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Nasce la piattaforma informatica per l’analisi dei Piani anticorruzione

Nasce la piattaforma informatica per l’analisi dei Piani anticorruzione

È stata presentata, nel corso della 5^ Giornata nazionale di incontro con i Responsabili di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (Rpct) presso la Banca d’Italia, la piattaforma informatica per la lettura e l’analisi dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, realizzata da Anac in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma e l’Università della Campania.

Dal 2015 l’ANAC ha svolto monitoraggi a campione sullo stato di attuazione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione (PTPC), che prevedono una serie di misure organizzative e gestionali per impedire il verificarsi di illeciti. A tal fine, in questi anni, sono stati sviluppati strumenti di rilevazione che hanno consentito di verificare la qualità dei Piani e la loro congruità rispetto alle indicazioni fornite dall’Anac.

Partendo da questa esperienza, l’Autorità sta lavorando a un sistema informativo, al via nei prossimi mesi, che consentirà di “caricare” su una piattaforma unica i Piani triennali delle varie amministrazioni e il loro aggiornamento annuale previsto dalla normativa. In questo modo non solo saranno facilitati gli adempimenti dei RPCT ma sarà anche più agevole per l’Anac effettuare una analisi qualitativa, oltre che verificare eventuali inadempienze. Grazie alla piattaforma, infatti, l’Autorità anticorruzione potrà contare sulla sistematicità delle informazioni raccolte, conoscere le criticità dei Piani e migliorare di conseguenza la sua attività di supporto alle amministrazioni.

AdA

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Legge anticorruzione 3/2019, interdizione fino a 7 anni per le società

Legge anticorruzione 3/2019, interdizione fino a 7 anni per le società

Il “Daspo a vita per i corrotti” previsto dalla legge anticorruzione (la 3/2019, in vigore dal 31 gennaio) ha importanti ricadute anche per le persone giuridiche. Le nuove norme inaspriscono infatti le sanzioni interdittive che, in base al Dlgs 231/2001, colpiscono le persone giuridiche nel cui interesse o vantaggio sono stati commessi i reati per cui scatta, nei confronti della persona fisica, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’incapacità in perpetuo di contrattare con la Pa.

Con la legislazione precedente (e cioè fino al 31 gennaio) la durata massima delle misure interdittive per la persona giuridica (tra le quali rientra il divieto di contrattare con la Pa, l’esclusione da agevolazioni o finanziamenti e la revoca di autorizzazione e licenze) era di 2 anni: da giovedì 31 gennaio, il termine di 2 anni diventa invece la soglia minima, mentre quella massima sale a 7 anni.

Per le persone giuridiche il limite di 2 anni rimane invece per i reati commessi a suo favore in materia ad esempio di criminalità organizzata, terrorismo, riciclaggio internazionale, o contro l’ambiente e la salute pubblica, che il legislatore ritiene quindi meno gravi della corruzione.

Le novità toccano direttamente anche gli studi professionali associati organizzati in forma societaria (in linea con quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza 4703/2012), tra cui anche le “società tra avvocati”, in seguito alle modifiche apportate dalla legge 124/2017. L’assorbimento del reato di “millantato credito” (ora soppresso) nel delitto di “traffico di influenze illecite” estende l’incidenza delle sanzioni interdittive per le categorie professionali che hanno a che fare con la Pa per conto dei loro clienti: la legge 3/2019 prevede infatti che il nuovo reato faccia scattare sia l’interdizione perpetua per la persona fisica che le sanzioni pecuniarie per la persona giuridica.

Gli inasprimenti per le persone giuridiche non sono però accompagnati dalla possibilità di godere dei nuovi benefici previsti in caso di “ravvedimento” per il corrotto e il corruttore: la legge 3/2019 introduce infatti la non punibilità dei reati di corruzione – e di quelli, spesso collegati, di turbativa degli incanti – per la persona fisica che, entro 4 mesi dalla commissione del fatto, lo denunci volontariamente, restituisca il profitto e fornisca indicazioni per assicurare la prova del reato e individuare gli altri autori.

La persona giuridica che collabora – per di più eliminando le carenze dei modelli organizzativi che hanno determinato il reato – ha solo uno sconto di pena, che rischia però di non produrre effetti concreti: per il Codice degli appalti, infatti, una sentenza di condanna, o patteggiamento, riportata da un amministratore, socio, membro di organo di controllo o vigilanza, procuratore, direttore tecnico costituisce causa di esclusione da una gara per almeno 1 anno dalla cessazione dell’interessato dalla carica. Si tratta di un pregiudizio ulteriore che potrebbe verificarsi nel caso in cui l’autore del reato, per beneficiare della nuova causa di non punibilità, si “penta” chiamando in correità uno dei soggetti di cui sopra, che sarebbe inevitabilmente spinto - anche solo per una ragione di mera opportunità - alle dimissioni non appena avuta notizia dell’indagine.

