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Regolamento prodotti da costruzione: tre nuove varianti CEI sui cavi

Regolamento prodotti da costruzione: tre nuove varianti CEI sui cavi

Ogni anno una vasta tipologia di edifici sono colpiti da incendi, causa di infortuni per persone, animali e strutture. Proprio per evitare o ridurre al minimo questi pericoli, il 1 luglio 2017 è entrato in vigore il Regolamento Prodotti da Costruzione n. 305/2011 (CPR), che disciplina l’immissione e la libera circolazione sul mercato europeo e introduce un linguaggio tecnico armonizzato per le prestazioni e le caratteristiche essenziali di tutti i prodotti da costruzione, compresi i cavi.
Nel quadro di un costante aggiornamento delle norme sui cavi seguente il Regolamento CPR, nel mese di marzo 2018 il CEI, grazie al lavoro del Comitato Tecnico 20 “Cavi per energia”, ha pubblicato tre nuove Varianti.

  • La Norma CEI 20-40/1-1;V1 “Allegato nazionale alla Norma CEI EN 50565-1 – Cavi elettrici – Guida all’uso dei cavi con tensione nominale non superiore a 450/750 V (U0/U) – Parte 1: Criteri generali” introduce alcuni aggiornamenti normativi relativi ai criteri generali descritti nel Regolamento CPR, dedicati ai riferimenti normativi e alla sicurezza, e in particolare: generalità, scelta e installazione, portata di corrente, effetti termici e caratteristiche al fuoco.
  • La Norma CEI 20-40/2-1;V1 “Allegato nazionale alla Norma CEI EN 50565-2 – Cavi elettrici – Guida all’uso dei cavi con tensione nominale non superiore a 450/750 V (U0/U) – Parte 2: Criteri specifici relativi ai tipi di cavo specificati nella Norma EN 50525” riporta considerazioni aggiuntive relative ad altri cavi di comune impiego previsti da Norme CEI o Tabelle CEI-UNEL diverse da quelle indicate nella Norma EN 50525. In particolare, sono presenti nuove tabelle dedicate ai cavi con particolari caratteristiche di reazione al fuoco.
  • La Norma CEI 20-67;V3 “Guida per l’uso dei cavi 0,6/1 KV” aggiunge nuove prescrizioni, dedicate ai seguenti oggetti: esposizione in ambienti a bassa temperatura, temperatura di posa, comportamento al fuoco, cavi non classificati secondo il Regolamento CPR, in particolare focalizzati su generalità, aspetti connessi all’incendio (cavi non propaganti l’incendio, cavi resistenti al fuoco) e allo sviluppo di fumi, gas tossici e corrosivi.

mb

Fonte CEI

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Requisiti energetici per illuminazione di edifici

Requisiti energetici per illuminazione di edifici

Quanta energia è necessaria per illuminare un edificio? È questo il concetto che sta alla base della ricerca sul fronte risparmio energetico degli edifici anche in ambito illuminotecnico.

Al riguardo la Commissione UNI  “Luce e illuminazione” ha recepito il Rapporto tecnico UNI CEN/TR 15193-2  “Prestazione energetica degli edifici - Requisiti energetici per illuminazione - Parte 2: Spiegazione e giustificazione della EN 15193-1, modulo M9”

La norma affianca la UNI EN 15193-1 e fornisce informazioni per supportare la corretta comprensione, l'utilizzo e l'implementazione nazionale della norma di illuminazione.

Il rapporto tecnico fornisce:

  • il commento ai punti della norma;
  • la spiegazione sulle procedure e fornisce informazioni di fondo;
  • la giustificazione delle scelte che sono state fatte;
  • la descrizione dei processi;
  • un foglio di calcolo per il processo di calcolo;
  • esempi svolti e valori di riferimento;
  • consigli sui sistemi di controllo dell'illuminazione;
  • guida sul progetto di illuminazione per edifici domestici.

Nel documento vengono citati i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 12665 Light and lighting - Basic terms and criteria for specifying lighting requirements;
  • EN 15193-1 Energy performance of buildings - Energy requirements for lighting - Part 1: Specifications, Module M9;
  • EN ISO 52000-1 Energy performance of buildings - Overarching EPB assessment - Part 1: General framework and procedures (ISO 52000-1 :2017).

