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Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni: in via di definizione una prassi di riferimento

Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni: in via di definizione una prassi di riferimento

Il Tavolo di lavoro "Responsabilità sociale nel settore edile", ha approvato il progetto di prassi di riferimento intitolato "Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni - Linee guida all’applicazione del modello di responsabilità sociale UNI ISO 26000".
Il documento – frutto della collaborazione tra UNI e ANCE Lombardia - fornisce delle linee guida per l’applicazione pratica nel settore delle costruzioni del modello di responsabilità sociale promosso dalla UNI ISO 26000. In esso, inoltre, sono individuati una serie di elementi utili alla mappatura degli stakeholder e alla integrazione della responsabilità sociale nei processi tipici di un’impresa edile.
La prassi di riferimento è stata pensata per essere utilizzata in combinazione con la UNI/PdR 18 ("Responsabilità sociale delle organizzazioni – Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000").

Nello specifico, il documento fornisce elementi operativi per la classificazione, l’individuazione e l’analisi degli stakeholder e della sfera di influenza, e può essere un utile strumento per l’integrazione della responsabilità sociale nella gestione dell’impresa edile rispetto ai suoi processi tipici, così da ottenere un approccio sistematico alla responsabilità sociale.
L’attività di elaborazione della UNI/PdR è stata promossa tramite un'iniziativa congiunta di Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia, con l'intento di incoraggiare le associazioni di categoria e altre associazioni regionali a sviluppare una o più prassi di riferimento compatibili per la trasposizione e il recepimento delle linee guida UNI ISO 26000 per la Responsabilità Sociale delle Organizzazioni, nei comparti/settori di loro competenza, valorizzando le buone pratiche di attuazione della noma internazionale messe in atto sul territorio lombardo, nell'ottica di una loro più ampia diffusione su tutto il territorio nazionale.
Il progetto è ora sottoposto alla fase di consultazione pubblica, con scadenza 2 settembre 2018, al fine di raccogliere osservazioni da parte del mercato.
Si ricorda che le prassi di riferimento sono documenti para-normativi che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido (al massimo otto mesi dall’approvazione della richiesta) processo di condivisione ristretta ai soli autori, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio sullo stesso argomento.

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mb

Fonte UNI

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NTC 2018, Norme Tecniche per le Costruzioni in Gazzetta

NTC 2018, Norme Tecniche per le Costruzioni in Gazzetta

Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale sulla Serie Generale n. 42 del 20-2-2018, le NTC 2018 (Norme Tecniche per le Costruzioni), approvate con il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 gennaio 2018.

Le Norme tecniche, che entreranno in vigore il 22 marzo, sono composte da due parti: decreto (tre articoli più un allegato) e circolare. Il decreto, all’articolo 2, contiene anche le indicazioni sull’applicazione delle regole tecniche nella fase transitoria, a seconda dello stato di avanzamento del progetto: sono ancora applicabili le vecchie NTC del 2008, a progetti affidati e contratti firmati, solo per le opere pubbliche che si concludono entro cinque anni dalla data di entrata in vigore delle nuove NTC, cioè entro 22 marzo 2023.

Per le opere private le cui parti strutturali sono ancora in corso di esecuzione o per le quali, prima della data di entrata in vigore delle nuove Norme tecniche per le costruzioni, è stato depositato il progetto esecutivo, si possono continuare ad applicare le vecchie Norme tecniche per le costruzioni del 2008, fino alla fine dei lavori e al collaudo statico.

AdA

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Le calci da costruzione: pubblicata la norma europea UNI EN 459-3

calce costruzionePubblicata la norma UNI EN 459-3Calci da costruzione - Parte 3: Valutazione della conformità” che specifica lo schema per la valutazione della conformità delle calci da costruzione rispetto alla corrispondente norma di prodotto UNI EN 459-1. Fornisce inoltre le regole per la sorveglianza, la valutazione e l’accettazione del controllo di produzione in fabbrica, le regole per la frequenza delle ispezioni e le azioni da intraprendere in caso di non conformità.

