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Normazione e Obiettivi per lo sviluppo sostenibile 2030.

Normazione e Obiettivi per lo sviluppo sostenibile 2030.

Pubblicato dall’UNI il Dossier: “Raggiungiamo gli Obiettivi ONU 2030.
La normazione è sostenibilità nei suoi principi ispiratori. Trovare una soluzione condividendola tra tutti i soggetti interessati affinché possa portare a una sua totale applicazione, tenendo in considerazione aspetti economici, sociali e ambientali, costituisce garanzia di sostenibilità.
Applicare la norma vuol dire scegliere consapevolmente una soluzione sostenibile, significa contribuire al raggiungimento degli Obiettivi ONU per l’Agenda 2030.
Il dossier rafforza il messaggio presentando la forte relazione tra UNI e la strategia ONU, nelle diverse attività svolte dal sistema della normazione, nelle fasi di ricerca e innovazione e di sviluppo di prassi di riferimento e norme tecniche.
I primi articoli inquadrano la tematica, focalizzando l’attenzione alla storia dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e il ruolo dell’infrastruttura per la qualità in tale contesto, ruolo che UNI ha assunto formalmente con la definizione dei Grandi Temi in applicazione delle sue Linee Politiche 2017-2019.
Smart cities, economia circolare, digitalizzazione dell’industria, etica, sono solo alcuni degli argomenti che vengono approfonditi in UNI al fine di anticipare gli indirizzi della società ed essere pronti a proporre delle soluzioni condivise ad applicazione volontaria, prima che le trasformazioni culturali siano oggetto di interventi di legislazione.
Il dossier illustra alcuni esempi di relazione tra le attività di normazione e l’implementazione dell’Agenda 2030. Si citano il progetto di UNECE sulla differenza di genere nel mondo della normazione, l’iniziativa finanziata dall’Unione europea per un uso circolare dell’acqua, lo sviluppo sul valore sociale della ricerca responsabile e la sperimentazione per applicare l’economia circolare ai pneumatici.
Vi sono poi le testimonianze sullo sviluppo delle prassi di riferimento, quali la UNI/PdR 25 sulla dieta mediterranea, la UNI/PdR 13 sulla sostenibilità degli edifici e la UNI/PdR 48 sulla sicurezza urbana.
Ovviamente, anche l’attività di normazione nazionale è molta attenta ai temi della sostenibilità, soprattutto nel mondo dei servizi e delle professioni. Perciò si è voluto dare evidenza nel dossier alle norme UNI 11031 (servizi per persone con problematiche di dipendenza da sostanze stupefacenti), UNI 11010 (servizi per l’inclusione delle persone con disabilità), UNI 11402 (educazione finanziaria al cittadino) e UNI 11720 (qualificazione del professionista esperto in salute, sicurezza e ambiente).

Scarica il Dossier

mb
Fonte UNI

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Gestione delle risorse umane. Pubblicata la UNI ISO 30400

Gestione delle risorse umane. Pubblicata la UNI ISO 30400

È grazie alla Commissione UNI "Responsabilità sociale delle organizzazioni" che è stata adottata anche in lingua italiana la UNI ISO 30400:2017 “Gestione delle risorse umane – Vocabolario
La gestione delle risorse umane è d’importanza strategica per tutte le organizzazioni. Anche la normazione quindi è presente in questo ambito così di rilievo.
Il documento definisce i termini utilizzati nelle norme sulla gestione delle risorse umane. È stato elaborato al fine di aiutare a favorire una comprensione comune del vocabolario fondamentale e mantenerne la coerenza nelle norme sulla gestione delle risorse umane.
Il documento è destinato ad essere utilizzato da:

  • coloro che si occupano di risorse umane;
  • professionisti accademici e studenti;
  • coloro che predispongono le relative norme;
  • stakeholder nelle organizzazioni, indipendentemente dalla dimensione e dal tipo di organizzazione;
  • sindacati, consigli di fabbrica, altri rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro;
  • altri soggetti interessati alla professione di gestione delle risorse umane.

