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Sicurezza delle macchine. Una norma sulle seghe circolari

Sicurezza delle macchine. Una norma sulle seghe circolari

La commissione Sicurezza dell’UNI ha recentemente recepito la norma UNI EN ISO 19085-2:2017 “Macchine per la lavorazione del legno - Sicurezza - Parte 2: Sezionatrici orizzontali per pannelli con sega circolare”
Il documento fornisce tutti i requisiti e le misure di sicurezza per le sezionatrici orizzontali per pannelli con barra di pressione, con l'unità a segare della linea di taglio anteriore montata sotto il supporto del pezzo, a carico e/o scarico manuale o meccanizzato. La norma tratta tutti i pericoli significativi, le situazioni e gli eventi pericolosi come ad esempio pericoli di natura meccanica, elettrica, da rumore, da radiazione, dall’inosservanza di principi ergonomici, dalle combinazioni di pericoli, ecc. inoltre sono state prese in considerazione le fasi di trasporto assemblaggio smontaggio disattivazione e rottamazione delle macchine. Le sezionatrici orizzontali, descritte nella norma, sono progettate per il taglio di pannelli costituiti da:

  1. legno massiccio;
  2. materiale con caratteristiche simili al legno;
  3. pannelli di gesso, pannelli di fibre legati con gesso;
  4. pannelli compositi realizzati con i materiali elencati sopra, e materiali compositi con nucleo costituito da, per esempio, poliuretano o materiale minerale laminato con lega leggera.


Per concludere nella UNI EN ISO 19085-2 vengono citati i seguenti riferimenti normativi:

  • ISO 7960 Airborne noise emitted by machine tools - Operating conditions for woodworking machines;
  • ISO 12100 Safety of machinery - General principles for design - Risk assessment and risk reduction;
  • ISO 13849-1 Safety of machinery - Safety-related parts of control systems - Part 1: General principles for design;
  • ISO 13857 Safety of machinery - Safety distances to prevent hazard zones being reached by upper and lower limbs;
  • ISO 14118 Safety of machinery - Prevention of unexpected start-up;
  • ISO 19085-1 Woodworking machines - Safety - Part-1: common requirements;
  • EN 847-1 Tools for woodworking - Safety requirements - Part 1: Milling tools, circular saw blades;
  • IEC 60204-1 Safety of machinery - Electrical equipment of machines - Part 1: General requirements.

La norma è disponibile sia in formato elettronico, sia in formato cartaceo.

mb

Fonte UNI

Gestione della fidatezza. Pubblicata una guida CEI

Gestione della fidatezza. Pubblicata una guida CEI

Pubblicata la norma CEI EN 60300-1 Gestione della fidatezza Parte 1: Guida per la gestione e le applicazioni
La norma fornisce le linee guida per la gestione della fidatezza dei prodotti, dei sistemi, dei processi o dei servizi che coinvolgono hardware, software, aspetti umani o una qualsiasi combinazione e integrazione di tali elementi.
La norma guida alla pianificazione e all'implementazione di attività di fidatezza e di processi tecnici nelle varie fasi del ciclo di vita del prodotto, tenendo conto, tra gli altri, di requisiti quali la sicurezza e l'ambiente.
Le linee guida contenute nella Norma sono principalmente indirizzate al management ed al personale tecnico, al fine di ottimizzare la fidatezza.
Non è possibile utilizzare la Norma per la certificazione.

Rispetto alla precedente edizione di cui costituisce revisione tecnica, sono state introdotte, tra le altre, le seguenti modifiche principali:

  • aggiornamento delle definizioni per allinearsi alla IEC 60050-191:2014;
  • miglioramento della descrizione della fidatezza e delle sue proprietà;
  • definizione di un approccio meno specifico alla gestione della fidatezza;
  • revisione delle linee guida per l'applicazione della gestione della fidatezza;
  • definizione di un approccio meno specifico al ciclo di vita;
  • definizione di una configurazione strutturata per le norme di fidatezza.

