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Sicurezza dei cosmetici. Pubblicata la UNI EN ISO 21150

Sicurezza dei cosmetici. Pubblicata la UNI EN ISO 21150

Pubblicata in italiano, a cura della Commissione Tecnologie biomediche e diagnostiche, la norma UNI EN ISO 21150 “Cosmetici - Microbiologia - Ricerca di Escherichia coli”
Il documento fornisce delle linee guida generali per la ricerca e l'identificazione dei microrganismi.
Il metodo descritto nella UNI EN ISO 21150 si basa sulla ricerca dell'Escherichia coli in un terreno liquido non selettivo (o brodo di arricchimento), seguito dall'isolamento su un terreno di agar selettivo. Altri metodi possono essere appropriati a seconda del livello di ricerca richiesto.

Quest’analisi dipende da diversi parametri tra i quali:

  • la potenziale alterazione dei prodotti cosmetici;
  • la patogenicità dei microrganismi;
  • il sito di applicazione del prodotto cosmetico (capelli, cute, occhi, membrane mucose);
  • il tipo di utilizzatori (adulti, bambini di età inferiore ai 3 anni).

All’interno della norma vengono citati altri documenti a supporto quali:

  • ISO 21148 Cosmetics - Microbiologiy - Generai instructions tor microbiological examination;
  • EN 12353 Chemical disinfectants and antiseptics - Preservation of testorganisms used for the determination of bactericidal (including Legionella), mycobactericidal, sporicidal, fungicidal and virucidal (including bacteriophages) activity.

La norma è disponibile sia in formato cartaceo sia in formato elettronico

mb

Fonte UNI

Credito d'imposta R&S, circolare su settore software

Credito d'imposta R&S, circolare su settore software

È online la circolare che fornisce chiarimenti sull’applicazione della disciplina del credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo nel settore del software.

La circolare direttoriale 9 febbraio 2018, n. 59990 interviene sulla disciplina del credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo, di cui all'art. 3 del decreto-legge n. 145 del 2013 e successive modificazioni, fornendo ulteriori istruzioni sui criteri di individuazione delle attività ammissibili al beneficio nello specifico settore del software.

Uno dei maggiori vantaggi dell’incentivo è il credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di €/anno per beneficiario e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014. Il credito d’imposta può essere utilizzato, anche in caso di perdite, a copertura di un ampio insieme di imposte e contributi.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: costi per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

La misura è applicabile per le spese in Ricerca e Sviluppo che saranno sostenute nel periodo 2017-2020.

In considerazione della natura automatica dell'incentivo, la circolare richiama l'attenzione sulla necessità che la documentazione che l'impresa è tenuta a predisporre e conservare per i successivi controlli contenga tutti gli elementi atti a dimostrare la rispondenza delle attività svolte ai criteri sopra richiamati.

Circolare direttoriale 9 febbraio 2018, n. 59990

Fonte MiSE

Sicurezza in caso d’incendio

Sicurezza in caso d’incendio

Recepita dalla Commissione Tecnica UNI “Comportamento all’incendio” la norma UNI EN ISO 13943:2017 “Sicurezza in caso di incendio – Vocabolario”.
Negli ultimi 20 anni è aumentata l’attenzione alla sicurezza in caso di incendio: questo ha portato a un notevole sviluppo della progettazione nel medesimo campo dell'ingegneria.
L’attenzione è stata rivolta ai progetti costruttivi e allo sviluppo di concetti legati alla progettazione basata sulle prestazioni.
Si sente, infatti, la necessità di un linguaggio comune, che vada oltre l’ambito delle prove al fuoco
Il documento contiene il vocabolario base applicabile alla sicurezza in caso di incendio, inclusa la sicurezza negli edifici, nelle opere di ingegneria civile e in altri elementi nell'ambiente edificato.
I termini definiti nella norma sono:

  • concetti fondamentali;
  • concetti più specifici, come quelli utilizzati nelle prove al fuoco o nell’ingegneria della sicurezza in caso di incendio e possono essere utilizzati nelle ISO o IEC relative al fuoco;
  • concetti correlati, come esemplificato dai termini utilizzati nell’ingegneria edilizia e civile.

mb

Fonte UNI

 

Sicurezza dell’informazione. Pubblicata in italiano la UNI CEI EN ISO/IEC 27001:2017

Sicurezza dell’informazione. Pubblicata in italiano la UNI CEI EN ISO/IEC 27001:2017

