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News - Sicurezza sul Lavoro

News - Sicurezza sul Lavoro (401)

Appalto. Sicurezza nei lavori, serve il responsabile

Appalto. Sicurezza nei lavori, serve il responsabile

La Corte di Cassazione si è attivata per delineare la posizione di garanzia del committente privato, categoria in cui si inserisce il condominio, enucleando lo “statuto della committenza non qualificata” (tra le molte si veda la sentenza della Cassazione penale 23171/2016).

Anche il committente privato, infatti, può essere chiamato a rispondere dell’infortunio subito dal lavoratore qualora l’evento si colleghi causalmente ad una sua colpevole omissione, specie nel caso in cui la mancata adozione o l’inadeguatezza delle misure precauzionali sia immediatamente percepibile. Nessuno è legittimato a girare la testa dall’altra parte in caso di percepibili violazioni e anzi deve attivarsi nei limiti in cui può. Il committente potrà scansare il rischio d’essere implicato nel giudizio penale per infortunio del lavoratore nominando il responsabile dei lavori, meglio se tecnico di settore, ma badando di farlo con atto di delega, con il quale gli si attribuiscano poteri decisionali, cui sono connessi evidenti oneri di spesa, o, più in generale, la determinazione della sfera di competenza attribuitagli (Cassazione penale, sentenza 21059/2013).

Il direttore dei lavori è invece un altro soggetto, incaricato dal committente di vigilare sull’esatta esecuzione dei lavori stessi ma dimenticato dal Tu 81/2008, è stato recuperato dalla giurisprudenza e arruolato nella “filiera della sicurezza” qualora venga accertata una sua ingerenza nell’organizzazione del cantiere (Cassazione penale, sentenza 43462/2017).

Nello scenario della sicurezza dell’appalto va anche considerata la posizione dei coordinatori per la sicurezza (Cse): sull’esatta portata dei loro compiti si sta affacciando un contrasto all’interno della stessa Cassazione penale, polarizzato attorno alla limitazione o meno della responsabilità del Cse al rischio cosiddetto interferenziale. Per l’orientamento più severo le funzioni del coordinatore si estendono alla adeguatezza dei contenuti dei piani di sicurezza, anche della singole imprese (sentenza 2609/2015).

Mentre per la sentenza 34869/2015 la definizione dell’ambito di intervento e di controllo del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione non può prescindere dalla sussistenza di un rischio di interferenza tra ditte, ove risulta accresciuto il pericolo di eventi infortunistici che necessita la presenza di una posizione di garanzia ulteriore in fase di esecuzione.

AdA

fonte Sole24Ore 125/18 NC e FM

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Regolamento CLP: modifiche e adeguamenti in allegato VI

Regolamento CLP: modifiche e adeguamenti in allegato VI

Con Regolamento n. 2018/669 del 16 aprile (GUUE 4 maggio 2018 n. L 115), la Commissione europea modifica il Regolamento CLP n.1272/2008 relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele. In particolare è oggetto di modifica la Tabella 3.1 dell'allegato VI del regolamento che elenca le sostanze pericolose che sono oggetto di una classificazione e un'etichettatura armonizzate.

Al fine di consentire a fornitori di adeguare l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele alle nuove classificazioni e per poter vendere le scorte esistenti, il nuovo regolamento si applica a decorrere dal 1° dicembre 2019 anche se, in via derogatoria, le sostanze e le miscele possono essere classificate, etichettate ed imballate in conformità al CLP così modificato anche prima di tale data.

La tabella 3.1 (rinominata tabella 3) è stata modificata per rispecchiare il livello del progresso tecnico e scientifico mediante l’aggiunta, la soppressione o la modifica delle sostanze o della loro classificazione. La tabella 3.2, invece, elenca le sostanze pericolose che sono oggetto di una classificazione e un’etichettatura armonizzate sulla base dei criteri di cui all’allegato VI della direttiva 67/548/CEE, abrogata con effetto a decorrere dal 1° giugno 2015.

