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Privacy: Fondi Horizon per aiutare le Pmi ad allinearsi al Gdpr

Privacy: Fondi Horizon per aiutare le Pmi ad allinearsi al Gdpr

Progetti in materia di privacy, con un budget compreso tra un minimo di tre e un massimo di cinque milioni di euro. E soluzioni rivolte alla sicurezza dei semplici cittadini o delle Pmi e delle microimprese, per consentire una migliore gestione dei processi di trattamento dei dati, soprattutto alla luce dei molti interventi regolatori intervenuti negli ultimi anni.

È questo l’oggetto di un bando Horizon 2020 in scadenza ad agosto per il quale serve, però, una lunga programmazione, vista la grande complessità delle proposte da preparare: si parla, ad esempio, di software per la sicurezza disegnati secondo il modello «open source».

Gli ultimi anni hanno visto l’Unione europea impegnata in una vasta attività di normazione in tema di sicurezza dei dati e delle informazioni.  Tra le varie norme appare il caso di ricordare la direttiva 2016/1148 (la cosiddetta «Nis»), che contiene misure per un elevato livello comune di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione, la direttiva 2016/943 sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate, e il più noto regolamento 2016/679 (il cosiddetto «Gdpr»), relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.  Quest’ultimo, nello specifico, ha imposto ai titolari del trattamento l’adozione di misure tecniche e organizzative mirate ad assicurare una maggiore sicurezza nella gestione dei dati personali dei soggetti interessati al trattamento.

Se le grandi imprese hanno, di norma, una struttura tale da poter maturare al proprio interno consapevolezza in merito ai rischi connessi al trattamento dei dati personali ed approntare le necessarie contromisure, lo stesso discorso non può essere sempre fatto in relazione alle Pmi ed alle micro imprese che - a discapito della loro struttura – si trovano spesso a trattare una mole crescente di dati riconducibili a cittadini dell’Unione europea. Questi ultimi si trovano, conseguentemente, a gestire con crescente difficoltà i processi di prestazione del consenso in relazione ai propri dati personali, non potendo sempre comprendere quali dati sono trattati dalle imprese e con quali modalità.

Tramite il bando Horizon 2020 «Topic: Digital security and privacy for citizens and Small and medium enterprises and Micro enterprises», la Commissione europea si impegna a finanziare singoli progetti - ciascuno con budget compreso tra i 3 e i 5 milioni di euro - che abbiano ad oggetto la protezione della riservatezza e della sicurezza dei dati personali dei cittadini europei, ovvero che propongano soluzioni rivolte alle Pmi e microimprese che consentano a queste una migliore gestione dei processi di trattamento.

La scadenza del bando è fissata per il 22 agosto 2019 e il budget totale destinato alla misura è di 18 milioni di euro.  Il bando è aperto a tutte le persone giuridiche, enti e associazioni che direttamente o indirettamente sono coinvolti nella gestione sicura di dati personali.

Con riferimento al primo tema, le proposte dovrebbero portare soluzioni innovative volte ad aiutare i cittadini a monitorare e controllare la sicurezza e la riservatezza del trattamento, ed essere più tutelati a livello di sicurezza informatica.

In relazione al secondo tema, le proposte dovrebbero indicare soluzioni finalizzate alla condivisione delle conoscenze e delle soluzioni in materia di sicurezza da parte delle grandi imprese nei confronti delle micro, piccole e medie imprese.

Quest’ultimo tema appare certamente molto interessante, specialmente nel mercato italiano. Tra le soluzioni che potrebbero essere proposte all’interno dei progetti vi sono quelle legate alla realizzazione di software per la sicurezza secondo il modello del software libero – che consente la partecipazione collaborativa e paritaria di tutti i soggetti coinvolti nella progettazione – e quelle basate su modelli di Open educational resources.

AdA

Scarica il bando

fonte Sole24Ore 10/19 SB e DS

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Horizon 2020. Un premio per blindare le password su Internet

Horizon 2020. Un premio per blindare le password su Internet

Il programma Horizon 2020 ha lanciato l’iniziativa «Online security - Seamless personal authentication» (sicurezza online - autenticazione semplice e protetta) con l’obiettivo di premiare gli ideatori di soluzioni informatiche che consentano agli utenti della Rete di autenticarsi online in modo semplice e sicuro, nel pieno rispetto della normativa europea sulla privacy e impedendo ogni forma di attacco informatico.

Sono previsti tre premi, pari rispettivamente a 2,8 milioni di euro per il primo classificato, 700 mila euro al secondo, 500mila euro al terzo. Beneficiarie grandi imprese, startup, Pmi, aspiranti imprenditori, studenti, ricercatori e persone fisiche in generale. L’invito a presentare progetti è aperto fino al prossimo 28 settembre.

