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App e Siti web accessibili a tutti: disponibile la norma UNI EN 301549

App e Siti web accessibili a tutti: disponibile la norma UNI EN 301549

L’Italia è il primo Paese europeo ad aver pubblicato la traduzione nella lingua nazionale della norma EN 301549:2018 sui “Requisiti di accessibilità per prodotti e servizi ICT”.
La norma specifica i requisiti di accessibilità funzionali applicabili ai prodotti e ai servizi ICT nonché una descrizione delle procedure di prova e della metodologia di valutazione per ogni requisito di accessibilità in una forma adatta a essere utilizzata negli appalti pubblici in Europa (utili anche per il settore privato). I contenuti della norma prevedono indicazioni in ambito ICT per prestazioni funzionali, requisiti generici, ICT con comunicazione vocale bidirezionale, con funzionalità video, hardware, Web, documenti non Web, software e servizi di supporto.
Si tratta di un tassello fondamentale per garantire la creazione e la fornitura di soluzioni ICT accessibili da tutti, anche da persone con differenti abilità cognitive, visive o sensoriali.
Considerato l’impatto sociale di questa norma, UNI - su richiesta dell’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) - ha deciso di rendere la versione italiana gratuitamente e liberamente scaricabile dal catalogo online, in modo tale da garantirne e favorirne la più ampia diffusione e il massimo utilizzo possibile (trattandosi di una norma necessaria sia alle PA che ai soggetti fornitori di servizi e prodotti per la PA).
La norma europea armonizzata EN 301549 - ora disponibile come norma UNI in italiano - è il riferimento tecnico della Direttiva (UE) 2016/2102, relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici. Tale direttiva è stata recepita con l'aggiornamento della normativa nazionale in materia di accessibilità Web e mobile, e comporterà la definizione di linee guida nazionali AGID che conterranno riferimenti diretti alla norma - al fine di garantire omogeneità nel mercato europeo.
La versione italiana della UNI EN 301549 è necessaria all’amministrazione pubblica e ai relativi fornitori di prodotti e servizi e il suo riferimento è fondamentale per rispettare gli obblighi legislativi nazionali nel campo dei siti Web e delle applicazioni mobili.

Scarica la UNI EN 301549

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Fonte UNI

 

Gestione del rischio. Nuova edizione della ISO 31000

Gestione del rischio. Nuova edizione della ISO 31000

Adottata anche in lingua italiana dalla Commissione “Sicurezza della società e del cittadino”, la UNI ISO 31000:2018 “Gestione del rischio - Linee guida”
Gestire il rischio è un'attività che si ripete nel tempo e assiste le organizzazioni nello stabilire le strategie, nel conseguire gli obiettivi e nel prendere decisioni consapevoli.
Fa parte della governance e della leadership, ed è fondamentale per il modo in cui l'organizzazione viene gestita a tutti i livelli. Questo contribuisce al miglioramento del sistema di gestione. Gestire il rischio fa parte di tutte le attività riconducibili ad un'organizzazione e comprende l'interazione con le parti interessate. Inoltre, prende in considerazione il contesto esterno ed interno dell'organizzazione, compresi il comportamento umano ed i fattori culturali.
La norma è destinata a coloro che creano e proteggono valore nelle organizzazioni avendo cura di gestire rischi, prendere decisioni, fissare e conseguire obiettivi e migliorare le prestazioni. Fornisce linee guida per gestire i rischi che le organizzazioni affrontano e può essere utilizzato durante tutta la vita dell’organizzazione, oltre a poter essere applicato a qualsiasi attività, compreso il processo decisionale a tutti i livelli.
L’approccio comune suggerito dal documento è idoneo a gestire qualsiasi tipo di rischio, non è dedicato ad un particolare settore o industria e può essere adattato a qualunque organizzazione e al suo contesto. I principi, la struttura di riferimento e il processo delineati in questo documento consentono di gestire il rischio in modo efficiente, efficace e sistematico.
L’efficacia della gestione del rischio dipenderà dalla sua integrazione nella governance dell'organizzazione, processo decisionale compreso. Pertanto il supporto delle parti interessate, in particolare dell'alta direzione, è determinante.