La UNI ISO 30400 entra nello specifico definendo la terminologia relativa all’organizzazione, alle risorse umane e alla pianificazione, alle persone, alle metriche delle risorse umane, alla governance umana, all’impiegabilità sostenibile, alla diversità e all’inclusione, alla pianificazione della forza lavoro, all’assunzione, alla mobilità della forza lavoro, alla gestione dei talenti e per finire alla gestione della conoscenza.
All’interno della norma è riportata tra le altre la definizione riferita alla “gestione delle risorse umane” con la quale s’intende la gestione delle persone nell’organizzazione estendendo il significato anche alla gestione dei talenti, alla relazioni con i dipendenti e a quelle industriali, alla formazione e sviluppo, alla ricompensa e altri benefici in genere, ecc.
La gestione delle risorse umane ottimizza il contributo delle persone per supportare il successo dell'organizzazione e degli stakeholder.

mb

Fonte: UNI

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Dall’OCSE La Guida sul Dovere di Diligenza per la Condotta d’Impresa Responsabile

Dall’OCSE La Guida sul Dovere di Diligenza per la Condotta d’Impresa Responsabile

Disponibile anche in italiano la Guida dell’OCSE sul Dovere di Diligenza per la Condotta d’Impresa Responsabile.
L’obiettivo della Guida OCSE è quello di offrire alle imprese un supporto pratico volto all’implementazione delle Linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali, usando un linguaggio semplice per spiegare le raccomandazioni sul dovere di diligenza e le relative disposizioni. Attuare queste raccomandazioni aiuta le imprese ad evitare e ad affrontare gli impatti negativi sui lavoratori, sui diritti umani, sull’ambiente, sulla corruzione, sui consumatori e sul governo societario, che possono essere ricondotti alle loro attività, alla loro catena di fornitura e ad altre relazioni commerciali dell’impresa. L’Appendice alla Guida contiene ulteriori spiegazioni, consigli ed esempi di applicazione del dovere di diligenza.
La Guida intende altresì promuovere una visione comune presso i Governi e le parti interessate (stakeholders) circa il dovere di diligenza per la condotta d’impresa responsabile. I Principi guida delle Nazioni Unite sulle Imprese e i Diritti umani, nonché la Dichiarazione tripartita dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale, contengono altresì raccomandazioni sul dovere di diligenza e questa Guida può aiutare le imprese ad attuarle.
La preparazione di questo testo è stata curata dal Gruppo di lavoro dell’OCSE sulla condotta d’impresa responsabile (WPRBC) ed ha comportato un processo condiviso con più portatori di interesse, con i Paesi membri e non membri dell’OCSE, nonché con rappresentanti del mondo delle imprese, dei sindacati e della società civile.

Scarica la Guida OCSE

mb

Fonte MISE - Punto Contatto Nazionale

 

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Asili nido, due bandi da 38 milioni per potenziare l’offerta in Campania

Asili nido, due bandi da 38 milioni per potenziare l’offerta in Campania

Sono stati pubblicati, sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania numero 10 del 05/02/2018, due avvisi per due distinti bandi destinati, uno al potenziamento e alla costruzione di nuovi asili nido, l'altro all'erogazione di voucher di servizio per incentivare l'utilizzo delle strutture.

Complessivamente, attraverso queste misure, la Giunta Regionale della Campania mette a disposizione oltre 38 milioni di euro per potenziare e sostenere l'offerta e l'utilizzo del servizio di asilo nido. Nello specifico, 28.8 milioni di euro sono destinati a progetti per il potenziamento, la costruzione, la gestione di nuove strutture e di posti nido, mentre ulteriori 9.4 milioni sono destinati al sostegno economico alle famiglie con figli al di sotto dei 36 mesi che usufruiscono dei posti nido.

Il bando da 28.8 milioni di euro è articolato in diverse linee di intervento: costruzione di nuovi nidi/micronidi, ristrutturazione di strutture esistenti/acquisto arredamento, sostegno ai costi di gestione, potenziamento dei posti nido. Una quota di 3.7 milioni di euro è inoltre riservata a progetti innovativi.