La norma europea UNI EN 459-3, pubblicata dalla commissione tecnica Cemento, malte, calcestruzzi e cemento armato si inserisce nel quadro della valutazione di conformità e si occupa delle calci da costruzione.

La norma UNI EN 459-3:2015 è contenuta negli abbonamenti all’UNI/CT 009 (ex OT U96) e all’UNI/CT 009/GL 01 (ex GL U960001), relativi alla commissione tecnica Cemento, malte, calcestruzzi e cemento armato.

Il Consorzio Promos Ricerche, quale punto di riferimento territoriale degli Enti Normatori italiani UNI e CEI, offre, presso i propri uffici, la consultazione gratuita della normativa tecnica dei principali Enti Normatori (UNI, CEI, ISO, IEC, CENELEC, CEN).

AdA

fonte UNI

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Sostenibilità ambientale nelle costruzioni. Pubblicata una nuova prassi di Riferimento

casaPubblicata la prassi di riferimento UNI/PdR 13:2015 "Sostenibilità ambientale nelle costruzioni - Strumenti operativi per la valutazione della sostenibilità". La Prassi ,strutturata in 2 sezioni, è stata elaborata a partire dal Protocollo sviluppato da ITACA, Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale, con il supporto tecnico-scientifico di iiSBE Italia e ITC-CNR.
La Sezione 0 del documento fornisce l’inquadramento generale e i principi metodologici e procedurali che sottendono al sistema di analisi per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici, ai fini della loro classificazione attraverso l’attribuzione di un punteggio di prestazione.
La Sezione 1 specifica i criteri per la valutazione di sostenibilità ambientale e il calcolo del punteggio di prestazione degli edifici con destinazione d’uso residenziale. I criteri di valutazione per il calcolo del punteggio di prestazione di edifici residenziali sono stati organizzati in “schede criterio” e sono raggruppati per categoria di riferimento. Output dell’attività condotta per il calcolo del punteggio di prestazione è la “relazione di valutazione”, effettuata su un singolo edificio e la sua area esterna di pertinenza, e contenente gli esiti della valutazione rispetto all’insieme dei criteri presi in considerazione.
Elaborata coerentemente con le norme europee sulla valutazione della sostenibilità nelle costruzioni, in particolare con le norme predisposte dal Comitato Tecnico CEN/TC 350, la prassi di riferimento permette di formulare un giudizio sintetico sulla performance globale di un edificio, assegnando un punteggio indicativo del livello di sostenibilità ambientale. Tale punteggio viene determinato seguendo una procedura di valutazione dei criteri individuati che afferiscono alle 5 aree seguenti: qualità del sito; consumo di risorse; carichi ambientali; qualità ambientale indoor; qualità del servizio.
Si ricorda che le prassi di riferimento non sono norme ma documenti, al servizio della normazione stessa e del mercato, che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di elaborazione ristretta ai soli autori, sotto la conduzione operativa di UNI.

Il Consorzio Promos Ricerche, quale punto di riferimento territoriale degli Enti Normatori italiani UNI e CEI, offre, presso i propri uffici, la consultazione gratuita della normativa tecnica dei principali Enti Normatori (UNI, CEI, ISO, IEC, CENELEC, CEN).

UNI/PdR 13:2015 - Sezione 0

UNI/PdR 13:2015 - Sezione 1

mb

Fonte UNI

 

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Sostenibilità ambientale nelle costruzioni. Presto dall'UNI una nuova Prassi di Riferimento

