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Nanomateriali e polverosità nei luoghi di lavoro: nuova UNI EN 17199:2019

Nanomateriali e polverosità nei luoghi di lavoro: nuova UNI EN 17199:2019

In vigore dal 16 maggio la serie della norma UNI EN 17199:2019 che riguarda la "Esposizione nei luoghi di lavoro - Misura della polverosità di materiali massivi che contengono o che possono rilasciare nanomateriali o loro aggregati ed agglomerati (NOAA), oppure altre particelle respirabili negli ambienti di lavoro", che adotta lo standard EN 17199 "Workplace exposure - Measurement of dustiness of bulk materials that contain or release respirable NOAA and other respirable particles".

La Serie si compone di cinque parti che trattano aspetti diversi di questa esposizione professionale, dai requisiti alla scelta dei metodi di prova: dal metodo del tamburo rotante e tamburo rotante piccolo, a quello del gocciolamento continuo e con agitatore orbitale (Vortex).

La metodologia descritta è valida per tutte le parti della norma.

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Calcestruzzo in provini: nuova UNI 11747:2019 per la verifica della protezione dalla corrosione

Calcestruzzo in provini: nuova UNI 11747:2019 per la verifica della protezione dalla corrosione

Pubblicata la norma UNI 11747:2019 per la verifica della protezione dalla corrosione del calcestruzzo in provini prodotti in laboratorio o prelevati in situ.

La norma, dal titolo “Prove sul calcestruzzo indurito – Determinazione della profondità di penetrazione degli ioni cloruro“, specifica le modalità per il rilievo della profondità di penetrazione degli ioni cloruro (alla base del processo di corrosione) in provini di calcestruzzo esposti in laboratorio a diffusione unidirezionale ovvero in carote di calcestruzzo prelevate in situ.

Il metodo non è alternativo a quello descritto nella UNI EN 12390-11 "Determinazione della resistenza ai cloruri del calcestruzzo, diffusione unidirezionale". 

Le armature di acciaio nel calcestruzzo sono protette contro la corrosione per via dell'elevata alcalinità (pH> 13) della soluzione nei pori. Ciò permette la formazione di un sottile film di ossidi di ferro chiamato strato di passivazione che forma una protezione dal processo di corrosione.

L’innesco della corrosione può, tuttavia, avere luogo se lo strato di passivazione è danneggiato. Ciò accade quando, a causa della carbonatazione, il pH nel calcestruzzo è ridotto oltre un valore limite, oppure quando la concentrazione di ioni cloruro supera un valore critico (Ccrit) alla superficie delle barre di armatura.

In molti casi, quali per esempio le strutture esposte in ambienti marini (per esempio strutture sommerse o zone esposte a maree) la corrosione può essere considerata come un processo sostanzialmente indotto dagli ioni cloruro.

In quest’ultimo caso, la conoscenza della profondità di penetrazione degli ioni cloruro (liberi) nel copriferro può risultare utile ai fini della valutazione del rischio di innesco della corrosione delle armature.

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Antincendio. Nuova norma UNI sui rivelatori di fumo