Le norme UNI sono disponibili sia in formato cartaceo sia in formato elettronico.

mb
Fonte UNI

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Sicurezza impianti ed attrezzi sportivi. Dall’UNI due nuove norme

Sicurezza impianti ed attrezzi sportivi. Dall’UNI due nuove norme

Pubblicate dalla Commissione “Impianti ed attrezzi sportivi e ricreativi” la norma UNI EN 1069-1 Acquascivoli - Parte 1: Requisiti di sicurezza e metodi di prova e UNI EN 1069-2 Acquascivoli - Parte 2: Istruzioni
La prima parte di questo documento si applica a tutti gli acquascivoli installati nelle piscine per uso pubblico. La UNI EN 1069-1 specifica i requisiti generali di sicurezza per gli acquascivoli di piscine per uso pubblico e specifica i requisiti per definire i tipi di acquascivoli. Tali requisiti riguardano la sicurezza e le regole tecniche per la progettazione, il calcolo e le prove.
La seconda parte della norma si applica agli acquascivoli definiti nella parte 1 e stabilisce le istruzioni per l'uso, il funzionamento e la manutenzione, così come la documentazione e la messa in servizio degli acquascivoli.
Nelle norme sono richiamati i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 1990 Eurocode – Basis of structural design
  • EN 1991-1-1/3/4 – Eurocode 1 – part 1-1; part 1-3; part 1-4
  • EN 10088-1 e 2 – Stainless steels part 1; part 2
  • EN 10204 Metallic products – Types of inspection documents
  • EN 13451-1/2/3 Swimming pool equipment part 1; part 2; part 3
  • EN 15288-1 e 2 - Swimming pools part 1; part 2
  • EN 22768-1 General tolerances – part 1
  • EN ISO 9606-1 Qualification testing of welders – part 1
  • EN ISO 13857 Safety of machinery
  • EN ISO/IEC 17025 General requirements for the competence of testing and calibration laboratories
  • EN ISO 3834 (all parts) Quality requirements for fusion welding of metallic materials
  • EN ISO 15607 Specification and qualification of welding procedures for metallic materials
  • ISO 7001 Graphical symbols – Public information symbols
  • ISO 7010 Graphical symbols
  • ISO 20712-1 e 3 – Water safety signs and beach safety flags
  • ISO 22727 Graphical symbols – Creation and design of public information symbols

mb
Fonte UNI

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Prestazione energetica degli edifici storici. Pubblicata una Guida UNI

Prestazione energetica degli edifici storici. Pubblicata una Guida UNI

A causa del cambiamento climatico e degli obiettivi politici a questo associati, è evidente la necessità di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra (soprattutto di C02), associate all'uso di energia degli edifici. Quindi, la sfida è quella di ridurre la richiesta di energia e l'emissione di gas ad effetto serra, senza riduzioni significative del valore del patrimonio costruito esistente e dell'ambiente e per migliorare la prestazione energetica degli edifici storici sono necessarie procedure appropriate.
Al riguardo la Commissione UNI  “Prodotti, processi e sistemi per l’organismo edilizio” ha recepito in italiano, la norma UNI EN 16883  “Conservazione dei beni culturali - Linee guida per migliorare la prestazione energetica degli edifici storici”
La norma fornisce linee guida per il miglioramento sostenibile della prestazione energetica degli edifici storici, come edifici notevoli dal punto di vista storico, architettonico o culturale, nel rispetto del loro significato di bene culturale. L’uso di questa norma non è limitato agli edifici ufficialmente designati come bene culturale, ma si applica agli edifici storici di ogni tipo ed età.
La UNI EN 16883 presenta una procedura normativa di lavoro per la scelta degli interventi migliorativi della prestazione energetica, basata sulla investigazione, sull’analisi e sulla documentazione dell’edificio, compreso il suo significato di bene culturale. La procedura valuta l’impatto di questi interventi in relazione alla conservazione degli elementi caratterizzanti l’edificio.
Al suo interno sono citati i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 16096 - Conservation of cultural property - Condition survey and report of built cultural heritage
  • EN 16247-2  - Energy audits - Part 2: Buildings

La norma è disponibile  sia in formato elettronico sia in formato cartaceo.