SOST EDILIZIARecentemente approvato il progetto di prassi di riferimento UNI dal titolo “Sostenibilità ambientale nelle costruzioni – Strumenti operativi per la valutazione della sostenibilità”.
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e ITACA, l’Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e Compatibilità Ambientale, illustra - nella Sezione 0 di inquadramento generale - i principi metodologici e procedurali che sottendono al sistema di analisi multicriteria per la valutazione della sostenibilità ambientale, ai fini della classificazione degli edifici attraverso l’attribuzione di un punteggio di prestazione.
La Sezione 1 della prassi di riferimento specifica invece i criteri per la valutazione di sostenibilità ambientale e il calcolo del punteggio di prestazione degli edifici residenziali. Output dell’attività condotta per il calcolo del punteggio di prestazione è la “relazione di valutazione”, effettuata su un singolo edificio e la sua area esterna di pertinenza e contenente gli esiti della valutazione rispetto ai criteri presi in considerazione.
L’attività di elaborazione della prassi di riferimento, coordinata da UNI, ha visto il contributo degli esperti di ITACA, attraverso i rappresentanti delle Regioni, iiSBE Italia, CTI, Politecnico di Torino, Politecnico delle Marche e Sapienza Università di Roma; il progetto è ora sottoposto alla fase di consultazione pubblica, con scadenza 19 novembre, al fine di raccogliere osservazioni da parte del mercato.
Il processo di valutazione definito dalla prassi di riferimento si fonda sul Protocollo ITACA, uno strumento per la valutazione e certificazione del livello di sostenibilità ambientale di edifici di diverse destinazioni d’uso. Il Protocollo è promosso dalle Regioni Italiane e gestito da uno specifico comitato di gestione che oltre, a rappresentanti di queste ultime e di ITACA, ha visto la partecipazione di iiSBE Italia e di ITC-CNR. Si ricorda che il Protocollo ITACA si fonda sullo strumento SBTool, sviluppato nell’ambito del processo di ricerca Green Building Challenge, coordinato dall’organizzazione no profit iiSBE (International iniziative for a Sustainable Built Environment), e scelto nel 2002 come riferimento dalle Regioni Italiane.
La prassi di riferimento per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici è sviluppata coerentemente con le norme europee sulla valutazione della sostenibilità nelle costruzioni, in particolare con le norme predisposte dal Comitato Tecnico CEN/TC 350 che ha elaborato una serie di norme a livello sia di edificio sia di prodotto edilizio.
Si ricorda che le prassi di rifermento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

mb

Fonte UNI

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Nuovo approccio per progettare e costruire. Nuovo dossier dall'UNI

BIMIl dossier vuole mettere in luce il nuovo approccio per progettare e costruire conosciuto con l'acronimo BIM. Il concetto di Building Information Modeling (BIM) risale agli anni ’70 ma deve la propria popolarità a due pubblicazioni del 1992 e del 2003. Si tratta di un processo che comprende rappresentazioni digitali delle caratteristiche fisiche e di funzionamento di un’opera, che genera modelli a supporto degli operatori della filiera delle costruzioni nella gestione di tutte le fasi del ciclo di vita dell’opera stessa.
Una rivoluzione culturale che vede UNI in prima linea fin dagli albori di tale cambiamento, fin dalla pubblicazione della norma UNI 11337 nel 2009, all'elaborazione delle sue specifiche tecniche attualmente in atto.
E' prevista altresì l'elaborazione di una specifica tecnica sui criteri applicativi di denominazione dei prodotti da costruzione, nonché la revisione della UNI 11337 sui criteri di codificazione di opere e prodotti da costruzione, attività e risorse - Identificazione, descrizione e interoperabilità.
Il BIM non è solo presente e futuro, ha un passato che risale all'immediato Dopoguerra, che basandosi sull'aspirazione di coniugare Architettura e Industria, ha coinciso con una idea processuale del Costruire.
La sua storia normativa, invece, risale alla seconda metà degli anni ’80 nel comitato di formazione internazionale per l’automazione industriale, in particolare nel settore dello scambio dei dati fra diversi sistemi CAD per la progettazione di parti e prodotti meccanici. Nonostante le prime difficoltà, il percorso normativo è proseguito a ondate fino ai giorni nostri, quando praticamente l’intero mondo manifatturiero adotta la norma ISO 10303 per la comunicazione delle informazioni di progetto.
Problemi simili a quelli riscontrati nei settori manifatturieri più avanzati hanno spinto a fondare un consorzio al quale hanno aderito da subito dodici aziende gravitanti nel settore delle costruzioni con il mandato di sviluppare un product model, simile a quello sviluppato dall'ISO/TC 184, specifico per il settore delle costruzioni, utile per gli operatori in tutto il ciclo di vita delle costruzioni dall’ideazione alla costruzione, dalla gestione alla ristrutturazione e/o dismissione.
Il protocollo nato è diventato nel 2013 la norma tecnica ISO 16739 Industry Foundation Classes (IFC) for data sharing in the construction and facility management industries.
E' a fronte del quadro normativo esistente sopra descritto che si sono sviluppati l'ISO/TC 59/SC13 e il nuovo CEN/BT/WG 215.
Al fine di mettere a regime il metodo di gestione dell’informazione nel settore è stata redatta la specifica norma UNI 11337:2009 Edilizia e opere di ingegneria civile. Criteri di codificazione di opere e prodotti da costruzione, attività e risorse. Identificazione, descrizione e interoperabilità, che può essere considerata in ambito nazionale il primo tentativo di uniformare le regole e i criteri da adottare per l’identificazione e la descrizione di soggetti, oggetti e azioni impiegati nella realizzazione di un’opera.

