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Sviluppo sostenibile, nuova call per giovani under 30

Sviluppo sostenibile, nuova call per giovani under 30

Al via la terza edizione di “Youth in Action for Sustainable Development Goals”, il concorso rivolto ai giovani under 30 che premierà le migliori idee progettuali in grado di favorire il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs). I ragazzi dovranno ideare progetti che sappiano coniugare la crescita economica con la tutela dell’ambiente e il rispetto dei principi di equità sociale. È possibile candidare le proprie idee fino al 3 maggio 2019.

Il concorso, giunto alla terza edizione, è promosso da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Eni Enrico Mattei e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ed è ospitato sulla piattaforma digitale ideaTre60, in collaborazione con ASviS e con il supporto di Aiesec, Rus e Sdsn Youth. Si rivolge a giovani under 30, che, da quest’anno, potranno partecipare singolarmente o in team, iscritti a un corso universitario o post-universitario, o già in possesso di un titolo di laurea o post laurea.

Saranno premiate le migliori idee progettuali al servizio dello Sviluppo Sostenibile: fino a 26 idee progettuali presentate individualmente, e 1 idea presentata da un team. A ciascuno dei 26 vincitori sarà offerto uno stage retribuito, fino a 6 mesi, presso uno dei promotori e partner dell’iniziativa. Per il miglior progetto di team verrà offerto da Lavazza spa una esperienza all’estero, in un Paese produttore di caffè, dove l’azienda è attiva con progetti di sostenibilità (premio Yia Lavazza).

Tre saranno, inoltre, i premi speciali: Premio speciale Sounding Board, Fondazione Italiana Accenture premierà la migliore idea progettuale con l’erogazione di una somma di denaro pari a 5.000 euro da utilizzare per percorsi formativi; Premio speciale Sdsn Youth, una delle idee progettuali finaliste avrà la possibilità di partecipare all’International Conference on Sustainable Development di New York, a settembre 2019; Premio speciale Sdsn Youth ‘Youth Solutions Hub (Ysh)’, una delle idee progettuali proposte verrà selezionata dal Project leader di Sdsn Youth e sarà inclusa nella piattaforma online Ysh che facilita il contatto tra giovani innovatori impegnati su temi di Sviluppo Sostenibile (Sds) e tutor, strumenti e risorse utili a validare e affinare le soluzioni progettate.

Tutti i partecipanti al concorso avranno l’opportunità di seguire corsi di formazione online attraverso moduli dedicati di e-learning, finalizzati all’approfondimento di tematiche relative al perseguimento degli SDGs e più in generale alla sostenibilità. I finalisti verranno poi supportati nell’affinamento dell’idea progettuale attraverso una giornata di workshop formativo indirizzato al perfezionamento della stessa e alla preparazione di una presentazione per i rappresentanti delle aziende e organizzazioni partner.

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Cooperazione allo Sviluppo: pubblicato il Bando Profit 2018 di AICS

Cooperazione allo Sviluppo: pubblicato il Bando Profit 2018 di AICS

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha aperto la procedura per la selezione di iniziative imprenditoriali innovative da ammettere a finanziamento/cofinanziamento e da realizzare nei Paesi partner di cooperazione per il perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il bando, il secondo di questo genere dalla riforma della cooperazione, è suddiviso in tre lotti distinti:

  • Lotto n. 1, Nuove idee “A” – riservato esclusivamente a iniziative imprenditoriali non ancora realizzate e/o implementate nei Paesi partner della cooperazione
  • Lotto n. 2, Nuove idee “B” – riservato esclusivamente a iniziative imprenditoriali non ancora realizzate e/o implementate nei Paesi partner della cooperazione (Lista OCSE-DAC, ODA Recipient countries Annex I) e a soggetti proponenti costituiti nei 24 mesi precedenti la data di pubblicazione del presente Bando (c.d. start-up d’impresa);
  • Lotto n. 3, Idee mature – riservato a iniziative imprenditoriali già sperimentate in uno o più Paesi partner della cooperazione (Lista OCSE-DAC, ODA Recipient countries Annex I), per le quali siano previsti ulteriori sviluppi sia nel/nei Paese/i di origine, sia in ulteriori Paesi partner della cooperazione (c.d. scaling-up).

Per essere ammesse alla procedura le proposte dovranno pervenire esclusivamente in forma cartacea presso la sede AICS in via Salvatore Contarini 25, 00135 Roma, entro il termine perentorio del 14 gennaio 2019, ore 13.00.

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Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile

Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile

Il 2 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Il documento, frutto di un lungo processo di consultazione e di lavoro condiviso con le amministrazioni centrali, le Regioni, la società civile, il mondo della ricerca e della conoscenza, intende offrire un quadro di riferimento comune al Paese su una visione di sviluppo orientata alla sostenibilità. Individua per questo cinque aree di intervento: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership.

