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Regolamento DPI, in vigore dal 21 aprile 2018

Regolamento DPI, in vigore dal 21 aprile 2018

Il 21 aprile 2018 prossimo entrerà in vigore il Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale abrogando la Direttiva 89/686/CEE del 21 dicembre 1989, direttiva concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai dispositivi di protezione individuale (DPI).

Il regolamento disciplina i dispositivi di protezione individuale che “sono nuovi sul mercato dell’Unione al momento di tale immissione sul mercato, vale a dire i DPI nuovi di un fabbricante stabilito nell’Unione oppure i DPI, nuovi o usati, importati da un paese terzo”. E il regolamento “dovrebbe applicarsi a tutte le forme di fornitura, compresa la vendita a distanza”.

Gli operatori economici “dovrebbero essere responsabili della conformità dei DPI alle prescrizioni del presente regolamento, in funzione del ruolo che rivestono nella catena di fornitura, in modo da garantire un elevato livello di salvaguardia di interessi pubblici, quali la salute e la sicurezza, la protezione degli utilizzatori, nonché una concorrenza leale sul mercato dell’Unione”.

AdA

Scarica il Regolamento (UE) 2016/425

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Elenco europeo dei rifiuti, rinominate 37 voci

Elenco europeo dei rifiuti, rinominate 37 voci

Sulla Gazzetta europea dello scorso 6 aprile sono state pubblicate due importanti rettifiche che, dalla stessa data, incidono sulla gestione dei rifiuti correggendo errori materiali. La prima rettifica riguarda 37 voci dell’Elenco europeo dei rifiuti (Eer) di cui alla Decisione 2000/532/Ce (da ultimo modificata con la Decisione 2014/955/Ce). Tale Elenco, sul piano nazionale, risiede nell’allegato D, parte IV, Dlgs 152/06 (Codice ambientale) che, dunque, è ora modificato.

La seconda rettifica riguarda la “tossicità acquatica cronica (long term acquatic hazard)” e la relativa integrazione del quinto “considerando” del Regolamento (Ue) 2016/1179 che modifica il Regolamento (Ue) 1272/08 su classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele (cosiddetto “Clp”).

In ordine all’Elenco europeo si osserva che non contiene i codici di tutti i rifiuti in quanto sarebbe impossibile anche alla luce della definizione amplissima di rifiuto; infatti, era nato per mere ragioni statistiche. È proprio questa derivazione diretta a fini statistici e non classificatori che, da sempre, lo espone a problemi interpretativi relativi all’attribuzione del Codice, non di rado ambigua e soggetta a letture personalistiche.

Le rettifiche dello scorso 6 aprile non cambiano i rifiuti ma, chiarendo le definizioni, risolvono diverse ambiguità e possono aiutare la difficile gestione nazionale. Le autorizzazioni in essere, fino a rinnovo, non necessitano di modifica. Invece, gli atti nuovi per il cui ottenimento sono in corso i procedimenti amministrativi dovranno conformarsi ai nuovi nomi dei rifiuti. Le rettifiche precisano la descrizione (rendendola più flessibile) ma non la modificano, né cambiano i Codici; pertanto, poiché l’individuazione effettuata attraverso il Codice non muta, si ritiene che le scritture ambientali possano riportare solo i nuovi nomi e non più quelli pregressi anche se nelle autorizzazioni in essere figurano, ovviamente, questi ultimi. Tuttavia, pur senza motivo, non mancherà chi vorrà siano apposte entrambe le dizioni.

Tra le molte rettifiche si segnalano quelle relative ai rifiuti da attività di costruzione e demolizione (Capitolo 17), dove si precisa che il terreno proveniente da siti contaminati va “escavato”. Si ampliano i rifiuti prodotti da centrali termiche (Capitolo 10) perché l’individuazione puntuale dei fanghi è sostituita dal più generale termine “scorie”. Più rispondente alla realtà è la correzione dei “rifiuti prodotti dalla pulizia delle acque di scarico” (Capitolo 2003), che ora diventano “rifiuti della pulizia delle fognature”. Le acque di scarico, infatti, non si puliscono, si depurano e la parte liquida, convogliata, non è un rifiuto ma uno scarico (senza Cer), mentre i rifiuti (fanghi) si confondevano con altri Cer.

