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Segnali di sicurezza: nuova UNI su segni grafici e colori

segnaletica di sicurezzaIn vigore dal 2 febbraio la norma UNI EN ISO 7010:2017 che prescrive i segnali di sicurezza da utilizzare nella prevenzione degli infortuni, nella protezione dal fuoco, per l'informazione sui pericoli alla salute e nelle evacuazioni di emergenza.

La forma e il colore di ogni segnale di sicurezza sono conformi alla ISO 3864-1 e la progettazione dei segni grafici è conforme alla ISO 3864-3.

La norma è applicabile a tutti i siti in cui le questioni legate alla sicurezza delle persone necessitano di essere poste. Comunque, non è applicabile ai segnali utilizzati nel traffico ferroviario, stradale, fluviale, marittimo e aereo e, in generale, in quei settori soggetti a una regolamentazione che può differire in alcuni punti della presente norma e della serie ISO 3864.

La norma specifica gli originali dei segnali di sicurezza che possono essere ridotti o ingranditi per esigenze di riproduzione e di applicazione.

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Esposizione alla silice cristallina in ambiente di lavoro: Allo studio due nuome UNI

silice cristallinaLa misura dell’esposizione dei lavoratori a silice cristallina nella frazione respirabile del particolato aerodisperso è fondamentale per la valutazione del rischio in molti ambienti di lavoro in cui vengono svolte lavorazioni che utilizzano materiali a contenuto siliceo.
Ad oggi nella normativa nazionale non sono presenti metodi per la determinazione analitica della silice cristallina respirabile (quarzo e cristobalite).
Due progetti di norma UNI entrati il 2/1 in inchiesta pubblica preliminare - che adottano le parti 1 e 2 della ISO 16258 del 2015 - descrivono due metodi che rappresentano lo stato dell’arte sull’argomento e consentono l’utilizzo di tutte le tipologie di campionatori personali e substrati di raccolta disponibili sul mercato nazionale e internazionale.
UNI1602556Atmosfere nell’ambiente di lavoro - Analisi della silice cristallina respirabile perdiffrazione dei raggi X - Parte 1: Metodo dell’analisi diretta” descrive un metodo analitico per determinare la silice cristallina respirabile (RCS) in campioni di particolato aerodisperso prelevati su membrane filtranti con diametro di 25 mm e analizzati con tecnica di diffrazione dei raggi X direttamente sul filtro di campionamento. La norma riporta informazioni sui parametri strumentali, sulla sensibilità dei diversi dispositivi di campionamento, sui tipi di membrana filtrante e sulla correzione degli effetti di assorbimento dei raggi X.
UNI1602557Atmosfere nell’ambiente di lavoro - Analisi della silice cristallina respirabile perdiffrazione dei raggi X - Parte 2: Metodo dell’analisi indiretta” descrive invece un metodo analitico per la determinazione della RCS in campioni di particolato aerodisperso prelevati su substrati di raccolta (schiume o membrane filtranti) e analizzati con tecnica di diffrazione dei raggi X dopo un trattamento per il recupero del particolato dal substrato e la sua rideposizione su una membrana filtrante idonea per l’analisi strumentale.
Riporta informazioni sui parametri strumentali, sulla sensibilità dei diversi dispositivi di campionamento, sui tipi di membrana filtrante, sul trattamento del campione per l’eliminazione delle sostanze interferenti e sulla correzione degli effetti di assorbimento dei raggi X.
Nei due progetti il termine RCS siriferisce al quarzo e alla cristobalite, i polimorfi più comuni della silice cristallina.
La competenza è del GL 04 “Qualità dell'aria” (gruppo misto Ambiente/UNICHIM) della Commissione tecnica Ambiente.
L’inchiesta pubblica preliminare per i due progetti è in corso. C’è tempo sino al 16 gennaio per inviare i propri commenti.

mb

Fonte:UNI

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Acustica. Linee guida UNI per il collaudo di impianti negli edifici

collaudo-acusticoLa Commissione tecnica Acustica e Vibrazioni ha pubblicato la norma nazionale UNI 8199:2016Acustica in edilizia - Collaudo acustico di impianti a servizio di unità immobiliari - Linee guida contrattuali e modalità di misurazione all’interno degli ambienti serviti”
La norma definisce le linee guida contrattuali per la verifica dei livelli di pressione sonora, indotti da impianti tecnici e componenti tecnologici di impianto a funzionamento continuo e discontinuo, esclusivamente negli ambienti serviti dagli stessi. Descrive inoltre le procedure di misurazione del livello di pressione sonora e di caratterizzazione acustica degli ambienti serviti ai fini della verifica dei riferimenti contrattuali.
I metodi di misura si applicano agli impianti a funzionamento continuo e/o discontinuo il cui ciclo operativo di riferimento è definito in sede contrattuale ovvero, in mancanza di questi riferimenti, è descritto nell’appendice B della UNI EN ISO 16032.
La norma, disponibile sia in formato elettronico sia in formato cartaceo, ritira e sostituisce la precedente edizione del 1998.

