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News - Sicurezza sul Lavoro

News - Sicurezza sul Lavoro (362)

Rischio laser: procedura On Line per la valutazione

Rischio laser: procedura On Line per la valutazione

È stata pubblicata ed è disponibile on line sul Portale Agenti Fisici (PAF) una procedura guidata per la valutazione del rischio nell’impiego di apparati LASER.

L’obiettivo principale della procedura è guidare al corretto impiego e alla corretta gestione ai fini della sicurezza delle apparecchiature LASER appartenenti alle differenti classi, nei diversi ambiti di utilizzo, al fine di prevenire il rischio derivante dall’esposizione alla radiazione emessa dall’apparato LASER sia per gli operatori che per tutte le categorie di persone potenzialmente esposte. L'Art. 216 del D.lgvo 81/08 prescrive che per quanto riguarda le radiazioni LASER la metodologia seguita nella valutazione, nella misurazione e/o nel calcolo deve rispettare le norme della Commissione elettrotecnica internazionale IEC, recepite in Italia dalle norme CEI. Il riferimento normativo principale sui LASER è la norma tecnica quadro CEI EN 60825-1, norma che il costruttore è tenuto a rispettare ai fini della marcatura CE.

La procedura si basa su tale norma e consente l’individuazione da parte dell’esercente o di un operatore privo di conoscenze specifiche in materia LASER, delle corrette condizioni di impiego ed installazione dell’apparato LASER; essa consente nel contempo l’individuazione di situazioni di utilizzo non conformi o inappropriate in piena autonomia, senza l’ausilio di personale tecnico specializzato; tale procedura facilita anche l’acquisto e la scelta di nuovi macchinari, prendendo in considerazione anche i requisiti per i locali d’installazione, in relazione alla tipologia di LASER che verrà installato.

La procedura è mirata soprattutto ai LASER di classe 3b e 4, in considerazione della maggiore pericolosità e complessità di gestione del rischio associato a tali apparati.

AdA

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Circolare INAIL sul Lavoro Agile: istruzioni su tutela assicurativa e sicurezza sul lavoro

Circolare INAIL sul Lavoro Agile: istruzioni su tutela assicurativa e sicurezza sul lavoro

L'INAIL ha emanato una Circolare in materia di "Lavoro agile. Legge 22 maggio 2017, n. 81, articoli 18-23. Obbligo assicurativo e classificazione tariffaria, retribuzione imponibile, tutela assicurativa, tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Istruzioni operative".

La Circolare n. 48 fornisce prime indicazioni riguardo le disposizioni sul lavoro agile (o smart working) contenute nella legge 22 maggio 2017, n. 81 "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato". Sentiti sul tema i competenti uffici del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il testo definisce, in particolare, gli aspetti legati a: Obbligo assicurativo e classificazione tariffaria, Retribuzione imponibile, Tutela assicurativa e Tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Infine, il documento presenta anche le Istruzioni operative per i datori di lavoro.

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività. La definizione di smart working, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo bilaterale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavoro da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).

Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall'INAIL nella circolare n. 48/2017.

A partire dal 15 novembre 2017, le aziende sottoscrittrici di accordi bilaterali di smart working potranno procedere al loro invio attraverso l'apposita piattaforma informatica messa a disposizione sul portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per accedervi, sarà necessario possedere SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

I consulenti del lavoro e tutti gli altri soggetti abilitati, delegati dalle aziende sottoscrittrici, già in possesso delle credenziali di accesso al portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, potranno accedere all'applicativo senza utilizzare SPID.

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Scarica la circolare INAIL 48/2017

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Salute sul lavoro, prevenzione mobbing e disagio, norme Regione Campania

Salute sul lavoro, prevenzione mobbing e disagio, norme Regione Campania

Pubblicate dalla Regione Campania con la Legge regionale 9 ottobre 2017 n.29 (BURC n. 74 del 9 ottobre 2017) le Norme per la tutela della salute psicologica nei luoghi di lavoro e per la prevenzione dei fenomeni del mobbing e del disagio lavorativo. Provvedimento che istituisce l’Osservatorio regionale sul mobbing e sul disagio lavorativo, il Centro regionale di riferimento, gli Sportelli territoriali di ascolto.

