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Venerdì, 23 Giugno 2017 13:30

In arrivo le regole Iso sulla privacy

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diritto-privacyManca meno di un anno perché diventi applicabile il Regolamento Europeo a tutela dei dati personali e sono iniziate le grandi manovre attorno a una voce di spesa delle aziende. Tra l’altro, la normativa incoraggia meccanismi di certificazione della protezione dei dati che acquisiscono una ulteriore importanza in quanto dimostrano la conformità alla legge e sono un fattore attenuante in caso di sanzioni.

Questa indicazione ha spinto la Iso a mettersi in moto, avviando lo sviluppo della «Iso/Iec 27552 - Enhancement to Iso/Iec 27001 for privacy management». L’organizzazione punta a evolvere lo standard in materia di gestione della sicurezza delle informazioni nello strumento principe per garantire la conformità al regolamento, e di certo ha la credibilità per riuscirci: infatti, non si può trascurare che ha sviluppato la Iso 27018 per il trattamento sicuro dei dati personali nel public cloud, e si appresta a rilasciare la Iso 29134 per il Privacy impact assessment, e la Iso 29151 per la protezione dei dati personali.

Mentre l’ente dispiega il suo arsenale, alle aziende tocca la scelta più difficile, perché pensare di appesantire il budget privacy con una certificazione richiede un’attenta riflessione in regime di ristrettezze economiche. Tuttavia potrebbe presentarsi uno scenario in cui il “bollino blu” sarebbe un must. Una ventina di anni or sono in Italia ci fu il boom della Iso 9001, ma l’improvvisa volontà di certificare la qualità non fu determinata da una presa di coscienza collettiva, bensì dalla scelta del principale cliente delle imprese italiane, la pubblica amministrazione, di limitare di fatto la partecipazione alle gare d’appalto ai titolari del certificato. Le premesse a una situazione analoga ci sono tutte: l’Europa, infatti, non considera la privacy un dettaglio.

Oggi è praticamente impossibile erogare un servizio, soprattutto pubblico, senza trattare i dati di qualcuno: di conseguenza, non esiste una buona ragione per cui una stazione appaltante rinunci a un elemento che, da solo, garantisce la conformità alla norma del fornitore.

AdA

fonte Sole24Ore 161/17 AC

Terzo-SettoreIl Consiglio dei Ministri del 12 maggio 2017 ha approvato la bozza di tre decreti, il codice del terzo settore, quello sulla impresa sociale e quello sul cinque per mille. Dopo tre anni di discussioni e confronti, la legge delega di riforma del Terzo Settore prende forma con uno stanziamento di 190 milioni di euro: 105 milioni a copertura delle misure fiscali e tributarie di maggior favore, il resto per il Fondo progetti per gli ETS, i Centri di Servizio per il Volontariato, l’istituzione e il funzionamento del Registro Unico del Terzo Settore e il Fondo per il Servizio Civile Universale.

La legge delega, approvata dal Governo il 6 giugno 2016, dava tempo 12 mesi all’Esecutivo per adottare i decreti legislativi attuativi, ora approvati dal CdM, come annunciato anche un comunicato del Ministero del Lavoro nel quale si sottolinea come il provvedimento più importante sia quello del Codice del Terzo Settore attraverso il quale si introduce una disciplina uniforme per gli Enti di Terzo Settore (ETS), sia per la parte civilistica che per quella fiscale. Finora aveva trovato attuazione solo il decreto recante l’istituzione e la disciplina del Servizio Civile Universale.

Tra le novità di maggiore rilievo vengono citate:
•    l’acquisizione facilitata della personalità giuridica per le Associazioni;
•    l’ampliamento dei settori di attività di interesse generale in cui possono operare gli Enti Terzo Settore (ETS);
•    la nascita delle Reti associative;
•    l’istituzione e la regolamentazione del Nuovo Registro Unico del Terzo Settore;
•    la riforma dei Centri di Servizio per il Volontariato;
•    la nascita di un Fondo per sostenere i progetti e le iniziative degli ETS;
•    una riforma del regime fiscale degli Enti di Terzo Settore;
•    l’introduzione di un “social bonus” per la valorizzazione degli immobili pubblici destinati agli Enti di Terzo Settore;
•    la nascita dei “titoli di solidarietà” quali strumenti per orientare il risparmio verso le opere degli Enti di Terzo Settore;
•    un aumento delle detrazioni e deduzioni per le erogazioni liberali destinate agli ETS;
•    l’abolizione della tassa di registro per le transazioni di immobili di una parte degli Enti di Terzo Settore.

