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Microbiologia della catena alimentare: analisi  prodotti della pesca

Microbiologia della catena alimentare: analisi prodotti della pesca

Appena pubblicata la norma UNI EN ISO 6887-3:2017Microbiologia della catena alimentare - Preparazione dei campioni di prova, della sospensione iniziale e delle diluizioni decimali per l'analisi microbiologica - Parte 3: Regole specifiche per la preparazione dei pesci e dei prodotti della pesca
Nello specifico la norma spiega le regole per la preparazione dei campioni di pesce e dei prodotti della pesca e le loro sospensioni per l'esame microbiologico quando i campioni richiedono una preparazione differente dal metodo descritto nella UNI EN ISO 6887-1. Quest’ultima definisce le regole generali per la preparazione della sospensione iniziale e delle diluizioni per l’analisi microbiologica.
La UNI EN ISO 6887-3 include procedure speciali per il campionamento di molluschi, tunicati ed echinodermi crudi da aree di produzione primaria ed è applicabile ai seguenti pesci e molluschi crudi, lavorati o congelati e relativi prodotti:

  • Prodotti della pesca, molluschi, tunicati ed echinodermi crudi, inclusi: pesce intero o filetti, con o senza pelle e testa, ed eviscerati; crostacei, interi o sgusciati; cefalopodi; molluschi bivalvi; gasteropodi; tunicati ed echinodermi.
  • Prodotti lavorati, inclusi: pesce affumicato, intero o preparato in filetti, con o senza pelle; crostacei, molluschi, tunicati ed echinodermi cotti o parzialmente cotti, interi o sgusciati; pesce e prodotti multicomponente a base di pesce cotti o parzialmente cotti.
  • Pesce, crostacei, molluschi e altri crudi o congelati cotti, in blocchi o diversamente, inclusi: pesce, filetti e pezzi di pesce; crostacei (per esempio polpa di granchio, gamberetti), molluschi, tunicati ed echinodermi interi e sgusciati.

La norma è di competenza della commissione UNI “Agroalimentare” che si è occupata del suo recepimento in lingua italiana.

mb
Fonte UNI

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Acquisti sostenibili. Una "Guida" dall'UNI

Acquisti sostenibili. Una "Guida" dall'UNI

Pubblicata in italiano, a cura della commissione “Responsabilità sociale delle organizzazioni”, la norma UNI ISO 20400:2017 “Acquisti sostenibili – Guida”
La norma fornisce una guida per le organizzazioni, indipendentemente dalla loro attività o dimensione, per integrare la sostenibilità negli acquisti, come descritto nella UNI ISO 26000.
È rivolta alle parti interessate coinvolte o influenzate che subiscono impatti dalle decisioni e dai processi sugli acquisti.
Ogni organizzazione che desideri comportarsi in modo responsabile e contribuire allo sviluppo sostenibile e agli obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite integra con politiche di sostenibilità le proprie pratiche di acquisto comprese le catene di fornitura. Così facendo è anche in grado di controllare o meglio gestire rischi e opportunità del mercato.

Più in dettaglio, questo documento supporta le organizzazioni nel rispetto delle loro responsabilità di sostenibilità permettendo di comprendere:

  • cosa s’intende per acquisti sostenibili;
  • cosa si intende per impatti e considerazioni di sostenibilità sotto i diversi aspetti dell'attività di acquisto:
    - politica;
    - strategia;
    - processo;
  • come attuare acquisti sostenibili.

mb

Fonte: UNI

 

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Albo Nazionale Gestori Ambientali: indicazioni in caso di non regolarità contributiva

Albo Nazionale Gestori Ambientali: indicazioni in caso di non regolarità contributiva

Tra i requisiti previsti per il rilascio ed il mantenimento dell'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali, vi è anche il regolare pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali.

Tale requisito viene verificato direttamente dalla competente Sezione Regionale / Provinciale dell'Albo, tramite la verifica telematica presso l'INPS utilizzando il servizio "Durc On Line". Se da tale verifica emergono irregolarità contributive, il soggetto interessato viene invitato a regolarizzarsi entro 15 giorni, e l'intero procedimento deve concludersi entro 30 giorni dalla prima richiesta di verifica della regolarità contributiva.

Con la circolare n. 31 dell’8 gennaio 2018, il Comitato Nazionale dell'Albo ha ribadito che nel caso in cui dopo i suddetti 30 giorni il sistema telematico non riporti un esito positivo della procedura di regolarizzazione, le Sezioni dovranno provvedere al diniego dell'iscrizione e, in caso di imprese già iscritte, sarà avviato il procedimento di cancellazione.

