Acustica. Perdita uditiva indotta dal rumore. Da UNI un progetto di norma

rumore uditoPer completare il pacchetto normativo a supporto del decreto legislativo n. 81/2008 per la valutazione del rischio da rumore, nonché fornire un supporto di confronto per i medici competenti o i periti legali nel valutare se le audiometrie effettuate sui lavoratori corrispondano a quelle statisticamente prevedibili a parità di esposizione, la Commissione Acustica e vibrazioni dell’UNI propone il progetto U20002700, adozione della norma internazionale ISO 1999:2013.
La misura dell’esposizione al rumore per una popolazione a rischio è il livello di esposizione al rumore normalizzato a una giornata lavorativa nominale LEX, 8h, per un dato numero di anni di esposizione. Il progetto di norma “Acustica – Stima della perdita uditiva indotta dal rumore” definisce un metodo per calcolare lo spostamento permanente della soglia uditiva di popolazioni adulte causata dall’esposizione a rumore, compresa la distribuzione statistica nella gamma di frequenze audiometriche in funzione del livello e della durata dell’esposizione.
La futura norma – che si applica a rumori di frequenza minore di circa 10 kHz, costanti, intermittenti, fluttuanti, irregolari, o a carattere impulsivo – fornisce la base per il calcolo del danno uditivo.
Per calcolare i livelli di soglia di udibilità e il rischio di contrarre una perdita uditiva causata dall’esposizione al rumore è necessario avvalersi di una popolazione paragonabile. La norma internazionale contiene una definizione di popolazione otologicamente normale accuratamente selezionata (secondo la UNI ISO 7029) e tre esempi di popolazione non selezionata di tre società tipicamente industrializzate.
La definizione data nella norma del “rischio di danno uditivo” può aiutare gli addetti ai lavori fornendo parametri oggettivi di valutazione nei contenziosi legati al riconoscimento di danni legati all’esposizione al rumore in ambito professionale e non.
Il confronto tra gli audiogrammi reali dei lavoratori o della popolazione non professionalmente esposta con quelli statisticamente prevedibili può indicare in maniera precoce problemi all’udito delle singole persone o rilevare che i programmi di contenimento dell’esposizione non hanno avuto i risultati sperati; altresì può indicare che i livelli di esposizione personale al rumore LEX, 8h registrati nelle perizie fonometriche sono stati male stimati, o che i DPI uditivi hanno efficacia inferiore al previsto.
Il progetto si trova nella fase dell’inchiesta pubblica preliminare, fase che scadrà il prossimo 16 dicembre.

mb

Fonte UNI