Possono presentare istanza di finanziamento Comuni, associazioni di Comuni, Ambiti Territoriali Sociali e, relativamente a progetti di ristrutturazione, anche singole Municipalità. L'erogazione dei 9.4 milioni per i voucher di servizio sarà, invece, gestita dagli Ambiti Territoriali Sociali con l'obiettivo di sostenere le famiglie meno abbienti e di favorire la conciliazione della vita familiare con l'attività lavorativa.

AdA

Scarica il BURC del 5 febbraio 2018

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Terzo settore, finanziamenti agevolati: domande dal 7 novembre

Terzo settore, finanziamenti agevolati: domande dal 7 novembre

Per promuovere la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale con decreto del Ministro dello sviluppo economico 3 luglio 2015 è stato istituito un regime di aiuto volto a sostenere la nascita e la crescita delle imprese operanti, in tutto il territorio nazionale, per il perseguimento di meritevoli interessi generali e finalità di utilità sociale.  
Con decreto del  Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, 14 febbraio 2017, sono state stabilite le condizioni e le modalità per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in forma di finanziamento agevolato.
A luglio 2017 è stata sottoscritta la Convenzione fra Ministero dello sviluppo economico, Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti che, oltre a specificare aspetti puntuali della disciplina del finanziamento agevolato, detta le regole affinché le banche in possesso di specifici requisiti di esperienza nell’erogazione di finanziamenti all’economia sociale, possano aderire alla Convenzione e assumere il ruolo di “banche finanziatrici”, fra le quali le imprese sceglieranno la banca cui rivolgersi per ottenere la delibera di finanziamento, preliminare alla presentazione della domanda di agevolazione.
Possono beneficiare delle agevolazioni :
•    imprese sociali di cui al decreto legislativo n. 112/2017 (ex D.Lgs n. 155/2006) e ss.mm.ii. costituite in forma di società;
•    cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991 e ss.mm.ii. e relativi consorzi, che con D.Lgs 112/2017 hanno acquisito di diritto la qualifica di imprese sociali;
•    società cooperative aventi qualifica di ONLUS ai sensi del decreto legislativo n. 460/1997 e ss.mm.ii.
L’agevolazione consiste in un finanziamento agevolato per la realizzazione di programmi di investimento finalizzati alla creazione o allo sviluppo di imprese operanti nell’ambito dell’economia sociale, in qualunque settore e su tutto il territorio nazionale.
Le agevolazioni sono concesse a titolo di “de minimis” ai sensi dei Regolamenti (UE) n.1407/2013, n. 1408/2013 e n. 717/2014).
I programmi di investimento devono presentare spese ammissibili, al netto IVA, non inferiori a 200.000,00 euro e non superiori a 10.000.000,00 di euro. Il finanziamento, al tasso agevolato di 0,5%, ha una durata non superiore a 15 anni, comprensiva di un periodo di preammortamento massimo di 4 anni.
Il finanziamento agevolato e il finanziamento bancario saranno regolati in modo unitario da un unico contratto di finanziamento gestito dalla banca finanziatrice, per una copertura delle spese ammissibili pari all’80%, di cui la quota di finanziamento bancario sarà pari al 30% e la quota di finanziamento agevolato sarà pari al 70%.
La misura è dotata di 223 milioni di euro, di cui 200 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati e 23 milioni di euro per la concessione dei contributi in conto capitale.
Una quota pari al 60% delle suddette risorse è riservata annualmente alle PMI, come definite dall’allegato 1 al Regolamento (UE) n. 651/2014. Nell’ambito della predetta riserva, il 25% è destinato alle micro e piccole imprese.
La domanda di agevolazione deve essere redatta in formato elettronico, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore mediante firma digitale, e presentata al Ministero a partire dalle ore 10.00 del 7 novembre 2017, a mezzo PEC, all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Modulo di domanda

mb

Fonte MISE

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Economia circolare, dal Ministero due bandi per ricerca ed ecodesign

economia-circolareEconomia circolare al centro di due bandi pubblicati dal Ministero dell'ambiente che hanno l’obiettivo di realizzare un uso efficiente delle materie prime, lo sviluppo e il potenziamento della circolarità tra la gestione dei rifiuti e il mercato di prodotti e materiali.