La Strategia prende le mosse dall’aggiornamento della precedente “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010″, ma ne amplia la prospettiva, facendo proprio il messaggio e i contenuti dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata nel 2015 alle Nazioni Unite a livello di Capi di Stato e di Governo, in linea con l’Accordo raggiunto nel 2015 in occasione della “Conferenza delle Parti” di Parigi sul contrasto ai cambiamenti climatici.

L’approvazione della Strategia rappresenta il primo passo per declinare e calibrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 nell’ambito della propria programmazione economica, sociale e ambientale. A questa approvazione seguirà una seconda fase, coordinata dalla Presidenza del Consiglio, per la definizione e quantificazione degli obiettivi da associare agli obiettivi di sviluppo sostenibile che la Strategia stabilisce, nonché l’individuazione di metodi condivisi per il loro monitoraggio e per la valutazione del contributo delle politiche attuali e future al loro raggiungimento.

AdA

Scarica il testo della SNSvS

Scarica gli obiettivi strategici nazionali e gli SDGs

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Sviluppo sostenibile, istituito il Fondo europeo

Sviluppo sostenibile, istituito il Fondo europeo

Con Regolamento (UE) 2017/1601, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il Parlamento europeo e del Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce un Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD).  L'EFSD è lo strumento principale per l'attuazione del piano europeo per gli investimenti esterni (PIE) a sostegno degli investimenti nei paesi africani e del vicinato. L'obiettivo principale del piano è contribuire alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 stimolando la crescita e l'occupazione, affrontando al contempo le cause profonde della migrazione.

Partendo da un bilancio iniziale di 3 350 milioni di EUR, il fondo è destinato a generare fino a 44 miliardi di EUR di investimenti, che potrebbero raddoppiare se gli Stati membri e altri donatori contribuiranno in misura pari all'UE. Il fondo contribuirà a finanziare progetti in un'ampia gamma di settori, quali energia, trasporti, infrastrutture sociali, economia digitale, uso sostenibile delle risorse naturali, agricoltura e servizi locali.

Incoraggerà il settore privato a investire in paesi o settori nei quali altrimenti non investirebbe, ad esempio in paesi fragili o colpiti da conflitti. Analogamente al Fondo europeo per gli investimenti strategici, che sosterrà gli investimenti all'interno dell'UE, l'EFSD offrirà garanzie e sosterrà l'uso di meccanismi di finanziamento combinato per supportare progetti più rischiosi. Fungerà da "sportello unico" per ricevere proposte di finanziamento da enti finanziari e investitori pubblici o privati e fornire un ampio ventaglio di sostegni finanziari per gli investimenti ammissibili.

Il Parlamento europeo ha adottato il testo il 6 luglio. Il 28 settembre il consiglio strategico dell'EFSD terrà la sua prima riunione per discutere la strategia globale e le priorità di investimento per il fondo.

AdA

Scarica il Regolamento (UE) 2017/1601

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La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile

logo snsvs 1Il 21 marzo 2017 il Ministero dell’Ambiente ha presentato agli interlocutori della società civile, della ricerca, dell’economia e delle istituzioni una proposta di Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile mira a mobilitare le energie di tutto il Paese nell’attuazione dell’Agenda 2030, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2015.

L’incontro del 21 marzo ha rappresentato un momento importante di condivisione dei contenuti e dell’ascolto delle istanze della società civile, anche in vista dei successivi passaggi istituzionali alla Conferenza Stato-Regioni e al CIPE, così come previsto dalla Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 (“Collegato ambientale”).

Nel corso dell’incontro è stata avviata la fase di raccolta dei contributi da parte della società civile, auspicando un’ampia partecipazione dei diversi interlocutori alla finalizzazione del testo della Strategia Nazionale.

I contributi sintetici dovranno auspicabilmente pervenire entro il 10 aprile 2017 presso Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Scarica la proposta di strategia (bozza 2.0)

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7 ottobre 2016. Convegno: "Le Politiche per l'Ambiente in Italia".

IMG 1487Venerdì 7 ottobre 2016, organizzato dalla Scuola di Governo del Territorio del Consorzio Promos Ricerche in collaborazione con l’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo del CNR, presso la Camera di Commercio di Napoli, si è tenuto il convegno "Le politiche per l’Ambiente in Italia".

Dopo i saluti istituzionali del Commissario della CCIAA di Napoli, Girolamo Pettrone, del Rettore del SOB, Lucio d’Alessandro, del Rettore dell’Università del Sannio, Filippo de Rossi e del Direttore dell’ISSM del CNR, Salvatore Capasso, i lavori sono proseguiti con la Sessione dedicata a: "Le Politiche ambientali in Europa", presieduta da d’Alessandro,  alla quale hanno partecipato Maurizio Franzini della Sapienza di Roma, Gabriella Corona dell’ISSM e Riccardo Realfonzo, Direttore della Scuola di Governo del Territorio.