mb

Fonte UNI

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Illuminazione stradale. Nuova edizione della UNI 11248

ILLUMINAZIONE STRADAPubblicata la nuova edizione della UNI 11248:2016Illuminazione stradale - Selezione delle categorie illuminotecniche”.
La norma individua le prestazioni illuminotecniche degli impianti di illuminazione atte a contribuire, per quanto di pertinenza, alla sicurezza degli utenti della strada.
L’aggiornamento della norma nazionale si è reso necessario in seguito alla pubblicazione, ad inizio anno, delle quattro parti della norma europea UNI EN 13201 nella sua edizione 2016:
La nuova UNI 11248 ottimizza la metodologia progettuale, puntando al risparmio energetico e alla conseguente riduzione dell’inquinamento luminoso dovuta al minor flusso luminoso installato e quindi alle minori dispersioni verso l’alto della luce riflessa dalle superfici illuminate.
I punti salienti della norma sono quattro:

  • la ridefinizione del prospetto che lega la categoria illuminotecnica di ingresso alla classificazione delle strade, con alcune riduzioni nei requisiti massimi;
  • la suddivisione dei parametri di influenza in quelli costanti nel tempo (usati per la determinazione della categoria illuminotecnica di progetto) e quelli variabili nel tempo (usati per definire le categorie illuminotecniche di esercizio);
  • la riduzione consentita di categoria illuminotecnica: eccetto casi particolari, il decremento massimo consentito della categoria illuminotecnica di progetto a partire dalla categoria illuminotecnica di ingresso è pari a due categorie. Il decremento massimo consentito per la categoria illuminotecnica di esercizio a partire dalla categoria illuminotecnica di progetto è pari a una categoria, qualora la riduzione della categoria illuminotecnica di progetto sia pari a due categorie illuminotecniche, altrimenti il decremento non potra? essere superiore a due categorie. É possibile ridurre fino a tre categorie illuminotecniche quella di progetto esclusivamente per gli impianti adattivi del tipo FAI (Full Adaptive Installation), ossia per quegli impianti che controllano il flusso luminoso mediante il campionamento continuo del flusso di traffico, della luminanza (categorie illuminotecniche M) o dell’illuminamento (categorie illuminotecniche C e P) e delle condizioni metereologiche;
  • indicazioni dettagliate per individuare correttamente le zone di studio nella progettazione dell’illuminazione delle intersezioni stradali.

La norma descrive e prescrive una metodologia progettuale secondo la quale pervenire, a partire da dati associati al tipo di strada, dati che rappresentano i valori di ingresso per la procedura, alla o alle categorie illuminotecniche adeguate. Tale metodologia progettuale è basata su un procedimento sottrattivo che, a seguito di un’analisi dei rischi con la quale il progettista valuta i parametri di influenza, permette di individuare sia la categoria illuminotecnica di progetto sia quelle di esercizio.
La norma è disponibile sia in formato elettronico sia in formato cartaceo.

mb

Fonte UNI

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Porte pedonali motorizzate: pubblicata in italiano la norma UNI EN 16361:2016

porte pedonaliLa norma europea UNI EN 16361:2016, si inserisce nel quadro delle porte pedonali motorizzate e si occupa, nello specifico, di porte pedonali, diverse da quelle a battente, inizialmente progettate per installazione motorizzata.
La norma specifica i requisiti e i metodi di prova/valutazione/calcolo per porte pedonali motorizzate esterne ed interne, diverse da quelle a battente, inizialmente progettate per installazione motorizzata. Tali porte possono essere attivate in modo elettromeccanico, elettro-idraulico o pneumatico. La norma si applica alle porte pedonali motorizzate di tipo scorrevole, girevoli, incluse le porte bilanciate e le porte a libro con anta o ante a movimento orizzontale.
La norma non si applica a:

  • porte esterne pedonali secondo la UNI EN 14351-1;
  • porte interne pedonali secondo il prEN 14351-2;
  • caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo secondo il prEN 16034;
  • porte di ascensori;
  • porte di veicoli;
  • porte utilizzate nei processi industriali;
  • porte utilizzate in partizioni;
  • porte fuori dalla portate delle persone (come i cancelletti di gru e carri ponte);
  • tornelli;
  • porte in corrispondenza di banchine metropolitane/ferrovie.

