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Le malattie professionali nei Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (SIN)

Le malattie professionali nei Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (SIN)

Disponibile un nuovo studio dell’Inail che riporta i dati relativi ai casi di malattia professionale riconosciuti con esito positivo da parte dell’Inail nei residenti nei territori definiti "siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN)"

Sono analizzati 11.015 casi di malattie professionali verificatesi nel periodo 2010-2014 nei 44 siti considerati e calcolati gli indicatori di rischio rispetto alla dimensione degli attesi su base di macroarea geografica. Per ogni sito sono disponibili specifiche schede descrittive comprensive dei risultati epidemiologici, della loro interpretazione e discussione critica e dell’analisi dei risultati degli studi analitici già disponibili nella letteratura scientifica.

La sorveglianza epidemiologica dello stato di salute della popolazione è unanimemente riconosciuta come uno degli strumenti di ricerca più efficaci per la prevenzione dei rischi, la misura dell’efficacia degli interventi di sanità pubblica e la definizione di programmi di intervento e risanamento. L’analisi sistematica dell’incidenza delle malattie professionali nei siti di interesse nazionale per le bonifiche può fornire un contributo assai rilevante per la corretta caratterizzazione dei rischi per la salute delle popolazioni residenti.

Appare infatti sempre più evidente, negli esercizi epidemiologici e nelle esperienze concrete di gestione delle emergenze, come la tutela dell’ambiente e la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro siano temi strettamente connessi.

In questo quadro, le analisi epidemiologiche riferite in questo volume e prodotte in collaborazione fra strutture di ricerca, di consulenza medica e di consulenza statistico attuariale dell’Inail, risultano di rilevante interesse per la missione dell’Istituto e per il sistema complessivo di sanità pubblica e di tutela dei lavoratori.

AdA

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Siti inquinati di interesse nazionale. Il credito d'imposta per le imprese

LogoMiseSulla Gazzetta Ufficiale n. 119/2015 è stato pubblicato il comunicato del Ministero dello Sviluppo Economico con il quale si informa che – con Decreto del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese del 18 maggio 2015 – sono state fissate le modalità e i termini di presentazione delle istanze di concessione del credito d'imposta per le imprese sottoscrittrici di accordi di programma nei Siti inquinati di interesse nazionale (SIN), ai sensi del decreto ministeriale 7 agosto 2014.

Il Decreto direttoriale stabilisce, inoltre, la procedura di prenotazione delle risorse finanziarie per la concessione del credito d'imposta.

AdA

Scarica il Decreto 18 maggio 2015 e gli allegati

Fonte: MISE

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Bonifiche dei SIN. Credito d'imposta per le imprese

sinÈ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n.229 del 2-10-2014) il decreto 7 agosto 2014 del Ministero dello Sviluppo economico (MISE) sull'istituzione di un credito d'imposta per le imprese sottoscrittrici di accordi di programma nei Siti inquinati di Interesse Nazionale (SIN).

Il decreto attua quanto previsto dal Dl 145/2013, convertito in legge 9/2014 e determina le modalità per ottenere i benefici. Due le condizioni: l'impresa deve essere titolare o interessata alla bonifica e riconversione industriale di un sito inquinato di interesse nazionale e deve avere firmato con il MiSE un "accordo di programma" ai sensi dell'articolo 256-bis, Dlgs 152/2006, che individua gli impegni di messa in sicurezza, bonifica, monitoraggio, controllo e relativa gestione, e di riparazione. La misura coinvolge i siti nazionali in esercizio e quelli dismessi.

Il credito d'imposta, usabile solo in compensazione, è per l'acquisto di beni strumentali nuovi (fabbricati, macchinari e veicoli industriali, software e brevetti) effettuato dopo la firma dell'accordo di programma. Le unità produttive devono essere nei SIN situati nelle "aree svantaggiate" ai sensi delle norme Ue, o in altre aree nel caso titolare sia una PMI.

AdA

Scarica il Decreto 07/08/2014

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Siti potenzialmente contaminati. Pubblicate le Linee Guida ARPAC per la predisposizione e l’esecuzione di indagini preliminari.

arpac-napoliSono state approvate, con Decreto Dirigenziale Regione Campania n° 796 del 09/06/2014, le Linee guida, redatte da ARPAC, per l'esecuzione delle indagini preliminari, previste dall'art. 242 del D. Lgs. n° 152/06. Per l’esecuzione delle indagini preliminari, le strategie e le modalità di campionamento dovranno seguire i criteri generali descritti nelle Linee guida allegate, riferiti a siti con superficie inferiore o uguale all’ettaro. Per i siti con superficie superiore all’ettaro verrà effettuata una stima proporzionale.

Le indagini preliminari sono finalizzate ad accertare la presenza di inquinamento nelle matrici ambientali coinvolte da un evento che sia potenzialmente in grado di contaminarle. Esse sono predisposte ed eseguite per accertare il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione a seguito di un evento incidentale o per la verifica di un fenomeno di contaminazione storico. In particolare, i punti di campionamento delle matrici ambientali dovranno essere quelli in cui è ipotizzabile che sia presente la concentrazione più elevata di inquinanti (potenziali punti di criticità).