AdA

Scarica la Circolare del Comitato Nazionale dell'Albo Gestori Ambientali prot. n. 31 del 08/01/18

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Macchine agricole: dall'UNI requisiti di conformità all’UE

Macchine agricole: dall'UNI requisiti di conformità all’UE

In data 11 gennaio 2018 sono entrate in vigore alcune norme UNI in materia di manutenzione di Trattrici e macchine agricole, norme che ne definiscono i requisiti di conformità o che ne identificano le caratteristiche di parti (le cabine) o i filtri.

La norma UNI EN 16944:2018 specifica i requisiti che i costruttori di trattrici, macchine semoventi, portate, semi-portate e trainate utilizzate in agricoltura e silvicoltura devono adempiere al fine di ottenere la conformità con l'obbligo di consentire agli operatori indipendenti l'accesso non discriminatorio alle informazioni di riparazione e manutenzione (RMI) e di fornire informazioni sui sistemi di diagnostica di bordo (OBD). La norma specifica i requisiti tecnici ed organizzativi, e le relative metodologie di verifica, per ottenere conformità al Regolamento UE 167/2013 ed i relativi Atti Delegati, con l'obiettivo di consentire una concorrenza equa tra i costruttori e gli operatori e di migliorare la competitività e la futura vitalità delle aziende, con speciale riguardo alle PMI.

La UNI EN 15695-1:2018 si applica alle cabine di trattrici agricole e forestali e di macchine irroratrici semoventi. Il suo obiettivo è limitare l'esposizione dell'operatore (conducente) a sostanze pericolose nella dispersione di prodotti per la protezione delle colture (Plant Protection Products, PPP) e di liquidi fertilizzanti. La norma specifica diverse categorie di cabine per trattrici agricole e forestali e per macchine irroratrici semoventi, e i principali requisiti e procedure di prova allo scopo di limitare l'esposizione dell'operatore (conducente) a sostanze pericolose mentre si trova all'interno della cabina. Precisa anche le informazioni che devono essere fornite dal fabbricante della trattrice o della macchina irroratrice semovente.

La UNI EN 15695-2:2018 si applica a filtri in quanto parte delle cabine di categoria 2, 3 e 4 di trattrici agricole e forestali e di macchine irroratrici semoventi, come specificato nella UNI EN 15695-1, allo scopo di limitare l'esposizione dell'operatore (conducente) a sostanze pericolose, in attività agricole e forestali. Essa specifica i requisiti, le procedure di prova e le informazioni che devono essere fornite dal fabbricante di filtri.

In materia di Macchine agricole, infine, si segnala che è entrata in vigore l'11 gennaio anche la UNI EN 1853:2018 che definisce i requisiti di sicurezza e la loro verifica per la progettazione e la costruzione dei rimorchi agricoli con cassone ribaltabile, bilanciati e semi-portati.

AdA

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Sicurezza nei luoghi di lavoro agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro

Sicurezza nei luoghi di lavoro agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro

La Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, approvata con Regolamento del Ministro dell'Istruzione (DM 3 novembre 2017, n. 195), regola le modalità di applicazione della normativa per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81) agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro.

Il decreto è vigente dal 5 gennaio e si applica agli studenti degli istituti tecnici e professionali, nonché dei licei, impegnati nei percorsi di alternanza negli ultimi tre anni del percorso di studi. Si applica anche agli studenti dei percorsi di istruzione e formazione professionale, erogati in regime di sussidiarietà dagli istituti professionali di Stato.

L'alternanza scuola-lavoro è diventata un elemento strutturale dell'offerta formativa, è inserita dentro il percorso educativo stabilito per raggiungere gli obiettivi e le competenze. Con almeno 400 ore da effettuare negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali e 200 nei licei è stato introdotto il sistema duale nelle scuole.

La realizzazione delle attività previste comporta non pochi problemi per le scuole. Molti dirigenti scolastici sottovalutano la problematica relativa alla sicurezza sul lavoro, pensando che l'alternanza si configuri come una semplice attività didattica. La circolare Inail 44 del 21 novembre 2016 prevede l'assimilazione dello studente a lavoratore in quanto esposto ai medesimi rischi pur non svolgendo attività lavorativa. Da questo consegue l'obbligatorietà della formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro prevista dall'articolo 37 del D.Lgs. 81/08 in quanto, in questo caso, gli studenti sono equiparati a lavoratori.

Il datore di lavoro, che nel caso specifico è il dirigente scolastico, deve assicurare che ciascun lavoratore (e dunque ciascun alunno in alternanza) riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, con particolare riferimento a: concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza.

