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Pubblicata la serie UNI 11621 sulle Tecnologie informatiche

tecnologie-informaticheLa Commissione Tecnica UNINFO - Tecnologie Informatiche e loro applicazioni – ha pubblicato quattro norme nazionali sui profili professionali per l’ICT: la parte 1 si occupa della metodologia per la costruzione di profili professionali basati sul sistema e-CF; la parte 2 dei profili professionali di "seconda generazione"; la parte 3 dei profili professionali relativi alle professionalità operanti nel Web e, infine, la parte 4 dei profili professionali relativi alla sicurezza delle informazioni.
La norma UNI 11621-1 nasce per normare la costruzione di profili professionali basati sul sistema e-CF e i profili stessi di generazione 2 e di generazione 3, al fine di facilitarne e uniformarne l’applicazione in differenti contesti operativi che possono differenziarsi per tecnologia e problematiche applicative.
La norma prende come riferimento principale quanto già definito nel CWA 16458, ampliandolo e contestualizzandolo alla realtà nazionale.
La norma UNI 11621-2 definisce i principali profili professionali per l’ICT di seconda generazione prendendo come riferimento principale quanto già definito nel CWA 16458, ampliandolo e contestualizzandolo alla realtà nazionale.
La norma UNI 11621-3 vuole utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla collegata parte 1 “Metodologia per la costruzione di profili professionali basati sul sistema e-CF” per definire i profili professionali di terza generazione relativi alle professionalità operanti nel Web.
La norma UNI 11621-4 vuole utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla collegata parte 1 “Metodologia per la costruzione di profili professionali basati sul sistema e-CF” per definire i profili professionali di terza generazione relativi alla sicurezza delle informazioni.
Le norme, disponibili sia in formato elettronico sia in formato cartaceo, sono contenute nell’abbonamento all’UNI/CT 500 (ex OT E14), relativo alla commissione tecnica UNINFO.

Il Consorzio Promos Ricerche, quale punto di riferimento territoriale degli Enti Normatori italiani UNI e CEI, offre, presso i propri uffici, la consultazione gratuita della normativa tecnica dei principali Enti Normatori (UNI, CEI, ISO, IEC, CENELEC, CEN).

mb

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I Quaderni della Qualità sulla UNI EN ISO 9001: pubblicato il Quaderno 2 sui Fattori del contesto e parti interessate

Copertina-quadernoQualita 2 articoloL'UNI pubblica con cadenza mensile una nuova collana sulla UNI EN ISO 9001:2015 che si compone di una serie di quaderni monografici che approfondiscono gli aspetti più importanti della “norma più popolare del mondo”:
Il secondo Quaderno della Qualità si occupa da un lato del contesto dell’organizzazione e dall’altro delle parti interessate rilevanti.
La norma ISO 9001:2015, Sistemi di gestione per la qualità - Requisiti, presenta un approccio alla gestione per la qualità più vicino, rispetto al passato, alla complessità reale delle organizzazioni, alle quali si propone come strumento per affrontare rischi e opportunità associati al loro contesto e ai loro obiettivi per la qualità.
Questo si riflette innanzitutto nei requisiti del capitolo 4: "Contesto dell'organizzazione", e in particolare in quelli che richiedono all'organizzazione di considerare le variabili del proprio contesto esterno/interno e le istanze delle parti interessate, come condizione per perimetrare, mettere in atto e migliorare un Sistema di Gestione per la Qualità efficace.
La comprensione del contesto dell’organizzazione è un processo il cui obiettivo è la determinazione  dei fattori che influenzano le finalità, gli obiettivi e la sostenibilità dell’organizzazione. Parte del processo per comprendere il contesto dell’organizzazione consiste nell'identificazione delle sue parti interessate.

