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News - Energia (117)

termovalvole 1Il 30 giugno 2017 scade il termine, fissato dal decreto legge 244/2016, per l’installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore negli edifici.

L'obbligo di installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore negli edifici è stato introdotto dalla direttiva europea sull’efficienza energetica 2012/27/UE, recepita dal decreto legislativo 102/2014.

Per agevolare l’applicazione della normativa, il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato un documento di chiarimento che risponde ai quesiti presentati con maggior frequenza dai tecnici del settore e dai cittadini. Il documento, che potrà essere aggiornato con ulteriori chiarimenti, è stato predisposto con il supporto tecnico di ENEA e CTI e i contenuti sono stati oggetto di confronto con le principali associazioni di categoria.

AdA

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prepacIl Ministero delle Sviluppo Economico ha pubblicato le linee guida predisposte da ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e dal GSE (Gestore Servizi Energetici) relative alla presentazione dei progetti per il Programma per la Riqualificazione Energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione Centrale.

Le linee guida predisposte in attuazione dell’articolo 16, comma 3 del D.M. 16 settembre 2016 recante "Modalità di attuazione del programma di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale", illustrano i criteri generali e le indicazioni operative per la predisposizione e la presentazione delle proposte progettuali ai fini dell’ammissione al “Programma per la Riqualificazione Energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione Centrale” (PREPAC) che ha l'obiettivo di efficientare almeno il 3% annuo della superficie utile del patrimonio edilizio dello Stato.

Il documento descrive gli interventi e le spese ammissibili al PREPAC e illustra le modalità di redazione della proposta progettuale, relativamente ai contenuti minimi previsti, alla documentazione necessaria a soddisfarli e alle schede (sia descrittive che di sintesi degli interventi).

In più, fornisce le indicazioni operative sulla valutazione dei consumi energetici, l'utilizzo delle fonti rinnovabili e della cogenerazione, la vita utile degli interventi, le modalità previste per il calcolo del risparmio energetico, delle emissioni di CO2 evitate e del costo del kWh risparmiato.

Negli Allegati, accanto alle schede format (anagrafica, interventi, sintesi), sono riportati i criteri adottati per la valutazione delle proposte progettuali e il quadro di riferimento della principale normativa in materia di efficienza energetica.

La riqualificazione energetica degli edifici pubblici è stata prevista dalla Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che fissa l'obbligo dell’efficientamento di almeno il 3% annuo della superficie utile del patrimonio edilizio dello Stato.
 
Il D.lgs. 102/2014, con cui è stata recepita la direttiva europea, ha previsto per questi obiettivi uno stanziamento complessivo di 355 milioni di euro per il periodo 2014-2020.

AdA

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Contabilizzatori-di-caloreIl contesto normativo della contabilizzazione dei consumi per riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria pare destinato a non avere una connotazione definitiva e stabile. Un riassunto delle ultime novità e dei cambiamenti in atto a complessa situazione pare molto utile, visti i tanti cambiamenti che si sono succeduti.

La scadenza, inizialmente fissata al 31 dicembre 2016 è stata posticipata al 30 giugno 2017 con l’immancabile decreto «milleproroghe». Tuttavia, iniziano a circolare notizie di una possibile ulteriore proroga a fine settembre, per sfruttare integralmente il periodo di inattività degli impianti di riscaldamento.

Di maggiore concretezza sono le possibili modifiche sulla norma UNI 10200, indicata dal legislatore come strumento per la corretta suddivisione delle spese energetiche nei condomìni e negli «edifici polifunzionali» che abbiano installato un sistema di contabilizzazione. La norma UNI 10200 venne inizialmente individuata come unica regola generale, salvo poi essere resa derogabile qualora non applicabile (come nel caso del raffrescamento), o laddove fossero comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro, tra le unità immobiliari, superiori al 50%. In questi casi è infatti attualmente possibile attribuire una quota di almeno il 70% agli effettivi prelievi volontari e il resto in base ai vecchi millesimi di riscaldamento o ad altre metodologie.