Per le persone giuridiche, le nuove norme sembrano quindi puntare quasi esclusivamente sull’aspetto sanzionatorio, senza premiare concretamente il ravvedimento: al contrario, la natura sempre più afflittiva delle misure interdittive (cui si aggiungono rilevanti sanzioni economiche) dovrebbe invece imporre la previsione di forme adeguate di riabilitazione. In questo senso si sono mossi altri ordinamenti stranieri, prevedendo la non punibilità degli enti che, dopo un periodo di messa alla prova monitorato dalla magistratura, dimostrino di avere raggiunto un pieno ravvedimento.

AdA

Scarica la legge 9 gennaio 2019, n. 3

fonte Sole24Ore 27/19 GC

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Modelli 231 e «Foia» obbligatori per tutte le aziende pubbliche

Modelli 231 e «Foia» obbligatori per tutte le aziende pubbliche

L'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) rafforza la sua vigilanza sugli obblighi di trasparenza e prevenzione della corruzione imposti alle partecipate della Pa. Lo prevede la delibera n. 1134 del 8/11/2017: dal 31 gennaio 2018 l’Authority inizierà a esercitare i propri poteri di analisi su una lunga lista di soggetti collegati alla pubblica amministrazione. Con un’importante eccezione: le nuove regole non si applicano per adesso alle quotate, in attesa di una pronuncia del ministero dell’Economia e della Consob.

Il documento dell’Autorità serve, soprattutto, a chiarire il campo dopo gli interventi della riforma Madia che, tra le altre cose, ha introdotto nel nostro ordinamento l’accesso allargato agli atti della Pa, il Foia (Freedom of Information Act). Ma non solo: l’Authority considera strategici anche altri strumenti di prevenzione della corruzione, diversi dalla semplice trasparenza. Anche in questo caso ci sono elementi da spiegare meglio.

L’Anac distingue, allora, tre livelli di applicazione delle nuove norme: le pubbliche amministrazioni; i soggetti con un livello di connessione maggiore con la Pa, come le società controllate; gli altri soggetti, come le semplici partecipate, che svolgono attività di pubblico interesse ma non sono assimilabili alla Pa. Queste ultime applicano solo le norme in materia di trasparenza e non tutto il set di regole in tema di prevenzione della corruzione.

Facile in teoria, perché in pratica è parecchio complicato incasellare con precisione tutti i soggetti che orbitano nel variegato universo della Pa. Molte indicazioni dell’Autorità servono, allora, proprio a definire con esattezza il perimetro nel quale le nuove regole esplicano i loro effetti. Spiegando, tra le altre cose, come si definisce la nozione di controllo o quando una società può essere considerata in house, guardando anche alle norme europee.

Le fondazioni bancarie, in questo quadro, sono ad esempio fuori dalle disposizioni in materia di trasparenza, sempre che non vogliano liberamente scegliere di pubblicare «i dati più rilevanti» sulla loro attività. Mentre le Casse di previdenza private dei professionisti andranno considerate come soggetti che svolgono attività di pubblico interesse. E, quindi, sottoposte agli obblighi di accesso agli atti ma non a quelli di prevenzione della corruzione.

Per tutti questi soggetti, ai diversi livelli, scatta un nuovo calendario di adempimenti. La prima data da segnare sul calendario è il 31 gennaio del 2018: da quel giorno «l’Anac eserciterà i propri poteri di vigilanza sul rispetto degli obblighi». Più nello specifico, andrà adottato il “modello 231” (il modello organizzativo che consente di prevenire la corruzione), bisognerà fissare le regole interne per le domande di accesso agli atti e definire quali sono le attività di pubblico interesse. In altre parole, le partecipate dovranno dire quali sono le loro funzioni che, in qualche modo, si legano a quelle della Pa, facendo scattare i controlli Anac.

A supporto degli obblighi di pubblicazione delle Pa c’è, infine, l’allegato alla delibera, che contiene una lista dettagliata delle tipologie di documenti da inserire nella sezione “Amministrazione/Società trasparente”: per ogni contenuto ci sono le rispettive categorie di obbligati. Le società controllate dalla Pa dovranno, ad esempio, pubblicare i dati sui loro beni immobili e sulla gestione del patrimonio, ma anche contributi, sussidi e altri vantaggi economici ottenuti a qualsiasi titolo dalla Pa.