mb

Fonte UNI

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Valutazione del ciclo di vita. Dall'UNI una nuova norma

Valutazione del ciclo di vita. Dall'UNI una nuova norma

La maggiore consapevolezza dell’importanza della protezione dell’ambiente e dei possibili impatti associati ai prodotti/servizi offerti, fabbricati e consumati ha accresciuto l’interesse verso lo sviluppo di metodi atti a comprendere meglio e a ridurre tali impatti. Una di queste tecniche è la valutazione del ciclo di vita LCA – Life Cycle Assessment.
L’LCA può dare supporto a:

  • L’identificazione delle opportunità di migliorare la prestazione ambientale dei prodotti nei diversi stadi del loro ciclo di vita;
  • L’informazione a coloro che prendono decisioni nell’industria e nelle organizzazioni governative o non governative;
  • Le scelte di indicatori pertinenti di prestazione ambientale con le relative tecniche di misurazione;
  • Il marketing (per esempio l’attuazione di un’etichetta ecologica).

Pubblicata a cura della Commissione Ambiente la norma UNI EN ISO 14044:2018Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Requisiti e linee guida”, che tratta proprio dell’LCA.
Questo documento specifica i requisiti e fornisce linee guida per la sua valutazione, comprendendo:

  1. la definizione dell'obiettivo e del campo di applicazione dell'LCA;
  2. la fase di inventario del ciclo di vita (LCI);
  3. la fase di valutazione dell'impatto del ciclo di vita (LCIA);
  4. la fase di interpretazione del ciclo di vita;
  5. la rendicontazione e la revisione critica dell'LCA;
  6. le limitazioni dell'LCA;
  7. le correlazioni tra le fasi dell'LCA;
  8. le condizioni per l'utilizzo delle scelte dei valori e degli elementi facoltativi.


Inoltre, la norma tratta gli studi di valutazione del ciclo di vita e di inventario del ciclo di vita (LCI).
Nel testo viene richiamata come riferimento normativo la ISO 14040 Environmental management - Life cycle assessment - Principles and framework.

mb

Fonte UNI

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Acustica negli ambienti interni. Pubblicata una nuova norma UNI.

Acustica negli ambienti interni. Pubblicata una nuova norma UNI.

Nella vita di tutti i giorni siamo consciamente o inconsciamente esposti a stimoli uditivi grazie al nostro orecchio sempre ricettivo che percepisce anche segnali non voluti come ad esempio il rumore.

Si può, pertanto, comprendere quanto le caratteristiche acustiche di un ambiente siano fondamentali per definire un adeguato livello di comunicazione e di comfort. Infatti, per alcune destinazioni d'uso, quali per esempio le aule scolastiche di scuole di ogni ordine e grado, nonché gli ambienti destinati a conferenze e assimilabili, l'intelligibilità del parlato è un'esigenza di primaria importanza.

Altri ambienti, quali ristoranti, mense, spazi comuni, palestre, uffici open space, possono essere resi più accoglienti e funzionali controllandone la qualità acustica che può variare anche in funzione alla rumorosità degli impianti presenti in ambiente.

La Commissione “Acustica e vibrazioni” ha appena elaborato la norma UNI 11532-1:2018Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati – Metodi di progettazione e tecniche di valutazione – Parte 1: Requisiti generali”, che nasce dall'esigenza di fornire gli strumenti di base per la valutazione previsionale della qualità acustica interna di ambienti, diversi dalle grandi sale, dai teatri, dai luoghi di culto e dai palasport che necessitano di un'approfondita progettazione acustica.
In relazione alle destinazioni d'uso in analisi, sono indicati, per ogni descrittore, gli obiettivi da raggiungere, i metodi di previsione, ed in fine i metodi di verifica da utilizzare per appurarne la conformità.
La norma descrive gli aspetti generali comuni a tutti i settori di applicazione elencati al suo interno. In particolare definisce i descrittori che rappresentano la qualità acustica di un ambiente, indicandone i valori di riferimento in relazione alla destinazione d'uso dell'ambiente stesso.
Il documento si applica agli ambienti con diverse destinazioni d'uso nei seguenti settori:

  1. settore scolastico - comunicativo/collettivo - collettivo - piccole sale conferenze e/o polifunzionali;
  2. settore sanitario;
  3. settore ristorazione;
  4. settore terziario;
  5. settore sportivo;
  6. settore museale - fieristico - espositivo.