Ora l’ennesima nuova versione della stessa norma è in procinto di essere pubblicata. Con importanti novità. La prima è una metodologia più precisa per la ripartizione delle spese negli edifici scarsamente occupati (come ad esempio le seconde case). Per il consumo involontario (la cosiddetta “quota fissa”) viene infatti proposto un incremento linearmente proporzionale al mancato utilizzo dei fabbricati. L’altra (grande) novità è l’introduzione di un’appendice informativa contenente una possibile metodologia per il calcolo (non obbligatoria ma utile per incentivare la riqualificazione energetica) dei coefficienti compensativi.

La proposta italiana prevede di ripartire tra tutti i condomini i consumi energetici generati dalla scarsa coibentazione delle parti comuni (quali ad esempio l’ultimo solaio disperdente). Con la metodologia della vigente norma UNI 10200 queste dispersioni di energia sono invece totalmente a carico degli inquilini i cui alloggi sono delimitati da tali superfici. La compensazione si annullerebbe solo dopo aver attuato un processo di riqualificazione energetica dell’immobile, con adeguamento dell’isolamento ai severi limiti normativi vigenti.

Il tutto genererebbe un evidente vantaggio: la riqualificazione energetica (anche parziale) dell’immobile ridurrebbe sensibilmente i consumi condominiali. La logica sarebbe quindi quella di rimuovere il potere di veto delle assemblee condominiali, poco propense a finanziare interventi apparentemente a vantaggio di pochi “eletti”. L’intento, coerente con la stessa direttiva europea 2012/27, che prevede che gli Stati membri si attivino per rimuovere qualsiasi barriera alla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, non pare tuttavia sufficiente in Italia. È infatti necessaria anche una modifica al testo legislativo nazionale, al fine di rendere possibile e legale l’applicazione di un algoritmo di compensazione decisamente difforme da quanto previsto come principio basilare dal legislatore italiano.

AdA

fonte Sole24Ore 135/17 LR

centrale-a-biomassePubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.110 del 13 maggio il decreto 14 aprile 2017 con il quale il Ministero dell'Ambiente disciplina le condizioni di accesso all'incremento dell'incentivazione prevista dal decreto 6 luglio 2012 per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati a biomasse e biogas.

Il provvedimento stabilisce le modalità per la verifica e la comunicazione del rispetto delle condizioni di accesso al premio tariffario previsto dall'art. 8, comma 7, del decreto ministeriale 6 luglio 2012, inclusi i costi delle relative attività. Stabilisce inoltre le caratteristiche e prestazioni minime del sistema di analisi delle emissioni – SAE, utilizzabile ai fini dell'accesso al premio in alternativa al sistema di monitoraggio in continuo - sistema SME.

Il premio è corrisposto agli impianti individuati dall'art. 8, comma 4, lettere a) e b), del decreto ministeriale 6 luglio 2012.

AdA

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CERTIFICATI BIANCHINuove linee guida e nuovi obiettivi nazionali di risparmio energetico: cambia la disciplina dei certificati bianchi (Tee), i titoli che vengono rilasciati a fronte di risparmio energetico riconosciuto a chi (condomìni compresi) ha realizzato le opere. Le novità sono contenute nel Dm dello Sviluppo dell’11 gennaio 2017.

I nuovi obiettivi nazionali sono fissati, per il 2017, in 7,14 milioni di Tep (tonnellata equivalente di petrolio) risparmiati (1 Tep risparmiata = 1Tee): 8,32 milioni nel 2018, 9,71 milioni nel 2019 e 11,19 milioni di Tep di energia primaria nel 2020. In particolare i distributori di energia elettrica che, alla data del 31 dicembre di due anni antecedenti all'anno d'obbligo considerato, hanno più di 50mila clienti finali connessi alla propria rete di distribuzione, devono realizzare una riduzione dei consumi di energia primaria, espressa in numero di certificati bianchi: 2,39 milioni nel 2017; 2,49 milioni nel 2018; 2,77 milioni nel 2019; 3,17 milioni nel 2020. Mentre i distributori di gas hanno obiettivi superiori di circa il 23 per cento.