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mb

Fonte UNI

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Nuove norme per le tegole. Aggiornate le UNI EN 490 e 544

tegoleUna indagine condotta pochi anni fa sui contenziosi giudiziari (andati in giudicato) per difetti costruttivi in alcune provincie italiane evidenzia come il maggior numero di contenziosi (circa il 55%) per difetti costruttivi sia attribuibile ai difetti di infiltrazione e come, in tale gruppo, quasi il 70% delle contestazioni si riferisca ad infiltrazioni riconducibili a errori di progettazione e/o esecuzione di coperture sia piane (coperture in senso stretto e terrazzi) che a falde.
Una maggiore attenzione alla progettazione e all'esecuzione degli elementi di copertura avrebbe potuto quindi ridurre di quasi il 30% il numero di contenziosi giudiziari per difetti costruttivi in essere in Italia, con vantaggi evidenti sia per i cittadini che per il sistema giuridico.
Il gruppo di lavoro "Coperture discontinue" della commissione Prodotti, processi e sistemi per l'organismo edilizio ha recentemente concluso la revisione di due norme europee sulle tegole, componenti di un sistema di copertura discontinuo aventi un ruolo specifico nel garantire la tenuta del sistema e di l'assenza di infiltrazioni:

  • la UNI EN 490 "Tegole di calcestruzzo e relativi accessori per coperture e rivestimenti murari – Specifiche di prodotto" che specifica i requisiti relativi alla produzione e all'installazione di tegole di calcestruzzo, nonché i requisiti relativi agli accessori da utilizzare per la copertura di tetti e rivestimenti murari
  • la UNI EN 544 "Tegole bituminose con aggiunta di minerali e/o sintetici – Specifica di prodotto e metodi di prova" che invece definisce le caratteristiche dei prodotti - e i relativi metodi di prova - delle tegole bituminose e contiene i riferimenti per la pianificazione dei controlli di accettazione delle tegole anche in riferimento alla normativa comunitaria riguardante la marcatura di prodotto.

Fonte UNI

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Finanziamenti per le costruzioni. Dall'UNI le Linee Guida

FIN COSTRIl testo della nuova specifica tecnica UNI/TS 11453 "Linee guida per l'iter di finanziamento per le costruzioni" definisce i processi di finanziamento delle costruzioni, dalla bancabilità alla gestione del finanziamento in fase di erogazione, fino alla conclusione dell'opera e restituzione del finanziamento utilizzato.
È stata ideata e redatta secondo principi di Linee guida, che indicano un percorso, un processo, rigoroso ma libero di essere adottato ed interpretato, pur nella condivisione di una metodologia di lavoro in tutto l'iter di finanziamento per le costruzioni, che contenga precisi eventi ed univoche definizioni.
I principi base adottati dal GL 3 della commissione Prodotti, processi e sistemi per l'organismo edilizio – che ha elaborato il documento – sono stati essenzialmente quattro:

  1. portare a pari livello il soggetto e il progetto
  2. collegare i processi di finanziamento con le fasi del progetto
  3. rappresentare i processi come gerarchie di eventi
  4. individuare e descrivere i documenti che consentano la concreta applicazione dei processi in tutto l'iter di finanziamento.