Recepita in italiano, a cura della Commissione Tecnica UNINFO, la norma UNI CEI EN ISO/IEC 27001:2017 “Tecnologie Informatiche – Tecniche di sicurezza - Sistemi di gestione della sicurezza dell'informazione – Requisiti”
Il documento normativo specifica i requisiti per stabilire, attuare, mantenere e migliorare continuamente un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni nel contesto dell'organizzazione. Inoltre, include i requisiti per la valutazione e il trattamento dei rischi per la sicurezza dell'informazione adatti alle esigenze dell'organizzazione. I requisiti presenti nella norma sono generici e destinati ad essere applicati a tutte le organizzazioni, indipendentemente dal tipo, dalla dimensione o dalla loro natura.
Nella norma è inoltre richiamata la UNI CEI EN ISO/IEC 27000 “Tecnologie informatiche – Tecniche di sicurezza – Sistemi di gestione della sicurezza dell’informazione – Descrizione e vocabolario”.
La norma può essere utilizzata da parti interne ed esterne al fine di valutare la capacità di un’organizzazione di soddisfare i propri requisiti relativi alla sicurezza delle informazioni.

mb
Fonte UNI

Fondimpresa, bando da 15 milioni su ambiente e territorio

Fondimpresa, bando da 15 milioni su ambiente e territorio

Con l’Avviso n. 1/2018 – “Formazione connessa alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio" Fondimpresa finanzia piani condivisi per la formazione dei lavoratori delle aziende aderenti al Fondo operanti nei campi della prevenzione del rischio sismico e idrogeologico e per lo sviluppo delle competenze connesse all’efficienza energetica e all’uso di fonti integrative e rinnovabili, ai materiali e alle soluzioni per la sostenibilità ambientale.

Possono presentare la domanda di finanziamento e realizzare i Piani formativi, a pena di esclusione dalla procedura, esclusivamente i seguenti soggetti:

  • le imprese beneficiarie dell’attività di formazione oggetto del Piano per i propri dipendenti, aderenti a Fondimpresa alla data di presentazione della domanda di finanziamento e già registrate sull’«Area Associati» del sito web fondimpresa.it; 
  • gli enti già iscritti, alla data di presentazione della domanda di finanziamento, nell'Elenco dei Soggetti qualificati da Fondimpresa per la categoria II dell’art. 5.2 del “Regolamento istitutivo del sistema di qualificazione dei Soggetti Proponenti” - Formazione sulle tematiche dell'ambiente e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro rivolta a lavoratori appartenenti ad imprese di tutti i settori, nel limite della classe di importo e dell’ambito territoriale di iscrizione, che deve comprendere tutte le regioni a cui appartengono le aziende beneficiarie del Piano.

La dotazione finanziaria stanziata è di 15.000.000€.

Le dichiarazioni aziendali di partecipazione al Piano dovranno essere compilate, sottoscritte ed inviate direttamente on line, tramite il sistema informatico di Fondimpresa, con le modalità specificate nell’Avviso.

Le domande di finanziamento dovranno pervenire, a pena di inammissibilità, a partire dalle ore 9.00 del 12 marzo 2018 fino alle ore 13.00 dell’11 giugno 2018.

La concessione dei finanziamenti è subordinata alla interrogazione del Registro nazionale degli aiuti di Stato e alla registrazione del finanziamento, alle condizioni e con le modalità previste dall’art. 52 della L. 24 dicembre 2012, n. 234 e s.m.i e dalle disposizioni attuative.

Scarica l’Avviso n.1/2018

Igienista industriale. Allo studio una norma UNI per definirne requisiti di conoscenza, abilità e competenza.

Igienista industriale. Allo studio una norma UNI per definirne requisiti di conoscenza, abilità e competenza.

Giunto alla fase di inchiesta finale il progetto di norma U5000C170 “Attività professionali non regolamentate - Igienista industriale - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, di competenza della Commissione UNI Sicurezza .
La futura norma definirà - in termini di conoscenza, abilità e competenza - i requisiti relativi all’attività professionale dell'igienista industriale, ossia colui che si assume la responsabilità di individuare, valutare e controllare, ai fini della prevenzione e della eventuale bonifica, dei fattori ambientali di natura chimica, fisica e biologica derivanti dall'attività industriale, presenti all’interno e all’esterno degli ambienti di lavoro, che possono alterare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori e della popolazione, nel rispetto dei canoni di etica professionale.
Non si applica alle specifiche attività nell'ambito di accertamenti, verifiche e controlli svolti da soggetti appartenenti a Enti pubblici o allo Stato.
I requisiti della professione sono specificati, a partire dai compiti e attività specifiche identificati, in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework - EQF).
Tenuto conto della variabilità, anche molto marcata, di differenti aspetti quali i percorsi di formazione e apprendimento, le competenze soggettive, le modalità e i criteri di esecuzione della prestazione professionale, le aspettative e le richieste dei committenti e il valore aggiunto riconosciuto alla prestazione, il documento distingue due profili specialistici, benché essi non siano separabili in senso assoluto o incompatibili tra loro:

  • igienista industriale specializzato nel campo degli agenti chimici e biologici;
  • igienista industriale specializzato nel campo degli agenti fisici.