AdA

fonte Sole24Ore 315/17 GL

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CHIUSO - Corso per Auditor / Lead Auditor Sistemi di Gestione Anticorruzione (ISO 37001:2016)

37001 cover 2CHIUSE le iscrizioni al corso di formazione per Auditor / Lead Auditor di Sistemi di Gestione Anticorruzione (ISO 37001:2016) che si terrà il 20 e 21 luglio 2017.

Il Consorzio Promos Ricerche, insieme con Rina Academy, ha organizzato questo corso formativo rivolto a tutti coloro che intendano acquisire specifiche conoscenze teoriche e pratiche per Auditor di terza parte di un Sistema di Gestione per l’Anticorruzione, implementato secondo la norma ISO 37001:2016.

Il corso formativo per Auditor terza parte di Sistema di Gestione Anticorruzione (Anti-bribery management systems), prevede l’erogazione di un modulo di durata pari a 16 ore (2 giornate in aula).

Attestazioni e certificati di esame

I contenuti formativi del corso ed il relativo esame finale sono riconosciuti ai fini dell’iter di certificazione di AICQ SICEV.
A tutti i partecipanti al corso verrà rilasciato un attestato di frequenza. Al termine del corso, sarà previsto un esame finale di verifica dell’apprendimento e superamento del corso. A coloro che avranno superato con esito positivo l’esame finale, verrà rilasciato un attestato di superamento del corso qualificato AICQ SICEV, che costituirà titolo riconosciuto dallo stesso Organismo di Certificazione del personale per la successiva iscrizione al Registro Auditor/Lead auditor Sistemi di Gestione Anticorruzione.
I corsi saranno erogati da RINA ACADEMY (Gruppo RINA), organismo accreditato e qualificato da ACCREDIA (Ente Italiano di Accreditamento).

Articolazione formativa e costi

I principali argomenti trattati nelle due giornate prevedono una prima parte introduttiva, di 8 ore, sui Sistemi di Compliance Anticorruzione e una seconda parte applicativa, anch’essa di 8 ore, sui requisiti della norma ISO 37001:2016 e i Sistemi di Gestione Anticorruzione.
Il corso, i cui costi rappresentano una mera copertura delle spese organizzative, è riservato ad un minimo di 15 ed un massimo di 20 partecipanti.
La quota di partecipazione alle 2 giornate (16 ore) è di € 300,00 oltre IVA.

Date di svolgimento e sede del corso

Il corso si terrà il 20 e 21 luglio 2017 presso la sede del Consorzio Promos Ricerche in Napoli alla via Sant’Aspreno, 2.

Iscrizione

Le iscrizioni al corso dovranno pervenire, mediante registrazione on-line, entro il 13/07/2017. L’iscrizione è obbligatoria e necessaria per verificare il raggiungimento del numero minimo di iscritti, per l’attivazione del corso stesso. L’iscrizione avviene attraverso il versamento dell’intera quota di partecipazione al corso (€366,00 comprensiva di IVA al 22%) eseguito tramite bonifico bancario sul c.c. n. 27/7642 del Banco di Napoli Ag. 1 - IBAN: IT78 P010 1003 4010 0002 7007 642, intestato al Consorzio Promos Ricerche. Nel caso di mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti, il corso non verrà attivato e le quote versate verranno restituite agli emittenti. Ogni partecipante può fruire del diritto di recesso inviando la disdetta almeno 7 giorni prima della data di inizio del corso; in tal caso, la quota versata sarà interamente rimborsata.

 

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19 giugno 2017 - Seminario "Strumenti operativi per la prevenzione della corruzione e la nuova UNI ISO 37001"

Anticorruzione 19-06-17

Si è tenuto il 19 giugno, presso la Sala Convegni della Camera di Commercio di Napoli, un seminario informativo su "Strumenti operativi per la prevenzione della corruzione e la nuova UNI ISO 37001" organizzato dal Consorzio Promos Ricerche quale Sportello della Responsabilità Sociale d’Impresa di Napoli, in collaborazione con Accredia, Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ODCEC Napoli, IFEL Campania, RINA Services e Bureau Veritas Italia.

Dopo i saluti di Girolamo Pettrone, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Napoli, Paolo Vigo, Presidente del Comitato di Coordinamento con le Amministrazioni Socie – Accredia e Ferdinando Flagiello, Amministratore Delegato del Consorzio Promos Ricerche, sono seguiti gli interventi di Achille Coppola, Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Stefano Cola, Presidente Commissione 231/01 ODCEC Napoli, Riccardo Imperiali di Francavilla, Presidente Sezione Terziario Avanzato - Unione degli Industriali di Napoli, Roberto Dante Cogliandro, Presidente Associazione Italiana Notai Cattolici, Felice Fasolino, Dirigente Responsabile Piano prevenzione della corruzione e Trasparenza - IFEL Campania, Gianluca Biunno, RINA Services, Claudia Strasserra, Bureau Veritas Italia e Raffaello Capunzo, Professore di Diritto Pubblico dell’Economia - Università degli Studi di Napoli Federico II.