Sulla “tossicità acquatica cronica (long term acquatic hazard)” il quinto considerando della versione italiana del Regolamento (Ue) 2016/1179 aveva omesso il relativo riferimento. A questa tossicità, secondo il testo inglese, non si sarebbe dovuto applicare il fattore moltiplicativo (“M”) introdotto per la sola tossicità acuta. Tale assenza avrebbe implicato che la non applicabilità dei fattori M, in Italia, sarebbe stata introdotta dal regolamento per entrambi i tipi di tossicità: acuta e cronica. Un’omissione gravissima che poteva far diventare pericolosi rifiuti i quali, invece, non lo erano. Il che ha aggiunto problemi ai già molti che sulla classificazione si registrano (solo) in Italia. Sul punto, il ministero dell’Ambiente è intervenuto con nota del 28 febbraio 2018 e ha chiarito che l’uso del fattore M è obbligatorio per la determinazione della sola tossicità acuta di sostanze e miscele contenenti composti del rame, mentre non è obbligatorio per la tossicità cronica delle medesime sostanze e miscele. Ora è anche sulla Gazzetta europea.

AdA

fonte Sole24Ore 103/18 PF

Scarica la Decisione 2014/955/Ce

Scarica il Regolamento (Ue) 2016/1179

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Cucine e ventilazione: una norma UNI sui requisiti dei sistemi antincendio

Cucine e ventilazione: una norma UNI sui requisiti dei sistemi antincendio

In vigore dal 5 aprile 2018 la UNI EN 16282, parte 7, su “Attrezzature per cucine - Componenti per la ventilazione nelle cucine commerciali - Installazione e uso di sistemi fissi di estinzione incendi”.

La norma specifica i requisiti e fornisce raccomandazioni per la progettazione, l'installazione, il collaudo, la manutenzione e la sicurezza dei sistemi antincendio delle cucine negli edifici.

La norma si applica ai sistemi di ventilazione nelle cucine commerciali, nelle aree associate e in altri impianti che trattano prodotti alimentari destinati ad uso commerciale. Le cucine e le aree associate sono camere speciali dove vengono preparati i pasti, dove vengono lavate stoviglie e attrezzature, dove il cibo viene immagazzinato e vi sono le aree per i rifiuti alimentari.

La norma è applicabile ai sistemi antincendio ad eccezione di quelli utilizzati nelle cucine domestiche o nelle strutture di trasformazione alimentare industriale.

Salvo diversa indicazione, i requisiti di questa norma devono essere controllati mediante ispezione e / o misurazione.

Per la serie UNI EN 16282, dall’8 marzo 2018, sono entrate in vigore anche:

  • la UNI EN 16282-5:2018 sul Condotto dell'aria, che si applica ai sistemi di ventilazione nelle cucine commerciali, nelle aree associate e in altri impianti che trattano prodotti alimentari destinati ad uso commerciale;
  • la UNI EN 16282-1:2018 che specifica i requisiti generali, come gli aspetti ergonomici in relazione alla ventilazione della cucina (temperatura, caratteristiche dell'aria, umidità, rumore, ecc.), incluso un metodo per calcolare i flussi d'aria;
  • la UNI EN 16282-8:2018 che specifica i requisiti per la progettazione, la costruzione e il funzionamento di impianti progettati per il trattamento dell'aerosol nelle cucine, comprese le caratteristiche tecniche di sicurezza, ergonomiche e igieniche.

AdA

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Rischi per la salute e pratiche di prevenzione durante la movimentazione di container fumigati nei porti

Rischi per la salute e pratiche di prevenzione durante la movimentazione di container fumigati nei porti

L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha realizzato uno studio sui rischi per la salute e pratiche di prevenzione durante la movimentazione di container fumigati nei porti che analizza i rischi per la salute dei lavoratori impegnati nell'apertura dei container di trasporto sottoposti a fumigazione.

