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Sistemi temporanei di protezione dei bordi durante la costruzione

Sistemi temporanei di protezione dei bordi durante la costruzione

La norma specifica i requisiti e i metodi di prova per sistemi temporanei di protezione dei bordi destinati all'uso durante la costruzione o la manutenzione di edifici e di altre strutture.

Essa si applica ai sistemi di protezione dei bordi per superfici piane e inclinate e specifica i requisiti per tre classi di sistemi temporanei di protezione dei bordi. Per sistemi di protezione dei bordi con funzione di arresto (per esempio dalla caduta o dallo scivolamento da un tetto inclinato), la norma specifica i requisiti per l'assorbimento di energia.

La norma, che non si applica ai sistemi di protezione laterale su ponteggi, comprende sistemi di protezione dei bordi, che sono collegati alla struttura, e quelli che agiscono per gravità e attrito su superfici piane.

La norma non fornisce requisiti per i sistemi di protezione dei bordi realizzati per la protezione contro l'impatto da veicoli o altre attrezzature mobili, dallo scivolamento di materiali sciolti, neve, ecc. e di aree accessibili al pubblico.

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Impermeabilizzazioni: la nuova norma UNI 8178-2

Impermeabilizzazioni: la nuova norma UNI 8178-2

Pubblicata la norma UNI 8178-2, in vigore dal 17 gennaio 2019, per le coperture continue realizzate con membrane flessibili prefabbricate bituminose e/o sintetiche.

La nuova norma, che sostituisce la precedente versione del 2012, “Edilizia – Coperture – Parte 2: Analisi degli elementi e strati funzionali delle coperture continue e indicazioni progettuali per la definizione di soluzioni tecnologiche.”, indica le regole per la progettazione e la corretta sequenza degli elementi e strati, utilizzabili in un sistema di copertura continua, realizzata con membrane flessibili prefabbricate (bituminose e sintetiche).

L’UNI ha pubblicato inoltre la norma UNI 8178-1 “Edilizia – Coperture – Parte 1: Analisi degli elementi e strati funzionali delle coperture discontinue” che fornisce istruzioni per la progettazione e la scelta di elementi e strati dei sistemi di copertura discontinua, cioè una copertura in cui l’elemento di tenuta assicura la tenuta all’acqua solo per valori della pendenza della superficie di copertura maggiore di un minimo, prevalentemente in funzione del prodotto impiegato e della tipologia adottata.

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Nanotecnologie: le linee guida UNI per la valutazione dell'esposizione professionale

Nanotecnologie: le linee guida UNI per la valutazione dell'esposizione professionale

In vigore dal 17 gennaio 2019 la UNI EN 17058:2019 che, in materia di Esposizione nei luoghi di lavoro, detta le linee guida per la valutazione dell'esposizione per inalazione dei nanomateriali e dei loro aggregati o agglomerati. Recepisce lo standard EN 17058:2018 "Workplace exposure - Assessment of exposure by inhalation of nano-objects and their aggregates and agglomerates" entrato in vigore il 14 novembre scorso.

La norma fornisce le linee guida per valutare l’esposizione per inalazione dei nanomateriali e dei loro aggregati ed agglomerati nei luoghi di lavoro. Esso contiene le linee guida sul campionamento e sulle strategie di misurazione da adottare ed i metodi per la valutazione dei dati.
Sebbene l’obiettivo di questo documento sia la valutazione di rischi per i nanomateriali, l’approccio è anche applicabile ai relativi aggregati ed agglomerati, come ad esempio NOAA e particelle rilasciate da nanocompositi o da prodotti nano-assimilati.

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Porte e finestre interne pedonali: nuova UNI 14351-2:2018

Porte e finestre interne pedonali: nuova UNI 14351-2:2018

Pubblicata la norma UNI EN 14351-2:2018 dal titolo “Finestre e porte – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Parte 2: Finestre e porte interne pedonali”.

La norma identifica le caratteristiche prestazionali indipendenti dai materiali, fatto salvo le caratteristiche di resistenza e controllo del fumo, applicabili a finestre e porte interne pedonali.

Le caratteristiche di resistenza al fuoco e/o controllo del fumo per porte pedonali e finestre apribili sono trattate nella EN 16034.

La norma si applica a finestre e porte destinate internamente alle costruzioni.

Essa prevede tre diversi casi di utilizzo delle porte interne:

  • porte interne senza particolari caratteristiche (come le porte da camera);
  • porte interne con requisiti specifici o specifiche funzioni (isolamento acustico, isolamento termico, sicurezza d’uso, porte di ingresso di appartamento, porte caposcala…);
  • porte interne sulle vie di fuga.