L’utilizzo della password è stato finora il metodo di autenticazione online comunemente usato. Questo semplice meccanismo ha molti vantaggi, ma oggi giorno non è più completamente sicuro.

Altri metodi di autenticazione – ad esempio quelli basati su dati biometrici - necessitano della raccolta di grandi quantità di dati personali sensibili e non sono ben visti dai cittadini. È quindi evidente, secondo Ue, la necessità di una nuova tecnologia semplice, sicura e rispettosa della privacy per autenticare in modo trasparente le persone online.

AdA

Regole di partecipazione

fonte Sole24Ore 332/17 AS

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Promossa la ricerca per sviluppare l’industria sostenibile: da Horizon 2020 nuovi finanziamenti

Promossa la ricerca per sviluppare l’industria sostenibile: da Horizon 2020 nuovi finanziamenti

Alla sostenibilità industriale il programma Horizon 2020 ha destinato per il prossimo anno 211 milioni di euro. Sono nove gli inviti aperti, su un totale di diciannove, tutti lanciati lo scorso 31 ottobre e destinati a Pmi e università europee. Le scadenze sono fissate per il 23 gennaio e il 22 febbraio prossimo. I finanziamenti rivolti alle Pmi sono quelli che sostengono azioni innovative (Innovation action) e coprono il 70% dei costi ammissibili. Invece le università possono presentare progetti di ricerca e innovazione (Research and innovation action) e in questo caso ottenere un finanziamento pari al 100% dei costi.

Quattro i filoni tematici: il primo riguarda lo sviluppo di processi di sostenibilità industriale. L’obiettivo è quello di contribuire a rafforzare ulteriormente la leadership globale dell’industria europea attraverso una combinazione di tecnologie innovative ed ecocompatibili, ridurre al minimo il consumo di risorse energetiche e di rifiuti per sostenere lo sviluppo dell’economia circolare e combattere il cambiamento climatico. I tipi di industrie a cui si rivolge questa azione - e che possono quindi presentare progetti - sono in particolare quelle che hanno un impatto con l’ambiente, ossia le industrie della ceramica, quelle che trattano prodotti chimici, minerali, metalli non ferrosi, acciaio. Questi settori industriali sono caratterizzati da un’alta dipendenza dall’energia nelle loro tecnologie di produzione e trasformazione. Verranno finanziati quindi progetti in grado di ridurre al massimo questa dipendenza.

Otterranno sostegno – in secondo luogo - i progetti che puntano a catalizzare l’economia circolare, ossia procedere alla sostituzione progressiva dei prodotti derivati da combustibili fossili per decarbonizzare i processi industriali. Le attività dovranno contribuire a rendere l’economia circolare una realtà grazie a processi industriali più efficienti e sostenibili.

Produrre energia pulita tramite materiali innovativi e studiare specifiche tecnologie di produzione di energia, nonché soluzioni di stoccaggio energetico, basate su materiali avanzati e nanotecnologie, in linea con la comunicazione della Commissione europea sull’accelerazione dell’innovazione energetica pulita. Questo il terzo ambito che verrà finanziato. Quindi un sostegno per ricerca sui nuovi materiali per l’immagazzinamento di energia e per la produzione di energia sostenibile. E per finire il settore delle costruzioni, che ha un impatto cruciale sul consumo di energia e sulle emissioni di carbonio nell’Unione europea. L’obiettivo è decarbonizzare il parco immobiliare dell’Ue entro il 2050: dagli edifici a energia quasi zero ai distretti a energia positiva.

AdA

fonte Sole24Ore 311/17

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Cybersicurezza, fondi UE per le idee a prova di privacy

Cybersicurezza, fondi UE per le idee a prova di privacy

Il programma Horizon 2020 dell’Ue ha lanciato un’iniziativa sulla sicurezza informatica con una dotazione finanziaria di 35,6 milioni di euro. Nell’ambito della sezione «Sfide della società» di H2020, con la tematica «Focus area sicurezza informatica» sono aperti due inviti a presentare proposte relativi al finanziamento di partenariati pubblici e privati (Ppp) per quanto riguarda le minacce informatiche, la protezione dei dati , la privacy e l’identità digitale.

Il primo invito (Ds-07-2017) punta a finanziare nuovi approcci per affrontare minacce alla sicurezza informatica, al fine di individuare e rispondere in modo rapido ed efficace ai più sofisticati cyberattacchi. I progetti dovranno riguardare l’analisi di anomalie, strumenti di visualizzazione, analisi dei grandi dati e dei protocolli, nonché valutare e affrontare in particolare l’impatto sui diritti fondamentali, sulla protezione dei dati e sulla privacy, nella progettazione e nello sviluppo delle loro soluzioni.