Lo studio individua lacune significative riguardanti le misure preventive e formula raccomandazioni che dovrebbero essere attuate per migliorare la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Spiega EU-OSHA che i container, usati per il trasporto merci sono spesso trattati con pesticidi per evitare danni ai prodotti in essi contenuti con agenti chimici spesso tossici o irritanti e in grado di causare danni al sistema cardiovascolare e al sistema nervoso centrale, un danno che, secondo lo studio EU-OSHA è spesso sottovalutato: solo in alcuni casi sono state introdotte misure standard in materia di sicurezza, salute e documentazione volte a tutelare i lavoratori. La relazione che contiene lo studio, fa un quadro della situazione e indica come ridurre al minimo tali rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

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Scadenze REACH al 31 maggio 2018: la registrazione delle sostanze

Scadenze REACH al 31 maggio 2018: la registrazione delle sostanze

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ricorda che il 31 maggio 2018 scadranno i termini per la registrazione delle sostanze da parte di tutte le imprese che producono o importano sostanze chimiche nei paesi dell'Unione Europea.

La registrazione delle sostanze permetterà di utilizzare le informazioni sulle sostanze chimiche per assicurare una maggiore protezione dell'ambiente e della salute umana. Sulle pagine REACH 2018 del Ministero dell'Ambiente è possibile approfondire sul Regolamento e sulle sostanze coinvolte e sulla procedura di registrazione.

A tal proposito, la registrazione di una sostanza consiste nella presentazione, da parte dei fabbricanti o degli importatori, di un dossier contenente le informazioni sulle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e ambientali e sugli usi della sostanza.

I soggetti interessati hanno la responsabilità di valutare i pericoli e i potenziali rischi delle sostanze che producono o importano. Queste informazioni vanno comunicate all'ECHA - l'Agenzia europea per le sostanze chimiche - tramite il fascicolo di registrazione.

L'impresa che non registra la sostanza entro il 31 maggio 2018 non potrà più fabbricarla, importarla o immetterla sul mercato. Quest'ultima scadenza interessa soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) che caratterizzano il sistema industriale italiano.

AdA

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Sostanze pericolose alla prova del cambio di classificazione

Sostanze pericolose alla prova del cambio di classificazione

Imprese chiamate a prepararsi in vista del 5 luglio, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento Ue sui rifiuti ecotossici. Con una nota adottata a marzo, Confindustria si è espressa sul tema dell’attribuzione della caratteristica di pericolo HP14 (ecotossico) ai rifiuti che presentano o possono presentare rischi.

Tra le quindici caratteristiche di pericolo che possono essere attribuite ai rifiuti, quella dell’ecotossico rappresenta, da tempo, quella più discussa e soggetta a letture sempre diverse, anche a causa delle numerose modifiche legislative. Quella più importante riguarda il regolamento Ue 2017/997 ed entrerà in vigore il prossimo 5 luglio. Questo clima confuso che non giova alla classificazione dei rifiuti che, già di per sé, è un argomento molto complesso. Infatti, l’impatto del succedersi disordinato ed incoerente di diverse disposizioni è pesante e riguarda la gestione di moltissimi rifiuti. Questa situazione ha motivato anche la nota del ministero dell’Ambiente e dell’ordine dei Chimici, entrambe del 28 febbraio 2018.

Lo scopo della nota di Confindustria è informare le aziende, presentando le possibili variazioni nella classificazione dei rifiuti cui potrebbero essere soggetti i loro scarti in un ristretto arco di tempo, nonché alcuni degli adempimenti conseguenti, fino alla auspicata stabilizzazione del prossimo 5 luglio, quando saranno utilizzate regole diverse rispetto a quelle dell’accordo Adr.

L’applicazione di questo regolamento può comportare che rifiuti ora classificati come pericolosi non lo siano più e viceversa. Accanto alle norme cogenti, a partire dal regolamento Ce 1357/2014, la nota descrive la successione delle disposizioni nazionali che, ai fini dell’attribuzione di HP14, rimandavano ai criteri di cui all’accordo Adr.