Questi tre utilizzi possono esser combinati.

Alla nuova norma sono sottoposte le porte motorizzate a battente verticale. Tutte le altre tipologie di porte motorizzate sono soggette invece alla EN 16361. La EN 14351-2:2018 non si applica, poi, a porte, portoni e cancelli industriali, commerciali e da garage che sono soggette alla EN 13241, alle porte esterne pedonali che ubbidiscono alla EN 14351-1.

La marcatura CE dei prodotti sarà possibile non appena i riferimenti della 14351-2 saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

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Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: UNI EN 14594:2018

Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: UNI EN 14594:2018

In ambito lavorativo la sicurezza è un interesse primario di aziende e lavoratori. Gli aspetti da tutelare sono i più disparati ed è per questo che anche la normazione fa la sua parte.

È il caso del recente recepimento anche in lingua italiana della norma EN 14594 da parte della commissione Sicurezza. In particolare questo documento specifica i requisiti minimi per i respiratori ad aria compressa, a flusso continuo, alimentati dalla linea per l'utilizzo con maschera intera, semimaschera o con cappuccio incorporato, elmetto o tuta e con apparecchi utilizzati in operazioni di sabbiatura come apparecchi di protezione delle vie respiratorie. La norma comprende prove di laboratorio e prove pratiche di impiego per la valutazione della conformità ai requisiti. La UNI EN 14594 non tratta gli APVR (Dispositivi di protezione delle vie respiratorie) destinati alla fuga e le apparecchiature da immersione.

Particolare attenzione è rivolta ai materiali con cui vengono progettati gli APVR. Infatti gli elementi utilizzati devono essere resistenti al deterioramento da calore e con un’adeguata resistenza alle sollecitazioni meccaniche. Inoltre, tutto ciò che viene a contatto con l’utilizzatore non deve dare origine ad allergie, reazioni cutanee o altri effetti nocivi per la salute. Infine, nella realizzazione devono essere evitati i bordi e le sporgenze acuminate possibili fonti di lesioni.

Ogni dispositivo deve essere accompagnato dalle informazioni da parte del fabbricante. Tali informazioni sono necessarie perché devono consentirne l'uso al personale addestrato e qualificato. Inoltre devono comprendere la gamma di applicazione e le istruzioni necessarie per un corretto montaggio, cura, manutenzione e immagazzinaggio; devono descrivere chiaramente e senza ambiguità quali combinazioni consentite di componenti sono da utilizzarsi per una classe specifica di APVR.

Per concludere le istruzioni di manutenzione e le informazioni fornite dal fabbricante devono essere fornite separatamente.

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Responsabilità sociale nelle micro e piccole imprese. Nuova prassi di riferimento

Responsabilità sociale nelle micro e piccole imprese. Nuova prassi di riferimento

Dopo il documento dedicato al settore costruzioni, è stata pubblicata la nuova prassi di riferimento UNI/PdR 51:2018 “Responsabilità sociale nelle Micro e Piccole Imprese (MPI) e nelle imprese artigiane, ovvero imprese a valore artigiano - Linee guida per l’applicazione del modello di responsabilità sociale secondo UNI ISO 26000” realizzata da UNI in collaborazione con Confartigianato Lombardia.

Le MPI e le imprese artigiane possono considerarsi imprese sociali perché, grazie alle strette relazioni fra di loro e alle profonde radici nella comunità locale, costruiscono un sistema di valori comuni. Di fatto l’impresa svolge una funzione sociale, perché ciò che compie non riguarda solo sé stessa. Questo stretto contatto con il territorio costituisce un sistema aperto, non composto di “cose”, ma di uomini al suo interno.

Tra i temi fondamentali della responsabilità sociale individuati dalla norma UNI ISO 26000 la governance ricopre un ruolo centrale. Il modello di governance delle imprese a valore artigiano, grazie al legame stretto che intrattengono sia con i diversi soggetti pubblici e privati che operano nel territorio e sia con le altre imprese, con cui hanno un rapporto di concorrenza-cooperazione, è multistakeholder. Le aziende di minore dimensione riescono, infatti, a interagire in modo dialettico con gli stakeholder interni ed esterni, in risposta al continuo divenire dei bisogni e conseguentemente del variegato assetto della domanda di beni e servizi.

Il bilanciamento dei poteri e la distinzione dei ruoli rispetto ai propri stakeholder è prova del loro dinamismo. Queste imprese, inoltre, hanno una maggiore propensione a diffondere le informazioni in modo chiaro e trasparente grazie a un condizionamento reciproco con i clienti/consumatori. Infine un’altra caratteristica del modello di governance delle imprese a valore artigiano, che dimostra la loro vicinanza alle tematiche della responsabilità sociale, è il controllo sociale interno, che spesso è insito nell’approccio familiare di tali imprese, e che evita il diffondersi di un approccio opportunistico e speculativo in senso deteriore.