Il secondo invito (Ds-08-2017) si focalizza sull’aspetto della privacy, protezione dei dati e identità digitale . La nostra società sta assistendo allo spostamento da una connettività tramite dispositivi singoli, quali i computer, gli smartphone o i dispositivi indossabili, ad una connettività ubiqua, cui partecipano anche gli elettrodomestici e i prodotti industriali, eccetera.

I due inviti a presentare progetti finanziano in primo luogo azioni innovative (finanziamento al 70% dei costi ammissibili) costituite principalmente da attività per la produzione di piani, progetti e disegni per prodotti, per processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. A tal fine le attività possono comprendere prototipazione, testing, dimostrazione, sperimentazione, validazione del prodotto su larga scala e le prime applicazioni commerciali.

In secondo luogo azioni di ricerca e innovazione (finanziamento al 100%) costituite principalmente da attività di ricerca di base o applicata, lo sviluppo e l’integrazione tecnologica, test e validazione su di un prototipo in piccola scala in un laboratorio o in ambiente simulato.

I progetti possono quindi essere presentati da Pmi e università, istituti di ricerca ed enti pubblici. La Commissione è del parere, infatti, che una cooperazione strategica attraverso un partenariato pubblico-privato contrattuale possa rivestire un ruolo importante nello sviluppo di una comunità basata sui dati e nella promozione dello scambio di migliori pratiche. I partenariati pubblico-privato (PPP) sono soluzioni di finanziamento innovative promosse dall’Unione europea. In particolare possono contribuire ad agevolare la realizzazione di progetti pubblici; favorire lo sviluppo sostenibile, l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo, grazie alla creazione della concorrenza e al coinvolgimento delle imprese private. La scadenza è fissata per il 24 agosto.

AdA

fonte Sole24Ore 200/17

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223 milioni dall’Unione Europea per la Green Economy

GREEN SOLDI

Al via l’azione “Greening the Economy” che per il 2017 stanzia un budget di 223 milioni di euro, strutturato in diciannove inviti (scadenza il 7 marzo 2017), a valere sul programma Horizon 2020. L’invito principale fa parte della sezione “sfide per la società” di Horizon 2020, intitolata “Azione per il clima, ambiente, efficienza delle risorse e materie prime”.
L’intervento parte dal principio in base al quale l’era delle risorse abbondanti sta volgendo al termine e l’accesso alle materie prime e all’acqua pulita non può più essere dato e per scontato. L’obiettivo quindi è invertire la tendenza, investendo sull’innovazione per sostenere un’economia più verde e sostenibile. La necessità di far fronte ai cambiamenti climatici è una priorità trasversale di Horizon 2020 e rappresenta il 35% del bilancio totale del programma.
Sono diciannove gli inviti della call 2017 e gli oggetti ammessi a finanziamento e vanno dalle azioni innovative sulle materie prime ai sistemi di modellazione e previsione del clima; dalle dimostrazioni su larga scala di soluzioni per la riduzione del rischio idro-meteorologico a progetti per colmare il gap del settore idrico. Le sfide sono al centro dell’approccio richiesto alle attività progettuali che si candidano all’ammissione a finanziamento.
I progetti possono includere innovazione, ricerca di base e applicata, trasferimento di conoscenze.
Per i beneficiari dei finanziamenti Horizon, è previsto un tasso di copertura fino al 100% di tutti i costi ammissibili per tutte le azioni di ricerca e innovazione. Tasso che scende al 70% dei costi ammissibili per le azioni di innovazione (ma potrebbe salire al 100% per le organizzazioni senza scopo di lucro). I costi ammissibili indiretti (amministrazione, infrastrutture, comunicazione) sono rimborsati a un tasso fisso del 25% dei costi diretti ammissibili. I risultati prodotti dai partecipanti devono essere accessibili e pubblici (con l’eccezione dei materiali protetti da Dpi, o quando esistono motivi di sicurezza o interessi legali). Questo allo scopo di garantire a tutti la disponibilità dei risultati dei progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea.

mb

Fonte: Il Sole 24 ORE

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Dall'Unione Europea due strumenti in aiuto delle Pmi