La Norma sostituisce completamente le Norme CEI EN 60300-1:2004-04 e CEI EN 60300-2:2009-01. .

mb

Fonte CEI

Ecolabel:  nuova edizione per la UNI EN ISO 14024

Ecolabel: nuova edizione per la UNI EN ISO 14024

Pubblicata la nuova versione della UNI EN ISO 14024:2018Etichette e dichiarazioni ambientali - Etichettatura ambientale di Tipo I - Principi e procedure”, messa a punto dall’ISO/TC 207/SC 3 "Environmental labelling".
Ecolabel è il marchio di qualità ecologica dell’UE che contraddistingue prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali, sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.
La UNI EN ISO 14024:2018, stabilisce i principi e le procedure per lo sviluppo di programmi di etichettatura ambientale di tipo I, volontari, che possono essere gestiti da organismi pubblici o privati o avere carattere nazionale, regionale o internazionale e per la valutazione e la dimostrazione di conformità.
La norma include la selezione delle categorie di prodotto, dei criteri ambientali di prodotto e delle caratteristiche funzionali di prodotto, stabilendo inoltre le procedure di certificazione per l’assegnazione dell’etichettatura.
La revisione rafforza le indicazioni sugli elementi e sulla documentazione utilizzata per assegnare il marchio ecologico e definisce le competenze dei verificatori, allineandoli con i requisiti di altre tipologie di etichette ambientali menzionate nella UNI EN ISO 14020.
Le descrizioni e i principi base contenuti nella precedente edizione (1999) sono invece rimasti invariati, in quanto descrivono pienamente il lavoro che gli Ecolabel di tipo I svolgono con successo nel mondo”.
 La nuova edizione della norma stabilisce un quadro rigoroso e una guida performante per i marchi ecologici di tipo I, rafforzando il loro posizionamento in diversi mercati per una grande varietà di prodotti. Il suo obiettivo è quello di garantire la trasparenza e la credibilità dei programmi di etichettatura ambientale di tipo I e di armonizzare i principi e le procedure ad essi applicabili. Si tratta, semplicemente, di garantire sul mercato l’accuratezza e l’affidabilità delle informazioni ambientali.

mb

Fonte UNI

Regolamento prodotti da costruzione: tre nuove varianti CEI sui cavi

Regolamento prodotti da costruzione: tre nuove varianti CEI sui cavi

Ogni anno una vasta tipologia di edifici sono colpiti da incendi, causa di infortuni per persone, animali e strutture. Proprio per evitare o ridurre al minimo questi pericoli, il 1 luglio 2017 è entrato in vigore il Regolamento Prodotti da Costruzione n. 305/2011 (CPR), che disciplina l’immissione e la libera circolazione sul mercato europeo e introduce un linguaggio tecnico armonizzato per le prestazioni e le caratteristiche essenziali di tutti i prodotti da costruzione, compresi i cavi.
Nel quadro di un costante aggiornamento delle norme sui cavi seguente il Regolamento CPR, nel mese di marzo 2018 il CEI, grazie al lavoro del Comitato Tecnico 20 “Cavi per energia”, ha pubblicato tre nuove Varianti.

  • La Norma CEI 20-40/1-1;V1 “Allegato nazionale alla Norma CEI EN 50565-1 – Cavi elettrici – Guida all’uso dei cavi con tensione nominale non superiore a 450/750 V (U0/U) – Parte 1: Criteri generali” introduce alcuni aggiornamenti normativi relativi ai criteri generali descritti nel Regolamento CPR, dedicati ai riferimenti normativi e alla sicurezza, e in particolare: generalità, scelta e installazione, portata di corrente, effetti termici e caratteristiche al fuoco.
  • La Norma CEI 20-40/2-1;V1 “Allegato nazionale alla Norma CEI EN 50565-2 – Cavi elettrici – Guida all’uso dei cavi con tensione nominale non superiore a 450/750 V (U0/U) – Parte 2: Criteri specifici relativi ai tipi di cavo specificati nella Norma EN 50525” riporta considerazioni aggiuntive relative ad altri cavi di comune impiego previsti da Norme CEI o Tabelle CEI-UNEL diverse da quelle indicate nella Norma EN 50525. In particolare, sono presenti nuove tabelle dedicate ai cavi con particolari caratteristiche di reazione al fuoco.
  • La Norma CEI 20-67;V3 “Guida per l’uso dei cavi 0,6/1 KV” aggiunge nuove prescrizioni, dedicate ai seguenti oggetti: esposizione in ambienti a bassa temperatura, temperatura di posa, comportamento al fuoco, cavi non classificati secondo il Regolamento CPR, in particolare focalizzati su generalità, aspetti connessi all’incendio (cavi non propaganti l’incendio, cavi resistenti al fuoco) e allo sviluppo di fumi, gas tossici e corrosivi.