Con riferimento all’impresa sociale le novità riguardano:
•    l’ampliamento dei campi di attività;
•    l’introduzione della possibilità di ripartire, seppur in forma limitata, gli utili;
•    le misure fiscali agevolative per chi investe nel capitale sociale delle imprese sociali e defiscalizzazione degli utili reinvestiti.

Il nuovo Cinque per mille presenta invece le seguenti novità:
•    accesso al beneficio del cinque per mille attraverso l’iscrizione nel Registro Unico del Terzo Settore;
•    accelerazione delle procedure di erogazione dei contributi;
•    introduzione di una soglia minima dell’importo erogabile sulla base delle scelte del contribuente e modalità di riparto dell’inoptato;
•    trasparenza delle informazioni sull’utilizzo del contributo ricevuto, sia per i beneficiari che per l’Amministrazione erogatrice.

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cammini percorsiRecuperare oltre 100 immobili pubblici lungo i cammini e i percorsi ciclopedonali e storico-religiosi che attraversano tutta l’Italia, favorendo lo sviluppo di un turismo consapevole che valorizzi il territorio.

Questo l’obiettivo del progetto “Valore Paese - Cammini e Percorsi” presentato dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, del Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), Giampaolo D’Andrea e di Francesco Palumbo, Direzione Generale Turismo, MiBACT.

Il nuovo progetto, inquadrato nell’ambito del Piano Strategico del Turismo 2017–2022 e del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, mira ad avviare azioni congiunte volte alla salvaguardia e al riuso sia del patrimonio tipico della tradizione locale (masserie, rifugi, piccole stazioni, case cantoniere, caselli idraulici) che del patrimonio culturale di pregio (monasteri, castelli, ville).

L’obiettivo, per il 2017, è recuperare 103 immobili pubblici lungo i cammini e i percorsi ciclopedonali e storico-religiosi che attraversano tutta l’Italia per trasformarli in ostelli, piccoli hotel, punti ristoro, ciclofficine, punti di servizio e assistenza per tutti i pellegrini, i turisti, i camminatori e i ciclisti che ogni anno percorrono questi tracciati. Favorire e sostenere lo sviluppo del turismo lento offrendo la possibilità di riutilizzare gli immobili pubblici come contenitori di servizi e di esperienze autentiche, fortemente radicate sul territorio.

Come per il progetto Valore Paese-Fari (iniziativa dedicata al recupero dei fari e degli edifici costieri) l’Agenzia punta ancora una volta su una nuova concezione di turismo più consapevole, rispettoso del territorio e dell’ambiente e capace di far emergere le bellezze locali.

Si tratta precisamente di 103 beni, 43 dello Stato, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas, che attraverso bandi di gara pubblicati entro l'estate, saranno affidati in concessione gratuita (9 + 9 anni)  “ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da soggetti fino a quaranta anni” oppure in concessione di valorizzazione fino a 50 anni ad operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività.

Gli immobili coinvolti nel progetto si trovano lungo 7 Tracciati e altri Itinerari Locali: la Via Appia (9 immobili), la Via Francigena (18 immobili), il Cammino di Francesco (3 immobili) e il Cammino di San Benedetto (1 immobile), lungo la Ciclovia VEnTO (15 immobili), la Ciclopista del SOLE (32 immobili) la ciclovia Acqua dell’Acquedotto Pugliese (11 immobili), e lungo altri itinerari riconosciuti a livello locale (14 immobili).

Il tema dei Cammini e dei tracciati storico religiosi è al centro delle agende di molte istituzioni e dell’opinione pubblica perché coinvolge la popolazione dei camminatori, dei pellegrini e dei bikers, ma anche le Regioni, i Comuni e tutti gli enti territoriali periferici e centrali.

Per questo l’Agenzia del Demanio, con il supporto del Touring Club italiano, ha pubblicato una consultazione pubblica che fino al 26 giugno prossimo permetterà di esplorare i diversi aspetti connessi all’iniziativa, raccogliendo idee, suggerimenti e l’indice di gradimento espressi dal grande pubblico, dai giovani, dal terzo settore e dall’imprenditoria in vista della pubblicazione dei bandi di gara.

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Consulta la lista degli immobili coinvolti

gazzetta ufficialeSulla Gazzetta Ufficiale n.103 del 5 maggio 2017, Supplemento Ordinario n. 22, è stato pubblicato il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”. Composto da 131 articoli, il decreto correttivo del nuovo Codice Appalti entrerà in vigore il 20 maggio prossimo.