Scarica il Regolamento (UE) 2018/669 del 16 aprile 2018

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Le sostanze chimiche nella nostra vita, nuovo sito web ECHA

Le sostanze chimiche nella nostra vita, nuovo sito web ECHA

L'ECHA, in occasione della Giornata mondiale dei diritti dei consumatori, ha lanciato un nuovo sito web dedicato ai consumatori per aumentare la consapevolezza sui benefici e i rischi delle sostanze chimiche nella loro vita quotidiana.

Molti consumatori in Europa sono preoccupati per i possibili rischi derivanti dalle sostanze chimiche nella loro vita.

Il sito web, disponibile in 23 lingue dell'UE, fornisce informazioni utili sui benefici e sui rischi legati all'uso di delle sostanze chimiche e spiega come la legislazione dell'UE in materia di prodotti chimici ci protegge.

AdA

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Bando Isi: al via la procedura per l’assegnazione dei 249 milioni di euro

Bando Isi: al via la procedura per l’assegnazione dei 249 milioni di euro

Ha preso il via ieri la procedura per l’assegnazione dei 249.406.358 euro di incentivi a fondo perduto del bando Isi 2017, ottava edizione dell’intervento che dal 2010 ha visto l’Inail stanziare un importo complessivo pari a circa 1,8 miliardi di euro, per contribuire alla realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
Fino alle ore 18 di giovedì 31 maggio le aziende interessate ad accedere al contributo possono inserire e salvare la propria domanda sul portale dell’Inail, dove è possibile anche effettuare simulazioni relative al progetto da presentare e verificare se ha raggiunto o meno la soglia di ammissibilità. Per compilare la domanda è necessario essere in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online, che possono essere ottenute effettuando la registrazione sul sito Inail almeno due giorni lavorativi prima della scadenza per la compilazione della domanda. Ogni impresa può presentare una sola domanda.
 
A partire da giovedì 7 giugno le imprese i cui progetti avranno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice, che le identificherà in maniera univoca in occasione del “click day” dedicato all’inoltro online delle domande di ammissione al finanziamento. I giorni e gli orari di apertura dello sportello informatico saranno comunicati sul sito Inail a partire dalla stessa data.
 
Gli incentivi, ripartiti su base regionale, saranno assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande. Gli elenchi di tutte domande inoltrate, con evidenza di quelle in posizione utile per essere ammesse al contributo, saranno pubblicati entro 14 giorni dall’ultimazione della fase di invio del codice identificativo. Le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno poi fare pervenire all’Istituto, entro il termine di trenta giorni, tutti i documenti indicati nell’avviso pubblico per la specifica tipologia di progetto.
 
I fondi del bando Isi 2017 sono suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia degli interventi che saranno realizzati: progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (a cui sono destinati 100 milioni di euro), progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (44.406.358), progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (60 milioni), progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori del legno e della ceramica (10 milioni), e progetti per le micro e piccole imprese del settore agricolo, alle quali nel 2016 era stato dedicato un bando specifico (35 milioni, suddivisi in 30 milioni destinati alla generalità delle imprese agricole e in cinque milioni per i giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria).
 
Per i primi quattro assi, il contributo in conto capitale per ciascun progetto ammesso al finanziamento è pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di 130mila euro (fino a 50mila euro per i progetti per micro e piccole imprese). Il contributo in questi casi è cumulabile con i benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito, come quelli gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea. Il contributo destinato alle micro e piccole imprese che operano nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli è pari, invece, al 40% dell’investimento per la generalità delle aziende e al 50% per i giovani agricoltori, fino a un massimo di 60mila euro.
 
Con il nuovo bando Isi la platea dei destinatari degli incentivi Inail non è più limitata esclusivamente alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Gli enti del terzo settore, anche non iscritti al registro delle imprese ma censiti negli albi e registri nazionali, regionali e delle Province autonome, possono infatti presentare i propri progetti per il secondo asse di finanziamento, dedicato alla riduzione del rischio dovuto alla movimentazione manuale dei carichi. Un’altra novità è rappresentata dall’introduzione del quinto asse di finanziamento riservato alle imprese che operano in agricoltura, alle quali nel 2016 era stato dedicato un avviso pubblico specifico.