Sia il regolamento Ce 1357/2014 che l’Adr trovano il loro fondamento nella disciplina sulla classificazione delle sostanze e delle miscele pericolose (Regolamento Ue 1272/2008). Una norma che, con il regolamento Ce 1179/2016, ha subito significative modifiche. La nota di Confindustria spiega come ci si deve confrontare con due elementi in evoluzione:

  • i cambiamenti nella classificazione di alcune sostanze pericolose;
  • i diversi criteri di valutazione e le diverse formule da adottare che conducono a diverse classificazioni dello stesso rifiuto.

La nota ha il pregio di restituire il quadro normativo sul tema. Inoltre, descrive alcuni dei diversi scenari possibili e ricorda la disciplina “Seveso III” sugli incidenti rilevanti e fornisce suggerimenti sui registri di carico e scarico. Il documento, quindi, invita le aziende a un accurato approfondimento e fornisce loro gli strumenti essenziali.

AdA

fonte Sole24Ore 89/18 PF

Scarica il Regolamento UE 2017/997

Scarica la nota interpretativa dell’Ordine dei Chimici n. 01/2018 del 28/02/2018

Scarica la nota del MATTM n. 3222 del 28/02/2018

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Voucher per la partecipazione di Micro e PMI campane ad eventi fieristici internazionali

Voucher per la partecipazione di Micro e PMI campane ad eventi fieristici internazionali

La Regione Campania, con Decreto Dirigenziale n. 52 del 16/03/2018, ha emanato l’Avviso pubblico per l’erogazione di voucher per la partecipazione di Micro e PMI campane ad eventi fieristici internazionali.

Con Deliberazione n. 525 del 08 Agosto 2017, pubblicata sul BURC n. 63 del 14 Agosto 2017, la Giunta Regionale ha approvato il "Piano strategico regionale per l'Internazionalizzazione". Tale Piano, in linea con la "Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente" (RIS3 Campania), promuove politiche di intervento e strumenti operativi finalizzati a stimolare l'apertura internazionale del sistema Campania.

Nell'individuazione dei settori verso i quali indirizzare prioritariamente le politiche di intervento in materia di internazionalizzazione, il citato Piano da priorità a quegli ambiti che, in una prospettiva di medio-lungo termine, presentano un maggiore potenziale di sviluppo, in coerenza con le traiettorie tecnologiche delineate nella RIS3 Campania, valorizzando, tuttavia, anche in linea anche con quanto previsto nel Patto per lo sviluppo economico della regione Campania, sottoscritto in data 24 aprile 2016, i settori tradizionali di esportazione.

AdA

Scarica il Decreto Dirigenziale n. 52 del 16/03/2018

Scarica l’allegato all’avviso

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Regolamento Ue sulla privacy. Online la Guida applicativa aggiornata

Regolamento Ue sulla privacy. Online la Guida applicativa aggiornata

Il Garante per la protezione dei dati personali mette a disposizione l'aggiornamento 2018 della Guida all'applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali. Il documento - che traccia un quadro generale delle principali innovazioni introdotte dal Regolamento e fornisce indicazioni utili sulle prassi da seguire e gli adempimenti da attuare per dare corretta applicazione alla normativa - è stato in parte modificato e integrato alla luce dell'evoluzione della riflessione a livello nazionale ed europeo. Il testo potrà subire ulteriori aggiornamenti, allo scopo di offrire sempre nuovi contenuti e garantire un aggiornamento costante.

La Guida intende offrire un panorama delle principali problematiche che imprese e soggetti pubblici dovranno tenere presenti in vista della piena applicazione del regolamento, prevista il 25 maggio 2018. Attraverso raccomandazioni specifiche vengono suggerite alcune azioni che possono essere intraprese sin d’ora perché fondate su disposizioni precise del regolamento che non lasciano spazi a interventi del legislatore nazionale (come invece avviene per altre norme del regolamento, in particolare quelle che disciplinano i trattamenti per finalità di interesse pubblico ovvero in ottemperanza a obblighi di legge).

Vengono, inoltre, segnalate alcune delle principali novità introdotte dal regolamento rispetto alle quali sono suggeriti possibili approcci. La presente Guida è soggetta a integrazioni e modifiche alla luce dell’evoluzione della riflessione a livello nazionale ed europeo.