La norma non si applica a grandi sale e teatri, inclusi luoghi di culto; alle sale di registrazione, di regia e di missaggio audiovisivo; alla valutazione dell'esposizione professionale a rumore, per la quale si rimanda alle norme UNI specifiche di settore.

Le norme UNI sono disponibili sia in formato elettronico sia in formato cartaceo.

mb

Fonte UNI

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L’UNI per la conservazione del patrimonio culturale

L’UNI per la conservazione del patrimonio culturale

L’Italia ha nel suo patrimonio artistico e culturale una delle sue più grandi fortune. Un tesoro di valore incalcolabile riconosciuto in tutto il mondo, non sempre adeguatamente valorizzato. Proprio la valorizzazione e la tutela dei beni culturali possono alimentare le potenzialità di sviluppo del Paese. La conservazione è una priorità centrale quando si tratta di tutelare, proteggere e condividere l’importanza significativa dei beni culturali ed offre una rara e privilegiata opportunità di comprendere, valorizzare e proteggere questo patrimonio.
Al riguardo la Commissione UNIProdotti processi e sistemi per l’organismo edilizio” ha recepito in lingua italiana la norma UNI EN 16853:2017Conservazione del patrimonio culturale - Processo di conservazione - Decisione, pianificazione e realizzazione”, che illustra le buone pratiche per gli elementi concettuali e pratici della conservazione.
Questo documento è indipendente ma rispetta le normative nazionali e si applica a tutti i tipi di oggetti protetti o non protetti dalla legislazione. Può essere utilizzato per le gare d’appalto pubbliche e private e per le procedure delle istituzioni.
La norma specifica il processo decisionale, la pianificazione e l’attuazione della conservazione dei beni culturali tangibili, come singoli oggetti, collezioni, l’ambiente costruito, siti storici e archeologici, e paesaggi culturali.
All’interno del documento troviamo i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 16095 Conservation of cultural property - Condition recording for movable cultural heritage;
  • EN 16096 Conservation of cultural property - Condition survey and report of built cultural heritage.

mb

Fonte UNI

 

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Conservazione in atmosfera controllata. Allo studio una nuova norma

Conservazione in atmosfera controllata. Allo studio una nuova norma

Allo studio una nuova norma su “Frutta e ortaggi - Conservazione in atmosfera controllata - Requisiti tecnici” che definirà i requisiti per la progettazione, l'installazione e l'esercizio dei sistemi di conservazione in atmosfera controllata. Si applica a diverse specie vegetali ma non a prodotti conservati in atmosfera modificata o protettiva.
Il progetto, di interesse della Commissione Agroalimentare, si trova nella fase dell’inchiesta preliminare, fase fondamentale per vagliare l’interesse del mercato relativamente a nuovi temi che la normazione tecnica intende sviluppare.
La futura norma, andrà a sostituire la UNI 10193 del 1993 e tiene in considerazione sia i numerosi studi effettuati nel settore della conservazione degli ortofrutticoli freschi sia l'evoluzione tecnologica degli impianti e delle attrezzature, compresi i sistemi di monitoraggio e controllo.
L’aggiornamento interessa sia le diverse componenti della filiera degli ortofrutticoli freschi (produttori agricoli, distributori, consumatori e utenti finali) sia il mercato nazionale e internazionale, poiché la qualità e il valore merceologico e nutrizionale degli ortofrutticoli freschi dipendono dalle condizioni di coltivazione, di raccolta, ma anche di conservazione. Puntando sempre più sulla qualità, tutti i componenti della filiera ortofrutticola devono assicurarsi della corretta conservazione dei prodotti dopo la raccolta.
Da ciò deriva l'opportunità di individuare le caratteristiche tecnologiche di un sistema di impianti e attrezzature in grado di mantenere i più alti livelli possibili di qualità per permettere ai prodotti di concorrere sul mercato nazionale ed estero.
La norma nazionale potrebbe successivamente essere estesa all'area comunitaria europea.
L’inchiesta pubblica preliminare terminerà in data 30 marzo 2018. Sino a quella data sarà possibile inviare eventuali commenti.