Unione-EuropeaDue novità da Bruxelles a supporto delle Pmi. La prima riguarda un portale dei progetti di investimento europei (PPIE) che ha l’obiettivo di rendere più visibili le opportunità di investimento esistenti nell’Ue, offrendo una piattaforma centralizzata di promozione dei progetti attraverso un formato armonizzato e strutturato.
L’entità minima di un progetto deve essere di 10 milioni di euro: questo perché gli investitori internazionali raramente sono interessati a progetti di minore entità. Al fine di dissuadere i promotori dal presentare progetti poco seri o mal concepiti è richiesto il pagamento di diritti per la presentazione . La pubblicazione può essere rifiutata se le informazioni fornite sono inesatte o se la loro pubblicazione può comportare rischi giuridici per la Commissione o gli Stati membri. Il progetto rimarrà sul portale per tre anni. Nel corso di questo periodo, i promotori sono invitati a fornire aggiornamenti sull’andamento dei loro progetti. Il portale fa parte del “Piano di investimenti per l’Europa” ed è uno dei vari aspetti perseguiti dalla Commissione con l’obiettivo di rilanciare gli investimenti nell’Ue. Il PPIE è stato creato ai sensi dell’articolo 15 del regolamento Ue n. 1017 del 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici
(il sito del portale: https://ec.europa.eu/eipp/desktop/it/index.html).
La seconda novità riguarda l’aggiornamento all’ottobre 2016 della lista dei coaches collegati allo strumento per le Pmi di Horizon 2020. Il supporto di coaching si concentra sullo sviluppo di capacità organizzative per dotare i beneficiari delle competenze necessarie per garantire la crescita commerciale basata sul progetto dello Sme Instrument. Le principali responsabilità dei coaches sono:

  • stabilire la strategia dell’azienda cliente, gli ostacoli che impediscono il suo sviluppo ed insieme con la società preparare un piano di crescita aziendale e risultati che soddisfano tutte le parti;
  • concordare un piano di lavoro di coaching che affronti gli ostacoli specifici alla crescita che impediscono la corretta attuazione del progetto dello Sme Instrument;
  • offrire un programma strutturato di coaching per affrontare gli ostacoli alla crescita e contribuire ad implementare il progetto;
  • fornire coaching su temi specifici, se necessario;
  • contribuire a costruire partnerships strategiche con l’aiuto di contatti European Enterprise Network ;
  • sottoporre ai clienti gli adeguati servizi di sostegno e le altre iniziative a sostegno delle imprese.

I curricula dei membri della lista devono riportare almeno le seguenti informazioni: area di competenza, esperienze professionali, istruzione e formazione, lingue parlate. Ecco il sito nel quale è possibile consultare la lista: https://ec.europa.eu/easme/en/coaching-under-sme-instrument.

mb

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Soluzioni integrate per smart city: proposte entro il 4 maggio

smart-citiesFinanziamenti fino a 25 milioni di euro per dare una risposta integrata e sostenibile alle sfide sempre più complesse dell’urbanizzazione. C’è tempo fino al prossimo 5 maggio per candidarsi al bando sulle Smart Cities lanciato dalla Commissione Ue all’interno del programma Horizon 2020.

Le città europee si stanno muovendo verso un’economia a bassa emissione di carbonio e un uso efficiente delle risorse. In questo contesto cresce la richiesta di servizi innovativi, efficienti e di facile impiego, in particolare nei settori dell’energia, dei trasporti e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Queste soluzioni necessitano di approcci integrati, sia a livello di ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate, sia a livello di diffusione.

Obiettivo del bando è individuare soluzioni su scala commerciale con un elevato potenziale di mercato, ad esempio, la costruzione di edifici, quartieri e comunità intelligenti ed energicamente efficienti; servizi digitali intelligenti per migliorare l’informazione dei cittadini; l’identificazione, l’ottimizzazione e l’integrazione dei flussi (relativi a dati, energia, persone, merci); infrastrutture digitali intelligenti e sostenibili; sistemi energetici intelligenti e sostenibili, servizi di mobilità smart, anche attraverso l’uso di applicazioni spaziali abilitate.

Le proposte dovrebbero puntare a implementare su vasta scala soluzioni innovative replicabili e integrate, nei settori dell’energia, dei trasporti, e Ict; aumentare l’efficienza energetica dei quartieri e delle città, favorire l’uso delle energie rinnovabili e consentire la partecipazione attiva dei consumatori; migliorare l’efficienza della mobilità con minori emissioni di inquinanti e di Co2; ridurre i costi energetici; decarbonizzare il sistema energetico rendendolo più sicuro e stabile.

In termini di benefici, i progetti dovranno mirare a una riduzione delle bollette energetiche per i cittadini e le autorità pubbliche; a un miglioramento della qualità della vita attraverso la creazione di posti di lavoro locali e a un miglioramento della qualità dell’aria.

Possono presentare progetti, entro il 5 maggio 2015, microimprese, Pmi, reti di imprese, consorzi, enti pubblici, professionisti, ricercatori e Università. I progetti devono essere presentati da almeno tre soggetti giuridici – stabiliti in differenti Stati membri dell’Unione o paesi associati – indipendenti l’uno dall’altro.

La sovvenzione europea coprirà fino al 70 per cento dei costi sostenuti mentre il budget messo a disposizione per ogni singolo progetto potrà essere compreso tra i 18 e i 25 milioni.

AdA

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fonte: Il Denaro

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