News - Ambiente

News - Ambiente (194)

sistriSul sito web del SISTRI, nella Sezione Manuali e Guide, è stato pubblicato l'aggiornamento del documento “Guida gestione azienda”.

Il documento, aggiornato al 20 febbraio 2017, si propone quale strumento di supporto per l’applicativo “Gestione Azienda” disponibile in area autenticata attraverso il quale è possibile visualizzare l’anagrafica, calcolare il contributo, richiedere dispositivi usb, annullare pratiche in essere ed inserire pagamenti e richieste di rimborso, ecc.

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Scarica la “Guida gestione azienda”

via vasIl Ministero del lavoro pubblica di due Linee Guida su VIA e VAS. Contestualmente è stata data una nuova veste grafica dello Spazio per il cittadino che consente una maggiore accessibilità alle informazioni necessarie a favorire la partecipazione del pubblico, anche attraverso l'utilizzo di un modulo per inviare le osservazioni su piani/programmi/progetti in fase di consultazione.

Le due Linee guida riguardano la predisposizione della Sintesi non Tecnica dello Studio di Impatto Ambientale (VIA) e delle Linee Guida per la predisposizione della Sintesi non Tecnica del Rapporto Ambientale (VAS), finalizzate a fornire indicazioni metodologiche e criteri redazionali omogenei sia in termini di struttura che di contenuti per tali documenti destinati ad informare il pubblico in maniera chiara, semplice ed efficace.

Le Linee Guida sono finalizzate a fornire indicazioni metodologiche ed operative ai Proponenti per la predisposizione della Sintesi non Tecnica e forniscono criteri redazionali omogenei sia in termini di struttura che di contenuti del documento, che dovranno essere necessariamente adattati alle specifiche caratteristiche del piano/programma/progetto e del contesto ambientale e territoriale di riferimento.

Le linee guida vengono rese disponibili in una prima versione anche al fine di ricevere utili commenti e suggerimenti da parte dei soggetti coinvolti nei processi di VAS e VIA, affinché possano rispondere al meglio alle finalità che si prefiggono

Si tratta di documenti orientati ad un pubblico non necessariamente esperto delle specifiche tematiche, al fine di semplificare i rapporti tra amministrazione e cittadini e migliorare la qualità del processo di partecipazione ai processi decisionali, garantendo alla società civile di contribuire attivamente ed in maniera consapevole e propositiva alle procedure di Valutazione Ambientale (VAS e VIA).

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Scarica le Linee Guida per la predisposizione della Sintesi non Tecnica del Rapporto Ambientale (VAS)

Scarica le Linee guida per la predisposizione della Sintesi non Tecnica dello Studio di Impatto Ambientale (VIA)

RAEECon Decreto 3 marzo 2017 (in GU n.62 del 15-3-2017) il ministero dell'Ambiente da attuazione alle ultime direttive UE che impongono specifiche restrizioni a determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE).

Il Decreto modifica (l'allegato IV) al decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 27 che attua la direttiva "madre" 2011/65/UE introducendo specifiche esenzioni al divieto di utilizzo del cadmio e del piombo (e non solo) in alcune apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 27, di attuazione della direttiva europea 2011/65/UE in materia di restrizioni nelle AEE, prevede espressamente l'emanazione di specifici decreti di modifica per l'adeguamento al progresso tecnico degli studi sulle sostanze: le direttive delegate della Commissione europea 2016/585/UE del 12 febbraio 2016 nonché 2016/1028/UE e 2016/1029/UE del 19 aprile 2016 hanno modificato di recente l'elenco delle sostanze contenute nell'allegato IV della direttiva 2011/65/UE.

Ciò ha portato alla necessità di aggiornare le tabelle delle sostanze contenute nel D.Lgs. n.27/2014 (all'allegato IV) sostituendo il punto 26 e 42, sopprimendo il punto 31 e aggiungendo il 31 bis (vedi tabelle all'interno del decreto per i dettagli e le scadenze delle restrizioni); queste due ultime modifiche si applicano a decorrere dal 6 novembre 2017 e riguardano restrizioni per Piombo, cadmio, cromo esavalente ed eteri difenile polibromurato (PBDE) nei pezzi di ricambio recuperati da e usati per la riparazione o il rinnovo di dispositivi medici.