La norma è disponibile sia in formato elettronico sia in formato cartaceo.

mb

Fonte UNI

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Novità normative dall'UNI

logo uniIsolamento acustico degli edifici

Pubblicata in italiano la UNI EN ISO 10140-1:2016Acustica - Misurazione in laboratorio dell'isolamento acustico di edifici e di elementi di edificio - Parte 1: Regole di applicazione per prodotti particolari”
La norma, che incorpora i precedenti aggiornamenti, specifica i requisiti di prova per gli elementi di edificio e per i prodotti, compresi i requisiti dettagliati per la preparazione, il montaggio, le condizioni di funzionamento e di prova, oltre alle grandezze applicabili e alle informazioni di prova aggiuntive per il rapporto.
Le procedure generali di prova per la misurazione dell’isolamento acustico per via aerea e dell’isolamento del rumore da calpestio sono riportate nelle UNI EN ISO 10140-2 e UNI EN ISO 10140-3, rispettivamente.

Dispositivi medici

E’ ora disponibile anche in italiano  la UNI CEI EN ISO 13485:2016Dispositivi medici - Sistemi di gestione per la qualità - Requisiti per scopi regolamentari
La norma si inserisce nel quadro dei dispositivi medici e, nello specifico, si occupa di sistemi di gestione per la qualità e specifica i requisiti per i sistemi di gestione per la qualità che permettono ad una organizzazione di dimostrare la sua capacità di fornire dispositivi medici e relativi servizi che siano conformi ai requisiti dei clienti e ai requisiti regolamentari applicabili a tali dispositivi medici.

mb
Fonte UNI

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Recupero delle materie plastiche. Allo studio una norma UNI

PLASTIl progetto UNI1601663 classifica le materie plastiche prime?secondarie per la produzione di miscele di materiali e/o di manufatti nelle forme usualmente commercializzate o per altri fini (escluso l’utilizzo per il recupero diretto di energia e/o l'utilizzo diretto come combustibile), ottenute dal trattamento di rifiuti, di cui sono individuate la tipologia, la provenienza e le caratteristiche, quali:

  • rifiuti plastici pre?consumo, derivanti sia dalla produzione, sia dalla trasformazione dei polimeri termoplastici o termoindurenti, additivati e non additivati con cariche o materiali di rinforzo;
  • rifiuti plastici post?consumo, derivanti da manufatti plastici prodotti con polimeri termoplastici o termoindurenti, additivati e non additivati con cariche o materiali di rinforzo.

Di competenza della SC “Recupero delle materie plastiche” di UNIPLAST, il documento “Materie plastiche prime-secondarie - Parte 1: Generalità su materie plastiche prime secondarie e sottoprodotti di materie plastiche” (sostituisce UNI 10667-1:2010) si riferisce anche ai sottoprodotti di materie plastiche (materiali o oggetti pre?consumo) derivanti dal ciclo di produzione e/o trasformazione di materie plastiche.
La futura norma è da utilizzarsi da sola e quale riferimento per la serie UNI 10667, con la precisazione che:

  • l'utilizzo di materie plastiche prime?secondarie (che sono materiali per i quali, a seguito di operazioni di recupero di rifiuti plastici pre e/o post consumo, è cessata la qualifica di rifiuto) consente all'operatore che le trasporta, le riceve, le utilizza o le commercializza secondo le finalità della norma, di non sottostare alla disciplina che regola la gestione dei rifiuti
  • l'utilizzo di sottoprodotti di materie plastiche (che sono materiali o oggetti pre?consumo che derivano dal ciclo di produzione e/o trasformazione di materie plastiche, che non sono lo scopo primario dell’attività produttiva che li genera e non hanno mai assunto la qualifica di rifiuto) consente all'operatore che li produce, li trasporta, li riceve, li utilizza o li commercializza, di non sottostare alla disciplina che regola la gestione dei rifiuti come dalla stessa previsto.

Per il progetto l'inchiesta pubblica finale terminerà il 2 dicembre 2016.

mb

Fonte UNI

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Novità normative dall'UNI

logo uniApparecchi per uso medico

Pubblicata la  UNI EN ISO 10079-1:2016 “Apparecchiature di aspirazione per uso medico - Parte 1: Apparecchiature di aspirazione azionate elettricamente” che  specifica i requisiti di sicurezza e di prestazione per apparecchiature di aspirazione azionate elettricamente per uso medico e chirurgico. Si applica ad apparecchiature utilizzate nelle strutture di assistenza sanitaria quali gli ospedali, nella terapia domiciliare dei pazienti, nonché nelle strutture da campo e sui mezzi di trasporto.
La norma è di competenza della Commissione Tecnica Tecnologie biomediche e diagnostiche.