AdA

Scarica la Guida applicativa

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Commissione UE, Direttiva Cancerogeni: 5 nuove sostanze da introdurre

Commissione UE, Direttiva Cancerogeni: 5 nuove sostanze da introdurre

La Commissione europea compie oggi un altro importante passo avanti per proteggere i lavoratori nell'Unione europea dalle malattie oncologiche e da altre patologie di origine professionale.

In aggiunta alle 21 sostanze di cui è già stata decisa o proposta la limitazione, la Commissione europea propone di limitare l'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze cancerogene. Secondo stime, la proposta odierna migliorerebbe le condizioni di lavoro di più di 1 milione di lavoratori nell'UE e preverrebbe più di 22 000 casi di malattie professionali.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Oggi la Commissione ha compiuto un altro importante passo avanti nella lotta alle malattie oncologiche e alle altre patologie di origine professionale sul luogo di lavoro. Proponiamo di istituire limiti all'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze chimiche cancerogene. In tal modo miglioreremo la protezione di oltre 1 milione di lavoratori in Europa e contribuiremo a rendere i luoghi di lavoro più sani e più sicuri, nel rispetto di uno dei principi fondamentali del pilastro europeo dei diritti sociali."

La Commissione propone di inserire nella direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni nuovi valori limite di esposizione per cinque sostanze chimiche. Detti valori limite fissano la concentrazione massima nell'aria di una sostanza chimica cancerogena sul luogo di lavoro. Sono state selezionate le seguenti cinque sostanze cancerogene di grande rilevanza per la protezione dei lavoratori:

  • il cadmio e i suoi composti inorganici;
  • il berillio e i suoi composti inorganici;
  • l'acido arsenico e i suoi sali come pure i composti inorganici di arsenico;
  • la formaldeide;
  • il 4,4'-metilene-bis(2-cloroanilina) (MOCA).

Le prime tre sostanze sono frequentemente utilizzate in settori quali la produzione e la raffinazione del cadmio, la produzione di batterie al nichel-cadmio, la galvanoplastica meccanica, la fusione dello zinco e del rame, le fonderie, la produzione del vetro, le attività di laboratorio, l'elettronica, la chimica, le costruzioni, la sanità, l'industria della plastica e il riciclaggio.

L'imposizione di misure efficaci per impedire l'esposizione elevata alle cinque sostanze e ai gruppi di sostanze indicati avrà ripercussioni positive molto più significative della sola prevenzione oncologica: l'introduzione di tali valori limite ridurrà non solo i tumori di origine professionale, ma anche l'incidenza di altre importanti patologie dovute a sostanze cancerogene e mutagene. Per esempio, oltre al tumore polmonare l'esposizione al berillio causa anche la berilliosi, una malattia cronica incurabile.

I valori limite a livello europeo promuovono inoltre la coerenza, in quanto contribuiscono a creare pari condizioni di concorrenza per tutte le imprese e un obiettivo chiaro e comune per datori di lavoro, lavoratori e autorità preposte ai controlli. La proposta va quindi nella direzione di un sistema più efficiente di protezione della salute dei lavoratori e di un mercato unico più equo.

La proposta si basa su dati scientifici e fa seguito ad ampie discussioni con i portatori di interessi, in particolare rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli Stati membri.

AdA

fonte Commissione europea

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Riduzione dei premi e contributi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

Riduzione dei premi e contributi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

L’INAIL, con circolare n. 13 del 2 marzo 2018, comunica la Riduzione, per il 2018, dei premi e contributi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

L’art. 1, comma 128, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, ha disposto che con effetto dal 1º gennaio 2014, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dell'Inail, tenendo conto dell'andamento infortunistico aziendale, è stabilita la riduzione percentuale dell'importo dei premi e contributi dovuti per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, da applicare per tutte le tipologie di premi e contributi oggetto di riduzione, nel limite complessivo di un importo pari a 1.000 milioni di euro per l'anno 2014, 1.100 milioni di euro per l'anno 2015 e 1.200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016.

AdA

Scarica la Circolare Inail n. 13 del 2 marzo 2018

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