La direttiva delegata 2016/585 del 12 febbraio 2016 ha modificato, adattandolo al progresso tecnico, l'allegato IV della direttiva 2011/65/UE per quanto riguarda un'esenzione relativa al piombo, al cadmio, al cromo esavalente e agli eteri di difenile polibromurato (PBDE) nei pezzi di ricambio recuperati da e usati per la riparazione o il rinnovo di dispositivi medici o di microscopi elettronici.

Le direttive delegate 2016/1028/UE, 2016/1029/UE della Commissione, del 19 aprile 2016, hanno modificato sempre l'allegato IV della direttiva 2011/65/UE, introducendo specifiche esenzioni al divieto di utilizzo del cadmio e del piombo in alcune apparecchiature elettriche ed elettroniche.

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Scarica il Decreto 3 marzo 2017

viaIl Consiglio dei Ministri ha approvato nuove norme sulla “Verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (VIA)”. Il decreto attua la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. Il provvedimento inserisce una nuova definizione di "impatti ambientali", modulata in aderenza con le prescrizioni della direttiva Ue, che comprende anche gli effetti significativi, diretti e indiretti, di un progetto sulla popolazione, la salute umana, il patrimonio culturale e il paesaggio.

Le nuove norme modificano l’attuale disciplina della VIA al fine di efficientare le procedure, di innalzare i livelli di tutela ambientale, di contribuire a sbloccare il potenziale derivante dagli investimenti in opere, infrastrutture e impianti per rilanciare la crescita sostenibile, attraverso la correzione delle criticità riscontrate da amministrazioni e imprese.

Il decreto introduce la facoltà per il proponente di richiedere, in alternativa al provvedimento di VIA ordinario, il rilascio di un “provvedimento unico ambientale”, che coordini e sostituisca tutti i titoli abilitativi o autorizzativi riconducibili ai fattori ambientali. Una norma transitoria, in virtù delle semplificazioni procedimentali introdotte, consente al proponente di richiedere l’applicazione della nuova disciplina anche ai procedimenti pendenti.

Inoltre, è prevista la riduzione complessiva dei tempi per la conclusione dei procedimenti, cui è abbinata la qualificazione di tutti i termini come “perentori” ai sensi e agli effetti della disciplina generale sulla responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile dei dirigenti, nonché sulla sostituzione amministrativa in caso di inadempienza.

Il decreto consente di presentare nel procedimento di VIA elaborati progettuali con un livello informativo e di dettaglio equivalente a quello del progetto di fattibilità o comunque a un livello tale da consentire la compiuta valutazione degli impatti, con la possibilità di aprire con l’autorità in qualsiasi momento un confronto per condividere la definizione del livello di dettaglio degli elaborati progettuali. È prevista l’eliminazione per il proponente dell’obbligo, nella verifica di assoggettabilità a Via, di presentare gli elaborati progettuali: per la fase dello “screening” sarà sufficiente uno studio preliminare ambientale, come previsto dalla normativa europea. Nel caso di modifiche o estensioni di opere esistenti, sarà possibile richiedere all’autorità competente un “pre-screening”, ovvero una valutazione preliminare del progetto per individuare l’eventuale procedura da avviare.

Infine è prevista la completa digitalizzazione degli oneri informativi a carico dei proponenti, anche prevedendo l’eliminazione degli obblighi di pubblicazione sui mezzi di stampa.

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ispra pesticidiPubblicato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) il documento “Sostenibilità ambientale dell’uso dei pesticidi. Il bacino del fiume Po”.

Il rapporto studia la contaminazione da pesticidi del bacino del Po, il più importante d’Italia per dimensione e per concentrazione delle attività umane. Un monitoraggio esteso dell’area (sviluppato nell’ambito del monitoraggio nazionale coordinato da ISPRA che coinvolge le Regioni e le ARPA/APPA) ha consentito di studiare l’evoluzione della contaminazione a partire dal 2003.