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Codice Appalti, pubblicate le Linee guida Anac sulle società in house

anacL'Autorità anticorruzione ha pubblicato sul suo sito web le Linee guida n. 7, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti «Linee Guida per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house previsto dall’art. 192 del d.lgs. 50/2016», adottate con la Determinazione n. 235 del 15 febbraio 2017.

Le Linee guida n. 7 definitive sono state pubblicate anche nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.61 del 14 marzo 2017.

Nell’adunanza del 30 novembre 2016, il Consiglio dell’Anac ha deliberato di avviare la consultazione on-line relativa allo schema di Linee guida al fine di acquisire osservazioni e commenti da parte degli operatori del mercato.

Nel corso della consultazione, che si è svolta nel periodo 5 dicembre – 20 dicembre 2016, sono pervenuti all’Autorità contributi da parte di 14 soggetti (n. 7 Amministrazioni pubbliche, n. 4 associazioni di categoria, n. 1 dipendente pubblico, n. 1 libero professionista, n. 1 altri soggetti).

All’esito dell’esame dei contributi pervenuti, l’Autorità ha integrato e modificato lo schema di Linee guida alla luce delle osservazioni ricevute. Il testo del documento è stato trasmesso al Consiglio di Stato per l’acquisizione del relativo parere. Con atto n. 282/2017 del 1/2/2017 (affare n. 1/2017) il Consiglio di Stato ha reso il parere sullo schema di Linee guida. Nella redazione del testo finale dell’atto l’Anac ha recepito le osservazioni formulate dal Supremo Consesso.

AdA

Scarica le Linee Guida ANAC n. 7

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Nuovo Codice dei Contratti: Approvate da ANAC le linee guida sui commissari di gara

ANAC 1L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha approvato il 16 novembre scorso in via definitiva le linee guida n. 5 relative a “Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici”. Contestualmente all’approvazione delle linee guida, il Consiglio dell’ANAC ha inviato al Governo e al Parlamento una segnalazione relativa alla “Proposta di modifica dell'art. 77 del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.
Nella segnalazione inviata, l’ANAC precisa che nella predisposizione delle linee guida l’Autorità ha rilevato alcune criticità della norma di riferimento, all’art. 77, commi 1, 3, 6 e 8 del Codice dei contratti, che potrebbero condurre ad un'applicazione distorta dell'istituto, in ordine alle quali l’ANAC propone modifiche relative:

  • all’ambito di applicazione (art. 77, comma 1, del Codice dei contratti);
  • alle soglie di riferimento (art.77, comma 3, del Codice dei contratti);
  • alla nomina del Presidente (art. 77, combinato disposto di cui ai commi 3 e 8, del Codice dei contratti)
  • al sorteggio dei commissari da incaricare (art. 77, comma 3, del Codice dei contratti);
  • ai requisiti di moralità (art. 77, comma 6, del Codice dei contratti)

In pratica l’ANAC conferma, nella versione definitiva delle linee guida, la scelta che obbliga le stazioni appaltanti a nominare il presidente della Commissione tra gli iscritti all’Albo tenuto dall’ANAC anche per gli interventi di valore inferiore alle soglie comunitarie (5.225.000 Euro); pertanto l’obbligo di nominare un presidente esterno viene esteso a tutti gli appalti di valore superiore al milione di euro per i quali deve essere utilizzato il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa mentre per tutti gli appalti al di sotto del milione di euro per i quali continuerà ad essere utilizzato il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso non sarà necessaria alcuna nomina.
ANAC ha optato per la nomina del Presidente esterno anche per le gare sottosoglia associando, però, alle linee guida l’atto di segnalazione citato precedentemente.
Nelle linee guida è, poi, previsto l’obbligo per i commissari di gara di dotarsi di un’assicurazione per la copertura di eventuali danni procurati alla stazione appaltante, “anche in conseguenza di richieste risarcitorie di terzi”.
Nelle linee guida approvate definitivamente è precisato che la valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico ed economico, quando il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, compete a una commissione giudicatrice, composta da esperti nello specifico settore cui afferisce l'oggetto del contratto. Per poter far parte della commissione gli esperti devono necessariamente essere iscritti all’Albo, anche se appartenenti alla stazione appaltante che indice la gara. Appartengono sempre alla stazione appaltante e non devono essere iscritti all’albo il segretario e il custode della documentazione di gara, se diverso dal segretario.

mb

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Scarica le Linee Guida

Fonte ANAC

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