AdA

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Esposizione a vibrazioni: nuovi criteri per la valutazione del rischio vascolare

Esposizione a vibrazioni: nuovi criteri per la valutazione del rischio vascolare

Pubblicato dal Portale Agenti Fisici (PAF) il documento “Nuovi criteri per la valutazione del rischio vascolare associato ad esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: ISO/TR 18570:2017”. Il PAF è realizzato dal Laboratorio Agenti Fisici del Dipartimento di Prevenzione dell'USL 7 Siena e sviluppato con la collaborazione dell’INAIL e dell’USL di Modena.

Il report descrive in maniera sintetica il metodo supplementare di valutazione del rischio vascolare associato all’esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio contenuto nel nuovo ISO/TR 18570:2017.

Viene presentato un esempio applicativo nel caso di motoseghe e decespugliatori, da cui emerge la necessità di adottare specifiche misure di prevenzione in relazione all'insorgenza di possibili patologie vascolari, anche nei casi in cui si riscontrino valori di esposizione a vibrazioni inferiori ai livelli di azione prescritti dalla vigente normativa.

Recenti evidenze epidemiologiche, e studi biomeccanici, hanno mostrato che l'utilizzo della curva di pesatura riportata nella UNI EN ISO 5349 parte 1 per particolari tipi di esposizione (frequenze comprese nell’intervallo 20 Hz -400 Hz) può portare ad una sottostima o sovrastima del rischio vascolare per l’insorgenza dei sintomi del fenomeno di Raynaud (dito bianco).

Per tale motivo è stato pubblicato recentemente lo standard ISO/TR 18570:2017 che presenta una nuova curva di ponderazione, denominata Wp e un nuovo parametro, Ep,d (m/s1,5), per la valutazione del rischio da usare come indice supplementare e non sostitutivo rispetto a quelli descritti nella ISO 5349 parte 1. La curva Wp è stata definita sulla base delle evidenze degli studi sperimentali ed epidemiologici pubblicati, e rappresenta il migliore strumento attualmente disponibile per valutare il rischio vascolare derivate dall’esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio.

AdA

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Regolamento DPI, in vigore dal 21 aprile 2018

Regolamento DPI, in vigore dal 21 aprile 2018

Il 21 aprile 2018 prossimo entrerà in vigore il Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale abrogando la Direttiva 89/686/CEE del 21 dicembre 1989, direttiva concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai dispositivi di protezione individuale (DPI).

Il regolamento disciplina i dispositivi di protezione individuale che “sono nuovi sul mercato dell’Unione al momento di tale immissione sul mercato, vale a dire i DPI nuovi di un fabbricante stabilito nell’Unione oppure i DPI, nuovi o usati, importati da un paese terzo”. E il regolamento “dovrebbe applicarsi a tutte le forme di fornitura, compresa la vendita a distanza”.

Gli operatori economici “dovrebbero essere responsabili della conformità dei DPI alle prescrizioni del presente regolamento, in funzione del ruolo che rivestono nella catena di fornitura, in modo da garantire un elevato livello di salvaguardia di interessi pubblici, quali la salute e la sicurezza, la protezione degli utilizzatori, nonché una concorrenza leale sul mercato dell’Unione”.

AdA

Scarica il Regolamento (UE) 2016/425

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Rischi per la salute e pratiche di prevenzione durante la movimentazione di container fumigati nei porti

Rischi per la salute e pratiche di prevenzione durante la movimentazione di container fumigati nei porti

L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha realizzato uno studio sui rischi per la salute e pratiche di prevenzione durante la movimentazione di container fumigati nei porti che analizza i rischi per la salute dei lavoratori impegnati nell'apertura dei container di trasporto sottoposti a fumigazione.