Previsto l’obbligo di rendere sistemiche sin dalla fase del progetto di fattibilità e in ogni momento successivo le indagini relative al comportamento energetico dell’opera, in particolare il contenimento dei consumi energetici.

In materia di subappalto la novità più rilevante riguarda i poteri delle stazioni appaltanti. Se nella precedente versione dell'articolo 105, infatti, era previsto che la possibilità per gli affidatari di subappaltare fosse subordinata a una esplicita previsione nel bando di gara, adesso questo passaggio viene cancellato. Le regole saranno fisse per tutte le gare, consentendo alle imprese una migliore programmazione. Chi vincerà l'appalto non potrà subappaltare ad altre imprese più del 30% del valore complessivo del contratto. Per i lavori sopra la soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro e per quelli a rischio infiltrazione, qualunque sia l'importo, interviene l'obbligo di indicare con l'offerta una rosa di tre subappaltatori disponibili e qualificati a eseguire le opere.

Il pacchetto dedicato alla qualificazione delle imprese interviene a sanare alcune storture che rischiavano di spaccare il mercato. Per evitare l'espulsione di una parte di operatori, limitati dai nuovi requisiti per il conseguimento dell'attestazione SOA, il correttivo prevede che le imprese potranno scegliere i cinque migliori anni di attività tra gli ultimi dieci esercizi. Il correttivo lancia una sanatoria consentendo ai direttori privi di un titolo di studio di continuare ad esercitare la loro professione. Dovranno, però, avere maturato sul campo l'esperienza necessaria a svolgere la loro funzione all'interno dell'impresa.

Svolta sul rating di impresa: per renderne più semplice l'applicazione non sarà più obbligatorio, ma facoltativo e verrà premiato con punteggi aggiuntivi in sede di offerta. In questo modo sarà possibile centrare l'obiettivo per il quale lo strumento è stato immaginato all'inizio: valutare il curriculum conquistato sul campo dai costruttori.

Più chiarezza nella distinzione tra costi della sicurezza e costi della manodopera. Il correttivo punta a distinguere in maniera chiara la definizione dei due importi. Nei contratti di lavori e servizi la stazione appaltante, nel momento in cui determina l'importo posto a base d'asta, individua nel progetto i costi della manodopera. I costi della sicurezza saranno trattati a parte e dovranno essere scorporati dal costo complessivo.

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Scarica il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56

guida privacyIl Garante per la privacy ha elaborato una prima Guida all'applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali.

La Guida traccia un quadro generale delle principali innovazioni introdotte dalla normativa e fornisce indicazioni utili sulle prassi da seguire e gli adempimenti da attuare per dare corretta applicazione alla normativa, già in vigore dal 24 maggio 2016 e che sarà pienamente efficace dal 25 maggio 2018.

L'obiettivo della Guida è duplice: da una parte offrire un primo "strumento" di ausilio ai soggetti pubblici e alle imprese che stanno affrontando il passaggio alla nuova normativa privacy; dall'altro far crescere la consapevolezza sulle garanzie rafforzate e sui nuovi importanti diritti che il Regolamento riconosce alle persone.

Il testo della Guida è articolato in 6 sezioni tematiche: Fondamenti di liceità del trattamento; Informativa; Diritti degli interessati; Titolare, responsabile, incaricato del trattamento; Approccio basato sul rischio del trattamento e misure di accountability di titolari e responsabili; Trasferimenti internazionali di dati.

Ogni sezione illustra in modo semplice e diretto cosa cambierà e cosa rimarrà immutato rispetto all'attuale disciplina del trattamento dei dati personali, aggiungendo preziose raccomandazioni pratiche per una corretta implementazione delle nuove disposizioni introdotte dal Regolamento.

La guida è disponibile sul sito del Garante in formato ipertestuale navigabile. Il testo potrà subire modifiche e integrazioni, allo scopo di offrire sempre nuovi contenuti e garantire un adeguamento costante all'evoluzione della prassi interpretativa e applicativa della normativa.

