipline sono sottoposti ad audit contemporaneamente.

La terza edizione della norma UNI EN ISO 19011 rispetto alla precedente si caratterizza per le seguenti novità:

  • inserimento dell’approccio basato sul rischio (risk-based approach) fra i principi dell’audit;
  • estensione della parte relativa alla gestione del programma di audit, inclusa la gestione dei rischi e opportunità del programma di audit
  • estensione della sezione sulla conduzione dell’audit, con particolare riguardo alle fasi di pianificazione operativa e coordinamento degli audit
  • estensione dei requisiti generali di competenza degli auditor e contestuale eliminazione dell’appendice contenente i requisiti di competenza per l’audit degli specifici tipi di sistemi di gestione (in coerenza con lo sviluppo della serie EN ISO/IEC 17021);
  • aggiornamento della terminologia, per riflettere meglio la logica del processo di audit
  • introduzione, come appendice, di una guida sui nuovi e più importanti concetti e strumenti applicabili al processo di audit, fra cui il contesto dell’organizzazione, la leadership e l’impegno, gli audit virtuali, la conformità legislativa, la catena di fornitura.

A tale riguardo, si informa che sono aperte le iscrizioni al corso di formazione per “Auditor sistemi di gestione: metodologia di audit” (UNI EN ISO 19011:2018 e ISO/IEC 17021-1:2015).

Il Consorzio Promos Ricerche ha organizzato questo corso formativo qualificato AICQ SICEV rivolto a Dirigenti, Responsabili di funzione/processo, Personale coinvolto nelle attività dei sistemi di gestione di tutte le tipologie di organizzazioni, Consulenti dei sistemi di gestione, Auditor interni/esterni che abbiano la necessità di conoscere le modalità per pianificare, attuare e migliorare il processo degli audit dei sistemi di gestione in accordo alle norme UNI EN ISO 19011:2018 e ISO/IEC 17021-1:2015.

AdA

Info e iscrizioni corso 19011:2018

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Ventilazione negli ospedali, pubblicata la nuova UNI CEN/TS 16244

Ventilazione negli ospedali, pubblicata la nuova UNI CEN/TS 16244

Pubblicata il 19 luglio la norma UNI CEN/TS 16244:2018 in materia di ventilazione negli ospedali. La specifica tecnica definisce il contesto e la struttura per la normativa relativa alla ventilazione negli ospedali ed i requisiti per la stesura delle parti della normativa, compresi i termini preliminari e le definizioni.

La normativa è destinata a tutti i locali sanitari in cui vengono erogati i servizi sanitari. È applicabile ai servizi sanitari erogati in un ospedale, in una clinica o in altri locali. Ciò include le aree di rischio generali e specifiche all'interno dell'assistenza sanitaria e fornisce livelli definiti di qualità dell'aria / pulizia per la classificazione di queste aree. La normativa risponde ai requisiti minimi per i sistemi di ventilazione. Specifica la progettazione, l'installazione, il funzionamento, il processo di qualificazione e la manutenzione dei sistemi di ventilazione.

La normativa descrive i seguenti problemi igienici relativi al sistema di ventilazione:

  1. qualità dell'aria (ad esempio livelli di pulizia, temperatura, umidità, quantità di aria);
  2. protezione di pazienti, personale e visitatori da agenti nocivi;
  3. riduzione della crescita di microrganismi (ad esempio pulizia, accessibilità, superfici bagnate, accumulo di particelle);
  4. controllo della direzione del flusso d'aria (per esempio tenuta di sistemi e costruzioni, differenza di pressione).

La normativa descrive approcci strutturati per tutte le fasi dalla progettazione fino a, e comprese, manutenzione e riqualificazione e fornisce i requisiti minimi per i sistemi di ventilazione:

  1. requisiti minimi dell'utente (URS);
  2. requisiti di progettazione funzionale (FD);
  3. requisiti per componenti nella progettazione dettagliata (DD).

La norma è destinata ai responsabili dei progetti di sistemi di ventilazione sanitaria, ai progettisti, agli ingegneri edili e di avviamento, ai gestori delle proprietà e ai responsabili delle operazioni/strutture.

AdA

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Manager Health Safety Environment. Una norma UNI ne definisce i requisiti.