È stata analizzata la presenza nel fiume e nelle acque sotterranee dell’intero bacino di alcuni erbicidi non più usati da anni (atrazina, simazina, alaclor). Questo ha permesso di approfondire aspetti relativi alla sostenibilità dell’inquinamento chimico e in particolare alla capacità del bacino di rispondere a fattori di stress antropico, confrontando i dati di contaminazione con i limiti di legge previsti in fase di autorizzazione.

Il rapporto inoltre affronta il problema della valutazione di pericolo per alcune sostanze “estremamente preoccupanti” quali le sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, le sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche, gli interferenti endocrini. Non essendoci una soglia di pericolo per queste tipologie di sostanze, non è possibile stabilire un livello di sicurezza e quindi risultano rilevanti anche le basse concentrazioni a cui sono esposti gli organismi viventi.

Viene infine affrontato il tema delle miscele di sostanze rilevate nei siti di monitoraggio del bacino, e le problematiche dovute alle lacune conoscitive degli effetti cumulativi.

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requisiti acustici edificiIl Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto 11 gennaio 2017 ”Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l’edilizia e per i prodotti tessili”, ha introdotto specifici valori dei requisiti acustici passivi da rispettare nell’«Affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici» (allegato 2 punto 2.3.5.6), adeguando i criteri individuati dal DPCM 05/12/1997 “Determinazione dei requisiti acustici e passivi degli edifici”, in relazione allo stato dell’arte degli standard di buona tecnica in materia.

In particolare il Decreto 11 Gennaio 2017 richiede che i valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio corrispondano almeno a quelli della classe II ai sensi delle norma UNI 11367. Gli ospedali, le case di cura e le scuole devono soddisfare il livello di “prestazione superiore” riportato nel prospetto A.1 dell’Appendice A della norma 11367. Devono essere altresì rispettati i valori caratterizzati come “prestazione buona” nel prospetto B.1 dell’Appendice B alla norma UNI 11367.

Gli ambienti interni devono essere idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici riportati nella norma UNI 11532. I descrittori acustici da utilizzare sono:

  • quelli definiti nella UNI 11367 per i requisiti acustici passivi delle unità immobiliari;
  • almeno il tempo di riverberazione e lo STI per l'acustica interna agli ambienti di cui alla UNI 11532.

Il progettista deve dare evidenza del rispetto del criterio, sia in fase di progetto iniziale che in fase di verifica finale della conformità, conseguendo rispettivamente un progetto acustico e una relazione di conformità redatta tramite misure acustiche in opera, che attestino il raggiungimento della classe acustica prevista dal criterio e i valori dei descrittori acustici di riferimento ai sensi delle norme UNI 11367, UNI 11444, UNI 11532.

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gazz2-300x192Sulla Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 Gennaio 2017 è stato pubblicato il Decreto  dell’ 11 Gennaio 2017  del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e recante “Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l’edilizia e per i prodotti tessili”.
Nel testo viene specificato che “ Ai sensi dell’art. 2 del decreto interministeriale 11 aprile  2008, sono adottati i  criteri  ambientali  minimi  di  cui  agli  allegati tecnici del presente decreto, facenti parte  integrante  del  decreto stesso, di prodotti/servizi" di seguito indicati:

  • «Fornitura e il servizio  di  noleggio  di  arredi  per  interni“(allegato 1);
  • “Affidamento di servizi di progettazione e lavori  per  la  nuova costruzione, ristrutturazione e  manutenzione  di  edifici  pubblici“(allegato 2);
  • «Forniture di prodotti tessili» (allegato 3)