La formazione generale compete dunque all'istituzione scolastica che deve provvedere a rilasciare agli allievi equiparati ai lavoratori gli attestati di avvenuta formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08, articolo 37, comma 14-bis). In questi casi la durata delle attività è pari a 4 ore. L'alternanza scuola-lavoro prevede, infatti, la realizzazione di percorsi progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa.

Tutto questo ha anche implicazioni per quanto riguarda la valutazione dei rischi. Nel documento di valutazione dei rischi del soggetto ospitante dovrà essere, in qualche modo, prevista la presenza di soggetti in formazione (non in apprendistato): tirocinanti, stagisti.

AdA

Scarica il Decreto 3 novembre 2017 n. 195

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Misurazione gas radon, obbligo dal 3 febbraio 2018

Misurazione gas radon, obbligo dal 3 febbraio 2018

La Direttiva 2013/59/EURATOM del Consiglio del 5 dicembre 2013 stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti.
Il radon (precedentemente niton) è l'elemento chimico che nella tavola periodica viene rappresentato dal simbolo Rn e numero atomico 86.

Il radon è un elemento chimicamente inerte (in quanto gas nobile), naturalmente radioattivo. A temperatura e pressione standard il radon è inodore e incolore. Nonostante sia un gas nobile, alcuni esperimenti indicano che il fluoro può reagire col radon e formare il difluoruro di radon. Il radon è solubile in acqua e poiché la sua concentrazione in atmosfera è in genere estremamente bassa, l'acqua naturale di superficie a contatto con l'atmosfera (sorgenti, fiumi, laghi…) lo rilascia in continuazione per volatilizzazione anche se generalmente in quantità molto limitate. D'altra parte, l'acqua profonda delle falde, può presentare una elevata concentrazione di 222Rn rispetto alle acque superficiali.

In Italia gli enti preposti alla misura del radon nelle abitazioni e nei luoghi chiusi sono le ARPA, a cui si può fare riferimento per adottare provvedimenti di bonifica nei casi di superamento dei limiti di legge.
Le principali fonti di inquinamento da radon all'interno degli ambienti confinati sono:

• il suolo
• i materiali da costruzione
• l'acqua

Il radon prodotto nel suolo è in grado di diffondersi fino ad arrivare in superficie.  I materiali da costruzione rappresentano una fonte di radon indoor di secondaria importanza rispetto al suolo; tuttavia, in alcuni casi possono essere la causa principale. Alcune rocce come graniti e porfidi, spesso usati in edilizia e alcuni materiali da costruzione tipici italiani, come il tufo e la pozzolana, contengono infatti un alto tenore di uranio, progenitore del radon.

I lavori non potranno essere eseguiti dai datori di lavoro, ma richiederanno l’intervento di un tecnico esperto in radioprotezione. L’uso di estrattori potrebbe favorire il ritorno alla normalità così come un’adeguata ventilazione è sempre consigliabile per evitare alte concentrazioni del gas.

La misurazione semestrale del gas radon, entrerà in vigore il 3 febbraio 2018, entro quella data bisognerà attrezzarsi per evitare sanzioni o addirittura la chiusura dell’attività.

Scarica la direttiva 2013/59/EURATOM DEL CONSIGLIO

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Anticorruzione: servizi e forniture con bando tipo vincolante per appalti sopra la soglia comunitaria

Anticorruzione: servizi e forniture con bando tipo vincolante per appalti sopra la soglia comunitaria

Tutti i dettagli sulle cause di esclusione, con l’elenco delle carenze che possono essere sanate in corsa. Chiarimenti in materia di subappalto, a partire dalle indicazioni sulla terna, e su molti altri punti controversi: la suddivisione in lotti, il rating di legalità e il rating di impresa, l’avvalimento, i criteri delle offerte.

Sono solo alcune delle indicazioni contenute nel documento approvato dall’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone: il bando tipo 1/2017 in materia di servizi e forniture sopra la soglia comunitaria di 209mila euro. Un testo di importanza strategica, che impatta su un mercato potenziale da 86mila bandi e oltre 90 miliardi di euro.

La relazione illustrativa dell’Authority spiega che l’obiettivo del documento è «fornire alle stazioni appaltanti uno strumento a garanzia di efficienza, standard di qualità dell’azione amministrativa e omogeneità dei procedimenti». In sostanza, in tutte le situazioni dubbie, l’Anac, analizzando i diversi orientamenti interpretativi, dice esplicitamente alle stazioni appaltanti come devono comportarsi. E fornisce così uno strumento applicativo che viaggia in parallelo rispetto alle linee guida attuative del codice appalti.