L'inchiesta pubblica finale terminerà il 25 marzo 2018. Sino a quella data chiunque fosse interessato può consultare il testo integrale del progetto e inviare i propri commenti.

mb

Fonte UNI

Salute e sicurezza sul lavoro. Approvata la nuova ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro. Approvata la nuova ISO 45001

Sono quasi terminati i lavori di stesura della norma ISO 45001 sui sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro. Si è infatti conclusa con esito positivo la votazione del Final Draft. Il progetto è stato approvato con un totale di 62 voti positivi, 4 voti negativi e 9 astensioni
Sono 21 i Paesi che hanno avanzato dei commenti editoriali. Commenti che il Gruppo di lavoro esaminerà nelle prossime settimane in vista della pubblicazione finale del documento che, nelle intenzioni dell'ISO, dovrebbe avvenire nel prossimo mese di marzo.
UNI si è già attivata per adottare la norma, una volta pubblicata, sia in lingua inglese sia in lingua italiana, integrandone i contenuti con alcune note di chiarimento che facciano riferimento alla specifica legislazione italiana vigente in materia. Una integrazione auspicata ma soprattutto prevista dalla stessa ISO 45001, la cui applicazione deve tenere conto del contesto in cui l'organizzazione opera, salvaguardando così la soddisfazione dei requisiti legali vigenti nei vari Paesi. Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente significativo dato il carattere specifico e senza dubbio delicato della materia trattata, ampiamente (e variamente) regolamentata dal punto di vista legislativo.
L’intento della nuova ISO 45001 “Occupational health and safety management systems - Requirements with guidance for use” è quello di aiutare le organizzazioni a fornire un luogo sicuro e salubre ai lavoratori e a prevenire gli infortuni e le malattie legate all’attività lavorativa, migliorando le prestazioni in tema di salute e sicurezza sul lavoro.
Per fornire un quadro generale, diamo qualche numero su scala internazionale: le ultime stime dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) mostrano che, ogni giorno, oltre 7.600 persone muoiono a causa di attività lavorative (oltre 2,78 milioni l’anno); gli incidenti si assestano su una cifra che supera i 370 milioni l’anno. Un peso, in termini umani e sociali, molto gravoso.
Applicabile in tutte le parti del mondo e in tutti i settori produttivi, la futura ISO 45000 mira a ridurre questo terribile costo sociale. Lo standard intende infatti fornire alle organizzazioni un quadro universalmente riconosciuto per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori, ridurre i rischi sul posto di lavoro e creare condizioni lavorative più sane e sicure.
La norma rispetta la struttura comune degli standard sui sistemi di gestione come la ISO 14001 (ambiente) e ISO 9001 (qualità), tenendo comunque in considerazione altri standard del settore tra cui OHSAS 18001, linee guida ILO-OSH, varie norme nazionali e norme internazionali del lavoro e convenzioni dell’International Labour Organization.

mb

Fonte UNI

Laboratori di prova e taratura. Pubblicata la nuova edizione della ISO/IEC 17025

Laboratori di prova e taratura. Pubblicata la nuova edizione della ISO/IEC 17025

Pubblicata una nuova edizione della norma ISO/IEC 17025Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e di taratura”, riferimento internazionale per i laboratori che svolgono attività di prova e di taratura nel mondo.
La produzione di risultati validi e altamente affidabili è al centro delle attività dei laboratori; la ISO/IEC 17025:2017 consente loro di applicare un sistema per la qualità robusto e di dimostrare le loro competenze tecniche e la loro capacità di produrre tali risultati.
La norma facilita la cooperazione tra laboratori e altri organismi, garantendo una più ampia accettazione dei risultati tra i diversi Paesi: rapporti di prova e certificati possono essere riconosciuti da un paese all’altro senza la necessità di ulteriori prove, migliorando e semplificando il commercio internazionale.
Al fine di riflettere le ultime evoluzioni del mercato e delle tecnologie, la nuova edizione contiene le attività e i metodi di lavoro più aggiornati utilizzati oggi dai laboratori di prova. La norma tiene conto degli sviluppi nella tecnica, nel vocabolario e nelle tecnologie informatiche e dei contenuti della ISO 9001 in tema di gestione per la qualità.
I laboratori già accreditati ISO/IEC 17025:2005 hanno davanti un periodo di transizione (3 anni dalla data di pubblicazione della nuova versione) per conformare i loro processi a quanto descritto nella edizione 2017.
Quali sono le principali modifiche contenute nella versione 2017? Oltre a una rivisitazione dello scopo, l’approccio di processo è ora in linea con quello di nuovi standard quali UNI EN ISO 9001 (sistemi di gestione per la qualità), UNI EN ISO 15189 (qualità e competenza dei laboratori medici) e UNI/CEI EN ISO/IEC 17021-1 (requisiti per gli organismi di audit e certificazione di sistemi di gestione).
Concentrandosi maggiormente sulle tecnologie dell’informazione, la norma riconosce e incorpora l’utilizzo di sistemi informatici e registrazioni elettroniche e la produzione di risultati e di reports elettronici, ampiamente utilizzati dai laboratori moderni. Infine, un nuovo capitolo introduce il risk-based thinking e tratta dei punti comuni con la ISO 9001:2015.