Lo studio individua lacune significative riguardanti le misure preventive e formula raccomandazioni che dovrebbero essere attuate per migliorare la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Spiega EU-OSHA che i container, usati per il trasporto merci sono spesso trattati con pesticidi per evitare danni ai prodotti in essi contenuti con agenti chimici spesso tossici o irritanti e in grado di causare danni al sistema cardiovascolare e al sistema nervoso centrale, un danno che, secondo lo studio EU-OSHA è spesso sottovalutato: solo in alcuni casi sono state introdotte misure standard in materia di sicurezza, salute e documentazione volte a tutelare i lavoratori. La relazione che contiene lo studio, fa un quadro della situazione e indica come ridurre al minimo tali rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

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Scadenze REACH al 31 maggio 2018: la registrazione delle sostanze

Scadenze REACH al 31 maggio 2018: la registrazione delle sostanze

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ricorda che il 31 maggio 2018 scadranno i termini per la registrazione delle sostanze da parte di tutte le imprese che producono o importano sostanze chimiche nei paesi dell'Unione Europea.

La registrazione delle sostanze permetterà di utilizzare le informazioni sulle sostanze chimiche per assicurare una maggiore protezione dell'ambiente e della salute umana. Sulle pagine REACH 2018 del Ministero dell'Ambiente è possibile approfondire sul Regolamento e sulle sostanze coinvolte e sulla procedura di registrazione.

A tal proposito, la registrazione di una sostanza consiste nella presentazione, da parte dei fabbricanti o degli importatori, di un dossier contenente le informazioni sulle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e ambientali e sugli usi della sostanza.

I soggetti interessati hanno la responsabilità di valutare i pericoli e i potenziali rischi delle sostanze che producono o importano. Queste informazioni vanno comunicate all'ECHA - l'Agenzia europea per le sostanze chimiche - tramite il fascicolo di registrazione.

L'impresa che non registra la sostanza entro il 31 maggio 2018 non potrà più fabbricarla, importarla o immetterla sul mercato. Quest'ultima scadenza interessa soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) che caratterizzano il sistema industriale italiano.

AdA

Vai al servizio informativo REACH del Consorzio Promos Ricerche

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Sostanze pericolose alla prova del cambio di classificazione

Sostanze pericolose alla prova del cambio di classificazione

Imprese chiamate a prepararsi in vista del 5 luglio, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento Ue sui rifiuti ecotossici. Con una nota adottata a marzo, Confindustria si è espressa sul tema dell’attribuzione della caratteristica di pericolo HP14 (ecotossico) ai rifiuti che presentano o possono presentare rischi.

Tra le quindici caratteristiche di pericolo che possono essere attribuite ai rifiuti, quella dell’ecotossico rappresenta, da tempo, quella più discussa e soggetta a letture sempre diverse, anche a causa delle numerose modifiche legislative. Quella più importante riguarda il regolamento Ue 2017/997 ed entrerà in vigore il prossimo 5 luglio. Questo clima confuso che non giova alla classificazione dei rifiuti che, già di per sé, è un argomento molto complesso. Infatti, l’impatto del succedersi disordinato ed incoerente di diverse disposizioni è pesante e riguarda la gestione di moltissimi rifiuti. Questa situazione ha motivato anche la nota del ministero dell’Ambiente e dell’ordine dei Chimici, entrambe del 28 febbraio 2018.

Lo scopo della nota di Confindustria è informare le aziende, presentando le possibili variazioni nella classificazione dei rifiuti cui potrebbero essere soggetti i loro scarti in un ristretto arco di tempo, nonché alcuni degli adempimenti conseguenti, fino alla auspicata stabilizzazione del prossimo 5 luglio, quando saranno utilizzate regole diverse rispetto a quelle dell’accordo Adr.

L’applicazione di questo regolamento può comportare che rifiuti ora classificati come pericolosi non lo siano più e viceversa. Accanto alle norme cogenti, a partire dal regolamento Ce 1357/2014, la nota descrive la successione delle disposizioni nazionali che, ai fini dell’attribuzione di HP14, rimandavano ai criteri di cui all’accordo Adr.

Sia il regolamento Ce 1357/2014 che l’Adr trovano il loro fondamento nella disciplina sulla classificazione delle sostanze e delle miscele pericolose (Regolamento Ue 1272/2008). Una norma che, con il regolamento Ce 1179/2016, ha subito significative modifiche. La nota di Confindustria spiega come ci si deve confrontare con due elementi in evoluzione:

  • i cambiamenti nella classificazione di alcune sostanze pericolose;
  • i diversi criteri di valutazione e le diverse formule da adottare che conducono a diverse classificazioni dello stesso rifiuto.