La prassi è il punto di arrivo del percorso iniziato da Confartigianato Imprese Lombardia con il progetto “A.RES - Artigiani RESponsabili”, realizzato nell’ambito dell’Accordo di programma Convenzione Artigianato, e che ha portato allo sviluppo di due strumenti operativi a supporto delle MPI e delle imprese artigiane: il “Cruscotto della RSI”, quale strumento di supporto alla valutazione del grado di responsabilità sociale dell’impresa e la “Carta dei Valori”, Manifesto etico dell’impresa finalizzato a comunicare i lavori dell’impresa agli stakeholder.

Con questa prassi di riferimento, Confartigianato Imprese Lombardia intende patrimonializzare quanto sviluppato con il progetto A.RES e sostenere il percorso delle imprese a valore artigiano verso una visione di Responsabilità Sociale d’Impresa più sistematica ed esplicita, pianificata e gestita con strumenti manageriali, fino a diventare strategia per lo sviluppo d’impresa.

Il documento è strutturato in modo tale da essere utilizzato in combinazione con quanto già previsto nella UNI/PdR 18:2016 “Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000”.

Scarica la UNI/PdR 51:2018

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Trasporto di GPL: nuova norma per i recipienti a pressione

Trasporto di GPL: nuova norma per i recipienti a pressione

Recentemente recepita anche in lingua italiana dalla commissione “Recipienti per il trasporto di gas compressi, disciolti o liquefatti” la norma UNI EN 12493:2018 “Attrezzature e accessori per GPL - Recipienti a pressione di acciaio saldato per cisterne per trasporto su strada di GPL - Progettazione e fabbricazione”

La norma specifica i requisiti minimi dei materiali, la progettazione, la fabbricazione, i procedimenti di lavorazione e le prove per recipienti a pressione di acciaio saldato al carbonio, carbonio/manganese e microlegati per gas di petrolio liquefatto - GPL - per cisterne per trasporto su strada.

Nel contesto della norma, il termine "cisterna per il trasporto su strada" è da intendersi riferito a serbatoi fissi e serbatoi smontabili secondo la definizione dell'ADR - Accord Dangereuse Routiers. La UNI EN 12493 non tratta i recipienti a pressione per casse mobili ed è prevista specificatamente per il GPL.

Il tipo di progettazione della cisterna deve essere sottoposto ad approvazione da parte dell'autorità competente, come richiesto dall'ADR. Inoltre, l’equipaggiamento dei recipienti a pressione nonché l'ispezione e il collaudo dopo l'assemblaggio sono trattati rispettivamente nella EN 12252 e nella EN 14334.

Per concludere, la norma riguarda l'impiego di sostanze e di procedure che possono essere nocive per la salute e/o l'ambiente qualora non siano adottate adeguate precauzioni; Si riferisce unicamente all'idoneità tecnica e non libera l'utente dagli obblighi di legge.

mb

Fonte UNI

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Foratrici e fresatrici per il legno, nuova norma UNI

Foratrici e fresatrici per il legno, nuova norma UNI

Il legno materiale estremamente duttile nella sua lavorazione trova spesso riferimenti di sicurezza e qualità nella normazione tecnica. È il caso del recente recepimento della norma EN ISO 19085-3 da parte della commissione Legno.

Questo documento fornisce i requisiti di sicurezza e le misure per le macchine foratrici, fresatrici e macchine combinate foratrici/fresatrici a controllo numerico.

La norma tratta tutti i pericoli significativi, le situazioni e gli eventi pericolosi pertinenti alle macchine quando esse sono azionate, regolate e mantenute come previsto e nelle condizioni previste dal fabbricante compreso l'utilizzo scorretto ragionevolmente prevedibile. Interessa quindi i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli importatori delle macchine descritte nello scopo e campo di applicazione; inoltre, comprende un elenco di informazioni che il fabbricante deve fornire all'utilizzatore.

Le macchine trattate nella norma sono progettate per pezzi costituiti da legno massiccio; materiale con caratteristiche fisiche simili al legno; pannelli di gesso, pannelli di fibre rivestiti di gesso; materiali compositi con anima in poliuretano o in materiale minerale laminato con lega leggera; materiali compositi a matrice polimerica e materiali termoplastici thermoset elastomerici rinforzati, e pannelli compositi realizzati con i materiali sopra elencati.