mb
Fonte UNI

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Gestione delle risorse umane: verso il miglioramento continuo

Gestione delle risorse umane: verso il miglioramento continuo

La Commissione “Responsabilità sociale delle organizzazioni” ha curato la pubblicazione in italiano della UNI ISO 30408Gestione delle risorse umane - Linee guida per la governance umana”.
La norma fornisce linee guida sugli strumenti, sui processi e le prassi da mettere in atto per stabilire, mantenere e migliorare in continuo una efficace governance umana all'interno delle organizzazioni. La norma si applica alle organizzazioni di tutte le dimensioni e settori, sia pubbliche, sia private, con o senza scopo di lucro. Non tratta invece le relazioni con i sindacati o altri organismi rappresentativi.
Con una pianificazione strategica della governance umana un’organizzazione può diventare competitiva sotto molteplici aspetti. Ad esempio potrà rispondere a esigenze organizzative, regolamentari e operative; prevedere e gestire i rischi legati alle risorse umane; assicurare che siano gestiti i costi correlati e che sia misurato il valore di tali investimenti; sviluppare una cultura organizzativa che rifletta i propri valori organizzativi; promuovere una maggior gestione, una comunicazione efficace e la collaborazione tra stakeholder; ottimizzare la prestazione generale.

mb

Fonte: UNI

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Filiera del cuoio. Pubblicato un Dossier dall’UNI

Filiera del cuoio. Pubblicato un Dossier dall’UNI

Il dossier appena pubblicato è di particolare interesse per i soggetti che costituiscono la filiera del settore cuoio, pelli e pelletteria, l’intero comparto conciario, quello della trasformazione, gli utilizzatori, i laboratori di controllo pubblici, i laboratori privati e gli istituti di certificazione. Il documento traccia un quadro a 360° delle attività normative relative ad uno dei settori di punta del made in Italy.
Il settore cuoio, pelli e pelletteria vanta ormai 25 anni di intensa attività normativa e in tal periodo il nostro Paese è riuscito a ritagliarsi un posto di rilievo anche a livello internazionale. UNI infatti dal 1991 guida direttamente l'attività europea gestendo Presidenza e Segreteria del CEN/TC 289 "Leather", nonché il Coordinamento e la Segreteria del CEN/TC 289/WG 4 "Technical specifications on the use of leather and terminology".
Tra le 95 norme europee pubblicate, la maggior parte è stata elaborata dagli esperti europei nei 4 gruppi di lavoro (WG) che trattano il materiale “cuoio” per definire gli aspetti ritenuti indispensabili per valutarne le caratteristiche e la classificazione nelle transazioni commerciali. Essi sono: l'analisi chimica, l'analisi fisica, le prove di solidità del colore, le specifiche tecniche sull'utilizzo del cuoio e terminologia.
Relativamente a quest'ultimo aspetto in particolare, sono da segnalare norme sull'etichettatura di finiture in cuoio nei prodotti tessili, sui requisiti per la descrizione del cuoio destinato a usi specifici (quali rivestimento e applicazioni all’interno di autoveicoli) e sulla definizione di alcuni prodotti piuttosto diffusi sul mercato, quali chamois per scopi di pulizia. Parallelamente, l'attività normativa in questo settore è stata costantemente connotata dall’elaborazione di norme nazionali, che non sempre trovano consenso per una proposizione a livello internazionale, ma riflettono caratteristiche del processo di produzione e del prodotto finale che sono peculiari della manifattura italiana.
Alcuni argomenti sono i criteri per la definizione delle caratteristiche di prestazione di cuoi a ridotto impatto ambientale (UNI 11427); le linee guida per i requisiti di servizio applicabile alle lavorazioni conto terzi nel settore conciario (UNI 11416); le caratteristiche dei cuoi destinati all'industria calzaturiera (UNI 10594). Come ultima novità, da circa un anno e per ora trattato solo in ambito nazionale, i soggetti interessati hanno proposto di avviare un nuovo filone di attività normativa, volto a elaborare metodi di analisi per la determinazione dei prodotti utilizzati nella produzione di cuoio, pelle e pelliccia.

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mb

Fonte UNI

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