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AMIANTO INAILReso disponibile dall'INAIL un opuscolo che chiarisce quali sono e come funzionano le prestazioni in favore dei soggetti colpiti da malattie asbesto-correlate e dei loro superstiti.
Tra le diverse competenze che qualificano la sua attività istituzionale, l’INAIL si distingue per il ruolo svolto nella lotta all’amianto e per l’adozione degli strumenti più idonei a garantire la tutela dei lavoratori.
Uno di questi strumenti è la prestazione economica aggiuntiva per i titolari di rendite per malattie asbesto-correlate, erogata dal Fondo per le vittime dell’amianto, istituito presso l’Inail con contabilità autonoma e separata dalla legge finanziaria del 2008.
Questo opuscolo illustra la composizione e il funzionamento del Fondo, chiarendo le modalità di erogazione della prestazione aggiuntiva e approfondendo le novità normative più recenti: dall'estensione in via sperimentale dei benefici del Fondo ai malati di mesotelioma che hanno contratto la patologia per esposizione familiare o ambientale, alla nuova prestazione a favore degli eredi dei lavoratori portuali deceduti per malattie asbesto-correlate.
La diffusione di questo opuscolo nei centri specialistici ospedalieri potrebbe essere di pronto supporto.

mb

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Fonte INAIL

gazzetta ufficialeÈ stato pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 20 alla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017, il nuovo Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 contenente “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative in favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”.

Il Decreto Legge 50/2017, cosiddetto “Decreto fiscale”, è una manovra correttiva che contiene diverse misure in materia di entrate, enti territoriali, giustizia tributaria, in tema di sviluppo economico e infrastrutture, oltre, come indicato nel titolo della norma, ad interventi per accelerare la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici.  Tuttavia tale manovra correttiva riporta anche interventi in materia di lavoro, ad esempio in relazione al DURC (documento di regolarità contributiva).

Come riportato nell’art. 54, tale documento, in caso di regolarità di tutti gli altri requisiti richiesti, si potrà ottenere dal momento in cui viene presentata la dichiarazione di adesione alla rottamazione delle cartelle attraverso il modulo “DA1”.

La soluzione individuata con il citato articolo 54 supera quanto affermato dall’Inps con il messaggio 824/2017 in cui l’Istituto, confortato da un parere del ministero del Lavoro, aveva infatti affermato che “non appare possibile attestare la regolarità contributiva di un soggetto giuridico in ragione della mera presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata all’Agente della Riscossione in quanto ciò contrasta con quanto previsto dall’art. 3, comma 2, lett. b), decreto interministeriale 30 gennaio 2015”.

L’adesione comporta comunque un comportamento virtuoso perché “in caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute ai fini della predetta definizione agevolata, tutti i DURC rilasciati in attuazione del comma 1 sono annullati dagli Enti preposti alla verifica”. E l’agente della riscossione ha l’obbligo di comunicare agli Enti il pagamento delle rate.

Inoltre i soggetti che hanno richiesto il DURC poi annullato per i mancati pagamenti “utilizzano le informazioni rese disponibili nella speciale sezione, nell’ambito dei procedimenti per cui il DURC è stato richiesto”.

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Scarica il Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50

codice-appalti-pubbliciUn nodo da sciogliere: la questione del subappalto. Una norma sulla quale vigilare: l’appalto integrato. E molti punti positivi. Il correttivo al Codice appalti si prepara ad arrivare in Gazzetta ufficiale, cristallizzando centinaia di modifiche al Dlgs n. 50 del 2016: la pubblicazione potrebbe arrivare entro fine aprile.

Facendo scattare uno degli aggiustamenti più attesi: dall’entrata in vigore, infatti, partiranno dodici mesi nei quali le Pa potranno mandare in gara i loro definitivi approvati prima del 19 aprile del 2016. Resta, poi, aperta la questione del potere di raccomandazione dell’Anac. Sarà cancellato per essere ripristinato in Parlamento dalla manovrina.

Il giudizio generale del mercato è tutto nelle parole del presidente Ance, Gabriele Buia: «Diamo atto al legislatore di aver adottato molte soluzioni positive». Nel merito, piacciono la decisione di modificare i criteri per la qualificazione delle imprese, l’innalzamento del tetto pubblico per il Ppp, la conferma del vincolo al 20% di utilizzo dell’in-house per le concessionarie. Anche se qualcosa potrebbe migliorare: «Va eliminato – prosegue Buia - il criterio del massimo ribasso, che non può e non deve essere utilizzato dalle amministrazioni per aggiudicare le gare in quanto esiste il metodo antiturbativa». Ma è il subappalto a lasciare dubbi. «Qualche miglioramento c’è stato ma rimangono numerose criticità che peraltro sono in netto contrasto con quanto previsto dalla disciplina europea».