Viene, tra l’altro specificato che  la disposizione è stata emanata visto il  decreto  legislativo  18  aprile  2016,  n.  50 e,  in particolare, l’art. 34 recante «Criteri di sostenibilita’  energetica e  ambientale»  che determina l’introduzione obbligatoria  nei documenti progettuali e di gara dei criteri ambientali minimi  e  che ne disciplina le relative modalità, anche a seconda delle differenti categorie di appalto.
Nel testo viene sottolineato anche il Decreto 22 febbraio 2011 (supplemento ordinario n. 74 alla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 19 marzo 2011) con il quale  sono  stati adottati i criteri ambientali  minimi  per  l’acquisto  di  «prodotti tessili» e di «arredi per ufficio»;
Si specifica, altresì, che al comma 2 dell’articolo 34 è precisato che i criteri ambientali minimi devono essere “tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’articolo 95 comma 6” del nuovo Codice dei contratti” ; il comma 13 dell’articolo 95 (Criteri di aggiudicazione dell’appalto) del nuovo Codice dei contratti  è precisato che le amministrazioni aggiudicatrici devono indicare “il maggior punteggio relativo all’offerta concernente beni, lavori o servizi che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente”.
Il testo, specifica, altresì, che il decreto 24 dicembre 2015 (Gazzetta Ufficiale n. 16 del  21 gennaio 2016) ha adottato i “ criteri  ambientali minimi per l’«affidamento di servizi di progettazione e lavori per lanuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici per  la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione”

mb

Scarica il Decreto 11/01/2017

Fonte Ministero Ambiente

Martedì, 24 Gennaio 2017 10:59

SISTRI: ulteriore rinvio al 31/12/2017

Scritto da

SISTRI 24Il rinvio è previsto dall’art. 12, del Decreto-Legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante “Proroga e definizione di termini” (c.d. “Decreto Milleproroghe”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 Dicembre 2016.

Con tale decreto viene prevista la proroga di un anno, dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017, e stabilisce che, fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del nuovo concessionario e comunque non oltre il 31 dicembre 2017, continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), nonché le relative sanzioni.

Fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del nuovo concessionario è prevista la riduzione del 50% delle sanzioni previste dall’art. 260-bis del D. Lgs. n. 152/2006, concernenti l’omissione dell’iscrizione al SISTRI (comma 1) e del pagamento del contributo per l’iscrizione stessa (comma 2).

Durante detto periodo, le sanzioni relative al SISTRI di cui agli articoli 260-bis, commi da 3 a 9, e 260-ter del D. Lgs. n. 152/2006 e successive modificazioni, come la mancata o errata tenuta del registro cronologico o della scheda SISTRI, non si applicano.

In sostanza quindi sino al subentro nella gestione del servizio da parte del nuovo concessionario (e comunque non oltre il 31/12/2017), continua ad applicarsi il cd. doppio binario che prevede la tenuta dei registri in modalità cartacea e, per gli obbligati, anche con il sistema informatico.

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Scarica la GU n. 304 del 30 Dicembre 2016

ricarica elettricaEntro il 31 dicembre 2017 i Comuni dovranno adeguare il regolamento edilizio prevedendo che il conseguimento del titolo abilitativo per i nuovi edifici sia vincolato alla predisposizione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli.
A stabilirlo il Dlgs 257/2016, pubblicato in Gazzetta lo scorso 13 gennaio, che stabilisce i requisiti minimi per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricarica per i veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale liquefatto, idrogeno e gas di petrolio liquefatto.
Il Decreto modifica il Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001) e prescrive, entro il 31 dicembre 2017, ai Comuni di adeguare il regolamento edilizio prevedendo che per il conseguimento del titolo abilitativo sia obbligatoriamente prevista la predisposizione per installare colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.
Tale obbligo riguarderà gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e relativi interventi di ristrutturazione profonda,  e gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative e i relativi interventi di ristrutturazione profonda.
Le infrastrutture elettriche predisposte dovranno permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no, in conformità alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso e, relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali.
Il provvedimento stabilisce di realizzare sul territorio un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico entro il 31 dicembre 2020.
Il numero dei punti di ricarica sarà fissato tenendo conto anche del numero stimato di veicoli elettrici e delle esigenze particolari connesse all'installazione di punti di ricarica accessibili al pubblico nelle stazioni di trasporto pubblico.