Le norme sono entrate in vigore a partire dal giorno successivo alla pubblicazione sul Burc avvenuta il 9 ottobre 2017. Hanno una copertura finanziaria di 200.000 euro derivanti dal Titolo 1, Missione 12, Programma 7 dello stato di previsione della spesa del Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2017-2019 della Regione Campania.

Per quanto riguarda l’Osservatorio regionale sul Mobbing ed il disagio lavorativo, sarà l’ente che raccoglierà i dati provenienti dai Centri regionali e dagli Sportelli territoriali a loro volta istituiti con la medesima legge. Avrà il compito di supportare le strutture amministrative competenti in termini di sanità e politiche sociali, promuovere attività informative, formative, sensibilizzazione, intese, analisi dati.

Opererà “sinergicamente con l’Osservatorio regionale del mercato del lavoro, attraverso iniziative, attività ed azioni congiunte concernenti la tutela, la prevenzione e la salvaguardia sui luoghi di lavoro”. Riferirà annualmente alle Commissioni consiliari competenti, entro novanta giorni dovrà disporre le linee di indirizzo per i centri regionali.

Infine gli Sportelli territoriali di ascolto del disagio lavorativo – STAD. Dovranno essere individuati presso i Comuni. Saranno raggruppati in un elenco presso l’Osservatorio, riferiranno ogni sei mesi sia all’Osservatorio che al Centro regionale e dovranno occuparsi di: accoglienza e prima decodifica del caso, informazioni, segnalazioni dei casi al Centro di riferimento regionale o ai Centri Clinici per la presa in carico.

AdA

Scarica la Legge regionale 9 ottobre 2017 n.29

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Omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, INL fornisce le indicazioni operative sulle sanzioni da applicare

Omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, INL fornisce le indicazioni operative sulle sanzioni da applicare

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro, con nota protocollo 3 del 12 ottobre 2017, ha fornito ai propri Uffici territoriali chiarimenti inerenti l'omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a un rischio specifico.

In particolare la lettera circolare n. 3/2017 illustra le tre ipotesi cui ricondurre i comportamenti omissivi dell'obbligo per ognuna delle quali sono previste specifiche sanzioni penali ed amministrative. La nota precisa che, come è noto, nell’ambito della normativa in materia di salute e sicurezza la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, così come declinata dall'art. 41 del d.lgs. n. 81/2008, diviene un obbligo nel momento in cui la valutazione dei rischi evidenzi la necessità di sottoporre il lavoratore a sorveglianza sanitaria.

Tale obbligo non è però esplicitamente individuato da un'unica disposizione normativa ma, almeno nel Titolo I del D.Lgs. 81/2008, vi sono almeno tre fattispecie cui ricondurre i comportamenti omissivi dell’obbligo in esame, fattispecie dotate ognuna di una diversa previsione sanzionatoria. Tale situazione determina comportamenti diversificati nei vari uffici e pertanto appare necessario fornire indicazioni univoche al fine di assicurare l’uniformità di comportamento da parte di tutto il personale ispettivo nell’adozione dei provvedimenti sanzionatori.

In considerazione di quanto sopra premesso, si ritiene che la sanzione da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria sia riconducibile alla violazione dell’obbligo sancito dai seguenti articoli del d.lgs. n. 81/2008: a) art. 18 comma 1 lettera c): nei casi in cui si debba valutare lo stato di salute del lavoratore, al fine dell’affidamento dei compiti specifici, che non dipendono dai rischi presenti nell'ambiente di lavoro, ma dalla capacità del lavoratore stesso di svolgerli (es. lavori in quota, lavori in sotterraneo o in ambienti chiusi in genere, lavori subacquei, ecc.); b) art 18 comma 1 lettera g): in tutti i casi in cui la normativa vigente prevede l’obbligo della sorveglianza sanitaria; c) art. 18 comma 1 lettera bb): nei casi in cui nei confronti del lavoratore soggetto a sorveglianza sanitaria (pur essendo stato sottoposto a visita, esami clinici e biologici e indagini diagnostiche), non sia stato ancora espresso il giudizio di idoneità ed in sede ispettiva si riscontri che lo stesso sia adibito a quella specifica mansione; in questo caso risulta evidente il difetto di vigilanza del datore di lavoro o del dirigente.