Nello specifico, gli avvisi pubblicati dal Ministero dell’ambiente, che possono contare su uno stanziamento complessivo di 2,1 milioni di euro, mirano a incentivare l'uso su scala industriale di tecnologie innovative e sostenibili per il trattamento di materiali provenienti da prodotti complessi a fine vita, come anche lo sviluppo dell’ecodesign dei prodotti per facilitare l’industria dello smontaggio, la separazione delle singole componenti e l’avvio al riciclo delle matrici ambientali.

I progetti finanziati dovranno essere caratterizzati da elevata replicabilità e dalla possibilità di un rapido trasferimento dei risultati all’industria per l’attuazione degli interventi.

Il primo bando è destinato al cofinanziamento di progetti di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie di recupero, riciclaggio e trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) e ha una copertura finanziaria di 900mila euro.

Il secondo si rivolge invece a quelle categorie di rifiuti non rientranti tra quelle già servite dai consorzi di filiera, all’ecodesign dei prodotti e alla corretta gestione dei relativi rifiuti. Le risorse a disposizione sono pari a 1,2 milioni di euro.

"L’italia – afferma il ministro Gian Luca Galletti – ha già accettato la sfida dell’economia circolare, nel contesto del forte impegno continentale che si sta concretizzando nel Pacchetto europeo sulla ‘circular economy’: proprio per questo abbiamo bisogno di lavorare sull’innovazione e soprattutto in quei terreni nei quali c’è più bisogno di elevare le performance ambientali: apriamo dunque questa opportunità al settore pubblico e ai privati, contando di ricevere un grande riscontro e ottime idee per il nostro Paese”.

Parallelamente, approda in Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dell'ambiente del 14 aprile 2017, che disciplina le condizioni di accesso all'incremento dell'incentivazione prevista dal decreto 6 luglio 2012 per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati a biomasse e biogas. L'incremento in questione, pari a 30 €/Mwh, spetta agli impianti alimentati da prodotti e sottoprodotti di origine biologica. Il decreto prevede che il gestore dell'impianto invii all'agenzia regionale o provinciale per la protezione dell'ambiente competente il progetto del sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni (SMe) o del sistema di analisi emissioni (Sae) con le istruzioni tecniche per l'esercizio e la manutenzione, e le procedure di calibrazione/taratura, garanzia di qualità dei dati e validazione delle misure. Il periodo di accesso al premio decorre dal primo mese civile successivo alla data in cui il gestore dell'impianto utilizza un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni (SMe) o un sistema di analisi emissioni (Sae) soggetto a positiva verifica iniziale di idoneità.

AdA

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Acquisti responsabili: allo studio la futura ISO 20400