mb
Fonte UNI

Attrezzature a pressione: UNI 11325-12 su verifiche periodiche

Attrezzature a pressione: UNI 11325-12 su verifiche periodiche

Qualsiasi attrezzatura a pressione ha bisogno di essere verificata periodicamente onde evitare il rischio di esplosione.
Il CTI – Comitato Termotecnico Italiano, Ente Federato UNI ha elaborato la UNI 11325-12:2018Attrezzature a pressione - Messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature e degli insiemi a pressione - Parte 12: Verifiche periodiche delle attrezzature e degli insiemi a pressione”.
Al suo interno la norma identifica le verifiche periodiche alle quali le attrezzature devono essere sottoposte e le suddivide come segue:

  • verifica di funzionamento;
  • verifica di integrità;
  • verifica interna (limitatamente ai generatori di vapore d’acqua e/o di acqua surriscaldata).

Inoltre, cita nel testo i seguenti riferimenti normativi:

  • UNl/TS 11325 Attrezzature a pressione - Messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature e degli insiemi a pressione:
  • Parte 1: Valutazione dello stato di conservazione ed efficienza delle tubazioni in esercizio ai fini della riqualificazione periodica d'integrità.
  • Parte 2: Procedura di valutazione dell'idoneità all'ulteriore esercizio delle attrezzature e degli insiemi a pressione soggetti a scorrimento viscoso.
  • Parte 4: Metodi operativi per la valutazione di integrità di attrezzature a pressione operanti in regime di scorrimento viscoso applicabili nell'ambito della procedura di valutazione di cui alla UNI/TS 11325-2.
  • Parte 6: Messa in servizio delle attrezzature e degli insiemi a pressione.
  • Parte 11: Procedura di valutazione dell'idoneità al servizio di attrezzature a pressione soggette a fatica.
  • UNl/TR 11667 Verifiche d'integrità di attrezzature /insiemi a pressione - Prove a pressione.
  • UNI EN 764-1 Attrezzature a pressione - Parte 1: Vocabolario.
  • UNI EN ISO 9712 Prove non distruttive - Qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive.
  • UNI EN ISO 11623 Bombole per gas - Bombole di materiale composito - Ispezione e prove periodiche.

mb

Fonte UNI

Microbiologia della catena alimentare: analisi  prodotti della pesca

Microbiologia della catena alimentare: analisi prodotti della pesca

Appena pubblicata la norma UNI EN ISO 6887-3:2017Microbiologia della catena alimentare - Preparazione dei campioni di prova, della sospensione iniziale e delle diluizioni decimali per l'analisi microbiologica - Parte 3: Regole specifiche per la preparazione dei pesci e dei prodotti della pesca
Nello specifico la norma spiega le regole per la preparazione dei campioni di pesce e dei prodotti della pesca e le loro sospensioni per l'esame microbiologico quando i campioni richiedono una preparazione differente dal metodo descritto nella UNI EN ISO 6887-1. Quest’ultima definisce le regole generali per la preparazione della sospensione iniziale e delle diluizioni per l’analisi microbiologica.
La UNI EN ISO 6887-3 include procedure speciali per il campionamento di molluschi, tunicati ed echinodermi crudi da aree di produzione primaria ed è applicabile ai seguenti pesci e molluschi crudi, lavorati o congelati e relativi prodotti:

  • Prodotti della pesca, molluschi, tunicati ed echinodermi crudi, inclusi: pesce intero o filetti, con o senza pelle e testa, ed eviscerati; crostacei, interi o sgusciati; cefalopodi; molluschi bivalvi; gasteropodi; tunicati ed echinodermi.
  • Prodotti lavorati, inclusi: pesce affumicato, intero o preparato in filetti, con o senza pelle; crostacei, molluschi, tunicati ed echinodermi cotti o parzialmente cotti, interi o sgusciati; pesce e prodotti multicomponente a base di pesce cotti o parzialmente cotti.
  • Pesce, crostacei, molluschi e altri crudi o congelati cotti, in blocchi o diversamente, inclusi: pesce, filetti e pezzi di pesce; crostacei (per esempio polpa di granchio, gamberetti), molluschi, tunicati ed echinodermi interi e sgusciati.

La norma è di competenza della commissione UNI “Agroalimentare” che si è occupata del suo recepimento in lingua italiana.

mb
Fonte UNI

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