Anche per Maria Antonietta Portaluri, direttore generale di Anie, federazione delle imprese elettrotecniche ed elettroniche, il subappalto resta critico: «Peccato che non ci siano state correzioni. Speravamo fosse risolta la questione dell’indicazione obbligatoria della terna dei subappaltatori e che si applicasse il limite del 30% alla categoria prevalente». Per il resto, è piaciuta molto «l’attenzione verso i criteri ambientali e di efficienza energetica, premiando le tecnologie che consentono risparmi, sia nella progettazione che nella fase di manutenzione». Sul subappalto, comunque, va sottolineato che la scelta di non stravolgere il codice è piaciuta invece molto ad altri soggetti della filiera, come Assistal, che rappresenta le imprese impiantistiche. Ne parla il direttore generale Giancarlo Ricciardi: «Vietare il subappalto oltre la soglia del 30% è essenziale per assicurare la qualificazione degli operatori che partecipano alle gare. Siamo soddisfatti che il Governo abbia mantenuto uno del passaggi più innovativi del decreto». Anche per il presidente di Cna impianti, Carmine Battipaglia, si tratta di «una decisione intelligente e sensata».

In materia di progettazione prevalgono i giudizi positivi. Su tutti, quello relativo all’applicazione obbligatoria del Dm parametri per calcolare gli importi a base di gara. Lo sottolinea Giorgio Lupoi, vicepresidente dell’Oice, l’associazione delle società di ingegneria e architettura: «Era per noi il punto di partenza, fondamentale per avere gare di qualità». Qualcosa, però, manca: «Ci sarebbe piaciuto che gli stessi livelli di esperienza chiesti al mercato per progettazione e direzione lavori fossero ritenuti imprescindibili per gli affidamenti ai tecnici interni». Sull’appalto integrato è «molto positivo che sia stato ribadito il principio generale dell’affidamento dei lavori sulla base del’esecutivo», anche se sulla norma che prevede il recupero dei vecchi definitivi bisognerà «effettuare un serio monitoraggio».

Al Consiglio nazionale degli ingegneri, come spiega il tesoriere Michele Lapenna, piace la norma sui corrispettivi: «È una vittoria, perché riapre il tema dell’equo compenso». Bene l’assetto finale sull’appalto integrato: «È un compromesso che ci sta bene, ma adesso vigileremo sull’attuazione delle novità». Resta aperta la questione dell’iscrizione all’albo dei progettisti interni. «È stata ignorata l’importanza, segnalata dal Rete delle professioni tecniche, dell’aggiornamento professionale obbligatorio previsto dalla nuova normativa». Per gli architetti sono, poi, centrali le limature fatte sui concorsi, come dice il vicepresidente del Consiglio nazionale, Rino La Mendola: «Il correttivo alleggerisce notevolmente il numero di elaborati necessari per partecipare ad un concorso, attribuendo solo al vincitore (e non a tutti i partecipanti) l’onere di raggiungere il livello di progetto di fattibilità tecnica ed economica, entro 60 giorni dalla proclamazione». Anche se, su questo punto, «permangono alcune criticità».

AdA

fonte sole24ore 109/17 GL

etica e businessL’attenzione alla responsabilità sociale d’impresa sta crescendo d’intensità sotto diversi profili. Da parte delle aziende, negli ultimi anni, sono sensibilmente aumentati gli investimenti, passati a oltre un miliardo e 100 milioni nel nostro Paese, a fronte dei 450 milioni del 2001. Sul piano legislativo l’anno in corso ha visto la nascita della figura giuridica della benefit corporation, mentre sono attesi a breve il decreto delegato d’attuazione della riforma del Terzo settore in materia di impresa sociale e il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria 95/2014, che prevede, per le società quotate e i grandi gruppi, l’obbligo di rendicontazione delle informazioni non finanziarie.

Il mondo accademico e dell’alta formazione, che svolge una naturale funzione di ponte tra la sfera educativa e quella del lavoro, non poteva certamente rimanere estraneo al trend. Si può dire, anzi, che lo abbia per tempo intercettato, alimentato e sostenuto. A tutt’oggi, nelle università italiane, sono attivi ben 122 corsi d’insegnamento che afferiscono alla disciplina della Csr. Questo, almeno, il numero censito dall’Osservatorio Socialis di Roma, che nei mesi scorsi ha condotto una rilevazione a tappeto sugli atenei italiani. Con esiti, peraltro, suscettibili di ulteriori arrotondamenti al rialzo, in quanto non tutte le sedi universitarie sono state raggiunte dall’indagine.