Antincendio. Nuova norma UNI sui rivelatori di fumo

Pubblicata, a cura della Commissione “Protezione attiva contro gli incendi”, la norma UNI EN 54-7:2018 Sistemi di rivelazione e di segnalazione d'incendio - Parte 7: Rivelatori di fumo - Rivelatori puntiformi di fumo funzionanti secondo il principio della diffusione della luce, della trasmissione della luce o della ionizzazione.
Il documento specifica i requisiti, i metodi di prova e i criteri prestazionali per rivelatori puntuali di fumo funzionanti secondo il principio della diffusione della luce, della trasmissione della luce o della ionizzazione da utilizzare per i sistemi di rivelazione e di segnalazione di incendio installati all'interno o intorno all'edificio. La norma contiene le disposizioni per l'AVCP e la marcatura CE dei prodotti.
La norma può essere utilizzata come linea guida per gli altri tipi di rivelatori di fumo o i rivelatori di fumo che funzionano secondo principi differenti. Rivelatori di fumo con caratteristiche speciali e sviluppati per rischi specifici non sono trattati dalla norma.
I rivelatori di fumo descritti nella norma sono il tipo chiuso cioè quel rivelatore ottico o a ionizzazione con il/i volume/i di rivelazione all'interno dell'involucro oppure aperto cioè quel rivelatore ottico con il/i volume/i di rivelazione al di fuori dell'involucro.
All’interno della norma sono riportati i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 54-1 Fire detection and fire alarm systems - Part 1: lntroduction;
  • EN 50130-4 Alarm systems - Part 4: Electromagnetic compatibility – Product family standard: lmmunity requirements for components of fire, intruder, hold up, CCTV, access control and social alarm systems;
  • EN 60068-1 Environmental testing - Part 1: General and guidance;
  • EN 60068-2-1 Environmental testing - Part 2-1: Tests - Test A: Cold;
  • EN 60068-2-6 Environmental testing - Part 2-6: Tests - Test Fc: Vibration sinusoidal;
  • EN 60068-2-27 Environmental testing - Part 2-27: Tests - Test Ea and guidance: Shock;
  • EN 60068-2-42 Environmental testing - Part 2-42: Tests - Test Kc: Sulphur dioxide test for contacts and connections;
  • EN 60068-2-78 Environmental testing - Part 2-78: Tests - Test Cab: Damp heat, steady state;
  • ISO 209 Aluminium and aluminium alloys - Chemical composition.

mb
Fonte UNI

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Valutazione della conformità. Pubblicata la UNI CEI EN ISO/IEC 17021-2:2019

Valutazione della conformità. Pubblicata la UNI CEI EN ISO/IEC 17021-2:2019

Per svolgere al meglio l’attività di audit è necessario “seguire” dei requisiti fondamentali; requisiti che si differenziano e/o si adattano alla situazione da valutare.
Al riguardo, l’UNI ha recentemente recepito la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021-2:2019Valutazione della conformità - Requisiti per gli organismi che forniscono audit e certificazione di sistemi di gestione - Parte 2: Requisiti di competenza per le attività di audit e la certificazione di sistemi di gestione ambientale”.
Questo documento definisce i requisiti di conoscenza aggiuntivi per il personale coinvolto nei processi di audit e di certificazione di sistemi di gestione ambientale - EMS - Environmental Management Systems - ed integra gli attuali requisiti della ISO/IEC 17021-1.
Gli organismi di certificazione sono responsabili verso le parti interessate, compresi i loro clienti ed i clienti delle organizzazioni i cui sistemi di gestione sono certificati, di assicurare che solo quegli auditor che dimostrano una competenza adeguata siano abilitati alla conduzione di audit di sistemi di gestione ambientale (EMS - Environmental Management System). Tutti gli auditor di EMS dovrebbero possedere le competenze generali descritte nella ISO/IEC 17021-1, così come le conoscenze specifiche relative ai EMS descritte nel presente documento.
Inoltre, gli organismi di certificazione sono chiamati ad identificare la competenza specifica del gruppo di audit richiesta dal campo di applicazione di ciascun audit di EMS. La selezione di un gruppo di audit di EMS è funzione di vari fattori, compresi l'area tecnica del EMS medesimo, il contesto dell'organizzazione, i relativi aspetti ambientali e il sito correlato a tali aspetti.
Sono inoltre descritti i requisiti di competenza per l'altro personale coinvolto nelle attività di certificazione.
Nel presente documento sono utilizzate le seguenti forme verbali:

  • "deve" indica un requisito;
  • "dovrebbe" indica una raccomandazione;
  • "può" indica un permesso (may), una possibilità o capacità (can).