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Fonte UNI

Microbiologia degli alimenti. Pubblicata una nuova norma UNI

Microbiologia degli alimenti. Pubblicata una nuova norma UNI

Pubblicata a cura della Commissione Agroalimentare la norma UNI EN ISO 6888-1:2018 “Microbiologia di alimenti e mangimi per animali - Metodo orizzontale per la conta di stafilococchi coagulasi-positivi (Staphylococcus aureus e altre specie) - Parte 1: Tecnica che utilizza il terreno agar Baird-Parker”
Questo documento specifica un metodo orizzontale per la conta degli stafilococchi coagulasi-positivi nei prodotti destinati al consumo umano o all’alimentazione animale, mediante conta delle colonie ottenute su un terreno solido (terreno Baird-Parker) in seguito ad incubazione in aerobiosi a 35 °C o a 37 °C. Nello specifico riguarda principalmente lo Staphylococcus aureus, ma anche lo Staphylococcus intermedius ed alcuni ceppi di Staphylococcus hyicus.
Il procedimento descritto è utilizzato per quei prodotti alimentari - quali ad esempio i formaggi prodotti a partire da latte crudo e certi prodotti derivati dalla lavorazione di carni crude - che più facilmente possono essere contaminati da:

  • stafilococchi che formano colonie atipiche sul terreno di Baird-Parker;
  • flora batterica competitiva, in grado di mascherare le colonie di cui si ricerca la presenza.

Inoltre, all’interno della norma sono riportati i seguenti riferimenti normativi:

  • ISO 6887-1 Microbiology of food and animal feeding stuffs - Preparation of test samples, initial suspension and decimal dilutions for microbiological examination - General rules for the preparation of the initial suspension and decimal dilutions;
  • ISO 7218 Microbiology of food and animal feeding stuffs - General rules for microbiological examinations;
  • ISO 11133 Microbiology of food, animal feed and water - Preparation, production, storage and performance testing of culture media.


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Sicurezza delle macchine agricole. Pubblicata la UNI EN 16952

Sicurezza delle macchine agricole. Pubblicata la UNI EN 16952

Recepita anche in lingua italiana dalla commissione “Macchine e attrezzature agricole, da giardinaggio e forestali”, la norma UNI EN 16952:2018 “Macchine agricole - Piattaforme di lavoro fuoristrada per operazioni in frutteto (WPO) – Sicurezza”
La norma specifica i requisiti e le misure di sicurezza per piattaforme di lavoro fuoristrada semoventi per operazioni in frutteto (WPO), che operano a un’altezza massima di 3 metri, dove la proiezione verticale del centro dell'area della piattaforma in tutte le configurazioni della piattaforma alla massima inclinazione del telaio specificata dal costruttore è sempre dentro le linee di ribaltamento, usate in agricoltura, progettate per lavorare su terreno naturale sconnesso e pensate per muovere almeno due persone verso le posizioni di lavoro nel frutteto dove si svolgono raccolta di frutta, diradamento, potatura o altre operazioni relative al frutteto dalla posizione di lavoro.
La UNI EN 16952:2018 descrive i metodi per l’eliminazione o la riduzione dei pericoli che nascono dall'uso previsto di queste macchine nel corso della normale operatività e manutenzione, tranne i pericoli relativi ai nastri trasportatori. Inoltre, specifica il tipo di informazioni sulle pratiche di lavoro sicure, inclusi i rischi residui, che devono essere forniti dal costruttore.
Il documento quando usato insieme alla EN ISO 4254-1 e alla EN 15811, tratta tutti i pericoli significativi, le situazioni e gli eventi pericolosi rilevanti per le WPO, quando sono usate come previsto e nelle condizioni di utilizzo scorretto prevedibile dal costruttore.
Non copre i pericoli che nascono dall’uso in atmosfere potenzialmente esplosive, dal salire e scendere dalle piattaforme di lavoro a diverse quote, dagli aspetti ambientali e dalla sicurezza stradale.
Per concludere non si applica a:

  • Piattaforme di lavoro mobili elevabili (MEWPs);
  • MEWPs a braccio estensibile;
  • sponde caricatrici per autocarro;
  • piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne;
  • piattaforme elevabili stazionarie;
  • attrezzature per servizi aeroportuali di rampa;
  • carrelli con posto di guida elevabile;
  • piattaforme sospese a livelli variabili;
  • macchine aventi il centro dell'area della piattaforma fuori dalle linee di ribaltamento.