mb

Fonte CEI

Requisiti energetici per illuminazione di edifici

Requisiti energetici per illuminazione di edifici

Quanta energia è necessaria per illuminare un edificio? È questo il concetto che sta alla base della ricerca sul fronte risparmio energetico degli edifici anche in ambito illuminotecnico.

Al riguardo la Commissione UNI  “Luce e illuminazione” ha recepito il Rapporto tecnico UNI CEN/TR 15193-2  “Prestazione energetica degli edifici - Requisiti energetici per illuminazione - Parte 2: Spiegazione e giustificazione della EN 15193-1, modulo M9”

La norma affianca la UNI EN 15193-1 e fornisce informazioni per supportare la corretta comprensione, l'utilizzo e l'implementazione nazionale della norma di illuminazione.

Il rapporto tecnico fornisce:

  • il commento ai punti della norma;
  • la spiegazione sulle procedure e fornisce informazioni di fondo;
  • la giustificazione delle scelte che sono state fatte;
  • la descrizione dei processi;
  • un foglio di calcolo per il processo di calcolo;
  • esempi svolti e valori di riferimento;
  • consigli sui sistemi di controllo dell'illuminazione;
  • guida sul progetto di illuminazione per edifici domestici.

Nel documento vengono citati i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 12665 Light and lighting - Basic terms and criteria for specifying lighting requirements;
  • EN 15193-1 Energy performance of buildings - Energy requirements for lighting - Part 1: Specifications, Module M9;
  • EN ISO 52000-1 Energy performance of buildings - Overarching EPB assessment - Part 1: General framework and procedures (ISO 52000-1 :2017).

Le norme UNI sono disponibili sia in formato cartaceo sia in formato elettronico.

mb
Fonte UNI

Sicurezza impianti ed attrezzi sportivi. Dall’UNI due nuove norme

Sicurezza impianti ed attrezzi sportivi. Dall’UNI due nuove norme

Pubblicate dalla Commissione “Impianti ed attrezzi sportivi e ricreativi” la norma UNI EN 1069-1 Acquascivoli - Parte 1: Requisiti di sicurezza e metodi di prova e UNI EN 1069-2 Acquascivoli - Parte 2: Istruzioni
La prima parte di questo documento si applica a tutti gli acquascivoli installati nelle piscine per uso pubblico. La UNI EN 1069-1 specifica i requisiti generali di sicurezza per gli acquascivoli di piscine per uso pubblico e specifica i requisiti per definire i tipi di acquascivoli. Tali requisiti riguardano la sicurezza e le regole tecniche per la progettazione, il calcolo e le prove.
La seconda parte della norma si applica agli acquascivoli definiti nella parte 1 e stabilisce le istruzioni per l'uso, il funzionamento e la manutenzione, così come la documentazione e la messa in servizio degli acquascivoli.
Nelle norme sono richiamati i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 1990 Eurocode – Basis of structural design
  • EN 1991-1-1/3/4 – Eurocode 1 – part 1-1; part 1-3; part 1-4
  • EN 10088-1 e 2 – Stainless steels part 1; part 2
  • EN 10204 Metallic products – Types of inspection documents
  • EN 13451-1/2/3 Swimming pool equipment part 1; part 2; part 3
  • EN 15288-1 e 2 - Swimming pools part 1; part 2
  • EN 22768-1 General tolerances – part 1
  • EN ISO 9606-1 Qualification testing of welders – part 1
  • EN ISO 13857 Safety of machinery
  • EN ISO/IEC 17025 General requirements for the competence of testing and calibration laboratories
  • EN ISO 3834 (all parts) Quality requirements for fusion welding of metallic materials
  • EN ISO 15607 Specification and qualification of welding procedures for metallic materials
  • ISO 7001 Graphical symbols – Public information symbols
  • ISO 7010 Graphical symbols
  • ISO 20712-1 e 3 – Water safety signs and beach safety flags
  • ISO 22727 Graphical symbols – Creation and design of public information symbols