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Qualità. Pubblicato il Dossier UNI: "La nuova ISO 9001:2015 e l'evoluzione della gestione per la qualità"

iso 9001 2015Il 23 settembre 2015 è stata pubblicata la quinta edizione  della ISO 9001. Se nel 2008 la revisione della “storica” Vision 2000 era stata - volutamente - di tipo formale, senza cioè modifiche significative nei requisiti di norma, la nuova edizione presenta un forte potenziale d’innovazione.
Non è tanto una questione di specifici requisiti, quanto d’impostazione, di modello concettuale di riferimento. La ISO 9001:2015 è stata infatti edificata attorno alla nuova struttura di alto livello, elaborata da ISO, comune a tutte le norme di sistemi di gestione, presenti e future, altresì nota come HLS. Grazie a questo nuovo “DNA”, la nuova ISO 9001 - notoriamente percepita dal mercato come “la madre di tutti i sistemi di gestione” - dovrebbe aprire un nuovo ciclo non solo per la gestione per la qualità ma, in prospettiva, per tutti i sistemi di gestione. Se la Vision 2000 ha fatto sì che termini come approccio per processi, PDCA, orientamento (d’ora in poi focalizzazione!) al cliente, miglioramento continuo, diventassero via via patrimonio culturale di migliaia di organizzazioni, la ISO 9001:2015 amplierà tali concetti, secondo un approccio evolutivo, sulla base di direttrici quali risk-based thinking, contesto dell’organizzazione, informazioni documentate.
Al di là dei termini, si potrebbe essere in presenza di un svolta comparabile a quella veicolata dalla già citata Vision 2000 (che rappresentò il passaggio storico da un approccio di tipo “contrattualistico”, che permeava le norme della serie ISO 9000 elaborate negli Anni ’80 e ’90, ad uno focalizzato sui processi dell’organizzazione). Nella nuova edizione della norma l’organizzazione si apre verso una maggiore comprensione e consapevolezza del contesto esterno, delle esigenze e aspettative non solo del cliente, ma di tutte le parti interessate rilevanti per il suo successo, ed è chiamata a declinare i requisiti tipici del sistema di gestione per la qualità in maniera non “meccanica”, bensì ponderata, coerente con i suoi indirizzi strategici complessivi di business e secondo un approccio basato sulla capacità di gestire i rischi e cogliere le opportunità, da integrarsi con il consolidato approccio per processi ai fini di una sua evoluzione.
Nel presente dossier, a seguito di un riepilogo del processo di revisione, si approfondiranno pertanto le principali innovazioni della ISO 9001:2015, con particolare attenzione ai prevedibili impatti applicativi sui differenti stakeholder, dalle organizzazioni interessate all’applicazione della norma sino agli attori coinvolti nel processo di audit.
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Cementi resistenti ai solfati. Pubblicata la UNI 9156

cemPubblicata la  nuova edizione della norma UNI 9156  che tratta della classificazione e composizione dei cementi resistenti ai solfati; essa classifica e definisce i requisiti dei cementi resistenti all'azione aggressiva (espansiva) dei solfati contenuti nelle acque e nei terreni. La norma ritira e sostituisce la vecchia edizione  del 1997.
La norma è stata oggetto di revisione per quanto riguarda i seguenti aspetti:

  • Specificazione più dettagliata dei requisiti dei cementi resistenti all’acqua di mare;
  • Appendice A informativa allo scopo di evidenziare la corrispondenza tra la UNI-EN 197-1  e la  norma,
  • Aggiornamento dei riferimenti bibliografici

Il mantenimento in vigore della presente norma insieme con  la norma europea EN 197-1 in deroga all’obbligo del ritiro delle norme nazionali in conflitto con le norme europee armonizzate vigenti, trova giustificazione in quanto, essendo risultato impossibile includere nella EN 197-1 tutti i cementi considerati resistenti ai solfati dalle norme nazionali armonizzando tipi e requisiti, il CEN/TC 51 ha seguito la via dell’armonizzazione limitata ad alcune tipologie di cementi, fornendo attraverso l’appendice A informativa la lista dei cementi conformi alla EN 197-1 e qualificati come resistenti ai solfati dalle specifiche norme nazionali.
La norma, disponibile sia in formato elettronico sia in formato cartaceo, è di competenza della  Commissione Tecnica "Cemento, malte, calcestruzzi e cemento armato"

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Agroalimentare. Allo studio una norma UNI sul latte fermentato.