«Sono numeri importanti – commenta Roberto Orsi, direttore dell’Osservatorio e promotore della ricerca – che attestano una crescente attenzione all’etica, alla sostenibilità, alle persone, al territorio. Uno spirito che, però, deve essere alimentato da un corrispondente impegno concreto delle istituzioni, alle quali è delegata la responsabilità più importante: far crescere il lavoro per i giovani nel nostro Paese».

Un ulteriore riscontro è offerto dal successo del premio nazionale per tesi di laurea sulla Csr, organizzato dallo stesso Osservatorio Socialis e giunto quest’anno alla quattordicesima edizione. «Abbiamo ricevuto 850 elaborati – afferma Orsi - a conferma di un elevato interesse alle possibili applicazioni di questi temi, considerati strategici per lo sviluppo della nostra economia».

Resta da verificare se e in quale misura il mondo del lavoro stia a sua volta offrendo sbocchi a tale crescente interesse. Per Fulvio Rossi, presidente di Csr Manager network, l’organizzazione che riunisce i responsabili della funzione Csr nelle imprese italiane e che ha festeggiato il decennale il 1° dicembre scorso, «la sensibilità sulla materia è decisamente aumentata e, se è corretto affermare che le università fanno sul serio nella formazione, altrettanto si può dire per le aziende, soprattutto di grandi dimensioni. Il punto, però, è che la “specializzazione” in responsabilità sociale o sostenibilità non può essere intesa come sostitutiva di una buona preparazione di base. È un fattore aggiuntivo di valorizzazione di un curriculum, ma per entrare in azienda servono pur sempre i fondamentali».

Avvertenza meno banale di quanto si possa immaginare perché, in un contesto sempre più orientato a crescenti livelli di specializzazione, sono spesso le buone basi a fare la differenza, anche in termini di attitudine all’innovazione e alla flessibilità. Lo conferma il fatto che, tra quanti hanno già avuto l’opportunità di tradurre il bagaglio formativo in esperienze di lavoro, le gestione dell’area Csr si sta rivelando mediamente una funzione di passaggio verso profili di carriera ulteriormente elevati, nel risk management piuttosto che nella revisione o nell’alta dirigenza.

Anche dal mondo degli head hunter, che solo da un decennio a questa parte hanno avviato la copertura di questo specifico profilo professionale, su mandato per lo più di grandi aziende o multinazionali, giunge conferma che le competenze in Csr e sostenibilità sono un buon viatico per posizioni dirigenziali, soprattutto se corroborate da master ben accreditati o da precedenti esperienze in materia. L’abitudine a considerare gli aspetti non finanziari e di sostenibilità del business, insomma, sta contagiando e permeando tutte le funzioni aziendali e questa, in fondo, è la migliore risposta che possa giungere al mondo accademico, fortemente impegnato a implementare l’offerta formativa sulla responsabilità sociale.

AdA

fonte ilsole24ore 327/16 E.S.

progettazionePer essere considerate idonee a partecipare alle gare di progettazione, le società dovranno iscriversi al casellario delle società di ingegneria e professionali. Almeno finché l’Autorità nazionale anticorruzione non avrà messo a punto il sistema informatico per la comunicazione dei requisiti. La spiegazione è arrivata con il comunicato 22 marzo 2017, diffuso nei giorni scorsi dall’Anac.
 
Il 28 febbraio scorso sono entrati in vigore i requisiti per la partecipazione alle gare di progettazione, previsti dal DM 263/2016, attuativo del Codice Appalti.

Oltre ai titoli di studio necessari per i professionisti, il decreto prevede che società di professionisti, società di ingegneria, raggruppamenti temporanei di professionisti e consorzi stabili di società di professionisti comunichino all’Anac una serie di informazioni:

  • l’atto costitutivo entro trenta giorni dall’adozione;
  • l’organigramma entro dieci giorni;
  • il fatturato speciale entro trenta giorni dall’approvazione dei bilanci;
  • la delibera di nomina del direttore tecnico entro cinque giorni dall’adozione.

Tutti i dati confluiscono nel casellario informatico dell’Anac e costituiscono una banca dati utilizzabile per eventuali verifiche.

Dato che molte società in questo periodo hanno chiesto all’Anac come fare per inviare le comunicazioni, col comunicato del 22 marzo l’Anticorruzione ha spiegato che sta mettendo a punto il sistema informatico dedicato. Nel frattempo, l’obbligo sarà considerato soddisfatto attraverso l’iscrizione al casellario delle società di ingegneria e professionali, utilizzando il modulo allegato al comunicato.

AdA

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