mb
Fonte UNI

Prestazione energetica degli edifici storici. Pubblicata una Guida UNI

Prestazione energetica degli edifici storici. Pubblicata una Guida UNI

A causa del cambiamento climatico e degli obiettivi politici a questo associati, è evidente la necessità di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra (soprattutto di C02), associate all'uso di energia degli edifici. Quindi, la sfida è quella di ridurre la richiesta di energia e l'emissione di gas ad effetto serra, senza riduzioni significative del valore del patrimonio costruito esistente e dell'ambiente e per migliorare la prestazione energetica degli edifici storici sono necessarie procedure appropriate.
Al riguardo la Commissione UNI  “Prodotti, processi e sistemi per l’organismo edilizio” ha recepito in italiano, la norma UNI EN 16883  “Conservazione dei beni culturali - Linee guida per migliorare la prestazione energetica degli edifici storici”
La norma fornisce linee guida per il miglioramento sostenibile della prestazione energetica degli edifici storici, come edifici notevoli dal punto di vista storico, architettonico o culturale, nel rispetto del loro significato di bene culturale. L’uso di questa norma non è limitato agli edifici ufficialmente designati come bene culturale, ma si applica agli edifici storici di ogni tipo ed età.
La UNI EN 16883 presenta una procedura normativa di lavoro per la scelta degli interventi migliorativi della prestazione energetica, basata sulla investigazione, sull’analisi e sulla documentazione dell’edificio, compreso il suo significato di bene culturale. La procedura valuta l’impatto di questi interventi in relazione alla conservazione degli elementi caratterizzanti l’edificio.
Al suo interno sono citati i seguenti riferimenti normativi:

  • EN 16096 - Conservation of cultural property - Condition survey and report of built cultural heritage
  • EN 16247-2  - Energy audits - Part 2: Buildings

La norma è disponibile  sia in formato elettronico sia in formato cartaceo.

mb

Fonte UNI

Valutazione del ciclo di vita. Dall'UNI una nuova norma

Valutazione del ciclo di vita. Dall'UNI una nuova norma

La maggiore consapevolezza dell’importanza della protezione dell’ambiente e dei possibili impatti associati ai prodotti/servizi offerti, fabbricati e consumati ha accresciuto l’interesse verso lo sviluppo di metodi atti a comprendere meglio e a ridurre tali impatti. Una di queste tecniche è la valutazione del ciclo di vita LCA – Life Cycle Assessment.
L’LCA può dare supporto a:

  • L’identificazione delle opportunità di migliorare la prestazione ambientale dei prodotti nei diversi stadi del loro ciclo di vita;
  • L’informazione a coloro che prendono decisioni nell’industria e nelle organizzazioni governative o non governative;
  • Le scelte di indicatori pertinenti di prestazione ambientale con le relative tecniche di misurazione;
  • Il marketing (per esempio l’attuazione di un’etichetta ecologica).

Pubblicata a cura della Commissione Ambiente la norma UNI EN ISO 14044:2018Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Requisiti e linee guida”, che tratta proprio dell’LCA.
Questo documento specifica i requisiti e fornisce linee guida per la sua valutazione, comprendendo:

  1. la definizione dell'obiettivo e del campo di applicazione dell'LCA;
  2. la fase di inventario del ciclo di vita (LCI);
  3. la fase di valutazione dell'impatto del ciclo di vita (LCIA);
  4. la fase di interpretazione del ciclo di vita;
  5. la rendicontazione e la revisione critica dell'LCA;
  6. le limitazioni dell'LCA;
  7. le correlazioni tra le fasi dell'LCA;
  8. le condizioni per l'utilizzo delle scelte dei valori e degli elementi facoltativi.


Inoltre, la norma tratta gli studi di valutazione del ciclo di vita e di inventario del ciclo di vita (LCI).
Nel testo viene richiamata come riferimento normativo la ISO 14040 Environmental management - Life cycle assessment - Principles and framework.

mb

Fonte UNI

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