latte fermentatoÈ entrato nella fase dell’inchiesta pubblica finale il progetto dal titolo “Latte fermentato e latte fermentato con aggiunta di altri ingredienti alimentari - Definizione, composizione e caratteristiche"
Il latte fermentato è: "il Prodotto ottenuto per coagulazione acida o acido-alcoolica del latte, senza successiva sottrazione del siero, per azione esclusiva del processo di fermentazione dovuto a microrganismi specifici in miscela o in associazione. La caratteristica essenziale del latte fermentato è costituta dalla presenza, fino all'atto del consumo, dei suddetti microrganismi vivi e vitali…”.
Questa la definizione del latte fermentato riportata nel progetto di norma U59099690 di interesse della Commissione tecnica Agroalimentare; il documento definisce la loro composizione e le caratteristiche al momento del consumo.
Il latte fermentato può essere ottenuto per cofermentazione di microorganismi di generi e specie diversi oppure per miscelazione di latti fermentati diversi. La sottrazione del siero dopo fermentazione è consentita unicamente nel caso di prodotti tradizionali quali per esempio, lo yogurt di tipo greco denominato yogurt sgocciolato o yogurt colato.
Sino al 18 febbraio 2016 è possibile inviare i propri commenti attraverso la pagina web dedicata.
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Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000. Al via la consultazione pubblica sulla prassi di riferimento

ISO 26000Il Tavolo di lavoro UNI ha approvato l’avvio della consultazione pubblica del progetto di prassi di riferimento dal titolo "Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000"
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e Fondazione Sodalitas, fornisce una serie di elementi a supporto dell'applicazione della UNI ISO 26000, con particolare attenzione agli aspetti della materiality, della responsabilità di rendere conto (accountability) e del coinvolgimento dei portatori di interesse (stakeholder engagement).
L’attività di elaborazione della prassi di riferimento, coordinata da UNI, ha visto il contributo degli esperti di Fondazione Sodalitas e del sistema UNI. Il progetto è ora sottoposto alla fase di consultazione pubblica, con scadenza il prossimo 30 gennaio, al fine di raccogliere osservazioni da parte del mercato.
La prassi di riferimento si prefigge di fornire una serie di indicazioni operative destinate a quelle organizzazioni che intendono affrontare il tema della responsabilità sociale applicando i principi ed affrontando i temi fondamentali descritti nella UNI ISO 26000.
Il documento, che è pensato con l'idea di tracciare una sorta di percorso che conduca in modo modulare e progressivo a un approccio maturo e consapevole alla responsabilità sociale, si focalizza in modo particolare sull'evidenziazione del ruolo cruciale della governance, che si presenta al tempo stesso quale strumento guida, di indirizzo e quale tema fondamentale della responsabilità sociale, così come sottolineato nella UNI ISO 26000.
A completamento della UNI/PdR, sono state elaborate una serie di appendici al fine di permettere alle organizzazioni che la adottano di approfondire alcune tematiche specifiche della responsabilità sociale; avere a disposizione una check list di autovalutazione/valutazione per l’implementazione della UNI ISO 26000; avere a disposizione un esempio di questionario per l’analisi di materialità.

Scarica il progetto "Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000"

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Cadute dall’alto, nuova norma UNI sui dispositivi di protezione individuale

lavori in quotaLa sicurezza nei cantieri si arricchisce della norma Uni 11158:2015 sui dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto.

Pubblicata lo scorso 12 novembre, la nuova norma estende il campo di applicazione rispetto alla versione precedente del 2005. “Il suo scopo principale – spiega Luca Rossi, del dipartimento Innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’Inail, che insieme a Luigi Cortis ne ha seguito l’iter – è quello di consentire la selezione e l’uso dei sistemi di trattenuta, posizionamento sul lavoro e arresto caduta”.

“La vecchia Uni 11158:2005 – precisa Rossi – riguardava l’individuazione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto e non si applicava ai sistemi per il posizionamento sul lavoro e/o la trattenuta, il cui utilizzo è invece previsto nella nuova versione. È stato introdotto, infatti, un capitolo relativo ai requisiti, mentre gli altri sono stati riorganizzati”.

La nuova norma è stata strutturata per interagire facilmente con la Uni 11560 (“Sistemi di ancoraggio permanenti in copertura – Guida per l’individuazione, la configurazione, l’installazione, l’uso e la manutenzione”), pubblicata nel novembre 2014. Le due norme, infatti, saranno utilizzate molto spesso contemporaneamente ed è fondamentale che parlino la stessa lingua. Di qui la loro struttura simile e le definizioni comuni, con l’obiettivo di rendere più comprensibili i contenuti.