I risultati delle indagini preliminari, potranno successivamente essere utilizzati nella predisposizione del Piano di Caratterizzazione, al fine di contribuire alla definizione del Modello Concettuale Preliminare.

La predisposizione e l’esecuzione delle indagini preliminari è differenziata per tipologia di siti e per dimensione delle aree da investigare.

Le tipologie di siti prese in considerazione, così come indicate negli elenchi del Piano Regionale di Bonifica pubblicato sul BURC n. 30 del 5 giugno 2013, sono di seguito riportate:

  • aree di discariche esaurite;
  • impianti trattamento rifiuti;
  • attività estrattive dismesse e/o abbandonate;
  • attività produttive dismesse ed attive;
  • industrie RIR (di cui alla Direttiva 2003/105/CE, recepita in Italia con il D.lgs n. 238 del 21 settembre 2005);
  • siti di stoccaggio e deposito di idrocarburi;
  • siti oggetto di stoccaggio temporaneo;
  • punti vendita carburanti dismessi o attivi.

Le attività di investigazione preliminare avranno come obiettivo la verifica della potenziale contaminazione delle matrici suolo superficiale/profondo ed acque sotterranee.

AdA

Scarica Decreto dirigenziale e le Linee Guida

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Investimenti innovativi ("Macchinari") – Modalità di accesso alle risorse per le imprese localizzate nei SIN Napoli Orientale e Bagnoli

investimenti innovativi macchinariCon decreto direttoriale 7 febbraio 2014 è stata integrata la procedura di presentazione delle domande relative al bando “Investimenti innovativi nelle regioni Convergenza – (“Macchinari”)”, al fine di consentire l’accesso alle ulteriori risorse finanziarie (90 milioni di euro) destinate al sostegno degli investimenti da realizzare nei seguenti Siti di Interesse Nazionale (SIN):

  • Taranto
  • Napoli Orientale (€ 22.560.000)
  • Napoli Bagnoli (€ 960.000)
  • Crotone
  • Gela
  • Priolo
  • Milazzo

I SIN sono aree del territorio nazionale definite in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, all’impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico e di pregiudizio per i beni culturali e ambientali. I SIN sono individuati e perimetrati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con le Regioni interessate.
Condizioni di ammissibilità

Sono le stesse del bando “Investimenti innovativi nelle regioni Convergenza – (“Macchinari”)”, cui si aggiungono le seguenti condizioni:

  1. il programma di investimento è realizzato in unità produttive localizzate in uno dei SIN sopra elencati;
  2. l’impresa richiedente deve aver avviato le attività di bonifica e presentato almeno i risultati della fase di “caratterizzazione ambientale”;
  3. il programma di investimento determina effettivi miglioramenti ambientali con riferimento a:  
  • emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti, per le quali è fatto obbligo alle imprese beneficiarie di installare specifiche centraline di misurazione, ove non presenti;
  • efficientamento dei consumi energetici;
  • efficientamento dei consumi idrici.

Il mancato rispetto delle specifiche condizioni di ammissibilità non preclude l’accesso alle risorse già previste dal decreto 29 luglio 2013 (150 milioni di euro).

Le risorse sono ripartite tra i diversi SIN in base:

  • all’attribuzione di 30 milioni di euro al SIN di Taranto già prevista dal Protocollo d’intesa del 26 luglio 2012, finalizzato alla riqualificazione dell’area;
  • per i restanti SIN, al numero delle imprese che, sulla base dei dati comunicati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, hanno avviato le attività di bonifica e già presentato i risultati della fase di caratterizzazione ambientale.

Termini e procedura per la presentazione delle domande

I termini sono gli stessi del bando “Investimenti innovativi nelle regioni Convergenza – (Macchinari)”.

Pertanto, il  termine iniziale di presentazione delle domande, precedentemente fissato alle ore 10 del 27 febbraio 2014, è stato posticipato con decreto direttoriale 26 febbraio 2014. La domanda di agevolazione e la documentazione indicata, firmate digitalmente, devono essere presentate, pena l’invalidità, a partire dalle ore 10.00 del 4 marzo 2014.

Fatta salva la chiusura anticipata dello sportello in caso di esaurimento delle risorse, sarà successivamente stabilito un termine finale specifico per le domande relative ai SIN, tenuto conto dei tempi d’istruttoria e delle scadenze connesse al regime comunitario degli aiuti a finalità regionale.

La procedura di presentazione delle domande si differenzia da quella prevista dal bando per un unico aspetto: entro 15 giorni dalla data di invio della domanda tramite la procedura informatica predetta, l’impresa è tenuta a presentare, via PEC, due documenti aggiuntivi (riportati negli allegati 1 e 2 al decreto 7 febbraio 2014):

  • una dichiarazione comprovante la sostenibilità ambientale degli investimenti;
  • una relazione tecnica integrativa, illustrativa dei miglioramenti ambientali previsti.

Scarica gli Allegati e il decreto direttoriale

AdA

Fonte: MiSE

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