La nota ha il pregio di restituire il quadro normativo sul tema. Inoltre, descrive alcuni dei diversi scenari possibili e ricorda la disciplina “Seveso III” sugli incidenti rilevanti e fornisce suggerimenti sui registri di carico e scarico. Il documento, quindi, invita le aziende a un accurato approfondimento e fornisce loro gli strumenti essenziali.

AdA

fonte Sole24Ore 89/18 PF

Scarica il Regolamento UE 2017/997

Scarica la nota interpretativa dell’Ordine dei Chimici n. 01/2018 del 28/02/2018

Scarica la nota del MATTM n. 3222 del 28/02/2018

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Commissione UE, Direttiva Cancerogeni: 5 nuove sostanze da introdurre

Commissione UE, Direttiva Cancerogeni: 5 nuove sostanze da introdurre

La Commissione europea compie oggi un altro importante passo avanti per proteggere i lavoratori nell'Unione europea dalle malattie oncologiche e da altre patologie di origine professionale.

In aggiunta alle 21 sostanze di cui è già stata decisa o proposta la limitazione, la Commissione europea propone di limitare l'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze cancerogene. Secondo stime, la proposta odierna migliorerebbe le condizioni di lavoro di più di 1 milione di lavoratori nell'UE e preverrebbe più di 22 000 casi di malattie professionali.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Oggi la Commissione ha compiuto un altro importante passo avanti nella lotta alle malattie oncologiche e alle altre patologie di origine professionale sul luogo di lavoro. Proponiamo di istituire limiti all'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze chimiche cancerogene. In tal modo miglioreremo la protezione di oltre 1 milione di lavoratori in Europa e contribuiremo a rendere i luoghi di lavoro più sani e più sicuri, nel rispetto di uno dei principi fondamentali del pilastro europeo dei diritti sociali."

La Commissione propone di inserire nella direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni nuovi valori limite di esposizione per cinque sostanze chimiche. Detti valori limite fissano la concentrazione massima nell'aria di una sostanza chimica cancerogena sul luogo di lavoro. Sono state selezionate le seguenti cinque sostanze cancerogene di grande rilevanza per la protezione dei lavoratori:

  • il cadmio e i suoi composti inorganici;
  • il berillio e i suoi composti inorganici;
  • l'acido arsenico e i suoi sali come pure i composti inorganici di arsenico;
  • la formaldeide;
  • il 4,4'-metilene-bis(2-cloroanilina) (MOCA).

Le prime tre sostanze sono frequentemente utilizzate in settori quali la produzione e la raffinazione del cadmio, la produzione di batterie al nichel-cadmio, la galvanoplastica meccanica, la fusione dello zinco e del rame, le fonderie, la produzione del vetro, le attività di laboratorio, l'elettronica, la chimica, le costruzioni, la sanità, l'industria della plastica e il riciclaggio.

L'imposizione di misure efficaci per impedire l'esposizione elevata alle cinque sostanze e ai gruppi di sostanze indicati avrà ripercussioni positive molto più significative della sola prevenzione oncologica: l'introduzione di tali valori limite ridurrà non solo i tumori di origine professionale, ma anche l'incidenza di altre importanti patologie dovute a sostanze cancerogene e mutagene. Per esempio, oltre al tumore polmonare l'esposizione al berillio causa anche la berilliosi, una malattia cronica incurabile.

I valori limite a livello europeo promuovono inoltre la coerenza, in quanto contribuiscono a creare pari condizioni di concorrenza per tutte le imprese e un obiettivo chiaro e comune per datori di lavoro, lavoratori e autorità preposte ai controlli. La proposta va quindi nella direzione di un sistema più efficiente di protezione della salute dei lavoratori e di un mercato unico più equo.

La proposta si basa su dati scientifici e fa seguito ad ampie discussioni con i portatori di interessi, in particolare rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli Stati membri.

AdA

fonte Commissione europea

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