Si ricorda da ultimo che, come precisato con la circolare n. 33/2009 (alla quale si rinvia per ogni ulteriore chiarimento), l’accertamento delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve avvenire “nel rispetto delle competenze in tema di vigilanza” in forza dell’art. 13 del d.lgs. n. 81/2008. Pertanto, qualora l’omessa sorveglianza sanitaria sia riscontrata in settori diversi dall’edilizia, gli ispettori del lavoro devono comunicare la notizia di reato all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 347 del c.p.p.

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Scarica la nota 3/2017

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SINP: al via l'obbligo di comunicazione telematica degli infortuni

SINP: al via l'obbligo di comunicazione telematica degli infortuni

A decorrere dal 12 ottobre 2017 tutti i datori di lavoro, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri Enti o con polizze private, nonché i soggetti abilitati ad intermediazione hanno l'obbligo di comunicare all'Inail, entro 48 ore dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico, i dati relativi agli infortuni che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento.

È quanto prevede la modifica effettuata dall'art. 3, co. 3-bis d.l. 244/2016 (Milleproroghe 2016 - convertito con modificazioni dalla l. 19/2017) all'articolo 18, comma 1-bis (che in materia di obblighi del datore di lavoro riferisce alla comunicazione infortuni facendo riferimento al decreto istitutivo del SINP avvenuta con Decreto interministeriale del 25 maggio 2016, n. 183 entrato in vigore il 12 ottobre 2016 ma operativo dal 12 ottobre 2017 (per effetto della proroga del DL Milleproroghe.

Con il nuovo Regolamento SINP, la comunicazione di infortunio telematica è un adempimento con cui tutti i datori di lavoro, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private e i loro intermediari, hanno l'obbligo di comunicare all'Inail e per il suo tramite al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp), a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro dei lavoratori dipendenti o assimilati che comportano l'assenza dal lavoro di almeno un giorno escluso quello dell'evento, entro 48 ore dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico (obbligo che deriva dall'art. 21 del d.lgs. 151/2015). INAIL ricorda che nel caso in cui l'infortunio sul lavoro preveda un'assenza dal lavoro superiore ai tre giorni permane l'obbligo della denuncia di infortunio ai sensi dell'art. 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni apportate, da ultimo con il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151.

L'obbligo della comunicazione di infortunio sul lavoo che comporti un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni, si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di infortunio di cui al richiamato art. 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. Il mancato rispetto dei termini previsti per l'invio della comunicazione d'infortunio di un solo giorno a fini statistici e informativi (art. 18, co.1, lett. r), d.lgs.81/2008 e s.m.), determina l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 548,00 a 1.972,80 euro (art. 55, co. 5, lett. h), d.lgs. 81/2008 e s.m.).

Nel caso di infortuni superiori ai tre giorni, il mancato rispetto dei termini previsti per l'invio della comunicazione di infortunio (art. 18, co. 1, lett. r), d.lgs. 81/2008 e s.m.) comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 1.096,00 a 4.932,00 euro (art. 55, co. 5, lett. g), d.lgs. 81/2008 e s.m.).

La normativa in esame (art. 55, co. 6, d.lgs. 81/2008 e s.m.) prevede inoltre - nel caso di infortuni superiori a tre giorni - l'esclusione dell'applicazione delle sanzioni di cui al citato comma 5 lett. g) del d.lgs. 81/2008 e s,.m., conseguenti alla violazione dell'articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

Nell'ipotesi di mancato rispetto dei termini previsti per l'invio della comunicazione d'infortunio di un solo giorno a fini statistici e informativi, di cui all'art. 18 comma 1, lettera r), o di omesso invio della stessa, competenti all'accertamento e alla irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria sopra richiamata sono gli Organi di vigilanza di cui all'art. 13 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, con particolare riferimento alle Aziende sanitarie locali competenti per territorio.

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Registro di esposizione: nuove modalità di trasmissione dei dati degli esposti

Registro di esposizione: nuove modalità di trasmissione dei dati degli esposti

INAIL segnala che dal 12 ottobre 2017 è disponibile il nuovo servizio online per la trasmissione delle informazioni per l'istituzione e l'aggiornamento del Registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni e del Registro di esposizione ad agenti biologici.

Con la circolare n. 43 del 12 ottobre 2017 sono illustrate le modalità di invio telematico mediante l’accesso ai servizi online del portale Inail, che consente di rispettare, con un unico adempimento informatico, l’obbligo previsto dalla normativa vigente nei confronti sia dell’Inail sia della Asl competente per territorio.