Sono ammessi alla realizzazione dei progetti, presentando istanza di incentivo al Gse, anche soggetti pubblici e privati (come i condomìni) che, per tutta la durata di vita utile dell'intervento presentato, sono in possesso della certificazione secondo la norma Uni Cei 11352 oppure hanno nominato un esperto in gestione dell'energia secondo la norma UNI CEI 11339, oppure sono in possesso di un sistema di gestione dell'energia certificato in conformità alla norma Iso 50001. I certificati bianchi, riconosciuti dal Gse tramite contratto , che possono accedere al contributo tariffario, pure determinato dal Gse, sono di quattro tipi, a seconda del sistema usato per risparmiare (come efficientamento reti, nuovi generatori e impianti, pompe di calore).

I metodi di valutazione per il riconoscimento dei certificati bianchi sono due. I progetti a consuntivo «PC» devono conseguire una quota di risparmio addizionale non inferiore a 10 Tep nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio, mentre i progetti standardizzati «PS» devono conseguire un risparmio addizionale non inferiore a 5 Tep.

Ai fini della stima dei costi di realizzazione sono da considerare opere di assistenza muraria, macchinari impianti attrezzature e loro messa in opera, programmi informatici di gestione, progettazione, direzione lavori, sicurezza in cantiere, oneri finanziari e costi indiretti. Alla fine dei lavori di riqualificazione energetica il condominio avrà quindi a disposizone dei «titoli», appunto i certificati bianchi, che potrà cedere a pagamento sul mercato a chi (appunto come le industrie energivore e in genere i soggetti obbligati come i distributori di gas ed energia) deve per legge realizzare un risparmio energetico prederminato. Per un “cappotto” a un edificio medio (spesa sui 200-250mila euro) potrebbero essere riconosciuti, a Milano, 1100-1200 Tee. Il valore di un certificato bianco nel 2016 era in media di 116 euro ma con picchi anche di 200 euro. La cessione non è cumulabile con la detrazione fiscale del 65% delle spese destinate al risparmio energetico.

AdA

fonte sole24ore 108/17 ADM

pon 2014-2020revÈ ai blocchi di partenza l’avvio dello sportello per presentare progetti nell’ambito dei contratti di sviluppo per la tutela ambientale: domande dal 26 aprile per accedere ai 100 milioni di euro stanziati dal Dm dello Sviluppo economico 29 luglio 2015 grazie al Pon «Imprese e competitività» 2014-2020.

La misura, gestita da Invitalia, sostiene gli investimenti delle imprese di qualsiasi dimensione (anche attraverso il contratto di rete) delle Regioni convergenza: e quindi Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia nell’ambito della tutela ambientale, inizialmente “gestita” nel più ampio calderone dei contratti di sviluppo. Con questo strumento, ora, le politiche “verdi” nelle Regioni del Mezzogiorno potranno contare su un canale dedicato che punta verso l’efficientamento dell’energia soprattutto per le imprese energivore e a forte impatto ambientale. Tra i progetti ammissibili rientrano anche gli impianti di cogenerazione e il riciclo dei rifiuti, mentre restano a terra i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

Le agevolazioni consistono in un “cocktail” di contributi: si va dal classico fondo perduto in conto impianti e alla spese, passando per il finanziamento agevolato rafforzato, in questo caso, dal contributo in conto interessi. Grandi aziende in prima linea, con il requisito di investimento minimo di 20 milioni. Ma c’è spazio anche per le altre che potranno ricorrere ai contratti di rete per fare sinergia sugli investimenti richiesti.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online sulla piattaforma dedicata di Invitalia (www.invitalia.it) a partire dalle ore 12 del 26 aprile e fino a esaurimento delle risorse. Sul sito anche un fac-simile della proposta di contratto.