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Fonte UNI

Conservazione del patrimonio culturale. Pubblicata la UNI EN 17036

Conservazione del patrimonio culturale. Pubblicata la UNI EN 17036

Recepita in italiano dalla commissione “Prodotti processi e sistemi per l’organismo edilizio”, la norma UNI EN 17036:2018Conservazione del patrimonio culturale - Invecchiamento artificiale per simulazione di irraggiamento solare di materiali inorganici porosi, trattati e non trattati
Questo documento tecnico determina la suscettibilità alla luce a lungo termine di trattamenti utilizzati nella conservazione di materiali inorganici porosi. Alcuni esempi possono riguardare materiali che hanno subito un trattamento nel corso di un intervento di conservazione come ad esempio la pulitura, il consolidamento superficiale, la protezione idrorepellente, il trattamento biocida. Oppure possono riguardare materiali che hanno subito una variazione cromatica in seguito all'esposizione (per esempio malte e alcune pietre naturali). La procedura può essere usata per valutare gli effetti dei trattamenti nell'immediato e nella loro evoluzione temporale in relazione a materiali non trattati oppure non esposti.
A differenza degli agenti atmosferici naturali, l'invecchiamento artificiale utilizzando la simulazione di irraggiamento solare comporta un numero limitato di variabili che possono essere controllate più facilmente e che sono intensificate per valutare in breve tempo la stabilità dei materiali inorganici porosi e la durata dei trattamenti di conservazione.
La metodologia definita nella norma è concepita per essere utilizzata sui nuovi materiali. In tutti i casi, si dovrebbe considerare il rischio di potenziali danni a oggetti insostituibili durante l'irradiazione.
All’interno del documento è possibile trovare i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 13373 Natural stone test methods - Determination of geometric characteristics on units;
  • EN 16085 Conservation of cultural property - Methodology for sampling from materials of cultural property - General rules.

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Fonte UNI

Recupero degli oli esausti. Pubblicata una prassi di riferimento

Recupero degli oli esausti. Pubblicata una prassi di riferimento

Pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 50:2018, che tratta il tema della raccolta, recupero e trattamento degli oli esausti per la produzione di biocarburanti, energia elettrica ed oleochimica.
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e CONOE (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti) è stato elaborato dal Tavolo di lavoro “Processo raccolta e recupero oli esausti per biocarburanti”.
UNI/PdR 50:2018 - “Oli e grassi vegetali ed animali esausti - Linee guida per il processo di raccolta, recupero e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti per la produzione di biocarburanti, energia elettrica in cogenerazione ed oleochimica”
L’obiettivo della UNI/PdR è quello di individuare e descrivere le modalità operative che caratterizzano la filiera della raccolta, recupero, trattamento e rigenerazione degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti affinché da rifiuto possano essere recuperati come materia prima, trasformati e utilizzati nella produzione di biocarburanti e come combustibile per la produzione di energia elettrica in cogenerazione ed oleochimica.
Il documento definisce quindi il processo che porta l’olio usato alla cessazione dello stato di rifiuto, articolato nelle seguenti fasi:

  • raccolta oli e dei grassi vegetali ed animali esausti;
  • stoccaggio;
  • trattamento per rigenerazione/recupero.

La prassi di riferimento definisce inoltre:

  • le caratteristiche assunte dagli oli e grassi vegetali ed animali esausti a seguito delle procedure cui vengono sottoposti,
  • i requisiti per i soggetti che partecipano alla filiera.