Bisogna ricordare, infatti, che il nuovo codice (Dlgs 50/2016, articolo 71) rende vincolante l’utilizzo dei bandi-tipo dell’Autorità. Lo schema, quindi, è che il disciplinare dell’Anac dovrà essere applicato in blocco, «fatte salve le parti appositamente indicate come facoltative». Nei casi in cui le stazioni appaltanti lo ritengano necessario, sono consentite deroghe alle disposizioni obbligatorie, purché non in contrasto con le norme di legge e «purché adeguatamente sostenute da espressa motivazione nella delibera a contrarre». Chi vuole derogare deve motivarlo esplicitamente, assumendosene la responsabilità. L’altra grande novità rispetto al passato è che siamo davanti a un vero modello standard: le stazioni appaltanti potranno, cioè, anche solo copiare il testo redatto dai tecnici di Cantone e riempirlo con le loro informazioni.

Questo disciplinare tipo andrà utilizzato per servizi e forniture di importo superiore alla soglia comunitaria (209mila euro), da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ma il raggio d’azione potenziale riguarda, in realtà, tutte le gare di servizi e forniture. Con qualche accorgimento, secondo l’Anac, sarà infatti possibile usare il documento anche per gare da assegnare con il prezzo più basso, allargandosi oltre i settori ordinari a quelli cosiddetti speciali (energia, trasporti, gas, acqua, poste).

Alla luce di queste premesse, il capitolo più interessante riguarda i motivi che possono portare all’esclusione di un concorrente dalla gara. Le cause di esclusione vengono, così, standardizzate, indicando quali sono le carenze delle offerte che possono essere sanate con un’integrazione documentale e quali, invece, vanno considerate insanabili. Altri chiarimenti arrivano sulla terna dei subappaltatori: l’impresa che non indica la terna non rischia l’esclusione, ma non potrà ricorrere al subappalto. Ancora, si parla di suddivisione in lotti per favorire la massima concorrenza. E di valutazione delle offerte. In questo caso, l’obiettivo è di non dare al prezzo un peso prevalente, affidandosi anche ad altri elementi, legati alla qualità.

AdA

fonte Sole24Ore GL

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Innovazione e Sud, a gennaio corsa a un tris di incentivi

Innovazione e Sud, a gennaio corsa a un tris di incentivi

Grandi progetti di ricerca, piani aziendali di digitalizzazione, investimenti in nuove attività imprenditoriali al Sud: scatta a gennaio la corsa a un tris di incentivi. Dall’8 gennaio, possono essere presentate le nuove domande per le agevolazioni in favore dei progetti innovativi nei settori dell’Agenda digitale e dell’Industria sostenibile. Il 15 gennaio è scattata la possibilità di inviare online le domande per il mix di incentivi (contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato) della misura “Resto al Sud”. Dal 30 gennaio, parte la corsa ai voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese.

Ricapitolando, il primo appuntamento è con la nuova tranche - da 450 milioni totali - per progetti di ricerca nel settore dell’Agenda digitale e dell’Industria sostenibile. In particolare, 350 milioni (a valere sulla dotazione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese di Cassa depositi e prestiti) sono destinati alla concessione di agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato; 100 milioni invece (a valere in questo caso sulle risorse del Fondo crescita sostenibile) vanno ad agevolazioni nella forma del contributo diretto alla spesa. La domanda deve essere presentata in via esclusivamente telematica selezionando una delle due procedure disponibili nel sito internet del soggetto gestore (https://fondocrescitasostenibile.mcc.it).

La seconda corsa ha preso il via il 15 gennaio per l’avvio di attività di produzione di beni e servizi (esclusi professioni e commercio) nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La misura è riservata ai giovani tra 18 e 35 anni, la dotazione finanziaria complessiva è di 1.250 milioni di euro e ogni soggetto richiedente può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro (200mila euro se la richiesta arrivi da più soggetti). Le domande possono essere inviate esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia, disponendo di una firma digitale e di un indirizzo di posta certificata. Conterà l’ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di presentazione.