AdA

fonte Sole24Ore 91/17 FL

fotovoltaicoGli impianti fotovoltaici tornano ad essere considerati beni mobili. La circolare 4/E/2017 trae spunto dalla normativa sugli imbullonati per affermare che, non essendo più accatastabile con il fabbricato, l’impianto fotovoltaico viene ammortizzato con la percentuale del 9 per cento. Pertanto tale bene può usufruire del superammortamento maggiorando il costo del 40 per cento.

La posizione delle Entrate in ordine all’individuazione della percentuale di ammortamento fiscale degli impianti fotovoltaici ha avuto nel tempo interpretazioni alterne. Una prima circolare la 46/E/2007 aveva considerato l’impianto fotovoltaico un bene mobile ed aveva individuato la percentuale di ammortamento nella misura del 9% corrispondente al coefficiente applicabile alle centrali termoelettriche. Questa interpretazione veniva confermata successivamente con le circolari 38/E/2008 e 38/E/2010.

Successivamente l’Agenzia cambia radicalmente interpretazione con la circolare 36/E del 19 dicembre 2013 in cui afferma che l’impianto fotovoltaico, ad eccezione di quelli di modestissime dimensioni, deve essere considerato un bene immobile nella categoria «fabbricati destinati all’industria» con la percentuale di ammortamento pari al 4 per cento. Nella circolare relativa al superammortamento, l’Agenzia richiama la recente normativa in materia di imbullonati (articolo 1, comma 21, della legge 208/2015) la quale ha previsto che la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale censibili nelle categorie D ed E, tiene conto del suolo e delle costruzioni escludendo gli impianti funzionali allo specifico processo produttivo.

La circolare 2/E del 1° febbraio 2016 precisa in modo esplicito che fra gli elementi non più oggetto di stima catastale ci sono anche gli impianti fotovoltaici. Per questi impianti vanno considerate tra le componenti immobiliari oggetto di stima il suolo, i locali tecnici che ospitano i sistemi di controllo e trasformazione ed eventuali recinzioni e simili. L’Agenzia conferma la natura di bene immobile delle torri a sostegno degli aerogeneratori delle centrali eoliche. Per questi supporti pertanto non si applica il super ammortamento mentre la agevolazione si applica sulle pale.

Di conseguenza secondo l’agenzia delle Entrate le componenti impiantistiche che sono escluse dalla rendita catastale degli immobili ospitanti le centrali fotovoltaiche ed eoliche, non possono essere considerati beni immobili ai fini della determinazione della aliquota di ammortamento. L’aliquota di ammortamento del 4% sarà ancora applicabile sulle componenti immobiliari. Invece per quanto riguarda le componenti impiantistiche delle centrali fotovoltaiche ed eoliche risulterà applicabile l’aliquota di ammortamento fiscale del 9 per cento. Di conseguenza, tali componenti impiantistiche avendo una percentuale di ammortamento superiore al 6,5% (al di sotto della quale scatta l’esclusione dal beneficio del superammortamento), possono usufruire della maggiore deduzione fiscale.

La questione dell’ammortamento fiscale ora è risolta, anche perché molte imprese sotto il profilo civilistico ammortizzano l’impianto fotovoltaico con la percentuale del 5% al fine di imputare il costo all’esercizio in base all’esatta vita utile del bene che coincide con la durata del contratto, pari a venti anni, in cui il Gse eroga la tariffa incentivante e ritira l’energia prodotta. Il 5% è inferiore al 9% e pertanto nessuna contestazione sarà ora possibile sotto il profilo della deducibilità fiscale. Le imprese che hanno adottato questo criterio sono tranquille anche sotto il profilo civilistico in quanto non devono mutare il piano di ammortamento.