All’interno della norma è citata la ISO/IEC 17021-1 Conformity assessment - Requirements for bodies providing audit and certification of management systems - Part 1: Requirements come riferimento normativo.
Per valutazione della conformità s’intende la “dimostrazione che requisiti specificati relativi ad un prodotto, processo, sistema, persona od organismo, sono soddisfatti”.

mb

Fonte UNI

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Efficienza Energetica dell’illuminazione. Una nuova guida dal CEI

Efficienza Energetica dell’illuminazione. Una nuova guida dal CEI

Pubblicata recentemente la nuova Guida CEI 315-16Guida all’efficienza energetica degli impianti di illuminazione d’interni: aspetti generali”. Questa Guida tecnica è stata pensata per fornire uno strumento di valutazione della prestazione energetica di un impianto di illuminazione dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo e per assistere i progettisti elettrici nella loro attività di identificazione e scelta delle migliori soluzioni dal punto di vista energetico.
La Guida si rivolge a tutti coloro che, seppur non completamente specialisti del settore, si trovino ad operare su sistemi più o meno complessi di illuminazione degli ambienti interni non residenziali. Le informazioni riportate possono essere utilizzate per la progettazione di nuovi impianti e di interventi di riqualificazione di impianti esistenti.
In considerazione della velocità di innovazione tecnologica e della revisione in atto a livello normativo europeo, si segnala che alcuni riferimenti legislativi e normativi delle linee guida potranno subire aggiornamenti in tempi relativamente brevi in considerazione del fatto che i regolamenti europei Ecodesign e di Etichettatura Energetica sono in fase di revisione da parte della Commissione EU (in pubblicazione nell’anno in corso, se ne prevede l’applicazione a partire dal 2021) ed i fattori di manutenzione (contenuti nel par. 3-7) sono attualmente in revisione a livello ISO/TS 22012, anche se, chiaramente, queste modifiche non inficiano i concetti fondamentali alla base delle strategie di ottimizzazione della prestazione energetica degli impianti di illuminazione contenuti nella Guida.

mb

Fonte CEI

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Progettista sociale. Le linee guida dall’UNI

Progettista sociale. Le linee guida dall’UNI

La Commissione Servizi dell’UNI, volendo dare delle linee guida per definire l’ambito di competenza degli operatori interessati, ha curato la realizzazione della norma a tema UNI 11746:2019Attività professionali non regolamentate - Progettista sociale - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza
La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale del progettista sociale, ossia la figura professionale che sviluppa e concorre alla realizzazione di progetti sociali, assumendosene la responsabilità di processo. Detti requisiti sono specificati, a partire dai compiti e attività specifiche identificati, in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework - EQF) e sono espressi in maniera tale da agevolare i processi di valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento.
Il progetto sociale è un intervento sistemico e organizzato, partecipato da più soggetti, orientato a produrre risultati apprezzabili e direttamente finalizzato all'interesse generale.
I progetti sociali riguardano principalmente 3 aree specifiche:

  • progettazione di interventi di welfare nell'ambito dell'assistenza, della salute e della cultura;
  • progettazione di interventi di formazione;
  • progettazione di interventi di cooperazione internazionale allo sviluppo.

Inoltre, il progetto sociale offre un valore aggiunto alla società, in quanto effettua la ricognizione, l'attivazione e la messa in sinergia di risorse, capacità e disponibilità potenzialmente presenti, per sviluppare iniziative civiche, solidaristiche e di utilità sociale, in vista del perseguimento dell'interesse generale.
In quest’ambito, il progettista sociale è un operatore specializzato che sviluppa e concorre alla realizzazione di progetti sociali, assumendosene la responsabilità di processo dall’ideazione, alla pianificazione, all’esecuzione, al controllo e monitoraggio e alla chiusura.
All’interno della norma UNI 11746 sono citati i seguenti riferimenti normativi:

  • UNI CEI EN ISO/IEC 17024 Valutazione della conformità - Requisiti generali per organismi che eseguono la certificazione di persone;
  • UNI 11648 Attività professionali non regolamentate - Project manager - Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza.

mb

Fonte UNI

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Sedie per ufficio: norme UNI per requisiti di sicurezza e stabilità

Sedie per ufficio: norme UNI per requisiti di sicurezza e stabilità

Recepite anche in lingua italiana le norme UNI EN 1022:2018 e UNI EN 1335-2:2018 che trattano le sedute in senso generale e le sedute specifiche per l’ufficio.