Si ricorda che le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

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Fonte UNI

Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni. Pubblicata la UNI/PdR 49:2018

Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni. Pubblicata la UNI/PdR 49:2018

Pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 49:2018 "Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni – Linee guida all’applicazione del modello di responsabilità sociale UNI ISO 26000".
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e ANCE Lombardia, è stato elaborato dal Tavolo "Responsabilità sociale nel settore edile” ed è rivolto a tutte le organizzazioni che operano nell’ambito delle Costruzioni.
L’obiettivo della prassi di riferimento è quello di fornire delle linee guida per l’applicazione pratica in questo particolare e delicato settore industriale del modello di responsabilità sociale promosso dalla ormai celebre norma UNI ISO 26000.
La Prassi  fornisce elementi utili alla mappatura degli stakeholder e alla integrazione della responsabilità sociale nei processi tipici di un’impresa che opera in edilizia.
Il documento è stato pensato sia per supportare le imprese che operano nel settore delle costruzioni ad implementare in modo efficace la UNI ISO 26000, applicandone i principi e affrontandone i temi fondamentali e i relativi aspetti specifici, sia per essere utilizzato in stretta combinazione con la UNI/PdR 18, in particolare per quanto riguarda gli aspetti della materialità, dell’autovalutazione, dell’analisi dello scostamento, del piano d’azione e attuazione nonché del monitoraggio e della rendicontazione.
Inoltre la prassi fornisce elementi operativi che si focalizzano sulla individuazione e l’analisi degli stakeholder e della loro sfera di influenza, sull’integrazione della responsabilità sociale nella gestione complessiva dell’impresa rispetto ai suoi processi tipici così da ottenere un approccio sistematico alla responsabilità sociale e, infine, sul rilievo che gli aspetti della responsabilità sociale devono avere in relazione alla totalità dei processi aziendali.
La UNI/PdR 49:2018 può essere utilizzata dalle imprese sia internamente come guida e autovalutazione, sia esternamente per ottenere una valutazione di seconda e terza parte.
Le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

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Fonte UNI

Protezione civile. Pubblicata una prassi di riferimento UNI

Protezione civile. Pubblicata una prassi di riferimento UNI

È stata pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 47:2018 in materia di Protezione Civile.
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e Città di Lissone, è stato elaborato dal Tavolo "Sistema di Protezione Civile Locale" e si compone di due sezioni:

  • UNI/PdR 47.1 "Protezione Civile – Linee guida tecnico-organizzative per un sistema di Protezione Civile locale";
  • UNI/PdR 47.2 "Protezione Civile – Sistemi di gestione per la Protezione Civile".

L'obiettivo della prima parte della UNI/PdR è quello di:

  • definire le linee guida tecnico-organizzative relative all’attivazione di un sistema di Protezione Civile locale, individuando le caratteristiche che tale sistema dovrebbe avere per potersi facilmente integrare e per operare nel contesto socio-territoriale;
  • delineare una cornice metodologica uniforme sui sistemi di protezione civile delle organizzazioni deputate a tale funzione e fornire una guida alle singole Organizzazioni;
  • favorire l’omogeneità e la compatibilità fra Organizzazioni confinanti o comunque deputate ad attività coordinate nell’ambito della protezione civile;
  • individuare le caratteristiche che un sistema di protezione civile deve avere per potersi facilmente integrare e operare nel contesto socio-territoriale, consentire alle Organizzazioni che la applicano di conoscere i rischi che gravano sul proprio territorio, di svolgere le proprie funzioni in caso di Emergenza e di erogare verso la popolazione il servizio di protezione civile in maniera efficace, sia in normalità, sia in situazioni di emergenza.

La parte seconda della prassi di riferimento, invece, definisce un sistema di gestione della protezione civile che consente a un’organizzazione di sviluppare e attuare politiche e obiettivi che tengano conto delle buone pratiche, nonché delle prescrizioni legali e tecniche in vigore. Il documento non fornisce comunque criteri specifici di prestazione delle strutture di protezione civile, né requisiti dettagliati per la progettazione di un servizio di protezione civile.
In sostanza la prassi di riferimento è applicabile da qualunque organizzazione che desideri realizzare un Sistema di Gestione della Protezione Civile per controllare e ridurre i rischi presenti sul territorio, anche in rapporto alle Organizzazioni confinanti il cui territorio possa risultare esposto a rischi simili o connessi, nonché attuare, mantenere e migliorare continuamente il proprio Sistema di Gestione della Protezione Civile.
Le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

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Bombole per GPL. Dall’UNI due nuove norme