20400La futura norma ISO 20400 fornirà alle imprese - indipendentemente dalla loro dimensione e dal tipo di attività svolta - una guida su come integrare la responsabilità sociale nei propri processi di acquisto così come definito dalla famosa norma ISO 26000 “Guida alla responsabilità sociale”.
I 14 Paesi che partecipano al tavolo di lavoro in sede ISO - compresa l’Italia - hanno deciso di prolungare lo stadio di Draft International Standard (DIS) - in cui si trova in questo momento la futura norma - al fine di perfezionarne il testo.
Un acquisto può essere considerato “sostenibile” se porta vantaggi sociali, economici e ambientali a lungo termine. Si tratta di un tema particolarmente delicato. Al giorno d’oggi, infatti, chi gestisce le commesse - in qualsiasi parte del mondo si trovi - non può più considerarsi esente da responsabilità per ciò che accade ai propri fornitori.
Da una ricerca condotta nell’ambito della campagna internazionale ‘Change Your Shoes’ su 23 marchi dell’industria mondiale delle calzature è emerso che molti grandi marchi del settore, anche italiani, continuano a fare poco per difendere i lavoratori della catena di subfornitura.
Dai risultati della ricerca è risultato infatti evidente che le aziende devono operare con maggiore impegno affinché la valutazione dei rischi legati alle attività di impresa sia effettuata in modo sistematico e sia garantito nelle filiere globali il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori.
Molto resta ancora da fare con riferimento ad aspetti di fondamentale importanza, come il salario dignitoso, la salute e la sicurezza sul lavoro, la libertà di associazione, la trasparenza e la divulgazione di informazioni in forma pubblica. Il rapporto fotografa la situazione attuale in relazione all’applicazione dei principi di due diligence in materia di diritti umani e rileva la chiara necessità di attuare processi di miglioramento (Fonte: Rapporto Change Your Shoes 2016 “Calpestare I diritti dei lavoratori”).
Quindi, di fronte a più livelli di subappaltatori e di appalti transfrontalieri, le regolamentazioni nazionali non possono più costituire le uniche leve per regolare queste pratiche. Da qui l’idea di disporre di una norma di riferimento, messa a punto con e per gli utilizzatori, basata su un modello di applicazione volontaria, che permetta alle imprese più virtuose di distinguersi.
Questo è l’obiettivo fondamentale della futura norma sugli acquisti sostenibili ISO 20400 per la quale si è recentemente conclusa una fase importante.
Lo scorso maggio i 14 Paesi che partecipano al comitato tecnico ISO/PC 277 (gestito congiuntamente da Brasile e Francia) sono stati invitati a esprimere il proprio parere sul progetto di norma, alla luce dei numerosissimi commenti ricevuti durante la fase dell’inchiesta pubblica. Nel corso di una riunione svoltasi a Sydney il comitato tecnico ha quindi deciso di prolungare lo stadio DIS della norma in modo da arrivare a un DIS 2.
Questa nuova fase del progetto farà slittare la data di pubblicazione della norma vera e propria verso la metà del 2017. Entro la fine di quest’anno è prevista una riunione del comitato, che si terrà in Brasile, durante la quale si deciderà se pubblicare il documento come “Final Draft” (FDIS) fase dopo la quale sarà possibile apportare solo piccoli ritocchi al testo.

mb

Fonte UNI

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Responsabilità Sociale. Allo studio una Prassi di Riferimento per l'implementazione della la UNI ISO 26000

RSI prLa Giunta Esecutiva UNI ha approvato l’avvio dei lavori di elaborazione di un nuovo progetto di prassi di riferimento (UNI/PdR) relativa all'elaborazione di una linea guida sugli indirizzi metodologici per l’implementazione della UNI ISO 26000, il coinvolgimento degli stakeholders, la materialità e l'accountability.
I lavori sul progetto di prassi di riferimento saranno avviati l'8 luglio 2015 tramite la riunione insediativa del Tavolo “Indirizzi metodologici alla UNI ISO 26000” costituito da esperti di Fondazione Sodalitas e del sistema UNI.
Fondazione Sodalitas, nata su iniziativa di Assolombarda nel 1995, è la prima realtà a promuovere la Sostenibilità d’Impresa in Italia, contribuendo all’evoluzione del ruolo dell’impresa come attore sociale e non solo economico. Inoltre essa ha come finalità l’educazione all’impegno e alla coesione sociale, promuovendo in particolare la cultura d’impresa orientata alla responsabilità sociale ed alla sostenibilità e supporta lo sviluppo di progetti basati su valori sociali condivisi, nonché di interventi delle imprese in campo sociale, culturale, educativo, con fini di solidarietà.
La prassi di riferimento che si intende elaborare sarà finalizzata alla definizione di un documento tecnico che fornisca delle linee guida atte ad individuare degli strumenti applicativi della norma internazionale ISO 26000 sulla responsabilità sociale delle organizzazioni.
Si ricorda che le prassi di rifermento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido (al massimo 8 mesi dall’approvazione della richiesta) processo di condivisione ristretta ai soli autori, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio sullo stesso argomento; costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.
Il Consorzio Promos Ricerche, quale punto di riferimento territoriale degli Enti Normatori italiani UNI e CEI, offre, presso i propri uffici, la consultazione gratuita della normativa tecnica dei principali Enti Normatori (UNI, CEI, ISO, IEC, CENELEC, CEN).

mb

Fonte UNI

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Regione Campania. Approvato il regolamento per l'Agricoltura Sociale.