Il primo documento è la UNI EN 1022 “Mobili - Sedute - Determinazione della stabilità” che specifica i metodi di prova per la determinazione della stabilità di tutti i tipi di seduta per adulti fino a 110 kg di peso, indipendentemente dal tipo di utilizzo, dai materiali, dal tipo di progettazione/costruzione o processo di produzione.

I metodi di prova descritti nel documento possono essere applicati anche a sedute per bambini e per adulti di peso superiore a 110 kg modificando i carichi di prova e i punti di applicazione dei carichi. Non si applica ai seggioloni, alle sedute montate sui tavoli e alle sedute per bagno, che sono coperti da altre norme europee.

Inoltre - in merito alle condizioni generali di prova - i mobili devono essere sottoposti a test così come forniti. I mobili componibili da montare devono essere montati secondo le istruzioni fornite; gli accessori componibili da montare devono essere serrati in precedenza.

Se i mobili possono essere montati o combinati in modi diversi, si deve utilizzare la configurazione più sfavorevole per ciascuna prova. Se non diversamente specificato dal fabbricante, il campione deve essere tenuto in condizioni ambiente al chiuso per almeno 24 h immediatamente prima di testarlo.

Per concludere, le prove devono essere eseguite in condizioni ambiente al chiuso, ma se durante una prova la temperatura non rientra nell'intervallo da 15 °C a 25 °C, la variante dovrà essere registrata nel resoconto.

Il secondo documento è la UNI EN 1335-2 “Mobili per ufficio - Sedia da lavoro per ufficio - Parte 2: Requisiti di sicurezza” che specifica i requisiti di sicurezza, resistenza e durabilità per le sedie da lavoro per ufficio. Non si applica ad altre sedute dell'ambiente ufficio per le quali esistono altre norme europee. Inoltre, i requisiti si basano sull'utilizzo per 8 ore al giorno da parte di persone del peso fino a 110 kg.

L’appendice A (informativa) della norma contiene carichi, masse e cicli per le prove funzionali.

All’interno del documento viene riportata la EN 1728 Furniture - Seating - Test methods for the determination of strength and durability come riferimento normativo.

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Linee guida per prodotti alimentari e bevande senza additivi. Disponibile una nuova Prassi di riferimento UNI

Linee guida per prodotti alimentari e bevande senza additivi. Disponibile una nuova Prassi di riferimento UNI

Pubblicata la prassi di riferimento UNI/PdR 57:2019 in materia di prodotti alimentari e bevande senza additivi, il documento, frutto della collaborazione tra UNI e ACU – Associazione Consumatori Utenti, è stato elaborato dal Tavolo "Prodotti alimentari e bevande senza additivi”.
L’obiettivo della prassi di riferimento è quello di definire le linee guida per prodotti alimentari e bevande e, in particolare:

  • fissare quali siano i requisiti ai quali gli alimenti e le bevande devono rispondere per potersi definire privi di additivi;
  • stabilire i requisiti minimi di assicurazione qualità.

Il documento inoltre delinea un metodo di prova per determinare la presenza di additivi e definisce un modello di valutazione di conformità di terza parte.
Infine, la prassi fornisce le buone pratiche sull’utilizzo degli imballaggi destinati al condizionamento di questo genere di alimenti e bevande.
La UNI/PdR 57:2019 non si applica ai prodotti che per legge non possono contenere additivi.
Si ricorda che le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

Scarica la Prassi

mb
Fonte UNI

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Tecnologie biomediche e diagnostiche. Pubblicata una nuova norma UNI