Il Registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni ed il registro di esposizione ad agenti biologici sono stati istituiti per quei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria poiché la valutazione del rischio ha evidenziato l'esposizione ad agenti cancerogeni mutageni e biologici: il datore di lavoro ha l'obbligo di riportare i dati riguardanti gli agenti utilizzati, i dati dei lavoratori esposti, l'attività svolta dal dipendente e il valore dell'esposizione in termini di intensità, frequenza e durata.

Il servizio sarà disponibile dal 12 ottobre 2017 per i datori di lavoro assicurati Inail titolari di posizione assicurativa territoriale (Pat), nonché ai soggetti da esso abilitati, nell'area dei servizi online del portale inail.it tramite l'inserimento delle credenziali in possesso dei soggetti stessi. Il datore di lavoro e i suoi delegati possono inserire, modificare, visualizzare i dati e trasmettere il Registro. Il Medico Competente, se abilitato dal datore di lavoro all'utilizzo del nuovo servizio online potrà inserire, modificare e visualizzare i dati ma non effettuare la trasmissione del Registro che rimane in carico al datore di lavoro e i suoi delegati.

Il servizio è stato integrato con il sistema di anagrafica unica dell'Istituto, consentendo di preimpostare i dati anagrafici delle aziende e delle unità produttive, al fine di agevolare i datori di lavoro nel processo di compilazione e trasmissione del Registro. Inoltre, sono state inserite funzioni di facilitazione nella selezione per il settore economico (Ateco) e per la scelta e inserimento della professione e mansione del lavoratore esposto. Possibile anche aggiungere le annotazioni individuali per singolo lavoratore esposto, prestante servizio per l'unità produttiva selezionata.

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Scarica la circolare 43 del 12/10/17

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Sostanze chimiche: verso Reach 2018, i video informativi di ECHA

Sostanze chimiche: verso Reach 2018, i video informativi di ECHA

ECHA ha diffuso sul proprio canale Youtube dei utili video informativi sugli obblighi previsti dal regolamento REACH per l'immissione sul mercato di sostanze che sono soggette a registrazione entro il 31 maggio 2018. Attraverso il personaggio di John, un piccolo imprenditore produttore e importatore di sostanze chimiche in Europa protagonista dei video, è possibile rinfrescare le proprie conoscenze su questi obblighi.

In ogni video, si seguiranno i vari step di registrazione. Il primo raccomanda di “conoscere il proprio portafoglio” attraverso la identificazione delle sostanze, fondamentale per poter effettuare la registrazione in modo corretto e conforme. ECHA consiglia di assicurarsi di avere informazioni corrette e ancora valide, relative all’identificazione della sostanza fornita in fase di preregistrazione.

Occorre poi seguire le prescrizioni REACH in materia di informazione in funzione del tonnellaggio e degli usi delle sostanze in questione.
Tutte le informazioni richieste vanno poi inserite in un fascicolo di registrazione utilizzando l’applicazione software IUCLID (si veda la fase 5 relativa alla preparazione di un fascicolo di registrazione in IUCLID).

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Sicurezza in quota: dispositivi per la protezione contro le cadute