Per concludere la UNI EN ISO 19085-3 non tratta pericoli specifici relativi ad attrezzature per la bordatura montate sulle macchine; all’utilizzo di mole; alla eiezione da utensili di fresatura e/o segatura attraverso aperture protette mediante cortine su macchine in cui la distanza tra la superficie di appoggio del pezzo e il bordo inferiore della chiusura parziale è maggiore di 600 mm; alla eiezione dovuta al guasto di utensili di fresatura con un diametro del cerchio di taglio maggiore o uguale a 16 mm e di utensili da taglio non conformi alle EN 847-1 ed EN 847-2; alla combinazione di un'unica macchina utilizzata con altre macchine (come parte di una linea); alla necessità di calpestare il corpo della macchina o di entrarvi a causa delle sue grandi dimensioni, per esempio per regolare gli elementi di serraggio delle macchine per pareti di legno, e ai sistemi integrati di carico/scarico dei pezzi per esempio robot.

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Recupero degli oli esausti. Pubblicata una prassi di riferimento

Recupero degli oli esausti. Pubblicata una prassi di riferimento

Pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 50:2018, che tratta il tema della raccolta, recupero e trattamento degli oli esausti per la produzione di biocarburanti, energia elettrica ed oleochimica.
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e CONOE (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti) è stato elaborato dal Tavolo di lavoro “Processo raccolta e recupero oli esausti per biocarburanti”.
UNI/PdR 50:2018 - “Oli e grassi vegetali ed animali esausti - Linee guida per il processo di raccolta, recupero e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti per la produzione di biocarburanti, energia elettrica in cogenerazione ed oleochimica”
L’obiettivo della UNI/PdR è quello di individuare e descrivere le modalità operative che caratterizzano la filiera della raccolta, recupero, trattamento e rigenerazione degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti affinché da rifiuto possano essere recuperati come materia prima, trasformati e utilizzati nella produzione di biocarburanti e come combustibile per la produzione di energia elettrica in cogenerazione ed oleochimica.
Il documento definisce quindi il processo che porta l’olio usato alla cessazione dello stato di rifiuto, articolato nelle seguenti fasi:

  • raccolta oli e dei grassi vegetali ed animali esausti;
  • stoccaggio;
  • trattamento per rigenerazione/recupero.

La prassi di riferimento definisce inoltre:

  • le caratteristiche assunte dagli oli e grassi vegetali ed animali esausti a seguito delle procedure cui vengono sottoposti,
  • i requisiti per i soggetti che partecipano alla filiera.

Si ricorda che le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

mb

Fonte UNI

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Sicurezza urbana: pubblicata la UNI/PdR 48:2018

Sicurezza urbana: pubblicata la UNI/PdR 48:2018

È stata pubblicata, ed è entrata in vigore il 29 ottobre scorso, la nuova Prassi di Riferimento UNI/PdR 48:2018 “Sicurezza urbana - Quadro normativo, terminologia e modelli applicativi per pianificare, progettare, realizzare e gestire soluzioni di sicurezza urbana”.

Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e FOIM – Fondazione Ordine Ingegneri Provincia di Milano, intende contribuire alla definizione e all’adozione di un linguaggio comune da parte di tutti i soggetti operanti a vario titolo nel settore della sicurezza urbana, fornire una panoramica delle prescrizioni nazionali, europee ed internazionali relative alla sicurezza urbana e proporre modelli applicativi di riferimento per pianificare, progettare, realizzare e gestire soluzioni di sicurezza urbana.

Il documento è destinato ad essere utilizzato dagli operatori del settore quali la pubblica amministrazione, le forze dell’ordine, i “security manager”, i “product manager”, gli ingegneri, i progettisti, gli urbanisti, i giuristi, gli avvocati, i consulenti, gli installatori e cittadini, quando si trovano a confrontarsi con problematiche di ‘Sicurezza Urbana’ in aree e luoghi pubblici e privati.

La UNI/PdR 48:2018 tiene conto della compresenza di tecnologia (soluzioni per controllo accessi, varchi, videosorveglianza, ecc.) e servizi (es. vigilanza privata, stazionamento forze dell’ordine), finalizzati alla prevenzione di atti criminosi e della vulnerabilità dei siti riconducibili alle loro proprietà attuali o precedenti di ordine simbolico, politico, e/o religioso.

Il documento infine si completa con la proposta di illustrazione di buone pratiche messe in atto in alcune città e da parte di alcune organizzazioni quali la messa in sicurezza della ‘Promenade des Anglais’, a Nizza in Francia; il sistema di videosorveglianza della città di Venezia; l’esempio di illuminazione intelligente e videosorveglianza della statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, in Brasile, ed il caso applicativo reale di sorveglianza della rete FERROVIENORD.

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