Bombole per GPL. Dall’UNI due nuove norme

Recepite dalla commissione tecnica “Recipienti per il trasporto di gas compressi, disciolti o liquefatti” due norme in merito al GPL ed al suo trasporto in bombole:

  • UNI EN 1440:2018 “Attrezzature e accessori per GPL - Bombole trasportabili e ricaricabili di acciaio saldato e brasato per gas di petrolio liquefatto (GPL) - Ispezione periodica”
  • UNI EN 16728:2018 “Attrezzature e accessori per GPL - Bombole trasportabili ricaricabili per GPL diverse da quelle di acciaio tradizionali saldate e brasate - Ispezione periodica”

La prima norma specifica le procedure per l'ispezione periodica e le prove per bombole trasportabili e ricaricabili di acciaio saldato e brasato per GPL con capacità d'acqua da 0,5 l fino al 150 l. Inoltre specifica lo spessore minimo della parete progettato in conformità alla UNI EN 1442, UNI EN 12807 e UNI EN 13322-1. Questa norma è destinata ad essere applicata alle bombole conformi al RID/ADR e anche a quelle esistenti non RID/ADR ma non si applica alle bombole installate in modo permanente sui veicoli.
La seconda norma specifica le procedure per l'ispezione periodica e le prove delle bombole trasportabili ricaricabili per GPL con capacità d'acqua compresa tra 0,5 l. e 150 l. incluso.
Si applica alle bombole per GPL:

  • di acciaio saldato fabbricate con soluzioni alternative in termini di materiali, di progettazione e di costruzione, in conformità alla UNI EN 14140 o norma equivalente;
  • di alluminio saldato, in conformità alla UNI EN 13110 o norma equivalente;
  • in materiale composito, in conformità alla UNI EN 14427 o norma equivalente;
  • bombole sagomate progettati e realizzati in conformità alla UNI EN 1442 o alla UNI EN 14140.

La norma non si applica alle bombole installate in modo permanente sui veicoli.
Per entrambe le norme l’obiettivo primario dell'ispezione periodica delle bombole trasportabili ricaricabili per GPL è quello di reinserire le bombole in servizio per un ulteriore periodo di tempo, al completamento delle prove stesse.
Queste norme sono state elaborate per riflettere la metodologia attuale per l'ispezione periodica delle bombole per GPL basandosi su di una vasta esperienza di servizio.
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Fonte UNI

Sicurezza dei dispositivi medici.

Sicurezza dei dispositivi medici.

Pubblicata a cura della Commissione “Tecnologie biomediche e diagnostiche” la norma UNI EN ISO 17664:2018Condizionamento dei prodotti per la cura della salute - Informazioni che devono essere fornite dal fabbricante del dispositivo medico per il condizionamento dei dispositivi medici”
La norma specifica i requisiti relativi alle informazioni che devono essere fornite dal fabbricante riguardanti il condizionamento di un dispositivo medico che richiede pulizia seguita da disinfezione e/o sterilizzazione per garantire che il dispositivo sia sicuro ed efficace per l'uso previsto. Ciò comprende le informazioni per il condizionamento prima del suo utilizzo o riutilizzo.
Le disposizioni della norma sono applicabili ai dispositivi medici destinati al contatto invasivo o ad altro contatto diretto o indiretto con il paziente. Le istruzioni per il condizionamento non sono definite nel documento ma vengono specificati i requisiti per assistere i fabbricanti di dispositivi medici nel fornire istruzioni dettagliate per il condizionamento che consiste nelle attività seguenti, dove applicabile:

  • trattamento iniziale nel punto di impiego;
  • preparazione prima della pulizia;
  • pulizia;
  • disinfezione;
  • asciugatura;
  • ispezione e manutenzione;
  • imballaggio;
  • sterilizzazione;
  • immagazzinaggio;
  • trasporto.


La UNI EN ISO 17664 esclude il condizionamento di quanto segue:

  • dispositivi medici non critici non destinati al contatto diretto con il paziente;
  • dispositivi tessili utilizzati in sistemi di copertura dei pazienti o negli indumenti per uso chirurgico;
  • dispositivi medici specificati dal fabbricante come solo monouso e forniti pronti per l'utilizzo.

mb
Fonte UNI

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