Sicurezza in quota: dispositivi per la protezione contro le cadute

Pubblicata a cura della Commissione Sicurezza la norma UNI ISO 22846-1 che si occupa dei sistemi di accesso su fune stabilendone i principi fondamentali per un sistema di lavoro in quota. L’accesso su fune ha origine nella pratica dell’alpinismo e in particolare in speleologia nel cui ambito è un metodo ampiamente collaudato.
Per l’adattamento all’ambiente di lavoro, sono state modificate le tecniche di alcune delle attrezzature. La modifica più significativa è l’inclusione di una seconda fune per fornire ulteriore sicurezza. Queste modifiche permettono al sistema di offrire un livello di protezione agli operatori pari o migliore di altre forme di accesso simili.
La norma è destinata ad essere utilizzata dai datori di lavoro, dai dipendenti e dai lavoratori autonomi, dai committenti e dalle associazioni del settore.
È applicabile ai lavori svolti con sistemi di accesso e posizionamento su funi su edifici e altre strutture (anche strutture in mare aperto) o siti naturali (come per esempio pareti rocciose), durante i quali le funi sono collegate ad una struttura o elemento naturale. Inoltre, è applicabile a situazioni in cui le funi sono utilizzate come mezzo principale di accesso, supporto e uscita o come mezzo primario di protezione contro la caduta.
La UNI ISO 22846-1 non è destinata ad essere applicata per l'utilizzo di metodi di accesso e posizionamento su funi durante il tempo libero, in arboricoltura, nei metodi di accesso su ponteggi, per i sistemi di evacuazione di emergenza, o per l'uso di accesso ed il posizionamento su funi durante le operazioni dei vigili del fuoco e di altri servizi di emergenza durante le operazioni di soccorso o per la formazione di salvataggio. Tuttavia coloro i quali sono impegnati in altre attività simili, possono beneficiare dei consigli forniti nella norma; molti dei principi possono essere applicati in altri contesti e offrono buone pratiche per le attività escluse dall’ambito di applicazione dalla norma stessa. L’obiettivo principale è garantire che sia mantenuto in qualsiasi momento un sistema di lavoro sicuro.

mb

Fonte UNI

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Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro: pubblicato l'elenco dei soggetti abilitati

Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro: pubblicato l'elenco dei soggetti abilitati

Con il Decreto direttoriale del 20 settembre 2017 è stato adottato il Quattordicesimo elenco, di cui al punto 3.7 dell'Allegato III del Decreto interministeriale 11 aprile 2011, dei soggetti abilitati per l'effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro ai sensi dell'articolo 71, comma 11, del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.

Il Decreto si compone di cinque articoli:

  1. all'articolo 1 (Rinnovo delle iscrizioni nell'elenco dei soggetti abilitati) è rinnovata l'iscrizione per i soggetti che hanno tempestivamente e regolarmente trasmesso la documentazione richiesta e per i quali la Commissione di cui al D.I. 11.04.2011 ha potuto tempestivamente concludere la propria istruttoria;
  2. all'articolo 2 (Variazione delle abilitazioni) sono apportate le variazioni alle iscrizioni già in possesso, sulla base delle richieste pervenute nei mesi precedenti;
  3. all'articolo 3 (Proroga delle iscrizioni nell'elenco dei soggetti abilitati) è disposta un'ulteriore proroga di 60 giorni per i soggetti in scadenza al 18 settembre 2017, la cui istruttoria è tuttora in corso e in vista della prossima riunione della Commissione già fissata per il 25 e 26 settembre 2017;
  4. all'articolo 4 (Elenco dei soggetti abilitati) è specificato che con il Decreto si adotta l'elenco aggiornato, in sostituzione di quello adottato con il Decreto del 9 settembre 2016;
  5. all'articolo 5 (Obblighi dei soggetti abilitati) sono riportati, come di consueto, gli obblighi cui sono tenuti i soggetti abilitati.

L'elenco adottato in allegato al Decreto - "Elenco dei soggetti abilitati all'effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, di cui all'Allegato VII del Decreto legislativo n. 81/2008" - sostituisce integralmente il precedente elenco adottato con il decreto del 9 settembre 2016.

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Scarica il Decreto Direttoriale n. 78 del 20 settembre 2017

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Impianti di climatizzazione: salute e sicurezza nelle attività di ispezione e bonifica

Impianti di climatizzazione: salute e sicurezza nelle attività di ispezione e bonifica

Pubblicato da INAIL il documento “Impianti di climatizzazione: salute e sicurezza nelle attività di ispezione e bonifica”. La pubblicazione fornisce informazioni utili a prevenire infortuni e malattie professionali correlabili alle attività di ispezione e sanificazione degli impianti di climatizzazione. Promuove inoltre comportamenti sicuri e il corretto utilizzo di attrezzature e dispositivi di protezione.

L’opuscolo, organizzato in schede, permette di identificare tutti i rischi connessi alle singole fasi di lavoro effettuate durante:
• l’ispezione visiva
• l’ispezione tecnica
• la bonifica

Per ogni rischio associato alle diverse fasi, fornisce indicazioni circa i comportamenti, le attrezzature e i dispositivi di protezione da adottare. Inoltre, sono fornite delle schede di sintesi relative ai DPI da utilizzare per ognuna delle fasi di lavoro e una scheda per le emergenze sulla quale annotare nomi e numeri utili da contattare in caso di emergenza.

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