Il programma è continuato con una Tavola Rotonda su "Ambiente e Pubblica Amministrazione" cui hanno partecipato il Vice presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone ed il Sottosegretario alla P.A., Angelo Rughetti.

Nel pomeriggio si sono svolte due altre sessioni, “La questione delle bonifiche” e “Industria, ambiente e sviluppo sostenibile” che hanno visto di volta in volta coinvolte eminenti personalità del mondo accademico e rappresentanti di istituzioni ed aziende.

Scarica il programma

Scarica gli atti del convegno:

 

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Sviluppo sostenibile delle comunità. Pubblicata la ISO 37101

Sviluppo sostPubblicata la  norma internazionale ISO 37101Sustainable development in communities - Management system for sustainable development - Requirements with guidance for use".
La nuova norma ISO 37101 aiuterà le comunità ad attuare una strategia di sviluppo sostenibile che tenga in considerazione il contesto economico, sociale e ambientale. Essa stabilisce i passi che una comunità deve compiere per poter raggiungere i propri obiettivi di sviluppo sostenibile, come ad esempio creare un piano d’azione, assegnare le responsabilità e misurare le prestazioni.
La norma incoraggerà inoltre le comunità a divenire più pro-attive e le aiuterà a dimostrare alle parti coinvolte che è stato attuato un sistema di gestione adeguato.
La corretta applicazione della norma ISO 37101 permetterà di:

  • generare e costruire il consenso sullo sviluppo sostenibile all’interno delle comunità
  • migliorare la sostenibilità e la resilienza delle strategie, dei programmi o dei piani sviluppati sotto la responsabilità delle comunità o sui territori che le riguardano
  • migliorare l’ambiente locale, creando dei contesti sociali più favorevoli ai cittadini e costruire una comunità che possa prevenire al meglio e adattarsi ai disastri naturali, alle crisi economiche e ai cambiamenti climatici.

La ISO 37101 pone l’accento sulle collettività in quanto trampolino verso lo sviluppo sostenibile della società nel suo insieme. Le comunità sono formate da diverse entità e da persone che vivono lavorano e interagiscono tra di loro. Inoltre il coinvolgimento delle parti interessate in un dialogo costruttivo per soluzioni più sostenibili è un elemento chiave dell’applicazione della norma.
Come tutte le norme sui sistemi di gestione, anche la nuova ISO 37101 è basata sul ciclo del miglioramento continuo “Plan-Do-Check-Act”. Ciò significa che gli utilizzatori devono regolarmente e periodicamente verificare i loro obiettivi e le loro strategie al fine di garantire che siano costantemente aggiornati.

mb

Fonte UNI

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Sviluppo sostenibile delle aree verdi. Dall'UNI una Prassi di Riferimento

pdr 8Lo scorso 20 giugno UNI ha pubblicato la prassi di riferimento "Linee guida per lo sviluppo sostenibile degli spazi verdi – Pianificazione, progettazione, realizzazione e manutenzione" (UNI/PdR 8:2014).
Il documento è frutto della collaborazione tra UNI e le Associazioni Landeres e BAI – Borghi Autentici d'Italia, ed ha lo scopo di fornire delle linee guida per lo sviluppo sostenibile degli spazi verdi, urbani e peri-urbani, quali i parchi e giardini pubblici e privati, i parchi e giardini storici, le alberate stradali, il verde a corredo delle infrastrutture, i parcheggi alberati, i percorsi ciclo-pedonali, parchi e percorsi fluviali ed aree spondali in ambito urbano, parchi divertimento, verde di pertinenza delle strutture turistico/ricettive, ecc.
Con questa prassi di riferimento si fornisce agli operatori del settore – dai progettisti ai manutentori, dai responsabili della pianificazione del verde nell'ambito delle amministrazioni locali ai vivaisti, ai giardinieri – uno strumento di orientamento della pianificazione, progettazione, realizzazione, manutenzione e produzione di materiale vegetale. Il tutto in un'ottica di sostenibilità, seguendo le tre direttrici della qualità ambientale, economica e sociale in relazione alla gestione del territorio.
Il documento può essere utilizzato a supporto dell'applicazione della Legge "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani" (n.10 del 14 gennaio 2013, GU n. 27 dell'1 febbraio 2013, in vigore dal 16 febbraio 2013), consentendo a tutti i soggetti coinvolti nella filiera della gestione del paesaggio di orientare politiche integrate di sostenibilità urbana finalizzate all’estensione e alla qualità degli spazi verdi e alla realizzazione di servizi eco-sistemici. In questo senso, il documento si basa su tre pilastri principali:

  1. rafforzare la biodiversità e la resilienza per implementare la rete ecologica e sociale su scala locale;
  2. adottare buone pratiche per la progettazione, il mantenimento e la gestione degli spazi verdi e per la produzione vegetale;
  3. applicare un metodo di gestione a basso input energetico, fisico ed economico.