Manager Health Safety Environment. Una norma UNI ne definisce i requisiti.

La tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza nelle attività svolte da un’organizzazione sono temi ritenuti sinergici rispetto al mantenimento di una presenza competitiva nel mercato globale. Ecco perché svolgere politiche relative a questi temi può promuovere gli investimenti, lo sviluppo e l’innovazione. Nel ricco panorama normativo in ambito HSE si inserisce perfettamente la realizzazione da parte della commissione Sicurezza della norma UNI 11720:2018 “Attività professionali non regolamentate - Manager HSE (Health, Safety, Environment) - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”
Questo documento definisce i requisiti relativi all’attività professionale del Manager HSE, ossia di un professionista che ha le conoscenze, abilità e competenze che garantiscono la gestione complessiva e integrata dei processi e sotto processi in ambito HSE.

La norma delinea due profili professionali:

  • Manager HSE operativo;
  • Manager HSE strategico.

Il Manager HSE opera in diverse tipologie di organizzazioni, sia pubbliche sia private, per supportare, il conseguimento degli obiettivi stabiliti per la prevenzione e protezione dei lavoratori e la tutela dell'ambiente. Inoltre, rappresenta la figura di riferimento per il coordinamento, la consulenza ed il supporto gestionale per l'implementazione e l'integrazione dei processi legati alla salute, alla sicurezza ed all'ambiente, con l'obiettivo di concorrere all'efficienza complessiva dell'organizzazione.
In funzione dei propri compiti ed attività prevalenti, supporta l'organizzazione sia nella definizione della strategia aziendale/imprenditoriale sia nella gestione operativa e nell'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi per i lavoratori, per l'ambiente e per il patrimonio aziendale.
I requisiti illustrati nella UNI 11720 sono definiti a partire dai compiti e dalle relative attività in conformità a quanto previsto dal Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework – EQF) in modo da agevolare i processi di valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento.
Per completezza nel documento viene riportata come riferimento normativo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024 Valutazione della conformità – Requisiti generali per organismi che eseguono la certificazione di persone.

mb

Fonte UNI

 

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BIM, in inchiesta pubblica la Parte VII della norma UNI 11337

BIM, in inchiesta pubblica la Parte VII della norma UNI 11337

Fino al 7 settembre 2018 è in inchiesta pubblica finale, sul sito dell’UNI la futura norma UNI 11337-7 (Codice progetto: UNI1602384), che va ad aggiungersi alle altre parti della stessa norma già pubblicate.
La norma, dal titolo “Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi - Parte 7: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa” stabilisce i requisiti relativi all’attività professionale delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa.
Tali requisiti sono identificati con la suddivisione tra compiti e attività specifiche svolte dalla figura professionale in termini di conoscenza, abilità e competenza secondo il quadro europeo delle qualifiche (EQF).
I requisiti sono indicati sia per consentire la valutazione dei risultati dell’apprendimento informale e non formale e sia ai fini di valutazione di conformità delle competenze.

Vai al progetto di norma UNI1602384

mb

Fonte UNI

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Aspetti ambientali di biocarburanti e bioliquidi. Pubblicata la UNI EN 16214-3

Aspetti ambientali di biocarburanti e bioliquidi. Pubblicata la UNI EN 16214-3

Il Comitato Termotecnico Italiano, ente federato UNI, ha promosso il recepimento della norma UNI EN 16214-3:2018Criteri di sostenibilità per la produzione di biocarburanti e bioliquidi per applicazioni energetiche - Principi, criteri, indicatori e verificatori - Parte 3: Aspetti ambientali e di biodiversità inerenti le finalità di protezione della natura
La norma definisce le procedure, i criteri e gli indicatori per fornire l’evidenza richiesta per:

  1. la produzione di materie prime in aree con finalità di protezione della natura;
  2. la raccolta di materie prime da pascoli secondari (non naturali) caratterizzati da elevata biodiversità;
  3. la coltivazione e la raccolta nelle torbiere.