Tecnologie biomediche e diagnostiche. Pubblicata una nuova norma UNI

Pubblicata a cura della Commissione "Tecnologie Biomediche e Diagnostiche" la norma UNI EN ISO 8637-2:2018 “Sistemi extracorporei per la purificazione del sangue - Parte 2: Circuiti sanguigni extracorporei per emodializzatori, emodiafiltri ed emofiltri”
La norma specifica i requisiti per i circuiti sanguigni utilizzati nelle terapie di filtrazione extracorporea del sangue, quali tra le altre, l'emodialisi, l'emodiafiltrazione e l'emofiltrazione e per i protettori dei trasduttori destinati ad essere utilizzati in tali circuiti.
Non si applica a:

  • emodializzatori, emodiafiltri o emofiltri;
  • plasmafiltri;
  • dispositivi per emoperfusione;
  • dispositivi per accesso vascolare:
  • pompe sanguigne;
  • misuratori di pressione per il circuito sanguigno extracorporeo;
  • dispositivi di rilevamento d'aria;
  • sistemi per la preparazione, il mantenimento o il controllo del liquido di dialisi;
  • sistemi o attrezzature destinati ad effettuare emodialisi, emodiafiltrazione, emofiltrazione;
  • emoconcentrazione.

I requisiti specificati nella norma per il circuito sanguigno extracorporeo aiutano ad assicurarne un funzionamento sicuro e soddisfacente. Non si è ritenuto praticabile specificare i materiali di costruzione; pertanto è richiesto che i materiali siano stati sottoposti a prova e che i metodi e i risultati siano messi a disposizione su richiesta.
Le dimensioni dei connettori destinati al collegamento del circuito sanguigno extracorporeo sono state riviste e specificate per assicurarne la compatibilità con questi dispositivi, come specificato nella ISO 8637-1. La progettazione e le dimensioni sono state selezionate per ridurre al minimo il rischio di perdite di sangue e la penetrazione d'aria. Sono permessi connettori con manicotti di fissaggio fissi o rimovibili.

È importante sottolineare che la norma riflette il consenso di medici, fabbricanti ed altre parti interessate per dispositivi approvati per l'utilizzo clinico.Nella norma vengono riportati i seguenti riferimenti normativi:

  • ISO 7864 Sterile hypodermic needles for single use - Requirements and test methods;
  • ISO 10993-1 Biological evaluation of medical devices - Part 1: Evaluation and testing within a risk management process;
  • ISO 10993-4 Biological evaluation of medical devices - Part 4: Selection of tests for interactions with blood;
  • ISO 10993-7 Biological evaluation of medical devices - Part 7: Ethylene oxide sterilization residuals;
  • ISO 10993-11 Biological evaluation of medical devices - Part 11: Tests for systemic toxicity;
  • ISO 80369-7 Small-bore connectors for liquids and gases in healthcare applications - Part 7: Connectors fintravascular or hypodermic applications.

Le norme UNI sono disponibili sia in formato elettronico sia in formato cartaceo.

mb

Fonte UNI

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Sblocca Cantieri, pubblicato il Decreto legge

Sblocca Cantieri, pubblicato il Decreto legge

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 92 del 18 aprile 2019, il Decreto-Legge 18 aprile 2019, n. 32 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici“

Il decreto “sblocca cantieri” ha introdotto una serie di modifiche sostanziali al Codice appalti (d.lgs. 50/2016), tra cui la previsione di un nuovo regolamento unico.

Il decreto prevede una serie di modifiche che riguardano i seguenti aspetti:

  • semplificazione del Codice degli Appalti per velocizzare la realizzazione di opere pubbliche;
  • commissari per sbloccare cantieri prioritari, comprese le dighe;
  • ristori fino a 7 milioni di euro complessivi per la “zona arancione” di Genova, ovvero per chi risiede o ha un’azienda nell’area del cantiere della ricostruzione del Ponte Morandi e ne subisce i disagi;
  • misure per velocizzare la rigenerazione urbana e la ricostruzione post sisma in Molise, Sicilia, L’Aquila, centro Italia e nuove risorse per le popolazioni colpite.

AdA

Scarica il Decreto-Legge 18 aprile 2019, n. 32

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