Nella stesura della norma si è voluto ricercare la semplificazione del rapporto fra banca – impresa – PA – professionisti, applicando ai singoli documenti (di calcolo, di autocertificazione, ufficiali) attributi qualificanti la natura dell'informazione. L'individuazione dei documenti nella natura e nel numero costituisce una caratteristica importante della UNI/TS 11453.

L'applicazione della norma prevede la necessità di tradurre gli elementi dei singoli processi con output tangibili, assumendo come principio base la semplificazione del rapporto tra i diversi soggetti che intervengono a vario titolo in tutto l'iter di finanziamento delle costruzioni e consentendo in tal modo la reale verifica e controllo dei requisiti riportati nella specifica tecnica.

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Sostenibilità energetica nelle costruzioni. Al via i lavori per una nuova Prassi di riferimento UNI

 

sostenibilit energeticaLa Giunta Esecutiva UNI ha approvato l’avvio dei lavori di elaborazione di un progetto di prassi di riferimento (UNI/PdR) relativa alla sostenibilità energetica ed ambientale nelle costruzioni in collaborazione con ITACA, l’Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e Compatibilità Ambientale.
ITACA è un’associazione federale delle Regioni e delle Provincie Autonome che ha l’obiettivo di attivare azioni ed iniziative condivise dal sistema regionale al fine di promuovere e garantire un efficace coordinamento tecnico tra le stesse Regioni e Province Autonome, così da assicurare anche il miglior raccordo con le istituzioni statali, enti locali e operatori del settore. Tra i suoi scopi statutari vi sono la promozione e la diffusione delle buone pratiche nei servizi, nelle forniture e nei lavori pubblici per la qualità urbana e la sostenibilità ambientale.
La prassi di riferimento che si intende elaborare sarà finalizzata alla definizione di metodi di valutazione della sostenibilità energetica ed ambientale degli edifici, con riferimento all’edilizia residenziale, uffici, scuole, edifici industriali e a destinazione commerciale, e a livello di scala urbana.
Si ricorda che le prassi di rifermento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido (al massimo 8 mesi dall’approvazione della richiesta) processo di condivisione ristretta ai soli autori, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio sullo stesso argomento; costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.
I lavori del progetto di prassi di riferimento saranno avviati il 27 novembre 2012 a Milano, con la riunione insediativa del Tavolo "Sostenibilità ambientale nelle costruzioni" costituito da esperti di ITACA e del sistema UNI.

Fonte: UNI

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Asseverazione nelle costruzioni edili e nell’ingegneria civile. Nuova prassi di riferimento UNI

 

sicurezza edilizia 2E’ stato approvato il progetto di prassi di riferimento dal titolo “Indirizzi operativi per l'asseverazione nel settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile”.
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e Commissione Nazionale dei Comitati Paritetici Territoriali (CNCPT), è finalizzato a fornire indirizzi operativi per il rilascio dell’asseverazione prevista dall’art 51 del D.Lgs 81/08 e s.m.i. in materia di sicurezza sul lavoro nel settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile e si applica al servizio di asseverazione erogato dai Comitati Paritetici Territoriali (CPT).
L’attività di elaborazione della prassi di riferimento, coordinata da UNI, ha visto il contributo degli esperti della Commissione Nazionale dei Comitati Paritetici e di alcuni Comitati Paritetici Territoriali. Il progetto è ora sottoposto alla fase di consultazione pubblica, con scadenza 2 novembre 2012, al fine di raccogliere osservazioni da parte del mercato.
Il documento fornisce le indicazioni operative che i Comitati Paritetici Territoriali (CPT) devono mettere in atto per svolgere l'attività di asseverazione di una corretta adozione e di un'efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza da parte delle imprese edili, ovvero descrive il processo, suddiviso in fasi, mediante il quale i CPT erogano il servizio di asseverazione.
Le prassi di rifermento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

Consulta la Prassi sul sito UNI

Fonte UNI

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