Sistemi di rivelazione antincendio

La norma europea UNI EN 54-31, recentemente pubblicata, si inserisce nel quadro dei sistemi di rivelazione e di segnalazione di incendio e si occupa di rivelatori combinati.
La norma specifica i requisiti, metodi di prova e criteri di prestazione per rivelatori puntiformi combinati di incendio a supporto di un sistema di rivelazione e di segnalazione di incendio installato all’interno o all’esterno degli edifici, includendo in un unico contenitore meccanico almeno un sensore ottico o un sensore per il fumo ionizzato e almeno un sensore per monossido di carbonio ed opzionalmente uno o più sensori di calore, al fine di utilizzare la combinazione dei fenomeni rivelati.

Professioni non regolamentate. Pubblicata una norma sul Project manager

Le Commissioni Tecniche "Servizi" e "Gestione per la qualità e tecniche di supporto", hanno pubblicato la norma nazionale UNI 11648 in relazione all’attività professionale non regolamentata del Project manager.
La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale del Project manager, di equivalenti figure che gestiscono progetti o di altri ruoli organizzativi che svolgono equivalenti funzioni in conformità con la UNI ISO 21500.


mb

Fonte UNI

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Responsabilità Sociale. Disponibile il nuovo Dossier UNI

RESPPubblicato il dossier, che ha per titolo “Dalla responsabilità sociale delle organizzazioni all’integrità degli individui”, che propone una riflessione su uno dei grandi e più attuali temi della normazione tecnica: lo sviluppo della cultura dell’integrità e della competenza etica degli individui e delle organizzazioni, in un contesto generale di responsabilità e sostenibilità della società.
Il punto di partenza è ovviamente la pubblicazione nel 2010 della norma internazionale UNI ISO 26000 che definisce una guida alla responsabilità sociale. Da qui il discorso si è sviluppato per fornire nuovi e ulteriori strumenti utili a implementare una governance etica, a individuare le priorità materiali, a coinvolgere realmente gli stakeholder e a impostare un fattivo sistema di accountability. Il tema dell’etica, o meglio, della “integrità” degli individui è stato oggetto di studi e sperimentazioni nel mondo dei professionisti-ingegneri.
Sulla responsabilità sociale delle organizzazioni e lo sviluppo dell’integrità etica degli individui la normazione fornisce per la prima volta degli strumenti volontari per la crescita dei valori, ovvero quella dimensione verso la quale l’OCSE (l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) suggerisce di concentrare l'attenzione.
Il dossier traccia un quadro esaustivo dell’attuale stato dell’arte.

mb

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Fonte UNI

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Pubblicato il Dossier UNI sulle Professioni non regolamentate.

logo uniAd oltre cinque anni dell’istituzione della Commissione Tecnica UNI “Attività professionali non regolamentate” è possibile tracciare un sunto di quanto sin qui esperimentato e acquisito in questo nuovo ambito normativo, intrinsecamente inter-settoriale e portatore di specificità impattanti, certamente meritevoli di approfondimento.
Il dossier si pone dunque l’obiettivo di inquadrare le suddette attività in una logica “di sistema”, coerente con la volontà dell’UNI di affrontare la materia secondo un approccio strutturato e trasversale, capace cioè di comprendere le numerose variabili di contesto esterno, tipicamente di carattere legislativo e socio-economico, così come quelle interne, ossia inerenti il processo normativo e la sua efficace applicazione all’ambito specifico.
Per queste ragioni il dossier può considerarsi suddiviso in tre parti:

  • Parte introduttiva: costituita dai primi tre contributi, che riassumono le pietre angolari sulle quali è stato edificato l’approccio UNI allo sviluppo della normativa tecnica di settore e le relative peculiarità in termini di processo normativo e strumenti specifici sin qui sviluppati.
  • Parte istituzionale: riconducibile ai contributi provenienti da due major stakeholder delle attività in esame, ossia Ministero dello Sviluppo Economico e Accredia, che tracciano rispettivamente una sintesi delle esperienze maturate nel primo triennio di applicazione della Legge 04/2013 e nelle attività di certificazione e accreditamento pertinenti, non senza alcune stimolanti considerazioni prospettiche;
  • Parte applicativa: rappresentata dai tre articoli di approfondimento specifico riguardanti una norma di recente pubblicazione, la UNI 11618 sulla figura professionale del Controller, e due progetti ormai prossimi ad ultimare l’iter normativo, ossia quelli riguardanti l’Insegnante di Yoga e il Mediatore familiare.

La speranza è quella di fornire un “campione” il più possibile “rappresentativo” e “stratificato” di un sistema indubbiamente complesso, ma che continua a rappresentare una delle sfide più stimolanti e pervasive per l’intero sistema UNI.

mb

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Fonte: UNI

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