La norma specifica i requisiti relativi alla fornitura, da parte degli operatori economici, dell’evidenza che la produzione, la coltivazione e la raccolta delle materie prime avvengono in conformità ai requisiti legali o di altro tipo riguardanti le aree sopra menzionate.
Inoltre, si applica alla produzione, coltivazione e raccolta di biomassa per la produzione di biocarburanti e bioliquidi.
All’interno del documento viene citata come riferimento normativo la norma EN 16214-1 Sustainability criteria for the production of biofuels and bioliquids far energy applications - Principles, criteria, indicators and verifiers - Part 1: Terminology.

mb

Fonte UNI

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Prevenzione della corruzione

Prevenzione della corruzione

La corruzione è un fattore di forte danno alla concorrenza ed al mercato e la prevenzione della stessa attraverso l’implementazione di un sistema di gestione anticorruzione è una richiesta sempre più specifica per le aziende. Al riguardo la Commissione Valutazione della conformità ha curato il recepimento anche in lingua italiana della UNI CEI ISO/IEC TS 17021-9:2018 “Valutazione della conformità - Requisiti per gli organismi che forniscono audit e certificazione di sistemi di gestione - Parte 9: Requisiti di competenza per le attività di audit e la certificazione di sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione”
Questo documento integra i requisiti indicati dalla ISO/IEC 17021-1 e include specifici requisiti di competenza per il personale coinvolto nel processo di certificazione di sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione (ABMS - Anti-Bribery Management Systems).
Gli organismi di certificazione sono responsabili verso le parti interessate, compresi i loro clienti e i clienti delle organizzazioni i cui sistemi di gestione sono certificati, di assicurare che solo gli auditor che dimostrano una competenza pertinente possono condurre gli audit dei sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione. È inteso che tutti gli auditor di ABMS dispongano delle competenze generali, nonché delle competenze specifiche descritte nella UNI CEI ISO/IEC TS 17021-9. Inoltre, gli organismi di certificazione hanno l'esigenza di identificare la specifica competenza del gruppo di audit necessaria per il campo di applicazione di ciascun audit.
All’interno della norma sono utilizzate le seguenti forme verbali:

  •  "deve" indica un requisito;
  •  "dovrebbe" indica una raccomandazione;
  •  "può" indica una possibilità o una capacità.

Nel testo è inoltre possibile trovare i seguenti riferimenti normativi:

  • ISO/IEC 17021-1 Conformity assessment - Requirements for bodies providing audit and certification of management systems - Part 1: Requirements;
  • ISO 37001 Anti-bribery management systems - Requirements with guidance for use.

mb

Fonte: UNI

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Apparecchi di protezione delle vie respiratorie

Apparecchi di protezione delle vie respiratorie

Pubblicata, a cura della Commissione Sicurezza, la norma UNI 11719:2018 “Guida alla scelta, all'uso e alla manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR), in applicazione alla UNI EN 529:2006”
La norma costituisce uno strumento per definire e attuare un programma di protezione delle vie respiratorie, fornendo criteri di scelta, uso, cura e manutenzione degli APVR. La norma non tratta gli APVR utilizzati per immersione o per pressioni diverse dalla normale pressione atmosferica e nell’appendice B, informativa, è riportato l’elenco delle norme europee sugli APVR disponibili.
È chiaro che vista l’estrema varietà degli ambienti di lavoro le condizioni e le esigenze di protezione cambiano in funzione degli specifici ambienti pertanto la valutazione del rischio non può che essere effettuata caso per caso. Un’attenta e specifica valutazione del rischio permette di identificare l’APVR più idoneo al singolo caso.
La formazione, l'addestramento all'uso degli APVR e la verifica dell'apprendimento non sono trattati nella norma, in quanto ampiamente definiti nella legislazione vigente.

All’interno della norma sono citati i seguenti riferimenti normativi:

  • UNI EN 132 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Definizioni dei termini e dei pittogrammi;
  • UNI EN 134 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Nomenclatura dei Componenti;
  • UNI EN 136 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Maschere intere - Requisiti, prove, marcatura;
  • UNI EN 140 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Semimaschere e quarti di maschera - Requisiti, prove, marcatura;
  • UNI EN 149 Dispositivi di protezione delle vie respiratorie – Semimaschere filtranti antipolvere - Requisiti, prove, marcatura;
  • UNI EN 529 Dispositivi di protezione delle vie respiratorie – Raccomandazioni per la selezione, l'uso, la cura e la manutenzione – Documento guida.

mb

Fonte UNI

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