AdA

fonte Sole24Ore 88/17 GPT

logo snsvs 1Il 21 marzo 2017 il Ministero dell’Ambiente ha presentato agli interlocutori della società civile, della ricerca, dell’economia e delle istituzioni una proposta di Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile mira a mobilitare le energie di tutto il Paese nell’attuazione dell’Agenda 2030, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2015.

L’incontro del 21 marzo ha rappresentato un momento importante di condivisione dei contenuti e dell’ascolto delle istanze della società civile, anche in vista dei successivi passaggi istituzionali alla Conferenza Stato-Regioni e al CIPE, così come previsto dalla Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 (“Collegato ambientale”).

Nel corso dell’incontro è stata avviata la fase di raccolta dei contributi da parte della società civile, auspicando un’ampia partecipazione dei diversi interlocutori alla finalizzazione del testo della Strategia Nazionale.

I contributi sintetici dovranno auspicabilmente pervenire entro il 10 aprile 2017 presso Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

AdA

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energy-med 2017In occasione della prossima edizione di “EnergyMed 2017- Mostra Convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica” che si terrà a Napoli (Mostra d’Oltremare) dal 30 marzo al 1 aprile 2017, S. I. Impresa - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Napoli e lo Sportello Energia del Consorzio Promos Ricerche, invitano la S.V. a manifestare il proprio interesse ad incontrare un gruppo selezionato di operatori del settore Energie Rinnovabili ed Ambiente dell’area del Mediterraneo.

L’incoming degli operatori esteri è a cura dell’ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, pertanto, gli operatori che intendano prendere parte agli incontri b2b sono invitati a manifestare il loro interesse (indicando il nominativo del referente da contattare, e-mail e recapito telefonico) nel più breve tempo possibile; successivamente saranno ricontattati per ulteriori dettagli circa le modalità di svolgimento degli incontri.

AdA

Scarica l’elenco degli operatori esteri

Per informazioni
S.I. IMPRESA (Servizi Integrati Impresa) Azienda Speciale della CCIAA di Napoli
Enterprise Europe Network - B.R.I.D.G.€conomies Consortium partner
Tel: 0817607117
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sportello Energia del Consorzio Promos Ricerche
Tel: 0817607233
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Via S. Aspreno, 2 - 80133 Napoli

impianti efficientiLa Regione Campania ha approvato il disegno di legge su “Norme in materia di impianti termici e di certificazione energetica degli edifici”, aggiornando così la normativa di riferimento su efficienza energetica, preparazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e funzionamento Impianti Termici per la climatizzazione invernale ed estiva.

In particolare il DdL disciplina l’istituzione del Catasto Energetico Regionale, diviso nel Catasto regionale degli Impianti Termici e nel Catasto regionale degli attestati di prestazione energetica, che permetterà alla Regione di avere a disposizione uno strumento per le operazioni di verifica e controllo come richiesto dalla norma nazionale, ma anche di analisi per la pianificazione delle azioni di sostegno dell’uso efficiente dell’energia e, comunque, in tutti gli atti di programmazione strategica della Regione.

Grazie al monitoraggio delle performance del patrimonio edilizio e ai database di dati energetici degli edifici e degli impianti installati, la Regione potrà analizzare l’andamento dei trend di consumo e il fabbisogno necessari per definire le azioni di promozione e sostegno, e si potranno pianificare gli interventi di riqualificazione, con un conseguente vantaggio per l’occupazione e la crescita economica.

Per quanto concerne le attività previste di controllo sul funzionamento degli impianti termici, sulla loro efficienza energetica e sugli attestati di prestazione energetica degli edifici, è previsto che i comuni con più di quarantamila abitanti o le province siano responsabili dei controlli con le modalità e le cadenze previste nell'articolato normativo e nei suoi allegati.

Sono infine previste forme di sgravio e/o esenzione dal pagamento dei contributi di gestione per i soggetti in regola per più anni consecutivi con gli adempimenti previsti.

AdA

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