AdA

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Vibrazioni meccaniche: dall'UNI nuovo progetto normativo

vibrazioni-meccanichePer offrire un supporto normativo a coloro che devono analizzare l'effetto di un fenomeno vibratorio sull'uomo, il Gruppo di lavoro "Vibrazioni trasmesse all'uomo" della Commissione Acustica e vibrazioni propone di adottare la norma internazionale ISO 8727:1997/Amd, che andrebbe a sostituire la UNI ISO 8727 del 1999.

Il progetto U20002860 "Vibrazioni meccaniche e urti - Esposizione dell'uomo - Sistemi di coordinate biodinamiche", specifica i sistemi di coordinate basicentriche e anatomiche per le misurazioni biodinamiche a scopo di riferimento nello sviluppo di norme analoghe e descrive più precisamente l'esposizione dell'uomo alle vibrazioni meccaniche e agli urti.

Il progetto è entrato il 30 novembre nella fase di inchiesta pubblica preliminare. C'è tempo sino al 15 dicembre per inviare i propri commenti.

AdA

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Protezione attiva contro gli incendi: pubblicato il rapporto tecnico nazionale UNI/TR 11607

fire alarmPubblicato il Rapporto Tecnico UNI/TR 11607:2015Linea guida per la progettazione, l’installazione, la messa in servizio, l’esercizio e la manutenzione degli avvisatori acustici e luminosi di allarme incendio”.

Il rapporto tecnico specifica i requisiti relativi alla progettazione, l'installazione, la messa in servizio, la verifica funzionale, l'esercizio e la manutenzione degli Avvisatori Acustici e/o Luminosi secondo la EN 54-23 ed EN 54-3 interconnessi agli Impianti di Rivelazione e Allarme Incendio, così come definiti sulla Norma UNI 9795.

Non tratta, invece, i dispositivi di Segnalazione Acustica e/o Luminosa destinati ad impieghi diversi da quelli della segnalazione di allarme incendio e/o non facenti parte dei sistemi previsti nello scopo della Norma UNI 9795.

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Impianti a gas. Pubblicata la nuova edizione della UNI 7129

UNI-CIGLa commissione tecnica CIG, Comitato Italiano Gas, ha pubblicato le norme nazionali sugli impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete di distribuzione - Progettazione, installazione e messa in servizio, della serie UNI 7129.
La UNI 7129-1 si occupa dell’impianto interno; la UNI 7129-2 riguarda l’installazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e aerazione dei locali di installazione; la UNI 7129-3 è specifica rispetto ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione; la UNI 7129-4 si occupa della messa in servizio degli impianti/apparecchi; infine, la nuovissima UNI 7129-5 è relativa ai sistemi per lo scarico delle condense.
Le cinque parti della norma si applicano agli impianti domestici e similari per l'utilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla I, II e III famiglia secondo la UNI EN 437 ed alimentati da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.
La UNI 7129-1 fissa i criteri per la costruzione ed i rifacimenti di impianti interni o parte di essi, asserviti ad apparecchi utilizzatori aventi singola portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW; la UNI 7129-2 definisce i criteri per l'installazione di apparecchi aventi singola portata termica nominale non maggiore di 35 kW e per la realizzazione della ventilazione e/o aerazione dei locali di installazione; la UNI 7129-3 definisce i requisiti dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi aventi singola portata termica nominale non maggiore di 35 kW; la UNI 7129-4 definisce i criteri per la messa in servizio sia degli apparecchi di utilizzazione aventi singola portata termica nominale non maggiore di 35 kW, sia degli impianti gas di nuova realizzazione o dopo un intervento di modifica o sostituzione di apparecchio; infine, la UNI 7129-5 definisce le modalità per la raccolta e lo scarico delle condense prodotte dai generatori di calore a condensazione e a bassa temperatura e quelle che si formano nei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione.
Oltre alle cinque parti della UNI 7129, si segnala la nuova edizione della norma UNI 7128 sui termini e definizioni relativi agli Impianti a gas per uso civile

Il Consorzio Promos Ricerche, quale punto di riferimento territoriale degli Enti Normatori italiani UNI e CEI, offre, presso i propri uffici, la consultazione gratuita della normativa tecnica dei principali Enti Normatori (UNI, CEI, ISO, IEC, CENELEC, CEN).

Fonte UNI

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