Per lo sviluppo sostenibile degli spazi verdi la prassi di riferimento individua una serie di azioni specifiche tramite le quali è possibile conseguire 15 obiettivi di qualità – qualità paesaggio, biodiversità, pianta, suolo, scarti, acqua, energia, inquinamento, nutrizione, difesa, diserbo, macchinari e attrezzi, materiali, produzione vegetale, sociale. Inoltre, sono fornite delle indicazioni in merito alle attività di formazione da promuovere presso gli amministratori, i tecnici e gli operatori del settore.
La prassi di riferimento UNI/PdR 8:2014 “Linee guida per lo sviluppo sostenibile degli spazi verdi – Pianificazione, progettazione, realizzazione e manutenzione”  è disponibile e liberamente scaricabile dal sito UNI.

Leggi la UNI/PdR 8:2014

mb

Fonte UNI

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Premio Socialis per tesi sulla sostenibilità

E' stato pubblicato di recente il bando della IX edizione del Premio Socialis.

L'obiettivo e' quello di premiare le migliori tesi di laurea su CSR e sviluppo sostenibile.

 

La scadenza del bando e' per il prossimo 15 novembre.

Maggiori informazioni presso la segreteria organizzativa del Premio (presso Errepi Comunicazione, via Arenula 29, 00186 Roma) o accedendo al sito www.premiosocialis.it

 

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Nasce in Asia la città ideale

 

Dasostenibilita-urbana--240x154 il sole 24 ore
Dharavi è la più grande baraccopoli indiana. Rifiuti, abitazioni improvvisate, sovrappopolazione. Eppure le vicine discariche di Mumbay (ex Bombay) sono diventate una risorsa. Secondo l’Onu migliaia di persone a Dharavi lavorano in circa 400 unità per il riciclo: scavano tra gli scarti, selezionano i residui, recuperano i materiali. Circa 15mila piccole imprese sono impegnate nella produzione di accessori e giocattoli a partire da plastiche, legno e metalli trovati nelle discariche. La sostenibilità diventa una chiave per lo sviluppo locale in un’area apparentemente priva di risorse.
Ma in India aziende e ricercatori hanno risposto alle esigenze locali e sociali con tecnologie “verdi” ad hoc. Non hanno strutture fognarie 730 milioni di persone: è un’emergenza sanitaria soprattutto nei centri urbani. L’imprenditore Bindeshwar Pathak ha inventato le «Sulabh toilet»: bagni pubblici che recuperano le evacuazioni umane. Batteri metanigeni trasformano i liquami in biogas, mentre le urine raccolte, ricche di fosfati, diventano fertilizzante per i terreni. Finora Pathak ha costruito 160 impianti per la produzione di gas dai rifiuti delle toilette. A Dacca (Bangladesh) un’organizzazione non profit, Ashoka, ha lanciato il programma «Waste concern»: gli addetti alla raccolta nelle discariche ricevono uno stipendio per portare materiali utili nei centri di riciclaggio. In cinque anni hanno trasformato 125mila tonnellate di scarti in fertilizzante.
Dal 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle città, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. E oggi un miliardo di persone abita in baraccopoli o favelas. È il mercato di chi vive «alla base della piramide»: secondo la Banca Mondiale vale 5mila miliardi di dollari. Le frontiere di ricerca imprenditoriale, l’attenzione per l’ecologia e le prospettive di pianificazione urbana si intrecciano a partire dai bisogni del territorio. «Nonostante la sofisticazione del just-in-time e l’efficienza delle catene di approvvigionamento, solo il 10% degli input materiali mobilitati dalla società industriale viene condensato nei prodotti che consumiamo. Il restante 90% è sprecato, finisce in discarica o in mare», osserva Gunter Pauli, direttore dello Zeri Institute, un centro di ricerca impegnato in progetti a basso impatto ambientale. L’obiettivo di Pauli è minimizzare la generazione di scarti modificando gli ecosistemi produttivi: come nelle baraccopoli, i rifiuti diventano input al l’interno di una filiera integrata che li valorizza. In che modo? A partire dal design sistemico: «Bisogna ispirarsi all’ambiente: qualsiasi cosa funzioni bene in natura è sostenibile. Occorre utilizzare materiali localmente disponibili e cercare connessioni alternative esplorando le caratteristiche biochimiche».
Una trasformazione sistemica che supera i confini dei paesi in via di sviluppo e che coinvolge tutte le città. Partendo comunque necessariamente da un approccio integrato che, come sottolinea questo rapporto, deve affrontare tutti gli aspetti della convivenza urbana, dalla mobilità all’energia, dai servizi all’alimentazione e ai rifiuti [...].

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