AGRO SOCIALLa giunta regionale della Campania, presieduta da Stefano Caldoro, d'intesa tra l'assessore all'Assistenza Sociale Bianca D'Angelo e l'assessore all'Agricoltura Daniela Nugnes ha approvato il regolamento di attuazione della legge regionale 5 del 2012 sull'agricoltura sociale e la disciplina delle fattorie e degli orti sociali. "Vengono così regolate in Campania le attività di agricoltura sociale, in particolare le fattorie e gli orti sociali, attraverso un sistema di riconoscimento regionale su base volontaria e la conseguente iscrizione nei rispettivi registri regionali." Così Daniela Nugnes, assessore all'Agricoltura della Regione Campania.
"Inoltre, così come previsto dal documento approvato, verrà istituito, presso l'assessorato all'Agricoltura, un Osservatorio regionale sull'agricoltura sociale, a cui competerà il monitoraggio e la valutazione dei servizi offerti e la promozione della cooperazione istituzionale tra imprese, strutture private ed Enti pubblici – dice ancora la Nugnes, che sottolinea – con l'entrata in vigore di questo atto la Campania è pronta ad affrontare le nuove sfide in materia di agricoltura sociale. D'altra parte, anche la nuova programmazione comunitaria 2014/2020 ha ritenuto necessario introdurre misure specifiche a sostegno di quelle imprese agricole che puntano sull'inclusione sociale in collaborazione con il terzo settore e con gli enti di competenza."

Scarica i documenti

DELIBERA GIUNTA_REGIONALE N.507 del 10/11/14

REGOLAMENTO ORTI SOCIALI

mb

Fonte Regione Campania

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RSI. Confermata la validità della ISO 26000 per altri tre anni

26000 rsiLa norma sulla responsabilità sociale, la ISO 26000, ha ormai alle spalle quasi quattro anni di applicazione (è stata infatti pubblicata nel novembre del 2010). Come noto essa fornisce una guida, adatta a tutti i tipi di organizzazione, per la corretta gestione di quelle attività che concorrono a una efficace politica di responsabilità sociale.
La ISO 26000, come tutte le norme, è stata sottoposta all'inizio dell'anno a un processo di revisione sistematica per verificarne, come da prassi, la coerenza dei contenuti con le attuali esigenze della società e del mercato. Gli enti nazionali aderenti a ISO in tutto il mondo hanno, infatti, votato sulla conferma della norma, la sua soppressione o la sua modifica.
Questa periodica attività di revisione (che avviene ogni 3/5 anni dalla pubblicazione) ha dato esito positivo. Dopo un’attenta valutazione, infatti, il 70 % degli enti nazionali ha espresso il proprio voto riconfermando la norma ISO 26000 nella sua versione attuale per altri tre anni.
«E' un risultato importante» afferma Ornella Cilona, Presidente della Commissione Tecnica UNI "Responsabilità sociale delle organizzazioni" «che conferma l'importanza di questa norma, riconosciuta anche dalla Commissione europea come uno dei più importanti strumenti internazionali nel campo della sostenibilità sociale e ambientale.»
Ricordiamo che la UNI ISO 26000 fornisce concetti, termini e definizioni relativi alla responsabilità sociale, definisce principi e pratiche ad essa relativi e ne illustra temi fondamentali e aspetti specifici, fornendo ad esempio indicazioni per l'identificazione e il coinvolgimento degli stakeholder e mettendo in luce l’impatto delle decisioni e delle attività da intraprendere da parte di un’organizzazione nel contesto sociale. Sono sette gli ambiti di responsabilità sociale declinati dalla UNI ISO 26000: governance dell'organizzazione, diritti umani, rapporti e condizioni di lavoro, ambiente, corrette prassi gestionali, rapporto con i consumatori, coinvolgimento e sviluppo della comunità.

mb

Fonte UNI

 

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