A fine mese toccherà ai voucher per le Pmi che acquistano hardware, software e servizi specialistici per digitalizzare i processi aziendali e favorire l’ammodernamento tecnologico. Tra le spese che si possono presentare rientrano soluzioni di e-commerce; connettività a banda larga e ultralarga; interventi di formazione qualificata del personale nel campo Ict. Per ogni impresa il contributo può arrivare a 10mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili. In tutto ci sono a disposizione 100 milioni di euro. Le domande potranno essere presentate, tramite procedura informatica che sarà resa disponibile sul sito del ministero dello sviluppo economico, a partire dalle ore 10 del 30 gennaio e fino alle 17 del 9 febbraio. Già dal 15 gennaio 2018 è possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. Per l’accesso è richiesto il possesso della carta nazionale dei servizi e di una casella di posta elettronica certificata che risulti attiva e registrata nel Registro delle imprese. Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del voucher su base regionale. Nel caso in cui l’importo complessivo sia superiore all’ammontare delle risorse disponibili, si procederà al riparto proporzionale.

AdA

fonte Sole24Ore 2/18 CF

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Gestione delle Risorse Umane. Pubblicato  un Dossier  dall’UNI

Gestione delle Risorse Umane. Pubblicato un Dossier dall’UNI

Pubblicato sul numero di Gennaio di Unificazione & Certificazione il dossier sulla Gestione delle Risorse Umane.
Il dossier fornisce una panoramica sul tema, dal livello più elevato a quello più specifico. La lettura darà la possibilità di apprendere che il valore delle persone costituisce un elemento cardine nella gestione sostenibile e responsabile dell’impresa, prendendo ad esempio proprio l’UNI che, attraverso l’implementazione della linea guida UNI ISO 26000, ha costruito una mappa degli stakeholders che mette al centro di tutta l’organizzazione i collaboratori.
In questo contesto sono di grande rilevanza le norme internazionali pubblicate dall’ISO/TC 260 in materia di Human Governance, che forniscono delle linee guida per la ricerca di personale e la pianificazione della forza lavoro. L’organizzazione del lavoro va pensata come processo che, pur interessato a incrementare le revenues, deve lasciare spazio agli Human Factors, ovvero alla vocazione antropocentrica dell’ergonomia introdotta dalla norma ISO 26800 che descrive i concetti da applicare ai sistemi di lavoro nella progettazione e valutazione di compiti, attività, prodotti, strumenti, attrezzature, organizzazioni, servizi, facilities e ambienti.
Ma la stessa UNI EN ISO 9001 riporta la “partecipazione attiva delle persone” tra i suoi 7 Principi base della gestione per la qualità, supportata dalle linee guida per il coinvolgimento e la competenza delle persone nei sistemi di gestione per la qualità (UNI ISO 10018), mentre grande attesa sta generando il progetto di norma internazionale sulla futura ISO 30401 sui sistemi di gestione della conoscenza, che si affianca alla serie delle norme europee UNI CEN/TS 16555 sulla gestione dellinnovazione, che tiene conto della collaborazione in tutte le sue forme (tra persone, team e organizzazioni) fino a comprendere il potenziale creativo di un’impresa.
Anche l’Italia è stata capace di esprimere delle soluzioni per qualificare la funzione di HR Manager, quando UNI ha elaborato la UNI/PdR 17:2016Profili professionali della funzione Risorse Umane delle organizzazioni”, la prima pubblicazione normativa che definisce univocamente i requisiti relativi ai profili professionali della funzione delle Risorse Umane in azienda, sulla base dei criteri del quadro europeo delle qualifiche (EQF). Tale prassi di riferimento è ora in via di trasformazione in norma tecnica, tenendo in considerazione le diverse esperienze del mercato nazionale, come lo schema sviluppato dall’organismo di certificazione RINA.

Scarica il Dossier

mb

Fonte UNI

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RAEE: dal CEI i “Requisiti per la raccolta, la logistica ed il trattamento”

RAEE: dal CEI i “Requisiti per la raccolta, la logistica ed il trattamento”

Pubblicata la Specifica Tecnica CEI CLC/TS 50625-4Requisiti per la raccolta, la logistica ed il trattamento dei RAEE". Il documento CEI si applica alle seguenti operazioni: raccolta, movimentazione, ordinamento, stoccaggio, preparazione per il trasporto e trasporto di RAEE.
È applicabile a tutti i RAEE prima dell'arrivo presso l'impianto di trattamento o prima dell'arrivo presso l'impianto di preparazione per il riutilizzo.
La Specifica Tecnica è rivolta a tutti gli operatori che eseguono operazioni di raccolta e logistica. Non comprende il trattamento dei RAEE. In caso di attività di trattamento intraprese in impianti di raccolta o di logistica, si applica la Norma EN 50625-1.
La Norma viene pubblicata dal CEI nella sola lingua inglese in quanto particolarmente mirata a settori specialistici

mb

Fonte CEI

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