Scarica il Dlgs 257/2016

mb

 

 

CERTIFICATI BIANCHIIn arrivo con un decreto a doppia firma dei ministri Carlo Calenda (Sviluppo Economico) e Gian Luca Galletti (Ambiente) le nuove norme sull’efficienza energetica dei certificati bianchi. Il testo del decreto, in attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, prima di Natale è stato “chiuso” nella sua forma definitiva con il consenso finale della Conferenza Unificata, cioè le Regioni.
Nel testo il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con l’Ambiente, dice che entro il 2020 l’Italia deve risparmiare ogni anno 20 megatep di energia primaria. Sembrano parole in codice: significa che secondo la Strategia energetica nazionale ogni anno bisogna risparmiare l’energia equivalente a quella di 20 milioni di tonnellate di petrolio (Tep significa tonnellata equivalente petrolio). Il decreto dice che di questo risparmio, l’energia di almeno 7 megatep di energia primaria (equivalenti a milioni di tonnellate di petrolio) deve venire dai cosiddetti certificati bianchi.
Sono tenuti ad adottare il meccanismo di efficienza energetica i distributori di corrente e di gas che hanno più di 50mila clienti allacciati. Gli obiettivi di efficienza energetica negli usi finali da raggiungere sono 7,14 milioni di tonnellate equivalenti petrolio per quest’anno, nel 2018 altri 8,32 milioni, 9,71 milioni nel 2019, infine 11,19 milioni di Tep nel 2020. Il controllo stringente sarà fatto dall’Autorità dell’energia, dal Gse (Gestore dei servizi energetici) e dagli scienziati dell’Enea e dell’Rse.
I certificati bianchi sono uno strumento nato nel 2001 e si basa su un meccanismo di mercato. Viene imposto alle aziende elettriche e del gas (formalmente, i distributori di energia elettrica e gas) un obiettivo di riduzione dei consumi negli usi finali. I loro clienti devono consumare meglio, in modo più intelligente. Se non raggiungono le riduzioni di consumi, le aziende di luce e gas vengono sanzionate. Per conseguire questi obiettivi, le aziende energetiche possono condurre investimenti in proprio, oppure acquistare i diritti sul mercato dei certificati bianchi, cioè progetti e investimenti in efficienza energetica condotti da imprese terze in settori differenti, come nell’industria, nell’edilizia, nei servizi, nel trasporto, nell’agricoltura, nell’illuminazione pubblica.
In questo modo le imprese di settori diversi che investono in efficienza energetica ricevono un incentivo dalla vendita dei certificati bianchi alle aziende energetiche che devono conseguire l’obiettivo di risparmio. Introdotto una quindicina d’anni fa, nei primi tempi il sistema dei certificati bianchi ebbe effetti soprattutto nelle case, negozi e uffici (le aziende elettriche per esempio regalavano le lampadine a risparmio energetico, che allora erano una novità sorprendente), mentre negli ultimi anni gli interventi di efficienza sono stati condotti soprattutto nel settore industriale e i certificati bianchi sono stati dati per l’80% a società di servizi energetici, le quali li hanno rivenduti sul mercato.
Il decreto prevede quattro tipologie di risparmio conseguito: risparmio di elettricità, di gas, di altre forme di energia nei trasporti, di altre forme di energia in settori diversi dai trasporti. Vi si può ricorrere in tanti modi diversi, come realizzando impianti di teleriscaldamento o teleraffreddamento, oppure allestendo flotte di mezzi di trasporto elettrici, a gas, idrogeno.
Il sistema dei certificati bianchi pare funzionare, anche se è giunto il momento di rinfrescarlo con il nuovo decreto. Nel 2015 è stato censito che in tutto, dal 2001, è stata risparmiata l’energia equivalente a 21,8 milioni di tonnellate di petrolio, pari a un giacimento il cui sfruttamento non ha emesso un fil di fumo, non ha mosso una petroliera e non ha inquinato.

Fonte: Il Sole 24 ORE

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